AAAA operai -12/01/01- il manifesto

La Franco Tosi di Legnano, mitica fabbrica metalmeccanica del gruppo Ansaldo ora acquistata da Gianfranco Castiglioni, deve assumere 1500 operai nel giro di 3-4 anni. Offre uno stipendio normale per i metalmeccanici (1 milione e mezzo al mese o poco più) e un contratto a tempo determinato. In zona, sembra, chi non ha un lavoro cerca qualcosa di più solido. Chi, al sud, potrebbe essere interessato al trasferimento, trova un ostacolo nello stipendio troppo basso rispetto agli affitti medi della bassa padana, ma anche nel carattere "temporaneo" del contratto. La Tosi, perciò, comincia a preoccuparsi. Il ministro dell'industria, il ppi Enrico Letta, organizza da ottobre un gruppo di "esperti" e un mini-tavolo di concertazione con il sindacato per trovare una soluzione che lavora a una via d'uscita dal problema: un impegno sostanzioso dell'azienda sui nuovi contratti e il sostegno per i nuovi assunti in cerca di casa.
Ieri, improvvisamente, esplode il "caso", grazie a un lancio di agenzia che denuncia le difficoltà della Tosi a trovare operai e la richiesta d'aiuto al ministero dell'Industria. Quasi nessuno dice che è aperto un confronto con i sindacati. Il consigliere delegato di Confindustria per il Mezzogiorno sul Corriere della sera chiede che lo stato si faccia carico dell'onere degli affitti. Esattamente come il segretario della Fim-Cisl, Caprioli: "si favorisca una mobilità dal sud al nord, ma con forti agevolazioni, quali la casa per chi sceglie di andare a occupare quei posti vuoti". Il vice-segretario generale della Uil, Adriano Musi, si preoccupa invece di ricordare che "il problema è come convincere gli imprenditori a investire al sud". E il segretario della Cisl siciliana, Paolo Mezzio, gli trova la soluzione: se le aziende si sposteranno nel meridione il suo sindacato offrirà "la totale disponibilità su flessibilità e sostegno alle imprese settentrionali che volessero impiantare al sud". Si pronuncia il ministro del lavoro Salvi: "Gli incentivi del governo ci sono, ma solo per chi va a dare lavoro a sud", non per far spostare i giovani del sud al nord. Anche il segretario della Cgil Cofferati propone lo spostamento delle aziende e non degli operai, mentre il ministro Letta si mette a disposizione "per far incontrare domanda e offerta di lavoro", a discutere con azienda e sindacato per "crearne le condizioni sociali, a cominciare dalla casa".
Condizioni che nel confronto sindacale alla Tosi si stavano già mettendo in piedi, racconta il segretario della Fiom lombarda Maurizio Zipponi. L'azienda, acquistata dall'Ansaldo (con la quale navigava in acque non buone) dall'imprenditore varesino Castiglioni un piccolo "sbarco" verso il sud l'ha già fatto, insediandosi a Spoleto (con 200 nuovi assunti). Circa le assunzioni a Legnano, le conclusioni alle quali stava giungendo il confronto con il sindacato sono: contratto a tempo indeterminato, contributo parziale a carico dell'azienda al costo di un alloggio, ciclo di formazione continua per i nuovi assunti. "Una soluzione che può non piacere ai teorici della flessibilità, ma per noi è un'ipotesi bella, innovativa e che all'azienda sta benissimo", racconta Zipponi, meravigliato dell'irruzione dei media su un tavolo negoziale che filava dritto verso la conclusione. Conclusione che non sembrava prevedere oneri a carico dello stato (come un piano di edilizia pubblica di bassa qualità, alto impatto ambientale e tempi di utilizzazione incerti), se non quelli della formazione continua. La stessa azienda ieri ha fatto sapere: il nostro piano procede regolarmente, è già stato illustrato "alle autorità e ai sindacati", stiamo mettendo a punto "tutti i particolari". Perché dunque l'allarme sul caso Tosi? Alla Camera del lavoro di Legnano sgranano gli occhi e snocciolano dati: nella zona risultano esserci 10.000 disoccupati. Il sospetto, fuori dai denti, è che qualcuno stia "cercando di drammatizzare una situazione niente affatto drammatica, magari per ottenere surrettiziamente dal governo contropartite di vario genere".