Sì d'autunno alla Zanussi
CARLA CASALINI

Questa volta hanno detto sì, i miglioramenti sui punti più odiosi ci sono, approviamo l'accordo: hanno votato 8180 donne e uomini degli stabilimenti Electrolux-Zanussi (oltre il 70%) al referendum sull'intesa siglata dai sindacati metalmeccanici il 10 novembre. Urne aperte mercoledì e giovedì, ieri mattina i risultati: i sì più del 74% (6059), i no quasi il 22,8% (1855); ma due stabilimenti, Solaro (Brianza) e Rovigo, hanno respinto l'accordo.
Sono "soddisfatti" per il voto sul nuovo accordo integrativo anche i vertici Electrolu-Zanussi: "soprattutto perché riporta alla normalità le relazioni industriali"; rammaricati invece perché "poteva essere più innovativo, con il job on call". Invece il 'lavoro a chiamata'(una sorta di rapporto interinale gestito direttamente dall'azienda) era stato denunciato duramente dai lavoratori, e uno dei motivi, assieme alle differenze fra vecchi e nuovi assunti, alle richieste esose di sovraccarichi di lavoro per i premi, che li avevano spinti a bocciare il precedente accordo di luglio - già respinto dalla Fiom, ma approvato da Fim e Uilm e dalla maggioranza delle rsu.
"Osare non porta solo alla sconfitta o alla testimonianza, come si vede: se è condiviso con i lavoratori può anche sortire una vittoria", commenta il coordinatore nazionale Zanussi della Fiom, Andrea Castagna. Che sottolinea l'apprezzamento espresso dai lavoratori sul merito dei punti migliorati, e in generale contro il tentativo dell'azienda di precarizzare ancor di più le condizioni di lavoro. Il voto "premia anche la coerenza, la tenacia della Fiom", pur se "la nostra capacità di intervento sulle condizioni di lavoro deve comunque migliorare", conclude Castagna. Giudizio positivo anche dal coordinatore nazionale della Fim Luigi Copiello: perché questo "è un accordo unitario", e il voto conferma alla fine "un buon consenso per il sindacato"; peccato che si sia "ridotto il grado di innovazione", ma è importante che si affermi "il diritto soggettivo dei lavoratori alla formazione".
Diverse le parole del coordinatore nazionale della Uilm Antonio Messina: bene il voto, certo, dopo una vicenda "protrattasi così a lungo" i lavortori "hanno finalmente il diritto al premio di risultato". Solo che Messina è l'unico a sostenere che "l'intesa sottoscritta ribadisce sostanzialmente l'impianto già realizzato a luglio", nell'accordo bocciato. Gli risponde il volantone dei delegati di Susegana: "Non è cambiato niente? Giudicate voi!!!", e spiegano ai lavoratori in una "guida ragionata" i miglioramenti raggiunti su punti importanti, senza tacere i giudizi negativi su altre parti dell'accordo.
In fabbrica a Susegana (oltre 2000 addetti), in una pausa turno, una giovane operaia, Gina, ci dice "sì, il contratto è migliore di quello di giugno e qui c'è soddisfazione, certo non totale perché si vorrebbe sempre star meglio. Il salario non è gran che, ma ci accontentiamo; la cosa più importante è il sussulto di dignità di tutti gli operai, che abbiam guardato un po' più in là del nostro naso e pensato anche ai nuovi assunti, quando abbiamo bocciato l'altro accordo".
Da Mel (più di 1000 addetti) Antonella Susana racconta che è "stata comunque dura", qui il no è più alto, il 25/26%, "c'è stata una campagna contro questo accordo, una ripicca assurda di delegati di Fim e Uilm - non dei sindacati territoriali - che dicevano 'l'accordo è uguale a prima'; poi tentativi dell'azienda di delegittimare le rsu". Anche nello stabilimento più grosso, Porcia (2700), ci sono stati problemi, racconta Valter Zoccolan, delegato: "avevamo cominciato con un boicottaggio degli straordinari, qui c'era bisogno di più produzione e abbiam detto all'azienda, accordiamoci, ma voi premete per l'accordo integrativo: bene, la Fiom organizzava gli scioperi, Fim e Uilm il lavoro; poi, nel referendum, loro cercavano di limitare il numero dei votanti".
A Rovigo invece "abbiam votato contro tutti noi della Rsu, all'unanimità - spiega Antonio Petruzzella - e i lavoratori ci hanno appoggiato, contro l'azienda ma anche contro il sindacato". L'accordo è sicuramente migliorato "a livello di gruppo", premette il delegato della Fiom, "ma a Rovigo è uno schifo, e la Cgil, che ha la 'solidarietà' nello statuto, a noi ci ha lasciato con il Promo e basta, i salari qui sono la metà di quelli delle altre fabbriche Zanussi, poi adesso si parla anche di ristrutturazione...". Il "Promo" è l'accordo fatto nel '96-'97 per aprire a Rovigo un nuovo stabilimento, dopo averne chiusi due, e per questo 'dono' l'azienda ha ottenuto condizioni peggiori per i lavoratori, peggiorate ulteriormente per i neoassunti, e neppure ha rispettato il vincolo delle "450, poi aveva detto addirittura 600, nuove assunzioni". Hanno ragione quelli di Rovigo, dice Castagna, abbiamo un incontro il 20, chiederemo la verifica del Promo, è d'accordo anche il ministro". Il no di Solaro "ha molte ragioni", spiega il segretario generale della Fiom lombarda Tino Magni, "ma è stato favorito anche dall'azienda che due giorni prima ha annunciato che avrebbe trattenuto dei soldi agli operai perché gli obiettivi dei premi non erano raggiunti"; e già due anni fa aveva fatto lo stesso scherzo, facendosi dare i soldi indietro.