giorni di scioperi in Fiat(link a operai contro)

Fiat-Daewoo

interviste

La Fiat licenzia 300 giovani "in affitto", scatta lo sciopero Fiom

Sciopero spontaneo
La Fiat dà il benservito a 147 ragazzi. Si ferma Mirafiori, un corteo interno di tremila tute blu spazza la fabbrica, poi esce e blocca il traffico. Non succedeva dall'80
LORIS CAMPETTI –il manifesto 3/02/01

Mirafiori, ore 11,30. Esplodono le Carrozzerie per un infortunio sul lavoro, infortunio in cui è incorsa la direzione della Fiat quando i capi officina hanno cominciato a consegnare a 147 ragazzi in contratto di formazione-lavoro la lettera di benservito, del tipo: "non intendiamo più avvalerci della vostra prestazione". E' stato un fulmine a ciel sereno, imprevisto perché in più occasioni "l'azienda aveva detto che i giovani sarebbero rimasti al lavoro con contratti, finalmente, a tempo indeterminato". E il fulmine ha incendiato per prima la Lastratura. I delegati e via via tutti gli altri si sono fermati spontaneamente e un corteo di 500 tute blu ha attraversato le officine. Alle 12 l'incendio s'è esteso alla Verniciatura, e poi tutti i settori, Montaggio compreso. Poco prima delle 14 sono entrati in fabbrica gli operai del secondo turno, hanno indossato la tuta e sono andati a ingrossare il corteo interno che ha raggiunto dimensioni inedite, almeno negli ultimi decenni. Prima due, poi tremila operai sono infine usciti dalla porta 3 di Mirafiori e hanno bloccato il traffico in corso Agnelli dove si è tenuta una grande assemblea. E' a questo punto, verso le 15,45, che il solito automobilista imbecille ha deciso di non aver tempo da perdere e ha ingranato la prima travolgendo due ragazzi, un operaio e un'operaia finiti in ospedale. Il ragazzo è stato subito dimesso, nel pomeriggio la sua compagna era ancora in osservazione.
Alle 16,30 l'assemblea davanti ai cancelli è finita, il serpentone operaio ha ripreso forma e gli operai del secondo turno sono rientrati in fabbrica. Avrebbero dovuto votare per il referendum sulla piattaforma contrattuale di Fim, Fiom e Uilm, ma il voto è stato spostato a lunedì: "Ora discutiamo di come proseguire la lotta: scioperiamo fino alle 22, oppure decidiamo le fermate per la prossima settimana?" La risposta all'assemblea al Montaggio è stata unanime: "Sciopero fino a fine turno, e lunedì si ricomincia". Ed è ripartito il corteo interno.
"La misura è colma, a Mirafiori e in tutta la Fiat. Il contesto di quest'ultima provocazione - dice Claudio Stacchini, segretario della 5 Lega Fiom - è il clima tesissimo per il rifiuto della direzione di aprire un tavolo di trattativa per l'integrativo. E' la prima volta che la Fiat butta fuori in blocco tutti i ragazzi alla scadenza del contratto, nonostante le garanzie ripetutamente date al sindacato e ai lavoratori sulla loro assunzione a tempo indeterminato. Si sono comportati come l'estate scorsa, tutti a casa. Ma in quel caso si trattava di interinali, operai in affitto". Il segretario della Fiom Piemonte, Giorgio Cremaschi, esalta il "fatto nuovo" che riporta agli anni Settanta, "per estensione e partecipazione".
Escludiamo che la decisione della Fiat di mandare a casa giovani operai che in 14 mesi hanno imparato il mestiere, in una fabbrica dove l'età media è altissima, sia stata soltanto una prova di forza contro i sindacati e i lavoratori che dall'autunno hanno rialzato la testa. Ma allora, perché la Fiat si è amputata una parte di sé, ben sapendo che questa decisione non sarebbe stata subita passivamente? Ci risponde al Lingotto un dirigente Fiat: "Possibile che i sindacati non si rendano conto che noi confermiamo o non confermiamo il lavoro per i contratti a termine, a seconda delle esigenze? Stiamo muovendoci con il bilancino, cercando di evitare la cassa integrazione. Perché non dicono che a Pomigliano a gennaio abbiamo assunto con contratti a termine e in formazione-lavoro 350 giovani? E' vero che a Mirafiori c'è più lavoro che a Rivalta, e noi il problema lo affrontiamo spostando dipendenti da una fabbrica all'altra. Non siamo cretini: se non confermiamo questi 147 vuol dire che non ci servono, e se in futuro a Mirafiori avremo bisogno di più lavoratori e non basteranno gli spostamenti interni, vuol dire che ripescheremo tra questi 147".
L'incendio di Mirafiori rischia di estendersi alle fabbriche dell'indotto: il blocco produttivo di ieri ha provocato massicce mandate a casa, per esempio alla Lear dove si fanno i sedili per le auto assemblate a Mirafiori. E anche alla Lear cresce la protesta, i lavoratori non hanno gradito la politica feroce (o solo di mercato) della Fiat. In 5 Lega sostengono che la decisione della Fiat "dimostra l'incapacità e l'improvvisazione del gruppo dirigente: a Mirafiori i lavoratori non sono sufficienti, perché alla produzione di Panda, Multipla e Punto hanno aggiunto quella della Marea, trasferita da Cassino dove si sta allestendo la nuova Brava. Ma a Rivalta c'è un buco produttivo, per il semplice fatto che hanno sospeso la produzione della K (ammiraglia Lancia) un anno prima di avviare la produzione della vettura che la sostituirà".
Ma oggi, ci si passi il linguaggio poco britannico, non è giorno di riflessione ma di lotta. Domani è un altro giorno, e riparleremo del fatto che le Rsu di Mirafiori chiedono l'immediata riassunzione dei 147 licenziati.