Sinistra Ehi!
Rossana Rossanda- 12.12.07

Come siamo frettolosi e snob davanti al primo tentativo della galassia delle sinistre di mettersi assieme. Pare che i più scafati manco siano andati a vedere. Eppure non ci sono alternative, o si lascia la sfera politica a Veltroni, e noi ci contentiamo di essere, se va bene, frammenti interessanti e intelligenze o mozioni, o si ricomincia a parlarsi «per». Per fare assieme qualche cosa che freni la deriva alla centralizzazione sfrenata del dominio del denaro e delle merci che ci frantumano ciascuno nel singolo e nei pochi. Raramente in transitorie masse.
Si dirà: ma in fondo da questa parte del mondo ce la caviamo, perlopiù abbiamo un tetto sopra la testa, un piatto da mangiare, un po' di compassione per gli esclusi. È vero, mettere un freno al meccanismo mondialmente in atto è impellente dove esso produce subito morte, e non è il nostro caso. Non per l'assoluta maggioranza di noi, e delle minoranze miserabiliste chi se ne frega? Così alla cancellazione della Cosa Rossa - espressione cretina - da parte delle maggiori testate (eccezione Rai1) si è aggiunta la freddezza nostra, coperta dai quattro morti della Thyssen, come se un incidente del lavoro di questa natura non fosse un evento messo in conto dal meccanismo oggi dominante.
Non sono d'accordo. Per quel che so, la riunione di sabato e domenica non ha dato che una risposta, la decisione di lavorare assieme, obiettivo minimo non andare dispersi alle prossime elezioni, non molto ma meglio di niente, obiettivo massimo, ma poco interrogato, diventare un partito. Per dir la verità, oggi è lo stesso, e lo sarà fin che manca una elaborazione comune sul punto in cui siamo e un tentativo comune di interpretazione delle diverse soggettività presenti, di quel che ciascuna mette nelle diverse sigle o movimenti, per cui uno o una stanno in questo e non in quello. Ma una cosa è starci come un tassello di un mosaico complesso, sulla cui natura e destino si moltiplicano gli interrogativi, un'altra è starci in soddisfatta autosufficienza. Se questa sembra finita - anche per le insigni zuccate prese - un lavoro assieme può cominciare. Anche con le femministe, che vengono da molto lontano e in questo primo incontro hanno contrapposto a un rituale un altro loro rituale, facendosi rispondere da rituali parole, ma che per pesare davvero dovranno dimostrare come non ci sia cespuglio del paesaggio politico in cui siamo che non sia traversato dal conflitto fra i sessi, anch'esso in via di mutamento. Conflitto che - ha ragione Dominijanni - non va ridotto a preferenze sessuali, che appartengono e devono restare all'individuale libertà. Lasciamo l'elenco al Vaticano. Farne delle figure o tipologie sociali conduce dritti, credenti o non credenti, a qualche Malleus Maleficarum (alias caccia alle streghe).
Per conto mio, la prima urgenza è garantire un'area, un perimetro, una disponibilità dentro alle quali parlarsi, rispondersi, cercar di costruire una piattaforma che conti sulla scena delle idee, su quella sociale e su quella istituzionale. Dei limiti di quest'ultima si può dire molto, ma senza di essa conta di meno, così come ridursi a essa significa tagliarsi radici e canali di alimentazione.
Tema prioritario? Secondo me capire come i soggetti singoli e collettivi siano prodotti o intaccati o condizionati, o resi meno liberi, dal meccanismo economico-politico dei poteri oggi mondialmente dominanti. Meccanismo articolato, in mutazione, produttore di lacerazioni anche interne, ineludibile. Ma a sua volta condizionato dalle soggettività che innesta o con le quali si scontra.
La vecchia storia, Marx sì Marx no, si misura su questo criterio. Non è riconducibile, come si usa, alla «questione del lavoro». Per contro, una soggettività non si misura su un'altra soggettività, ma tutte e due con, per così dire, la pesantezza del mondo.
Non vedo difficoltà per chi sta oggi attorno a Rc o al Pdci, salvo finirla con la negazione o riaffermazione di un «da dove veniamo» (che sarebbe l'ora di guardare in faccia invece che celebrare o esecrare). Né vedrei difficoltà negli ecologisti: come O'Connor, ma anche senza di lui, sanno bene quanto delle razzie contro gli equilibri naturali o ambientali dipenda dal denaro e dalla mercificazione generale.
La battaglia per l'ecosistema non ha avversari diversi da quelle per/contro il lavoro salariato e contro le guerre. Quanto ai movimenti, la loro filosofia rende più semplice aderire a tutto o a questo o a quello mantendo un'indipendenza. Lo stesso vale per la causa delle donne, che peraltro non si esaurirà mai neanche nella più complessa e raffinata delle politiche - il femminimo sa bene che non è «una delle» esperienze, è costituiva della specie umana. Credo infine che anche i nostri giornali dovrebbero mettere a disposizione non la loro autonomia ma le loro teste.
Dimenticavo la questione del leader. Beh, il leader viene ultimo. E dovrebbe lavorare come lo stato, alla propria estinzione ... è il peggio del famoso partito. Per ora non me ne occuperei.
La testatina non è una foglia di fico

 

Vorremmo continuare a essere un Sisifo felice
Valentino Parlato

Marco d'Eramo è un vecchio e caro amico, colto, intelligente e molto rispettabile, ma non condivido nulla del suo articolo pubblicato su il manifesto del 7/12/07, dove sostiene che la scritta «quotidiano comunista» sarebbe «solo una (nobile) foglia di fico per nascondere la nostra incapacità di pensare, di plasmare nuove categorie, di descrivere il pianeta con occhi che colgano l'eredità marxiana, ma siano in grado di aprirsi su un mondo largamente inatteso...».
Non sono d'accordo, rifiuto la riduzione a foglia di fico, ancorché nobile, ma mi rendo conto che è questione sulla quale discutere. Secondo Marco non saremmo più in grado di dire che cosa dovrebbe essere il comunismo nei nostri tempi e ce la caveremmo solo col dire ciò che non vogliamo. Vorrei ricordargli che anche il più famoso «manifesto», quello di Marx ed Engels, esprimeva soprattutto il rifiuto «dello stato di cose esistente» e poco si attardava nel definire il futuro del comunismo realizzato. Anche perché - non dimentichiamo Gramsci - il comunismo una volta realizzato (anche un po' diversamente da quel che è stato nella nostra esperienza) non è il paradiso terrestre, perfetto e immobile, eterno. E' un modello che non appartiene alla terra e alla ragione degli umani.
A Marco, e agli amici e compagni lettori, vorrei ricordare che uno dei prodotti più rilevanti e significativi della cultura di noi umani è il mito di Sisifo, quello che spinge un masso verso la cima del monte e continuamente torna a spingerla, perché il masso è tornato in basso. E vorrei qui riscrivere un passo di Camus che, tanti anni fa, ho dedicato a Rossana Rossanda. «Je laisse Sisyphe au bas de la montagne! On retrouve toujours son fardeau. Mais Sisyphe enseigne la fidélité supérieure qui nie les dieux et soulève les rochers. Lui aussi juge que tout est bien. Cet univers désormais sans maitre ne lui parait ni stérile, ni futile. Chacun des grains de cette pierre, chaque éclat minéral de cette montaigne pleine de nuit, à lui seul forme un monde. La lutte elle-meme vers les sommets suffit à remplir un coeur d'homme. Il faut imaginer Sisyphe heureux». (1)
il manifesto «quotidiano comunista» è stato, e vorrebbe essere ancora, un Sisifo felice. La scritta «quotidiano comunista» è il masso che continuamente torniamo a spingere verso la vetta. Ma con una differenza rispetto a Sisifo: il masso tornando indietro (e tante volte è accaduto in questi 36 anni alle nostre spalle) potrebbe anche travolgerci e schiacciarci. Ma ci sarà sempre qualche altro Sisifo. Non c'è la fine della storia, quindi continuiamo a tenerci la vecchia scritta «quotidiano comunista», anche se talvolta ci viene il dubbio di non essere all'altezza della sfida, come, appunto, ragionevolmente, è venuto a Marco D'Eramo.
Certo, stiamo subendo una sconfitta storica del socialismo, ma non è la fine della storia. Spingere il masso significa oggi, soprattutto, analizzare la situazione presente, le attuali forme dell'accumulazione e dello sfruttamento (Marx nel Frammento sulle macchine mi pare dicesse che lo sfruttamento del lavoro vivo sarebbe diventato ben misera cosa, ma in questi giorni c'è un'ecatombe di uccisi dal lavoro). Ma proprio per tutto questo la scritta «quotidiano comunista» non è una foglia di fico, ma vuole essere, deve essere, una bandiera di combattimento.
P.s. Agli ortodossi del marxismo dico che Sisifo ha molto a che fare con Marx.
1) «Lascio Sisifo ai piedi della montagna. Dove si ritrova sempre il proprio fardello. Ma Sisifo ci insegna quella superiore fedeltà che nega tutti gli déi e solleva i massi. Anche lui pensa che tutto va bene. Questo universo ormai senza padrone non gli appare né sterile, né futile. Ciascun frammento di questa pietra, ciascuna scheggia minerale di questa montagna piena di notte, per lui, per lui solo, è un mondo. La semplice lotta per salire verso la vetta è sufficiente a riempire il cuore di un uomo. Bisogna immaginare un Sisifo felice».

l'opinione
«Quotidiano comunista»? Una nobile foglia di fico
Marco d'Eramo

Nel suo fogliettone di venerdì scorso Valentino Parlato ha affrontato di sfuggita la questione della testatina «quotidiano comunista» che mi pare molto più seria e problematica di come l'ha formulata. Non credo che sia un problema di fedeltà alla nostra storia: nessuno può dubitare della coerenza morale e politica di persone come Valentino, me e tanti altri di noi che da decenni vivono con uno stipendio da fame (quando arriva) pur di poter esprimere le proprie idee. Né penso che sull'orientamento politico-culturale di un giornale che si chiama il manifesto possa esservi la minima ambiguità. E neppure ritengo che se si abolisse quella testatina, si rinuncerebbe per questo «al tentativo di conquistare l'uguaglianza e la libertà di donne e uomini», secondo le sue parole.
No, il problema serio, per cui io personalmente sarei favorevole a abolire la dicitura, è un problema di onestà intellettuale. Mantenerla vuol dire rimuovere il punto centrale delle nostre difficoltà e debolezze. Il punto è che nessuno di noi sa dire più con esattezza in che cosa consista il comunismo. A ragione denunciamo i misfatti del capitalismo, gli orrori generati dal fondamentalismo liberista di mercato, gli eccidi dell'«imperialismo umanitario». Ma alzi la mano chi sa rispondere alla domanda «Insomma che società volete?» se non in termini negativi (una società non fondata sul profitto, una società che non discrimini, che non predetermini l'ineguaglianza tra esseri umani, che non sia ingiusta come questa ecc...). Noi sappiamo dire «una società che non», ma non sappiamo più dire «una società che sì». Sappiamo che il capitalismo non è la fine della storia (e faremo di tutto perché non lo sia), ma le alternative che avevamo proposto ci si sono sbriciolate in mano.
Una volta ci bastava parlare di socializzazione dei mezzi di produzione, specificando che non ci andava bene il modello burocratico sovietico, contro cui alcuni di noi hanno tentato il contraltare maoista (sui cui esiti la discussione nel nostro giornale è stata reticente). Altri, non noi, vedevano una soluzione nel modello autogestionario iugoslavo. Oggi nessuno di noi è capace di articolare un soddisfacente modello di socializzazione seppur in termini utopici, prescindendo dalla sua realizzabilità immediata. Né abbiamo più un modello politico: certo la democrazia parlamentare è un disastro, ma quella popolare lo fu ben di più e il capitalismo-leninismo cinese non è proprio un bel vedere. E là dove si pratica una radicale democrazia di base, come nei distretti scolastici statunitensi, i risultati sono barbari.
Il risultato è che tutto quel che propone non solo il nostro giornale, ma anche la cosiddetta «sinistra radicale» è ben più moderato di quel che tentarono riformisti prudenti come i giolittiani negli anni '60. Le proposte della «sinistra radicale» e del manifesto o sono di tipo resistenziale (il famoso «governare l'arretramento» di Pietro Ingrao) - non perdere i diritti pensionistici, non ridurre la copertura sanitaria, non allargare l'ambito privatistico in scuola e salute... - oppure sono prospettive di riformismo timido timido. Nelle nostre invettive più indignate, l'orizzonte che delineamo è quello al meglio di una socialdemocrazia nordica.
Il punto è che pratichiamo un doppio standard: da un lato diciamo che la sconfitta è stata epocale, ma dall'altro pensiamo che le vecchie categorie (classi, proletariato, modi produzione, plusvalore) vadano tutte bene così come sono, che possano essere usate ancora oggi come 40 anni fa. In questa situazione, la dicitura «quotidiano comunista» costituisce solo una (nobile) foglia di fico per nascondere la nostra incapacità di pensare, di plasmare nuove categorie, di descrivere il pianeta con occhi che colgano l'eredità marxiana, ma siano in grado di aprirsi su un mondo largamente inatteso (si sarebbe Marx mai aspettato che nel terzo millennio intellettuali e politici occidentali avrebbero passato il tempo a disquisire di Allah, Maometto e Corano? O che gli esponenti borghesi del più grande impero avrebbero finanziato fondamentalisti cristiani?).
Rimuovere queste difficoltà, non prenderle di petto, questo sì che è tradire la nostra storia, essere infedeli alle nostre idee, se è vero che l'atto di nascita del manifesto è stato un girare il coltello nella piaga della natura «socialista» dell'Unione sovietica e nel denunciare l'invasione della Cecoslovacchia nel 1968. Oggi abbiamo bisogno dello stesso coraggio, della stessa spregiudicatezza di allora. Senza questa nuova rottura, saremo come quei popoli la cui religiosità è solo una facciata, consentita da una generale ipocrisia. Allo stato del nostro attuale disagio politico e intellettuale, sarei già soddisfatto se riuscissimo a nutrire di contenuti la valenza politica della semplice (e potente) testata il manifesto, mentre la testatina costituisce solo un ulteriore, piccolo elemento dei tanti che ci rendono scostanti e che respingono da noi un pubblico più largo. Un serbatoio di lettori - assai più vasto di quel che si creda - che vogliono «conquistare l'uguaglianza e la libertà di donne e di uomini», ma vogliono avviarsi su questa via senza caricarsi dell'insostenibile fardello di una storia controversa che non sentono più loro.
p.s. L'unica ragione per cui credo che Valentino Parlato tema la scomparsa della dicitura è un successivo sbraco intellettuale, un'implosione culturale quale quella del Pci dopo la Bolognina che ci porti senza fermate intermedie dal partito del proletariato a We Care. Ma a me sembra che lo sbraco comunista fosse iniziato ben prima: in definitiva i vari D'Alema, Fassino, Veltroni furono selezionati e cooptati dalla dirigenza comunista e da Enrico Berlinguer in persona.

 

 

Intervista a Bertinotti su Repubblica: Fausto nonostante i suoi privilegi da presidente della Camera ( oltre duecento mila euro lordi l'anno) continua a  fare il difensore dei lavoratori. Come lui tanti tengono i piedi in due staffe e i lavoratori, come ampia parte della popolazione, non sopportano più che la crisi economica colpisca solo 'la base'.

 

La mia cosa rossa è con falce e martello

Ivan Della Mea

 

Sono commosso: nel nome della «cosa rossa» finalmente ci libereremo di quel cazzabbubbù della falce e martello. Ma siamo così sicuri che la cosa debba essere rossa? quale cosa? perché rossa? parliamone compagni... chiedo scusa, ancora una volta a io me Mea m'è scappato il «compagni»... insomma, diamoci un obiettivo strategico: niet falce und niet martello, nisba rosso, nada il comunismo e conseguente-mente alle ortiche il socialismo che gli è marxianamente succedaneo.
In effetti, e per la storia, tra i grandi dirigenti dei partiti della sinistra italiana, gente capace di usare il martello ne ho vista ben poca: a dire nessuna sbaglierei di poco; dell'uso della falce proprio non se ne parla. Lenin e Stalin e Trotzkji della falce sapevano molto, in particolare della frullana che usarono alla grande subito dopo la rivoluzione d'ottobre per falciare i contadini; e anche Mao Zedong falciò 700.000 contadini cinesi per «educarne» cento volte tanti. Stalin scoprì il piccone, metafora del martello, e lo provò sulla testa di Trotzkji con esito soddisfacente.
Oddio, e si sa o si è sempre creduto di sapere che falce e martello dovevano significare il mondo del lavoro e dei lavoratori in quanto simbolo e segno di classi che da subalterne si facevano egemoni e in grazia del lavoro costruivano il comunismo per il socialismo a venire. Non è stato così, ma la vera infamia non sta nei simboli, sta in tutti quei dirigenti nostrali che sapendo la verità delle stragi e delle siberie e degli arcipelaghi gulag non ce l'hanno mai detta e hanno fatto di Lenin e di Stalin e di Mao delle entità metafisiche nelle quali credere per fede che è cosa del sentimento e del sacro più che per ragione che è cosa della vera conoscenza. Cionondimeno, quel simbolo è stato e in non pochi casi ancora è, cosa della vita di tante persone, carne e mente, e allora o sublimi facce di palta, nessuno ha diritto di cancellare niente finché anche l'ultimo comunista, io mi faccio penultimo, non sarà informato edotto e convinto del perché deve cavarsi di dentro qualcosa che dentro ha da anni, in molti casi da una vita. El verdadero comunista anche oggi che qualcosina la sa e proprio perché la sa, si fa carico delle sciagure del comunismo, delle infamie, delle stragi perché deve farsi carico anche della sua ignoranza: vale a dire di quello che non sapeva perché non gli è stato detto. Siccome il cristiano sa di dovere farsi carico della croce, il comunista sa di dovere farsi carico della falce e martello e sa che la vergogna più miserabile è propria quella di cancellarlo questo simbolo perché anacronistico... così vien detto dai liquidatori... e come tale troppo negativamente connotato.
In quel simbolo io vedo tanti compagni, persone fisiche, facce e pensieri, attese e speranze e delusioni a josa; compagni che sanno di avere sbagliato molto e che quando muoiono non vedono l'ora di risorgere per seguitare a sbagliare: loro sono la mia cosa rossa, con la falce e col martello. Buona lì

il manifesto 4.12.07

 

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L’Espresso /sondaggio

Unione, ha ragione Bertinotti
o Prodi può ancora farcela?

Le dichiarazioni di Bertinotti sull'Unione riaccendono il dibattito nel centrosinistra. Ha ragione il presidente della Camera a ritenere fallimentare il progetto del governo? Oppure, come ha replicato Walter Veltroni, in questo modo si minaccia l'avvio delle riforme e si manca di senso dello Stato, come ha dichiarato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Micheli?

   

Secondo Fausto Bertinotti, l'Unione ha fallito la sua funzione e politicamente si proietta già 'oltre'. 'Si è chiusa una stagione - ha dichiarato il presidente della Camera a Repubblica - la grande ambizione con la quale avevamo costruito l´Unione non si è realizzata'. Bertinotti punta il dito su un governo che, soprattutto dopo i cedimenti all'ala moderata sul Welfare e Finanziaria, ha alimentato le tensioni e accresciuto le
distanze dal popolo e dalle forze della sinistra'.  Il padre nobile di Rifondazione non minaccia rotture ma avverte Prodi: l'ultimo appello sarà sui salari. La sortita del presidente della Camera non è piaciuta nel centro-sinistra. Dura la replica di Walter Veltroni: 'Così metti a rischio le riforme'. Per il segretario del Pd, 'indebolire il governo, adesso, significa mettere a rischio la riforma elettorale che è uno degli interessi del Paese'. Ferma anche la reazione di Palazzo Chigi, che attraverso il sottosegretario Enrico Micheli, rimprovera a Bertinotti 'scarso senso dello Stato'.

Voi che ne pensate? Condividete l'analisi di Bertinotti e ritenete che l'Unione abbia esaurito il suo ruolo e che bisogna separare i destini della sinistra radicale dai moderati. Oppure pensate che il presidente della Camera sia irresponsabile e che con questa sortita minacci l'avvio delle riforme?

(06 dicembre 2007)

 

bulldog70
06 dicembre 2007 @ 20:54

Ma quale delusione?!Bertinotti non interpreta proprio niente. Ha fiutato l'inciucio di veltroni e l'altro che volevano fare assopigliatutto escludendo i cespugli. E' indecente che il 5% decida per il 95 e lo faccia non perché è in pericolo il welfare (che non esiste più dall'avvento di craxi) ma solo perché è in pericolo il suo seggio. E' comodo stare all'opposizione.Nei luoghi di lavoro si parla male di qualunque governo:finché non si va in pensione tutti i governi sono peggiori del precedente.

72

ancafeo
06 dicembre 2007 @ 20:18

Bertinotti ha semplicemente interpretato la profonda delusione delle persone che stanno peggio e che si aspettavano dall'Unione cambiamenti importanti: Guerra e pace; Welfare; Diritti civili, lotta alla precarietà etc Su ognuno di questi temi si registra un arretramento delle sinistre e d una vittoria dei cd "moderati" ovvero delle forze legate alla confindustria, al vaticano all'alta finanza. Andate a parlare di queste questioni nei luoghi di lavoro e vedrete cosa vi dicono di Prodi e C.

71

Rossana_01
06 dicembre 2007 @ 20:17

Non servono "parolai eterni" che hanno creato un paese "paralizzato" in tutte le istituzioni; sanità,scuola,giustizia,sicurezza,economia e lavoro!!! Non si "preoccupano se non a parole e promesse non mantenute" questi personaggi devono "togliersi di mezzo" e smetterla di fare TEATRO!! L'ITALIA LE MALADA" ci sono "memorie" che non si dovrebbero rinnovare!! Siamo in pericolo di una "strategia molto pericolosa! Ma i nostri furbetti (tanti -quasi tutti) giocano a rinpallarsi le responsabilità!!

70

crisvi60
06 dicembre 2007 @ 19:58

Novatican: Visto che sei bene informato, la falce e martello è rimasta, oppure cancellata e perduta irrimediabilmente ??? Ciao e grazie anticipate per la risposta.

69

Rossana_01
06 dicembre 2007 @ 19:53

Le alleanze a volte sono causate da "interessi di parte" che non sempre(anzi) sono coerenti con le politiche dei partiti!! Bertinotti è "capace" di sconvolgere le regole, tanto che è la "seconda" volta che crea "agonia" al governo per favorire Berlusconi!!! Narcisismo oppure ci sono interessi "non tanto nascosti" visto il mercato che viene praticato, come fossero calciatori!! E' abbastanza VERGOGNOSA sia la situazione sia i PERSONAGGI!!!! Coraggio cittadini, presto torneremo alle PROMESSE!!

68

Silvioa2
06 dicembre 2007 @ 19:46

Bertinotti é un opportunista. Della riforma giustizia, non ha mai voluto parlarne, tantomeno gli altri membri di governo. Nessuno vuole che il sistema funzioni, per mantenere i loro privilegi personali, con infantili liti da lavandaie. A noi interessa il raggiungimento degli obiettivi: 1. giustizia, 2. ricerca scientifica e tecnologica, 3. economia, 4. abolizione del concordato e con questo, cambio. La formula é: divide et impera, che lui e gli altri guappi palleggiano, per tenerci sudditi.

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novatican
06 dicembre 2007 @ 19:35

Una certa soddisfazione sembra dunque manifestarsi tra i protagonisti dell'incontro, come confermano le parole del segretario di Rifondazione Franco Giordano: "Abbiamo deciso il percorso unitario, ed è importante accelerare in questa direzione. L'assemblea generale sarà un grande evento e la cosa importante è la pluralità di soggetti che saranno coinvolti, al di là dei partiti".

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novatican
06 dicembre 2007 @ 19:35

Terminata la riunione dei quattro leader di Prc, Verdi, Pdci e Sd, il primo a rendere nota la costituzione del nuovo soggetto politico è Fabio Mussi: "Si chiamerà "la Sinistra l'arcobaleno", e sarà una forza politica radicata e con un peso importante nella società italiana".

65

novatican
06 dicembre 2007 @ 19:35

all'ordine del giorno si aggiungeva l'organizzazione degli ultimi dettagli prima dell'assemblea generale dell'8 e 9 dicembre, nella quale verrà ufficialmente presentato il nuovo "segno grafico", e che tutti si affrettano a dire essere "un grande evento". Il segno grafico sarà presentato ufficialmente nel corso dell'assemblea generale.

64

novatican
06 dicembre 2007 @ 19:34

"La Sinistra" con la lettera maiuscola, in rosso; poi "l'Arcobaleno", appena in basso, leggermente sulla destra, scritto in verde; sotto una grafica che riporta, appunto, tutti i colori dell'arcobaleno. Lo sfondo è bianco. Questo il simbolo e il nome usciti dal vertice ospitato nella sede del gruppo di Rifondazione alla Camera

novatican
06 dicembre 2007 @ 19:34

Nasce il nuovo soggetto politico, figlio di un compromesso cercato dai quattro partiti che andranno a comporlo. Ora si attende l'ufficializzazione nel corso della due giorni prevista per sabato e domenica alla nuova Fiera di Roma, per la quale molte associazioni e movimenti si autoconvocano. L'impressione è che tanta celerità giunga dall'imminente riforma della legge elettorale, oramai avviata verso il modello tedesco

62

crisvi60
06 dicembre 2007 @ 19:09

Mi dispiace gente............ma io sono con Faustino. Se la sgangherata squadra di governo legiferasse e si comportasse bene nn saremmo a questo punto. Invece siamo proprio al punto di nn ritorno.........ALLA FAME NERA ! PRODI A CASA, POI NUOVO ESECUTIVO, ANCHE CON L'ATTUALE COALIZIONE RIVEDUTA E CORRETTA MAGARI ! OPPURE ELEZIONI ANTICIPATE ! DECIDA IL POPOLO SOVRANO, SECONDO COSTITUZIONE !

61

parienti
06 dicembre 2007 @ 18:52

Se Bertinotti fosse coerente, almeno con se stesso, a questo punto si dovrebbe dimettere dato che è stato eletto proprio da questa maggioranza che lui ritiene finita. Ma campa cavallo ..

60

antoniodaempoli
06 dicembre 2007 @ 18:29

il Pd sembra voler praticare la politica delle due 'scarpe': un piede 'diessino' nel Pse ed un altro nel gruppo dei liberali conservatori dell'Adle. Veltroni decida dove stare in Europa

59

antoniodaempoli
06 dicembre 2007 @ 18:29

"Sono disposto ad aprire il nostro gruppo", ha detto Schultz, sottolineando di "aver già fatto tutto il possibile". Ora, ha concluso Schultz rivolto a Veltroni, "dipende da voi se volete venire. Decidete dove andare". Temo che siano gli esponenti dell'ex-Margherita a frenare il Partito Democratico verso il suo approdo naturale: questo non è un elemento di innovazione, ma, direi, una resistenza conservatrice e non riformista di un'ala ancora troppo legata alla memoria democristiana

58

antoniodaempoli
06 dicembre 2007 @ 18:29

"Il Partito socialista europeo ha già fatto tutto il possibile per aprirsi e innovarsi e ora tocca al Partito democratico decidere se vuole rimanere diviso in due gruppi all'europarlamento o confluire direttamente nel Pse". Lo ha affermato il presidente del gruppo parlamentare del Pse, Martin Schultz, rivolgendosi al segretario del Partito Democratico Walter Veltroni in visita a Bruxelles

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antoniodaempoli
06 dicembre 2007 @ 18:27

Secondo quanto si è appreso, è in fase di preparazione un nuovo testo con le modifiche concordate nella maggioranza da presentare. E' incredibile che il diritto alla sicurezza dei cittadini, tanto evocato nelle settimane scorse dal centrodestra e che ha trovato riscontro puntuale nel decreto varato con tempestività dal governo dopo l'uccisione della signora Reggiani a Roma sia stato trasformato dallo stesso centro destra in un vero e proprio ostruzionismo in Aula

56

antoniodaempoli
06 dicembre 2007 @ 18:26

Il governo ha posto la questione di fiducia sull'approvazione del decreto sulla sicurezza. Lo ha annunciato in Senato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti. Dopo l'annuncio, il presidente del Senato, Franco Marini, ha sospeso la seduta e ha convocato la conferenza dei capigruppi

55

mdaro
06 dicembre 2007 @ 18:22

Ma Bertinotti parteggia per la sinistra o per BERLUSCONI??? E' demenziale che consegni l'Italia e gli Italiani a quella specie di assassino di democrazie ed istituzioni che ci ha malgovernato per 5 lunghissimi anni !!!!!

54

ceesarebe
06 dicembre 2007 @ 18:15

Bertinotti è l'unico comunista amato da Berlusconi perchè? Perchè parla male solo del centro sinistra, mai di Berlusconi e le sue TV. Un parolaio pericoloso e narciso.

allafaccia
06 dicembre 2007 @ 18:14

Ci risiamo. I migliori alleati di Berlusconi non sono Fini, Casini o Bossi, ma Bertinotti e il suo partito, che preferiscono fare opposizione ad un nuovo governo Berlusconi con tutti i danni che ne verranno. Assomigliano tanto a quello che per fare dispetto alla moglie si priva dei suoi attributi maschili. Disse bene Moretti quando Berlusconi vinse le elezioni del 2001 che, invece di ringraziare tutti gli italiani che avevano votato per lui, doveva ringraziarne uno solo : BERTINOTTI

52

Anderson_01
06 dicembre 2007 @ 18:06

Titolo e sottotitolo: PANSA SCOPRE SE STESSO o "natura non facit saltus". Il "gentlemen rosso", "a" Prodi già l' ha buttato "a panza all' aria", se da "vecio" non ricordo male la storia recente. Secondo me c' ha preso gusto o sfizio. Pure questo risponde ad una fine strategia politica che sovrasta il limite intellettivo di noi "di quaggiù","perchè ci sono obiettivi teleologici di massimi sistemi da attingere per rifondare l' avvenire su basi meno contingenti". Che se n' è fatto il capitalismo?..

51

sborgna
06 dicembre 2007 @ 17:35

Prodi dimostra che un governo di sinistra non è impossibile ma è inutile.La sinistra sta dimostando agli italiani che è solo una forza politica di opposizione e di confusione.

50

franco_55
06 dicembre 2007 @ 17:28

Il parolaio rosso vuole fare il bis e ragalarci una dittatura berlusconiana ! franco 55 !

49

ASIOLI1RE
06 dicembre 2007 @ 17:07

Sono d'accordo anch'io: Bertinotti riveste una carica istituzionale e se c'è qualcosa da contestare deve pensarci Giordano. Una cosa è certa: se si ripete il bis del '98 fuori Rifondazione da tutte le possibili alleanze future con il PD. Errare humanum est perseverare diabolicum. Non possiamo permetterci una fine anticipata di legislatura. Ma cosa vuole il PRC? Il ritorno all'assietenzialismo della 1°Repubblica? Di riforme in corso ce ne sono già. Ma niente 'tutto e subito'. O torna Berlusconi !

48

aries48
06 dicembre 2007 @ 14:31

Consiglierei a Veltroni di lasciare cuocere il cavaliere nel suo brodino caldo da ultrasettantenne.A destra c'è gran movimento per fregarlo e lasciarlo da solo con Bondi e Schifani che nessuno vuole.Il regista romano sta offrendo al vecchietto di Arcore una stampella facendo finta di dialogare con uno statista e dimenticandosi, con una grande dose di ipocrisia, chi in realtà sia il cavaliere e da dove venga.In questo Veltroni offre poche novità nello squallore politico da cui si dice estraneo!

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bulldog70
06 dicembre 2007 @ 14:06

Bertinotti non alza la testa. Bertinotti siede sulla poltrona. Si ricordò delle 35 ore un solo giorno della sua vita. Dopo un anno e mezzo di GOVERNO, il SUO governo, abbiamo ancora le leggi contro la libertà, la giustizia, la classe media ormai bassa, la classe bassa ormai sottoterra, fatte dal bau bau pu-pù. E lui, quand'è che si ricorda che i comunisti non mangiano i preti? Quando corre il rischio di non superare lo sbarramento... Roba da DC-PSI-PSDI-PRI-PLI. Abbiamo già dato, grazie.

46

cocorocchio
06 dicembre 2007 @ 13:42

tutti si sono scandalizzati dalla uscita di bertinotti.la terza carica istituzionale non doveva intervenire direttamente nell'agone della politica.auspico che sia il presidente delle repubblica ad intervenire.abbiamo condizioni istituzionali che negano i diritti fondamentali dei cittadini sanciti dalla carta costituzionale.chi opera contro quella carta è un traditore!!è tempo di finirla con i cerchiobottisti.è tempo delle responsabilità!!

45

cocorocchio
06 dicembre 2007 @ 13:34

abbiamo un livello di retribuzione umiliante.la gente è stanca sottomessa da una classe dominante che opera come una associazione a delinquere.il lavoratore deve subire!! nemmeno lamentarsi.se qualche suo rappresentante trova un pò di coraggio e denuncia quella condizione.apriti cielo.gridano: ecco i massimalisti i comunisti i radicali gli anarchici.incapaci di confrontarsi sulle cose sfuggono le loro responsabilità.il loro servilismo al potere.la loro complicità al furto dei diritti!!

44

crisvi60
06 dicembre 2007 @ 13:28

Coco: Anch'io in questo momento ho due "capisaldi" istituzionali : Il primo è il nostro Presidente della RI, Napolitano. Il secondo la Costituzione che purtroppo viene spesso disattesa. Attendo i tuoi scritti al nuovo indirizzo che ti ho inviato. Ciao.

cocorocchio
06 dicembre 2007 @ 13:28

siamo senza infrastrutture con un debito colossale.chi ne ha la colpa??abbiamo legittimato il caporalato per rendere competitivo un paese appesantito dai parassiti.i lavoratori muoiono e si ammalano di tumore per costruire una ricchezza che li vede penalizzati da una iniqua ridistribuzione.abbiamo il record europeo del lavoro nero.abbiamo l'aliquota previdenziali più alta al mondo.il corriere della sera giornale storicamente della confindustria strilla sui massimalisti.

42

cocorocchio
06 dicembre 2007 @ 13:19

ho molto rispetto per napolitano ma la condizione che vive il paese è vergognosa.vi è una classe sociale che vive nella ricchezza e nell'agio.sono quelli che traggono vantaggio dalla deresponsabilizzazione istituzionale del paese.ritengo paradossale che il ministro delle finanze si complimenti con il corpo della guardia di finanza.chi è responsabile dell'evasione?bacciccia?la giustizia è negata sono.1400 le condanne all'italia per violazione della carta del diritto dell'uomo.chi è responsabile?

41

apartitico
06 dicembre 2007 @ 12:59

Non c' è governo che tenga, né di centro-destra né di centro-sinistra. I guasti del partitismo italiano alla democrazia rappresentativa sono ormai devastanti per la fisiologia politica e per la stessa cultura politica italiana. Bisognerebbe avere il coraggio, da una parte come dall' altra, di porre le basi per un percorso costituzionale e istituzionale nuovo e originale, fondante di un nuovo "Patto Pociale". Se non si vuole questo, possiamo solo sperare che non collassi o non esplodi tutto.

40

crisvi60
06 dicembre 2007 @ 12:56

Aries 48: Scrivimi anche tu alla mia e-mail. Assieme ad altri forumisti, stiamo dialogando in maniera "trasversale", diversa dall'implotonamento creato dagli "scemi di guerra" ! Ciao.

39

crisvi60
06 dicembre 2007 @ 12:54

Ciao Aries: Questo governo è il risultato di questo amlgama cementato solamente dall'odio verso berlusconi. Parliamoci chiari, l'arcoriano nn mi sta + simpatico che a patricia o furtaya, però un buon governo doveva essere creato su basi programmatiche rivolte verso la gente, in direzione popolare. ma che sinistra è questa? Quella delle banche, delle assicurazioni, dei privilegi ? E quel che è peggio ti dicono: ZITTO E RASSEGNATO!.......NN LO SAREMO MAI !

38

aries48
06 dicembre 2007 @ 12:46

Ma veramente Bertinotti, andando al governo in un paese dove comandano preti , banche, affaristi camuffati da imprenditori , manager che passano da un incarico all'altro raccomandati da destra e da sinistra , pensava di attuare un programma di giustizia sociale ? Questa gente che si è impadronita " democraticamente" della politica ha bisogno di un terremoto ma non a colpi di cachemire . Fausto capisci a me .......

37

crisvi60
06 dicembre 2007 @ 12:24

Chissà perchè appena uno alza la testa, per protestare sacrosantemente sulle malefatte di questo governo, viene tacciato di favorire l'arcoriano. Invece di dire : maledetti falsi, mettete in pratica le vs. promesse elettorali, viene comodo dire nn protestare continua a prenderlo nel settebello e sorridi altrimenti arriva il bau bau ! Ma chi volete prendere in giro, gli italiani sono abbastanza maturi per capire il gioco delle tre carte! FORZA FAUSTINO SIAMO CON TE E CON GRILLO !!!

36

bulldog70
06 dicembre 2007 @ 11:03

Il governo ha già approvato una finanziaria l'anno scorso. Senza mal di pancia da parte dei 200 partitini comunisti che pareggiano i 200 partitelli fascisti. Ma quest'anno è diverso: quest'anno si cerca di introdurre lo sbarramento in entrata che inevitabilmente ne farebbe sparire 199. E quando è troppo è troppo... Ovunque ci sono socialdemocratici e liberali. E tutto funziona. Noi però siamo più intelligenti: 200 capi 200 partiti 200 maggioranze. Auguri fausto: silvio ringrazia. Il Paese, no.

35

blakloup
06 dicembre 2007 @ 10:29

non credo credo che il governo cadrà, nonostante tutti gli sforzi di Dini e qualche altro imbroglioncello, Bertinotti ha sollevato un problema esistente che mi auguro sia risolto, ma il pericolo maggiore è la legge elettorale che il Governo dovrà affrontare, un problema che se divide la sx. non unisce la dx.( vedi pdl ed altro).....il mare è agitato e la nave è in brutte acque

34

andrea_p_01
06 dicembre 2007 @ 10:26

Invito a fare una riflessione FUORI DA CONDIZIONAMENTI IDEOLOGICI.L'attuale governo è il prodotto della raccolta preelettorale effettuata contro Berlusconi all'insegna dello slogan "CHI VIENE CON NOI BECCA UNA POLTRONA".Il numero di Ministri e Sottosegretari è una PROVA non di voglia di efficienza ma di spartizione di poltrone (e nessun partito si è sottratto!).La qualità di un governo nato così non può essere alta ma non credo si potesse sperare di meglio adesso attendiamo le riforme e vediamo.

33

cocorocchio
06 dicembre 2007 @ 10:19

mi assento vi rispondo dopo ..ciao

32

cocorocchio
06 dicembre 2007 @ 10:17

crisvi..si l'ho ricevuto poi ti rispondo

31

cocorocchio
06 dicembre 2007 @ 10:16

andrea..la coalizione serviva per battere berlusconi?vero! l'emergenza democratica rappresentata da berlusconi è un ulteriore stimolo.questo fa capire la responsabilità che assume chi si sottrae all'impegno di programma.stiamo attenti che le emergenze si sommano.alla emergenza democratica si aggiunge la condizione del mondo del lavoro.la condizione che vive il popolo.la distanza fra politica e cittadino.il movimento di grillo nasce dalla crisi del sistema.le prese in giro agli elettori.

30

crisvi60
06 dicembre 2007 @ 10:11

Coco e andrea : AVETE RAGIONE ENTRAMBI !!! però mi pare andrea che tu nn hai letto l'ultimo post di Coco. Lui in pratica sostiene le medesime tue affermazioni con retorica e parole diverse ! Coco: Ho ricevuto al nuovo indirizzo mail un solo tuo messaggio dove sono gli altri due ? Ciao ad entrambi.

29

andrea_p_01
06 dicembre 2007 @ 10:06

cocorocchio:non prendiamoci in giro che non abbiamo nulla da guadagnarci ma solo da perdere lasciamo che le BALLE se le dicano tra loro.La coalizione serviva per battere Berlusconi NON per governare. Il programma come tu dici "scritto in centinaia di pagine perchè nessuno potesse sottrarsi", USANDO IL BUON SENSO (in un paese dove si producono quantità spropositate di leggi per poi passarci tra le righe) chi lo ha firmato sapeva già che non era attuabile ma dava un'appareza di coesione ELETTORALE

28

cocorocchio
06 dicembre 2007 @ 10:01

pongo una domanda ai partecipanti del forum:chi ha la lingua biforcuta?quelli che chiedono il rispetto del programma con cui hanno chiesta il voto agli elettori oppure chi dice che quel programma era scritti sulla carta igienica?? la commissione sul g8 era scritta sul programma.la tassazione sulle rendite finanziarie è scritto sul programma.il superamento dello scalone è scritto sul programma.il superamento della legge 30 è scritto sul programma...chi risponde?? vorrei sentirlo!!

27

timoshin
06 dicembre 2007 @ 09:57

L'unione può farcela se da una sterzata e mette mano a: Tassazione rendite finanziarie. Spese Militari Precariato Se no meglio andare a votare! Comunque la prossima volta che la sinistra non si azzardi a farmi votare gente come Dini o Polito.........

26

crisvi60
06 dicembre 2007 @ 09:56

Coco: E' questo il problema vero !!! Faustino e Di Pietro che denunciano chiaramente ciò che nn va, sono messi alla gogna mortadelliana. Il ceppalonico e il diniano con la moglie condannata che un giorno si e uno no minacciano di far cadere il governo sono tenuti sul piedistallo e continuamente "lucidati". Che miasma di gentaglia......sapevano sin dall'inizio che nn avrebbero mai mantenuto le loro promesse elettorali vs. noi fessi di elettori !!!

25

cocorocchio
06 dicembre 2007 @ 09:52

le dichiarazioni di polito ad anno zero sono la certificazione di grave ipocrisia.si scrive e si presenta un programma per prender per i fondelli gli elettori?? polito avrà la faccia di presentarsi agli elettori? polito si definisce riformista.sarà membro del Pd non lo so.ma quei parlamentari non hanno firmato e sottoscritto un programma?? con quel programma non si è chiesto un voto agli elettori? adesso si impicca bertinotti. perché? ha avuto il coraggio di porre un problema politico serio!.

24

crisvi60
06 dicembre 2007 @ 09:50

"E' impossibile applicare tutto perchè sono 280 pagine...." Ecco la battuta, anzi battutaccia! Come ormai abbiamo capito tutti (anche i servi della CASTA mortadelliana), hanno fatto un programma-truffa elettorale, tanto poi sapevano che nn sarebbe mai stato realizzato e che nn avrebbero mai nemmeno provato a realizzarlo. Il link indicato da Andrea : http://it.youtube.com/watch?v=yX9_7NVevms

cocorocchio
06 dicembre 2007 @ 09:43

andrea-...la eterogeneicità delle coalizione lo era alla scrittura del programma.lo si è scritto in centinai a di pagine perchè nessuno potesse sottrarsi.dire non c'ero.non avevo capito.ripeto il garante di quel programma è il presidente del consiglio.non si può invocare responsabilità per l'attuazione in parti del programma lasciando fuori altre.giocando sulle responsabilità della sinistra.tutto questo dimostrerebbe una debolezza politica dell'intera coalizione.

22

andrea_p_01
06 dicembre 2007 @ 09:28

per crisvi60: se vai su youtube e cerchi polito, dovresti visualizzare la battuta ILLUMINANTE che Polito si è fatto scappare corrispondente (a mio avviso) a quello che tutti nel centro sinistra pensano e pensavano anche prima di essere eletti. Ovviamente la priorità era impedire che il centro destra continuasse il saccheggio dell'Italia e su questo concordo ma ADESSO CHE SI FA?? Si governa o si gioca in attesa che maturino le pensioni parlamentari mentre il paese va in malora? Il mondo corre!

21

crisvi60
06 dicembre 2007 @ 09:20

ANDREA : Il link da te indicato non corrisponde a nulla di trovato, prova a vedere se l'hai copiato e trascritto giusto. Ciao.

20

andrea_p_01
06 dicembre 2007 @ 09:13

cocorocchio: MA COME CHI LO DICE? Considerando l'eterogeneità della coalizione, la complessità del programma, la litigiosità dei partiti (che si preoccupano più della loro sopravvivenza che di governare), i numeri disponibili al senato LO DIREBBE IL BUONSENSO, ma lasciamolo perdere (tanto ormai non ha più casa in questo paese).Consideriamo soltanto le DICHIARAZIONI QUOTIDIANE dei "cari" politici come ad esempio Polito ad Anno Zero (http://it.youtube.com/watch?v=yX9_7NVevms), e il paese schiatta!

19

crisvi60
06 dicembre 2007 @ 08:59

A parte le ingiurie contro aqmazz, concordo con Paolotostis. DESTRA E SINISTRA PARI SONO ! Nel senso che gli accordi che le due grandi coalizioni stanno prendendo sono tese esclusivamente alla gestione del potere. Pare che il loro motto sia: "UN PO' GOVERNO (MALE) IO E UN PO' GOVERNI (PEGGIO) TU !" . Probabilmente Beppe Grillo ci ha indicato una strada alternativa percorribile !

18

dikeopolis
06 dicembre 2007 @ 08:55

Il potere logora chi non ce l'ha. Prodi e Berlusconi cominciano a mostrare la corda...

17

cocorocchio
06 dicembre 2007 @ 08:52

il garante del programma è il capo del governo.prodi come membro del Pd ha l'obbligo di chiamare alle responsabilità del programma l'intera colazione.in questo caso anche il Pd.se prodi ritiene che non ha la forza di applicarlo è lui che deve dichiararlo in parlamento.non si naviga a vista.il governo assume degli impegni.è buon costume rispettarli oppure definire un nuovo impegno..bertinotti ha lanciato il sasso nello stagno.si ridiscute.come presidente della camera non poteva farlo? perché?

16

crisvi60
06 dicembre 2007 @ 08:49

Ciao Coco: NN riesco a ricevere le risposte delle tue e-mail, ti ho spedito un nuovo indirizzo mail. Relativamente allo strappo Bertinotti -Prodi, Faustino ha compreso DA TEMPO che siamo agli sgoccioli con questo pres. consiglio ed un esecutivo, incapaci di far fronte alle esigenze di base del popolo italiano. Meglio fare le riforme al + presto (per nn spianare la strada a SB) ma poi andare a nuove elezioni. IMMEDIATAMENTE !

15

cocorocchio
06 dicembre 2007 @ 08:45

andrea-...l'esito delle elezioni hanno reso difficilmente attuabile il programma?? chi lo dice?? quel vincolo vale per centinaia di parlamentari che si rifanno alla sinistra ma non vale per tre parlamentari di centro?? perché? è solo furbizia.si pone al centro della coalizione.si ottiene le parti del programma degli interessi che si portano mentre l'altro pezzo si lascia decantare. questa non è politica ma politichese.

14

andrea_p_01
06 dicembre 2007 @ 08:37

Per cocorocchio: Bertinotti, da politico scafato quale è, dopo l'esito delle elezioni con i numeri disponibili per la coalizione a cui aveva aderito, avrebbe dovuto rendersi conto che il programma sarebbe stato DIFFICILMENTE ATTUABILE e, avrebbe POTUTO chiedere un chiarimento attuativo alla sua coalizione ed eventualmente evere il coraggio di NON CONTRIBUIRE alla formazione del governo CON LE CONSEGUENZE DEL CASO. Oggi CHE SENSO HA QUESTO TEATRINO? Perchè non si dimette? Le poltrone sono comode

cocorocchio
06 dicembre 2007 @ 08:35

la nascita del Pd ha posto dei problemi di riassetto.vi sono forze che fanno i battitori.hanno le mani libere per rappresentare le corporazioni.che il paese vive una difficile condizione non gliene frega un cazzo!! amici belli.possiamo stare dietro a personaggi come dini??chi ha la responsabilità di aver fatto eleggere personaggi come de gregorio??quali interessi rappresentano??i loro interessi sono compatibili con una radicale riforma dello stato.una riforma che azzeri lo stato corporativo??

12

cocorocchio
06 dicembre 2007 @ 08:27

il centro sinistra ha una missione.se il governo cerca di tirare a campare senza cambiare radicalmente le condizioni che fanno di questo paese la vergogna d'europa allora è del tutto inutile continuare.questo è il fatto!! non è la sinistra radicale che deve imporre il rispetto del programma.ma il capo del governo!! se vi sono forze che rappresentano le corporazioni e ricattano la coalizione.il problema non è delle singole forze ma dell'intera coalizione.è troppo difficile capirlo??

11

cocorocchio
06 dicembre 2007 @ 08:18

bertinotti ha dunque posto un problema vero.se il programma ha cementato un patto di governo.se quel programma è stato modificato a vantaggio delle forze parassitarie.quel patto va ricontrattato.se ci sono le condizioni bene.altrimenti si fanno le riforme elettorali e si vota.chi si oppone a rimodellare la tassazione sui proventi finanziari?il recupero evasivo va immediatamente restituito ai lavoratori e pensionati.alle famiglie.vanno date coperture sociali ai lavoratori precari.

10

cocorocchio
06 dicembre 2007 @ 08:08

il primo atto del governo è stato un aumento delle tasse.veniva imposto dalla condizione delle casse pubbliche.ma quello era!chi le paga le tasse?le paga per l'80% il lavoratore dipendente,i pensionati,i miserabili.I signorotti evadono.i servizi continuano ad essere gestiti male.le precarietà restano.la condizione del mondo del lavoro certificata dai dati statistici resta stazionaria.bertinotti ha solo esplicitato il suo pensiero.l'unione ha assunto un impegno.quell'impegno è mantenuto?

9

andrea_p_01
06 dicembre 2007 @ 08:03

Bertinotti se sta in una coalizione di governo (anche se in un ruolo istituzionale) ha i mezzi per lavorare da dentro invece che con interviste ai giornali utili solo ad aumentare lo sconcerto della popolazione italiana che,a differenza di chi sta nella CASTA,devono pensare ad arrivare a fine mese! Insomma, siamo STUFI di questi teatrini politici INCONCLUDENTI, ma quando si decideranno TUTTI a lavorare SERIAMENTE per restituirci con FATTI quanto lautamente gli viene devoluto con i loro stipendI?

8

paolotostis
06 dicembre 2007 @ 08:01

Vorrei dire al povero illuso e per giunta CRETINO aqmazz che votare Berlusconi o Prodi: QUESTI O QUELLI PER ME PARI SONO. Cosa è cambiato con questo governicchio ? Se non la spartizione del potere per meri CAZZI LORO. Povero illuso aqmazz. Un altra cosa importante: è vero gli stipendi dei lavoratori sono da fame, c'è qualcuno che si rivolta ? Ossia c'è aria di RIVOLUZIONE ? No e allora che cozzo vogliono ?

7

cocorocchio
06 dicembre 2007 @ 07:53

berlusconi in cinque anni ha potuto fare il bello e cattivo tempo.parlamento magistratura Csm informazione sono stati assoggettati agli interessi di questo signore sostenuto dalla peggior feccia del paese.certificando una condizione istituzionale da repubblica delle banane.quella condizioni di emergenza democratica chiamava alle responsabilità il Csn.che trovava unità di intenti in una proposta di governo esplicitato in impegno di programma che poneva come obiettivo risanamento.ridistribuzione.

6

melomessina
05 dicembre 2007 @ 22:22

Di cosa stiamo parlando?bisogna tenere conto dei numeri al senato è da li che bisogna partire,per vincere si è fatto un programma firmato da tutti,gli sciacalli della politica approfittanto dell'intrinseca debolezza della maggioranza hanno alzato il tiro in direzione dei poteri forti.Bertinotti sbaglia,bisogna ricompattarsi ed andare avanti evidenziando quello che unisce le forze di sinistra per la difesa dei lavoratori senza confondere i desideri con la realtà.Fausto l'alternativa?la storia....

5

aqmazz
05 dicembre 2007 @ 20:14

Bertinotti,ha fatto solo la prima donna,come fa dire che il Governo ha sbagliato?,doveva dire HO/ABBIAMO,fallito il progetto del governo,LUI DOVE CAZZO STA?,ecco perchè ha fatto solo commedia stupidamente,qualche ignorante in giro,dice,voterò berlusconi,perchè?,cosa ha fatto in 5 anni di gov.questo ladro,ho vi siete dimenticati della rovina che"LUI"ha portato l'Italia,con l'euro,SOLO gli stipendi dei lavoratori"NON"sono raddoppiati,e tutti gli altri argomenti?,giustizia,famiglia,vengono da LUI!!

4

dikeopolis
05 dicembre 2007 @ 20:04

Va be', se Sparta piange Atene non ride, in più tutto già visto: chi fu a fare cadere Prodi 10 anni fa? Chi non conosce la storia è condannato a riviverla, sappiamo già cosa ci aspetta per i prossimi 10 anni.

pasqualonep
05 dicembre 2007 @ 19:45

Ferma anche la reazione di Palazzo Chigi, che attraverso il sottosegretario Enrico Micheli, rimprovera a Bertinotti 'scarso senso dello Stato'. Ha Ha Ha Ha Ha Ha Ha. Come osa il Sig. Micheli ? Almeno Bertinotti dall'alto del suo scanno può dire (e non lo vede mandare a dire) ciò che pensa. Mi vergogno di aver votato per anni la Sinistra ci ho creduto. Penso che la prossima voterò Berlusconi almeno quello è un divertente paraculo ed ha capito che razza di coglioni esistono in questo paese.

2

pasqualonep
05 dicembre 2007 @ 19:38

ALMENO FAUSTO BERTINOTTI E' COERENTE ED HA PERFETTAMENTE RAGIONE SU QUESTA ACCOZZAGLIA DI ...LASCIAMO PERDERE. SOLIDARIETA' IMMNESA VA DATA AL GIUDICE FORLEO, HA AVUTO IL CORAGGIO DI SMASCHERARE PESINO D'ORO OPS IL SIG. D'ALEMA E LA CICOGNA OPS FASSINO. LA FORLEO HA TOCCATO LA CASTA....NON CAPISCO CHI VUOLE SCONFIGGERE LA MAFIA QUESTA E' L'ITALIA OSSIA LA POVERA L'ITALIETTA AFFLITTA DA POLITICI DI BASSO RANGO CHE NULLA GLIENE FOTTE DEL PAESE E DEI SUOI ABITANTI SE NON DEL POTERE. POVERA GENTE !!