LO SCIOPERO SPONTANEO IN MINIERA PER LA MANCATA RICONFERMA DI UN CONTRATTO formazione lavoro. E' UN MOMENTO DELLA RESISTENZA DEI MINATORI ALLE INTENZIONI DELLA MULTINAZIONALE DI PORTARE UNA CRESCENTE FLESSIBILITA' ANCHE NEL LAVORO IN SOTTOSUOLO .

Martedì 6 febbraio, a fine turno un minatore viene convocato dall'ingegnere Milani che gli dice che non sarà confermato e ha quindi finito il suo lavoro in miniera.

Sono arrivati 12 minatori polacchi con contratto a termine di 1 anno ed ora la direzione non intende riconfermare anche gli altri contratti f.lavoro in corso- per ridurre il personale a tempo indeterminato.

I minatori del secondo turno si fermano alle 15, dopo un'ora di lavoro, e lo sciopero prosegue per tutti i tre turni.

La mattina del 7 in miniera assemblea di tutti e tre i turni con gli operatori sindacali della Fulc. Si decide di continuare lo sciopero- Al pomeriggio incontro in Sede a Malanaggio con la direzione che nel frattempo ha motivato la sua decisione con un comunicato in bacheca. Una trentina di minatori scendono a Malanaggio ed aspettano davanti alla Sede l'esito della trattativa. Le RSU e la Fulc dopo alcune ore interrompono le trattative e viene dichiarato sciopero anche per lo stabilimento. con risultato deludente.

Giovedì 8, terza giornata di sciopero, consiglio di fabbrica in Municipio a Perosa e assemblea di tutti i lavoratori Luzenac sempre in Municipio alle 18. Viene deciso di continuare lo sciopero e di organizzare assemblee nello stabilimento di macinazione per lunedì pomeriggio.

Vedi comunicato FULC e RSU

vedi articolo liberazione 9/02/01

 

Venerdì 9 la direzione chiede un incontro per le 14 'per comunicazioni' e ripete le sue posizioni drammatizzando la situazione. Il sindacato risponde che la decisione sulla lotta spetta ai minatori . Si organizza nuova assemblea per lunedì 12 febbraio ore 10 -

vedi comunicato Alp/CUB

vedi articolo la repubblica 10/02/01

La direzione il 9 emette un comunicato in 8 punti, inviato anche ai Sindaci in cui dice di aver fatto la sua parte predisponendo macchinari e personale, chiede l'applicazione del contratto sugli orari rimasto da firmare nel 2000 e si dice disposta a riassumere il licenziato e a confermare gli altri se meritevoli.

Rifiuta il 'ricatto' sindacale di ritirare prima il licenziamento e confermare i contratti in corso e minaccia di mettere in atto il piano di chiusura se non si cerca l'accordo. Conclude che ora non metterà in CIG a zero ore stabilimento e sede dal 12 febbraio come aveva minacciato in trattativa, in segno di buona volontà.

La sera del 9 la direzione organizza un tamtam invitando le maestranze di Malanaggio ad andare all'assemblea sindacale di Perosa -convocata per i minatori e lavoratori in lotta.

Lunedì 12 alle 10 si presentano così per partecipare all'assemblea a Perosa vari lavoratori del Malanaggio ma gli viene detto che le assemblee per loro sono quelle gia decise con comunicati sindacali per lo stesso giorno dalle13 alle 14 e dalle 14 alle 15 e dalle 22 alle 23.

L'assemblea di Perosa organizza le prossime iniziative di lotta, con l'obiettivo immediato di un attivo intercategoriale dei delegati per sostenere i minatori nella vertenza.

Le assemblee di Malanaggio non danno una indicazione precisa di adesione allo sciopero e si decide di trasformare lo sciopero in stabilimento in lotta articolata e quindi si fissano due uscite anticipate per il martedì e il giovedì ( nonostante questo gesto lo sciopero il 13 è fatto da pochissimi). L'increscioso fatto del mattino a Perosa è interpretato da molti non come una iniziativa antinsindacale della direzione in cui si è cascati , ma come un dispetto fatto dai minatori ai loro compagni dello stabilimento che 'volevano ascoltare le loro ragioni'. Infine si apprenderà in una trattativa successiva che l'azienda sostiene di essere stata informata che l'assemblea era aperta a tutti e quindi di aver solo favorito la partecipazione... (!)

Nel frattempo i minatori continuano a essere fermi nella lotta a oltranza.

Il 13 la direzione chiede un incontro. E' presente un dirigente della multinazionale che dichiara che la situazione è grave e poi riparte per la Francia, lasciando pieni poteri all'ammministratore delegato ing. Salina che alla fine concede una apertura : ora la direzione è disponibile a ritirare il licenziamento e a impegnarsi a confermare un altro contratto di formazione lavoro in scadenza a fine mese, un terzo non sarà confermato per mancanze varie.

IL 14 mattina assemblea dei minatori che accettano di fermare lo sciopero se l'azienda firma quanto promesso. Nel pomeriggio nuovo incontro con la direzione che vuole una garanzia che si tratterà sul sabato lavorativo. Si firma soltanto un impegno reciproco a trattare sugli orari e sui premi di produzione, l'azienda conferma i due contratti di formazione lavoro.

Il 15 riprende il lavoro in miniera e nel pomeriggio inizia la trattativa. E' presente un funzionario dell'Unione Industriale. L'azienda chiede subito al sindacato di firmare un documento ma il sindacato e le RSU chiedono una trattativa vera. La direzione invece comunica che vuole oltre al sabato lavorativo mano libera sulla squadra di polacchi " che vogliono guadagnare e devono essere lasciati liberi di lavorare come e quanto vogliono". La trattativa viene aggiornata.

La direzione emette il 16 un comunicato in cui non accenna alle sue intenzioni sui polacchi e dice che ha fatto tutto quanto richiesto e rivendica il proprio diritto/ dovere di operare le proprie scelte organizzative, chiedendo di concludere sull'orario su sei giorni.

Martedì 20 si è tenuto a Pinerolo un attivo dei delegati di tutte le categorie sulla vertenza Luzenac. Era una precisa richiesta di ALP che comincia a marciare.

vedi comunicato

Il 27 si è svolta l'assemblea in miniera per valutare la situazione e in seguito è iniziata la trattativa con una proposta emersa dall'assemblea sui turni sabato-domenica che l'azienda si è riservata di esaminare.

Nelle prime settimane di marzo si è iniziato a lavorare il sabato mattina con le tariffe del vecchio accordo sui sabati e riposo compensativo, in attesa di raggiungere un accordo definitivo.

Le trattative sono proseguite fino a concludersi il 27 aprile con la firma di un accordo che prevede:

1) 5 turni mensili di lavoro sul sabato ( quattro sabati mattina ed uno eventuale al pomeriggio)- con riposo compensativo a scorrimento e maggiorazione di 130.000 per miniera e 105.000 per cernita e manutenzione. Inoltre modifiche al pagamento della notte.

2)calendario ferie 2001 con ferie collettive a scorrimento

3) definito l'organico attuale in sottosuolo a 40 persone

4) premio di risultato 2001 per coltivazione : -alle precedenti £100.000 mensili fisse e alle 3000 giornaliere x ogni tonnellata che superi le 80Ton di produzione- si aggiunge un premio di presenza individuale che prevede con lo stesso meccanismo altre 3000 però indicizzate in base alla presenza ( cioè lire 3000 con il 5% di assenze = un giorno al mese in mutua, lire 0 con il 10%).

5) il premio annuo di produzione oltre la parte fissa precedente di 1.200.0000 per la variabile prevede con 27.000 ton £100.000 che salgono fino a 500.000 con 35.000 Ton di talco estratto . .

6) il premio annuo variabile sulla sicurezza è aumentato a 400.000 ( era 300.000)

7) impegno sull'ambiente di lavoro / si prevede l'applicazione prossima del divieto di fumo e alcool

8) validità biennale del contratto con verifiche semestrali per aggiustamenti

9)disponibilità ad esaminare la necessità di procedura per messa in mobilità di alcuni dipendenti.