Il giallo degli operai scomparsi-

12/01/01-il manifesto

La Franco Tosi, società meccanica di Legnano, prevede di assumere nei prossimi mesi 1.500 lavoratori. Le assunzioni riflettono una fase di sviluppo abbastanza positiva dell'azienda venduta dall'Ansaldo (cioè dallo stato) e acquistata dall'imprenditore varesino Gianfranco Castiglioni, che sul piano di rilancio ha stanziato 170 miliardi. Una parte degli investimenti aggiuntivi della Tosi sono stati fatti nel centro Italia (a Spoleto), un'altra parte nello stabilimento di Dongo, sul lago di Como. A Legnano, nel core-business, le nuove assunzioni. Sulle quali ieri si è concentrata l'attenzione politica nazionale, grazie all'allarme lanciato da un'agenzia stampa secondo la quale gli operai per la Tosi "non si trovano" al punto che l'azienda "chiede aiuto al ministro dell'Industria". Sul caso si sono immediatamente espressi politici, ministri, sindacalisti e industriali, tutti rilevando così il problema: a Sud non c'è lavoro, a Nord non si trovano operai. Da più parti - tutte confindustriali - si è sollecitato un intervento pubblico per agevolare l'emigrazione dei meridionali a Nord.
In realtà il confronto tra Castiglioni (Tosi), il ministero dell'industria e la Fiom regionale sulle nuove assunzioni procede da mesi (da 3 ottobre del 2000) e stava andando in porto prevedendo un pacchetto abbastanza innovativo e allettante per attrarre i 1.500 operai richiesti: costo dell'alloggio a carico dell'azienda, contratto a tempo indeterminato, ciclo di formazione continua. Il tut