Associazione lavoratori Pinerolesi settembre2000

Alp/Cub

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un’estate con molte cose su cui riflettere.

œ Accordo alla Beloit: Dopo oltre due anni di crisi, incognite, aspettative e iniziative, si conclude una fase con un imprenditore che acquista la fabbrica dagli americani.

Al giudizio che abbiamo dato con il volantino possiamo aggiungere queste riflessioni:

Il risultato al di sotto delle aspettative è certamente conseguenza di una situazione molto complicata ( dimensioni del fallimento, tempi, procedure) e della difficoltà ad avere degli interlocutori diretti. Gli effetti della globalizzazione li abbiamo toccati con mano in particolare nello scarso interesse che gli americani hanno avuto per una soluzione industriale, mentre l’interesse primario era quello di recuperare più soldi possibile per dare risposte immediate e concrete agli azionisti.

Una situazione sindacale molto precaria e delicata non solo per l’assenza delle RSU e per la difficoltà di rapporto con i confederali, ma anche perché in questa vicenda molti vecchi rancori sono riemersi ( in particolare come era avvenuto lo strappo con il sindacato nel 1995, e l’accordo bocciato nell’ottobre del 1998).

Ma quello che ritengo l’elemento più contradittorio è stata l’assenza della politica in tutta questa vicenda. Con questo non voglio dire che i politici non sono stato presenti, ma che rispetto a questa crisi nessuno ha saputo dire qualcosa di diverso, pensare qualche progetto nuovo, niente di niente.

In questa vicenda appare chiaro come sul problema LAVORO sia il sindacato che la "politica" della sinistra non vanno al di la di proposte che riducano il costo del lavoro con sconti ai padroni, flessibilità, riduzione di diritti, terziarizzazione…..

Questa vicenda certo non è ancora finita ma manca appunto di un pezzo fondamentale, un progetto industriale che pensi al di la delle pure mediazioni sindacali e politiche.

œ la vertenza alla SKF è l’altro fatto importante, molto negativo però di questa estate del 2000. Si è ripetuto il copione di fare accordi senza curarsi di quello che pensano i lavoratori, ma questo è ormai una scelta del sindacato concertativo.

La situazione economica e produttiva consentiva un buon accordo salariale, perché i risultati del primo trimestre 2000, pubblicati dalla stessa Azienda sono "robusti":

Il margine operativo cresciuto del 9,5%, un utile operativo di 770 milioni di corone rispetto ai 273 del 1999 e una redditività di capitale investito pari al 13,1%, mentre si consolida la ripresa della domanda già presente nella prima metà del 1999.

L’incremento del premio è per il 2001 di 280.000 lire e di 530.000 per il 2002 molto distante dalle richieste e dalla salute eccellente del Gruppo. Incomprensibile è l’aver reso variabile una parte del premio che invece era già consolidata.

Ma la cosa più grave è stata la scelta di mettere fuori gioco la Fiom e gli stabilimenti del Sud facendo prima accettare alle RSU del Nord ciò che unitariamente era stato respinto e poi firmare separatamente l’accordo senza la Fiom.

L’ALP ha dato la sua disponibilità per fare i referendum assieme alla Fiom, dando indicazione di voto contrario e nell’assemblea di Villar il Segretario Regionale Cremaschi, rispondendo ad un intervento di un operaio dell’ALP, ha pubblicamente riaffermato che alla prossime elezioni che raccoglie le firme e accetta il regolamento ha diritto di partecipare alle elezioni delle RSU e non può essere discriminato:

Allora prepariamoci per novembre a partecipare alle elezioni delle RSU!!

œ Altra vicenda significativa è quella degli addetti ai servizi cimiteriali di Pinerolo.

Il Comune di Pinerolo seguendo le vie della privatizzazione ha dato in appalto tali servizi e vince l’impresa Pizzi di Bari.

Passano poche settimane e l’impresa non è in grado di svolgere il servizio, perché mancano le attrezzature, il materiale, si ritardano i pagamenti.

I lavoratori si rivolgono ad ALP che inizia le trattative con il Comune, responsabile per il rispetto del lcontratto conl a ditta Pizzi, Comune che fornisce il materiale e si impegna ad anticipare i pagamenti.

Alp convoca alla Commissione Conciliazione Pizzi e il Comune il quale cerca una soluzione alternativa dando l’appalto ad una Cooperativa Sociale del territorio.

Si apre la contrattazione con questa Cooperativa ed emergono subito i problemi:

I lavoratori perdono diritti, salario e sono costretti a diventare Soci/Lavoratori.

Si ottiene di non avere deroghe almeno dal Contratto delle Cooperative e da settembre si inizia con la Cooperativa.

La conclusione per adesso di questa vicenda ci porta a fare queste considerazioni:

La privatizzazione decisa dal Comune non è certo che porti miglioramenti del servizio ( anzi in questi mesi se non fosse stato per l’impegno dei lavoratori sarebbe stato pessimo), non è certo quanto faccia risparmiare al comune, l’unica cosa certa è che i lavoratori hanno perso diritti e salario, e che le cooperative nate con obiettivi sociali sempre più vengono utilizzateridurre il costo del lavoro abbattendo le condizioni di chi lavora in particolare per i soci lavoratori.

Buonterreno di lavoro per Alp e buoni motivi di riflessione per la nostra giunta di Sinistra

!!!

Enrico Lanza

 

 

œ Luzenac Val Chisone

Continua da mesi il braccio di ferro sui nuovi orari proposti dal sindacato, i minatori vogliono altri soldi. Si è cercato la mediazione della Regione.Nessun risultato.

In seguito si è posto il probema delle ferie, risolto con volontari e coi nuovi assunti.

Ad agosto un infortunio lieve in miniera. Alla vigilia delle ferie la direzione annuncia nuova CIGO per mancanza di prodotto.

œ Scuola

Si è svolto il congresso provinciale della Cub Scuola. Argomento l’alleanza con i Cobas Scuola per le elezioni delle RSU. Due mozioni: ha vinto quella che propone il non accordo elettorale con i Cobas se questi non garantiscono pari dignità alla Cub. Sullo stesso tema il 17 giugno congresso nazionale Cub Scuola a Pinerolo. Scopo organizzare l’elezione delle RSU entro il 2000. I sindacati di base rischiano una forte multa per l’ultimo sciopero

œ Poste

L’incontro del 21 luglio 2000 con il responsabile della Filiale di Pinerolo ha confermato tutti i timori.

Le assunzioni previste sono 31. Essendo una trentina le carenze strutturali ( maternità, distacchi, malattie particolari) ne ricaviamo che le nuove assunzioni non sono sufficienti nemmeno ad ovviare alle carenze suddette.

L’anno 2000 segna la fine dell’utilizzo di lavoratori a tempo determinato. La sportelleria usufruirà delle ferie con la sostituzione dei colleghi mediante il doppio turno o con la chiusura delle Agenzie nel pomeriggio.

Il recapito gestirà la quasi totalità delle ferie con le surroghe nelle proprie areole di appartenenza ( attualmente la scorta vaga tra il 10 e il 15%).

Non sarebbe il caso di scendere in lotta?.

œ Cascami

La direzione del gruppo ha deciso la chiusura dello stabilimento di Jesi (Ancona) che occupa attualmente 55 dipendenti.

La motivazione è il calo della produzione della Viscosa.

 

 

COSA DICE IL COLLETTIVO ALP DELLA SKF SULL’ACCORDO SEPARATO

 

 

Ci pare doveroso esprimere un giudizio sull’intesa avvenuta tra un pezzo di organizzazioni sindacali (Fali/Fim/Uilm) sulla parte riguardante orari e PREMIO 2000.

Volutamente il nostro intervento è stato un po’ tardivo, in quanto la vicenda era estremamente confusa e in quel balletto di cifre poco chiare ci pareva ingiusto esprimere giudizi azzardati prima di sapere e di capire.

Abbiamo capito che un pezzo di sindacato confederale, sicuramente quello più scomodo, è stato escluso dalla trattativa, mentre Fim Uilm e Fali si sono arrogati il diritto di firmare un accordo in barba all’unità sindacale, ma sopratutto in barba ai lavoratori, dichiarando fra l’altro che l’accordo rispettava nei contenuti gli obiettivi che "loro" si erano dati.

MA QUALI OBIETTIVI

Se l’obiettivo era quello di non farci togliere nulla, l’abbiamo raggiunto, perchè di dignitoso quest’accordo ha ben poco.

Noi crediamo che ai lavoratori fosse dovuto qualcosa in più di quelle poche lire, visti i più che buoni risultati (dichiarati su SKF Notizie di giugno 2000) di produttività, utili e redditività del gruppo.

Ancor più grave è che una parte già considerata (400.000 sul premio di risultato) sarà di nuovo altalenante con tendenza al ribasso nei prossimi anni e un’altra parte di incremento è come acconto del 2001.

I lavoratori non hanno bisogno nè di prestiti nè di elemosine e li crediamo ancora capaci di battersi per qualcosa di più dignitoso.

Procedendo con questo metodo di trattare abituiamo sempre di più i lavoratori ad accontentarsi di quel poco che ci viene dato, e quando verrà tolto non avremo più la forza di alzare la testa.

Se questo è l’insegnamento e l’eredità che vogliamo lasciare ai giovani, andiamo pure avanti così!

* Sulla questione orari è la solita musica, non scontrarsi con la Direzione, anzi si aprono ulteriori spazi di flessibilità come se non bastasse quella esistente.

*Nessuna garanzia per le scadenze del part-Time.

*I lavoratori coinvolti nelle turnazioni del sabato-notte hanno come risposta ai loro problemi una manciata di lire e il problema del loro disagio è stato accantonato.

Infine dobbiamo ancora avere notizie sulle sorti dei lavoratori di Villar Perosa.

Non sappiamo che fine faranno i TBU

Non sappiamo che fine faranno le linee di rettifica

Non sappiamo a chi saranno venduti tutti gli altri lavoratori

Cosa aspettiamo a saperne qualcosa di più?

Aspettiamo che questa azienda si decida a dirci qualcosa?

Oppure vogliamo provare a smuoverla con qualche iniziativa?

Sicuramente per fare qualche iniziativa occorrono delle RSU meno compiacenti.

Ci auguriamo dunque che venga data ai lavoratori la possibilità di esprimere la loro opinione in merito all’accordo da alcuni siglato e che vengano quindi convocate le assemblee.

INVITIAMO FIN D’ORA A RESPINGERE QUEST’ACCORDO

provando a rifare e sostenere una proposta più alta nelle forme e nei contenuti.

DIAMO LA PAROLA AI LAVORATORI

  

Il lavoratore interinale: il libero schiavo della nuova economia - C.Scarinzi

Il 10 agosto 2000, mentre il buon popolo era preso da altre occupazioni, CGIL- CISL-UIL e l’ Aran (agenzia per le relazioni negoziali nelle pubbliche amministrazioni, una sorta di CONFINDUSTRIA del pubblico impiego) hanno firmato un accordo che prevede l’assunzione di lavoratori interinali nei ministeri, nella sanità, negli enti locali, nelle scuole. Anche le amministrazioni pubbliche, come le aziende private, potranno dunque utilizzare il lavoro interinale. Si tratta, per chiarezza, di un rapporto di lavoro nel quale il dipendente non ha alcun legame con l’impresa che lo utilizza ma viene assunto da un’agenzia che lo affitta a coloro che ne hanno necessità in cambio di una commissione. Il lavoro interinale, insomma è una delle forme di lavoro precario, a termine, anomalo che sono state introdotte al fine dichiarato di "favorire l’occupazione" e "far emergere" il lavoro nero ed a quello reale di favorire la precarizzazione e la flessibilità dei rapporti di lavoro.

I vantaggi per le imprese che ricorrono a lavoratori interinali sono evidenti. Possono assumere e licenziare liberamente una quota del personale senza dover ricorrere a pratiche illegali che le esporrebbero a ricorsi, contenziosi, difficoltà. Appare, quindi, evidente come il lavoro interinale sia interessante soprattutto per le medie e grandi imprese che non hanno interesse a ricorrere al lavoro nero che resta tipico delle piccole e piccolissime imprese, più difficilmente controllabili, che lavorano sovente in appalto per la imprese maggiori.

In realtà, insomma, l’introduzione dei contratti di lavoro anomali di vario tipo (interinale, formazione lavoro, collaborazione coordinata e continuativa ecc.) ed il ricorso agli appalti non fanno sparire il lavoro nero ma concorrono a costruire una fascia di lavoro grigio, un vero e proprio lavoro nero legalizzato, che indebolisce il potere contrattuale dei lavoratori dipendenti "normali"Prima di valutare meglio l’accordo del 10 agosto, può essere opportuno. fornire qualche dato generale sul lavoro Interinale in Italia.

Alcuni dati generali I numeri non si fa in tempo a raccoglierli che già sono cambiati. Partito in sordina nel '98 con l'entrata in vigore della legge 196, l'interinale è in crescita; non passa giorno che le agenzie per la fornitura di lavoro temporaneo non aprano nuove succursali, tutte su strada per invitare la merce - il potenziale lavoratore da affittare - a entrare. Le agenzie autorizzate sono 45, affiliate - con l'eccezione del gigante Manpower - a Confinterin, presieduta dall'ex sindacalista Enzo Mattina.

Alcune cifre (di fonte Confinterin) per il '99:

300 mila i lavoratori avviati, 50 milioni le ore lavorate, 170 ore la durata media delle missioni, 1.600 miliardi il fatturato. Per il 25% degli interinali il lavoro temporaneo si è trasformato in assunzione stabile. 25 mila aziende, l'80 concentrato al Nord, hanno utilizzato il lavoro interinale, per due terzi nel settore manifatturiero, in maggioranza operai.

La tendenza è ad allargare i confini dell'interinale: presto sarà praticabile in edilizia, agricoltura, pubblico impiego. In parallelo, il trend è di abbassarne il costo: ora si possono inquadrare gli interinali anche ai livelli inferiori. La quota massima di lavoratori in affitto è fissata dai contratti di categoria; per le imprese metalmeccaniche è l'8%.

Adducendo ragioni di "riservatezza", Confinterin non dice quanto le agenzie facciano pagare il loro servizio, quanto cioè trattengano per sé. La tariffa media europea è il 16% sul prezzo pagato dall'azienda utilizzatrice. E' verosimile che succeda così anche in Italia. Nel '99 in Italia, 1.800.000 persone sono state avviate al lavoro o hanno cambiato posto di lavoro (è il cosiddetto turn over). Essendo 300 mila gli interinali, ogni 6 persone che si sono "mosse" nel mercato del lavoro una è un interinale. Il lavoro in affitto ha superato i contratti di formazione lavoro (sono stati 250 mila), ormai passati di moda e nel mirino della UE. Gli interinali sono lo 0,7% della popolazione attiva in Italia. La media europea è l'1,7% e si calcola che sarà raggiunta tra un paio d'anni.

Bollettino interno- Alp/Cub 28/8/2000

Via Bignone 89, tel/fax 0121 321729

e-mail alp.cub@tiscalinet.it

sito internet www.geocities.com/alpcub

la sede è aperta il Lunedì,mercoledì, Venerdì dalle 14.30 alle18.30.

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