LIBERAZIONE 9/2/2001
Osservazioni sulla lotta alla Fiat
Noi, S. In. Cobas, non siamo di serie B



Caro Curzi, ti scriviamo in qualità di Rsu e di lavoratori iscritti al S. In. Cobas della Fiat di Mirafiori, appartenenti ai vari circoli di Rifondazione comunista. In questi giorni, come tu saprai e come abbiamo potuto leggere sul nostro giornale “Liberazione”, alla Fiat sono ripresi gli scioperi spontanei contro la flessibilità, contro “i licenziamenti” dei 136 lavoratori con contratto a termine. Ora, mentre le organizzazioni sindacali confederali davanti ai cancelli della Fiat pensano solo a curare la propria immagine non dando seguito alla spontaneità delle lotte e nello stesso tempo le loro Rsu firmano con la Fiat l’accordo sugli straordinari (che tra l’altro prevede per quanto riguarda i 136 lavoratori il seguente passaggio: «… si è convenuto che in caso di necessità di inserimento di personale dall’esterno presso il Sito stesso saranno presi in considerazione in via prioritaria, a parità di mansioni, i lavoratori che già vi hanno operato con l’apporto di lavoro a tempo determinato e il cui contratto di lavoro sia scaduto nel corso dei 12 mesi precedenti), il solo S. In. Cobas assieme ad alcune (4) Rsu confederali organizzano all’interno la lotta. Sempre il S. In. Cobas assieme alle 4 Rsu confederali hanno guidato i cortei all’occupazione di corso Traiano lunedì 5 e di corso Orbassano martedì 6. Sfogliando il nostro giornale ci accorgiamo con un certo stupore misto a malumore che, pur trattando la notizia in prima pagina e in più pagine interne, non c’è una sola riga sulle occupazioni delle vie della città e sul lavoro svolto dai compagni del S. In. Cobas. Anzi a malincuore scopriamo che tutte le pagine sono occupate dalle “battaglie” dei confederali, in particolare dei compagni della Fiom (gli stessi che hanno firmato l’accordo sopra citato). Eppure questo è il terzo comunicato stampa che inviamo a “Liberazione”, e nei precedenti c’erano tutte le azioni sopra riportate, nel dettaglio. Non vogliamo credere che il nostro giornale voglia mettere il bavaglio ai comunicati del S. In. Cobas per favorire la “sinistra Cgil”. In ogni caso ti diciamo sin d’ora che non ci sentiamo affatto comunisti di serie B solo per il fatto di appartenere a un sindacato alternativo come il S. In. Cobas e di non fare parte della “grande” Cgil, e come comunisti di serie B non vorremo essere trattati.

Sandro Moschion, Giuseppe Cuteri, Vincenzo Caliendo, Antonio Lo Bascio, Lorenza Crini, Marcello Magli, Roberto Galluzzi, Roberto Tricarico, Walter Melcarne, Antonio Puccio, Franca Corriero, Giovanni Iannetti, Giuliano Marinelli, Teresa Elefante, Massimo Santi, Nicola Comite, Michele Scinica... seguono altre firme