SLAI Cobas

Lavoro precario Esternalizzazioni


Il socio lavoratore: avamposto della deregulation.

Chi teorizzava che le cooperative fossero un rifugio produttivo autogestito dai lavoratori ha avuto ora il ben servito.
La "Revisione della legislazione in materia cooperativistica, con particolare riferimento alla posizione del socio lavoratore" approvata in via definitiva dalla Camera dei deputati il 7 marzo 2001 (anche se non ancora pubblicato nella Gazzetta Ufficiale) fa delle cooperative degli avamposti per rimodellare l'intero diritto del lavoro.

La legge concede infatti la possibilità di differenziare a piacere la forma contrattuale che regola la prestazione lavorativa del socio lavoratore :

  • Il socio lavoratore di cooperativa stabilisce con la propria adesione o successivamente all'instaurazione del rapporto associativo un ulteriore e distinto rapporto di lavoro, in forma subordinata o autonoma o in qualsiasi altra forma, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata non occasionale
  • E' deregulation totale. Da oggi le cooperative avranno la possibilità - per legge - di regolare la stessa prestazione lavorativa dei soci lavoratori, nel medesimo posto, in forma subordinata, autonoma o qualsiasi altra forma. Fin qui la legge sottintendeva invece che la posizione fosse equiparata al rapporto di lavoro subordinato.

    Le ricadute retributive sono immediate :

    • mentre per i soci in rapporto di lavoro subordinato le società cooperative sono tenute a corrispondere al socio lavoratore un trattamento economico complessivo proporzionato alla quantità e qualità del lavoro prestato e comunque non inferiore ai minimi previsti, per prestazioni analoghe, dalla contrattazione collettiva nazionale del settore o della categoria affine,
    • per quelli in rapporto di lavoro diverso da quello subordinato le società cooperative sono tenute a corrispondere al socio lavoratore un trattamento economico complessivo proporzionato ai compensi medi in uso per prestazioni analoghe rese in forma di lavoro autonomo.

    Ogni cooperativa configurerà così qualsiasi prestazione del socio lavoratore come "lavoro autonomo" o "collaborazione non occasionale" perchè questo le consentirà di aggirare l'obbligo di rispettare i "minimi" retributivi definiti dalla contrattazione collettiva e riferirsi invece "ai compensi medi in uso per prestazioni analoghe rese in forma di lavoro autonomo". Ossia ai "prezzi di mercato".

    Non a caso l'organo di Confindustria ( Il Sole 24 ore) annuncia con entusiasmo:
    "Lavoro del socio di coop: un modello di flessibilità.
    Spazio alla volontà delle parti sulle modalità della prestazione.
    Un precedente che contribuisce a modernizzare
    l'intero diritto del lavoro ".

    Slai Cobas