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Dal 1986 con la chiusura del giornale del PCI 'Cronache' è finita la variegata 'esperienza nel Pinerolese di gruppi e intellettuali della sinistra e nuova sinistra nel campo dell'informazione locale (particolarmente vivace negli anni Settanta).Ci sono ancora le forze a sinistra per ripensare a forme snelle di informazione che si affianchino, con una voce propria sia pur limitata, all’ECO DEL CHISONE per esprimere valutazioni diverse e notizie non troppo filtrate? Quanti sentono il bisogno di un’informazione che serva a tenere unita nelle sue diversità una area diffusa di persone che ancora si interrogano, si stupiscono , sono curiose? Oggi in Internet è possibile fare molto e con poca spesa.

Nell'attesa di novità, utilizziamo gli strumenti locali esistenti...

link consigliato Una città - mensile di interviste

rassegna stampa della Camera dei Deputati

Rassegna stampa - Valli e Pinerolese     da l'eco del chisone e riforma   - e vari

marzo 2008

prima settimana

SECONDA SETTIMANA

 

 quarta settimana

eco del chisone 26.3.08

Sulla linea ferroviaria Torino-Pinerolo, indietro di due anni
Fervono (ancora!) i lavori olimpici
Il sottopasso a None è un cantiere aperto - Stazioni


Fervono i lavori "olimpici" sulla linea ferroviaria Torino-Pinerolo. Non è uno scherzo, avete letto bene. Il cantiere aperto nel sottopasso della stazione di None fa ancora parte - come completamento - dei lavori previsti entro il 10 febbraio 2006, data di apertura dei Giochi.

È una lunga storia, iniziata proprio in quei giorni frenetici, quando, di fronte alla palese impossibilità di completare le opere, i lavori erano stati sospesi rendendo agibili provvisoriamente soltanto i sottopassi pedonali tra i binari di Piscina, Airasca, None, ma non i relativi scivoli per disabili. Sangone, invece, era ancora totalmente inagibile.

Finita l’Olimpiade, le operazioni - anziché riprendere immediatamente - sono rimaste in stallo. Rete ferroviaria italiana ha preferito risolvere il contratto con la ditta appaltatrice, causa inadempienza dei termini del contratto, affidandosi ad altre aziende.

«I tempi burocratici per affidare un nuovo appalto sono andati per le lunghe, come sempre in questi casi - spiegano a Rfi -. I lavori alla stazione di None saranno perciò conclusi entro il mese di giugno di quest'anno». E Bivio Sangone? «Attualmente è agibile. Completeremo la piattaforma per disabili entro il 2009, in quanto il progetto sta andando all'appalto proprio in queste settimane».

Non mancano i problemi perfino ai sottopassi di Piscina e Airasca, da tempo in funzione. Sono legati alla situazione di stazioni "impresenziate", ovvero prive di personale dopo l’automatizzazione del movimento treni. Abbandonati a se stessi e sporchi, per via dell’uso "improprio" - diciamo così - che ne viene fatto, suscitano le proteste dei viaggiatori e non è raro che gli stessi preferiscano attraversare ancora i binari, piuttosto che «scendere lì sotto».

A chi compete la loro manutenzione? Ai Comuni - cioè i soggetti che altrove sono già gravati dalla preoccupazione di utilizzare in qualche modo gli edifici delle stazioni abbandonate - oppure a Rfi, proprietaria degli impianti fissi delle Ferrovie italiane?

«Una nostra competenza? Ma non scherziamo – risponde il sindaco di Piscina Edda Basso –: con 11 dipendenti il nostro Comune non può certamente permettersi un operatore per le pulizie di un sottopasso che, mettendo in comunicazione i binari, serve esclusivamente la stazione!». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Leopoldo De Riso, vice-sindaco di Airasca: «La manutenzione e la pulizia del sottopasso è totalmente a carico di Rete ferroviaria italiana e ho già visto degli operatori occuparsene. Da noi il problema che costringe i viaggiatori ad attraversare i binari è l'allagamento del sottopasso in caso di pioggia».

Netta la risposta di Rete ferroviaria italiana: «La Direzione movimento ha già appaltato l'incarico ad un'impresa. L'accordo prevede la pulizia giornaliera a Pinerolo, Piscina e Airasca; settimanale a Bivio Sangone».

Fernando Franchino

1- La situazione economica in Val Pellice: cioccolato, acqua e non solo
Se l'industria traina, l'agricoltura affascina
I giovani riscoprono la terra - Spunti per artigianato e turismo

VAL PELLICE - In quello che un tempo fu il feudo dei Mazzonis, nella valle che attrasse un'immigrazione specifica a servizio del settore tessile, nella patria del cioccolato di qualità, della pietra e dell'acqua minerale, l'industria può ancora essere considerata il settore trainante dell'economia? C’è stata, seppur minima, un’eredità lasciata dalle Olimpiadi invernali, che ha dato nuova linfa al turismo? Come potrebbe cambiare, da qui ai prossimi cinquant'anni, il volto economico del nostro territorio?

Le prime risposte - in questa nostra inchiesta - arrivano dagli amministratori locali. Nei prossimi numeri interverranno le organizzazioni sindacali ed alcune realtà industriali, artigianali ed agricole della Val Pellice.

«La nostra struttura economica è piuttosto articolata - premette Valter Mensa, assessore all’Industria di Luserna S.G. -: se l’industria rimane il settore portante, anche l'agricoltura sta inviando segnali positivi. Stabile l’artigianato, trainato dall’attività estrattiva della pietra; positivo il commercio, sul quale sono stati fatti investimenti in numerosi Comuni». E il turismo? «La ricaduta post-olimpica che si sperava non c'è stata - risponde -. Ma le potenzialità ci sono».

È dello stesso parere Giorgino Cesano, assessore all’Agricultura e alle Attività produttive della Comunità montana, nonché vice-sindaco di Lusernetta. Cesano approfondisce l’analisi partendo proprio dal settore primario: «Grazie ad una politica di sostegno, intrapresa negli Anni '80, molti valligiani sono rimasti nelle terre dei padri per lavorarle. I Piani di sviluppo rurale 2000-2006 hanno poi dato una spinta ulteriore alla struttura già consolidata negli anni precedenti, l’allevamento locale conta oggi 12mila capi di bestiame».

Significativo il fatto che gli imprenditori agricoli abbiano un’età media molto bassa: «Sono giovani che hanno colto le opportunità offerte dai Psr su biologico, lavorazioni casearie e trasformazione della frutta. Si è intrapresa con successo la strada della “filiera corta”, in cui il prodotto trasformato viene venduto direttamente sui mercati locali».

Discreto l’artigianato, che potrebbe tuttavia puntare più in alto: «La pietra non subisce ancora grandi trasformazioni - continua Cesano -: le "frattaglie" non sono sfruttate, mentre si dovrebbe spingere l’attività di artigiani locali che le trasformino in oggetti magari partendo dall’arredamento».

Comunque sia, dall'industria vera e propria non si può prescindere: «Al momento il tessuto è stabile - osserva Mensa -. A Luserna S.G. si contano circa mille occupati nelle industrie di valle, di cui buona parte sono donne». Se al momento l'unica area industriale e artigianale è quella di Luserna S.G., con la nuova strada delle Cave potrebbe nascere un nuovo polo attrattivo sul territorio di Lusernetta: «Fino a questo momento mancavano le possibilità a livello urbanistico, la nuova strada aprirà delle opportunità - spiega Cesano, nelle vesti di vice-sindaco del piccolo Comune -. Comunque, non si tratterà di insediamenti "selvaggi": si punterà soprattutto sull’artigianato».

E per il futuro industriale di tutta la Val Pellice? «Serve un progetto comune sul destino del nostro territorio - risponde Mensa -. Chi può sapere se tra cinquant'anni ci saranno ancora le aziende di oggi? Il turismo potrebbe garantire un valido sostegno a livello occupazionale, se curato e sviluppato correttamente». Nel frattempo, aggiunge l'assessore lusernese, «è necessario che le Amministrazioni ragionino su come conciliare i tempi del lavoro e quelli della vita quotidiana, adattando e potenziando i servizi. Bisogna comprendere ed accompagnare i mutamenti interni alle aziende: dagli assetti societari all'organizzazione del lavoro, dalle tipologie contrattuali agli orari».


Stefania Ferrero
Comunità montana, a sorpresa 105.000 euro in meno per le valli
Lo Stato taglia, il bilancio è unanime
La minoranza vota a favore, ma invoca tagli agli emolumenti

PEROSA - Su 48 consiglieri, tutti i 36 presenti (compresa la nuova rappresentante di Prali Sandra Aglì, che ha preso il posto del dimissionario Bruno Grill) lunedì scorso hanno approvato il bilancio di previsione 2008 della Comunità montana Valli Chisone e Germanasca. All’unanimità. È la prima volta in questa legislatura. A unire maggioranza e minoranza, la nuova riduzione del contributo statale decretata dal ministro dell’Interno il 4 marzo: 105.047,08 euro in meno, un taglio che ha costretto l’assessore Sergio Pera a correggere lo scema di bilancio approvato dalla Giunta il 18 febbraio.
Le cifre del bilancio: pareggio in 6.596.322,90 euro, avanzo presunto di 50.872,31 euro. Praticamente si è stati costretti a tagliare quasi tutti i capitoli di spesa in mancanza della copertura. L’assessore ha elencato i principali titoli di spesa: servizi generali 632.558 euro; servizi tecnici 2.161.233 euro; nessun taglio ai servizi socio-assistenziali, che impegnano il 45 per cento del bilancio, 2.237.952 senza servizi conto terzi; anticipazioni di tesoreria 1.011.529; partite di giro 553.050.
«Successivamente - ha evidenziato Pera nella sua esposizione – si dovrà recuperare fondi per la programmazione in quanto il taglio indiscriminato è pesante, anche se la Comunità montana ha dimostrato di avere tutti i parametri in regola». Ha infine ricordato che i costi dell'urbanistica non sono più sostenibili.
Il presidente Andrea Coucourde ha dato conto della «triste riunione di presidenti di Comunità montane» cui ha partecipato, dove tutti hanno espresso timore se questi tagli saranno mantenuti. Lo Stato ha demandato alle Regioni la riduzione delle Comunità montane e dei loro membri, per ridurre i costi della politica.
Il consigliere Leger, capogruppo della minoranza, mutate le condizioni di bilancio, non ha presentato l’intervento scritto dal suo gruppo. Ha ritenuto però che per ridurre i costi della politica non è avvenuto nessun taglio ai costi degli organi istituzionali, e ha proposto il taglio del 3,72 per cento sugli emolumenti del presidente e della Giunta e che tale importo sia assegnato al settore socio-assistenziale: «È un segnale da dare», ha sostenuto.
Pera ha aggiunto che di tale proposta si possa tenerne conto nella prima variazione al bilancio. D’accordo anche Coucourde, però ha precisato che «i costi della politica non sono quelli delle Comunità montane». L’assessore al Lavoro Viller Manfredini ha valutato posivamente la proposta di Leger, aggiungendo un appello: «Ritornare a pensare alla funzione specifica della Comunità montana. Tutti debbono confrontarsi in un discorso politico e dare un assetto al bilancio di conseguenza».
L’assessore ai Servizi sociali Clara Bounous ha spiegato che si è già deliberato in accordo con i sindaci l’aumento del contributo dei Comuni di due euro per abitante: «Non ci sono stati tagli, e se si sarà costretti a farne, saranno sulla organizzazione e non sui servizi».
Il consigliere Sanmartino ha sostenuto la necessità di protestare contro i tagli dello Stato. Garrone ha ritenuto che la protesta possa essere dimostrata il 13 e 14 aprile con il voto, «mandando tutti a casa».

eco delle valli valdesi 28.3.08

 

 

 

 


 

terza settimana

eco del chisone 19.3.08

La Fondazione post-olimpica non può vivere solo di neve

È stata una giornata triste domenica a Pragelato. Poche decine di persone sui bordi dei campi di gara per la Coppa del mondo B di combinata nordica. Eppure il battage, massiccio, non è mancato ma probabilmente c'è una causa di fondo a questo "deserto" che si è riscontrato in alcune manifestazioni post-olimpiche. Non si può vivere infatti soltanto di eventi legati alla neve; poi gli eventi non sono tutti uguali. Più sono di nicchia, più selezionano il pubblico.

Un esame che la Fondazione post-olimpica dovrà pur fare appena insediato il nuovo Consiglio di amministrazione. Altrimenti si rischia soltanto di sprecare risorse senza ottenere alcun risultato. Una Fondazione che deve esprimere fantasia e creatività, ricercando eventi più coinvolgenti sia per i ritorni mediatici, sia soprattutto per pareggiare i conti della gestione degli impianti. Solo nell'ultimo anno gli impianti di Pinerolo, Pragelato e Torre Pellice sono costati 700mila euro.


p.g.t.
A casa i 13 dipendenti del supermercato
Chiude la Sigma di Roletto
I sindacati sperano in un passaggio alla Coop

Tra le tante voci di un'imminente chiusura di vari supermercati nel Pinerolese, tutti colpiti da una sorta di sindrome da Ipercoop (il grande centro commerciale in fase di realizzazione alle porte di Pinerolo), giunge purtroppo in questi giorni una conferma. Ci riferiamo al supermercato della catena Sigma che ormai da alcuni anni opera all'interno dell'area commerciale "Prealpina" che si affaccia sulla ex-Statale 589, all'altezza della rotonda per Roletto. In tutto sono 13 i lavoratori destinati a perdere il posto di lavoro quando, il prossimo 29 marzo, l'esercizio chiuderà i battenti.

I lavoratori della Sigma, a cui la decisione è stata comunicata il 18 febbraio in modo verbale, chiedono chiarezza e garanzie sulle procedure di mobilità. «Dal 18 febbraio non abbiamo più saputo nulla, ci sentiamo abbandonati, vediamo gli scaffali che con il passare dei giorni si svuotano mentre l'angoscia tra di noi aumenta».

Il prossimo 20 febbraio dovrebbe tenersi un incontro (già rinviato più volte) tra il sindacato e la proprietà per discutere appunto sul futuro dei dipendenti, professionisti qualificati a quanto pare, visto che a segnalare la loro situazione al giornale è stata una cliente del supermercato: «Da tanti anni compro in quel supermercato e il personale mi ha sempre trattato come una di famiglia, non mi sembra giusto che vengano trattati in questo modo», ci ha detto. L'auspicio del sindacato e anche del sindaco di Pinerolo che li ha ricevuti, è che proprio la Coop possa assorbire i lavoratori messi in mobilità dalla Sigma. Difficile dire invece se la decisione sia dovuta all'imminente apertura del grande ipermercato o ad altri motivi, come ad esempio l'alto costo di affitto dell'immobile; tra l'altro la Sigma starebbe chiudendo un altro punto vendita ad Ivrea.


A.M.
Satellite a Usseaux e Pramollo
Banda larga, piccoli Comuni si attrezzano

USSEAUX - Anche il piccolo capoluogo di Usseaux adesso è collegato in banda larga alla rete delle reti. Le opportunità di connessione veloce a Internet sono passate nelle scorse settimane da nessuna ad almeno due.

Forse non è delle più veloci, ma una delle opzioni è fruibile anche dai cittadini con il numero telefonico che inizia per 83: si tratta di una connessione 640 kbit ottenuta collegandosi alla centralina Telecom di Fenestrelle (che attinge alla fibra ottica) grazie al progetto della Regione contro il digital devide.

Questo collegamento serve anche la biblioteca comunale, connessa con due personal computer. A questo passo avanti (almeno rispetto alla vecchia connessione Isdn non a banda larga) si aggiunge un'altra nuova tecnologia. Il palazzo del municipio sfoggia da qualche settimana anche un terminale satellitare bidirezionale, che offre al personale comunale la possibilità di utilizzare una connessione a due megabit.

Come ad Usseaux la Regione, tramite il Csi, ha fornito un terminale simile anche al Comune di Pramollo, dove l'Adsl non arriva.

Il supporto tecnico ai due municipi è stato fornito da Alpimedia di Perosa, che sta per presentare in Comunità montana anche un progetto che riguarda la Val Germanasca e le tecnologie a banda larga su onde radio. Il prossimo passo: trovare i finanziamenti.


l.p.
Pragelato, da ottobre vivono allo stato brado
Tre manze in cerca di libertà
Pelo lungo tipo yak e zampe veloci come cervi

PRAGELATO - È una storia di corna, vette innevate e libertà. Erano in tre in mezzo a tutte le altre, ma sul camion non ci sono salite. Quando è arrivato ottobre ed è scoccata l'ora di demonticare, lasciarsi dietro le code l’alpeggio, con l’aria sottile e le erbe profumate, e tornare in stalla a svernare, tutte in fila… No. Altro che farsi prendere.

È quasi Pasqua e ancora le tre manze stanno lassù, fianco a fianco. Un danno, certo, per gli sfortunati margari di Villardamont, che sopra Pragelato hanno lasciato un pezzo della loro mandria, con tutti i grattacapo che ne conseguono. Il fatto è che loro, le giovenche, hanno proprio eletto domicilio nei prati tra Allevé e Giarasson. I veterinari dell’Asl ci provano da allora ad avvicinarsi, almeno abbastanza da sparare i narcotici. Una faticaccia, ma allo stato brado non si può proprio lasciarle.

Basterebbe un tiro di due o trecento metri, ma non c’è verso. Fiutano e scappano. E sì che la libertà costa cara: temperature proibitive, d’inverno a 2.000 metri con i lupi che popolano i valloni. Si sono adattate, inselvatichite, il loro manto è diventato più folto, più simile al pelo degli yak tibetani. Chi le ha viste le ricorda più veloci dei cervi quando scappano, anche immerse nella neve, sempre in formazione compatta. Dietro, una scia che pare uno spartineve. Senza mai voltarsi, verso la primavera.


Luca Prot

 

eco delle valli 21.3.08

 SECONDA SETTIMANA

eco del chisone 12.3.08

Discarica, ecomulte e nuovo metodo di calcolo fanno lievitare le bollette
Chock rifiuti sui bilanci comunali
Record a Cavour (+50 per cento) – Pinerolo (+35 per cento) – Ma c'è anche chi è premiato

È del 23% l'aumento medio per i Comuni della bolletta rifiuti. È l'effetto non solo dell'emergenza discarica (a cui va addebitato un 15%), ma anche delle Ecomulte per quei Comuni con alta produzione di indifferenziato. Inoltre agisce da moltiplicatore, in alcuni casi, il nuovo metodo di calcolo, voluto dai sindaci e introdotto dal Conzorzio presieduto da Giuseppino Berti. Ovvero la ripartizione dei costi del servizio in base all'effettiva quantità di rifiuti raccolti in ciascuna realtà. Succede così che l'Amministrazione di Cavour si vede appioppare un più 50% rispetto al 2007, quando il calcolo veniva fatto per numero di abitanti. Il record in aumento spetta a Salza di Pinerolo con +59% a causa della preponderante presenza di case occupate, soprattutto in estate, da non residenti. Ci sono poi Comuni che invece vengono premiati dal nuovo calcolo, è il caso di Porte che con il suo 4% si attesta ben al di sotto della media.

 

Obbligatoria la denuncia
Acqua senza bolletta paga la fognatura

Fognatura: non dappertutto c'è, ma tutti la devono pagare. Questo è un assioma dell'Ato provinciale dell'acqua che impone ai gestori di verificare se qualcuno sfugge a questa gabella. Una tariffa che chiunque sia allacciato all'acquedotto pubblico paga sulla bolletta in proporzione all'acqua consumata. Anche chi scarica nelle fosse biologiche, si giustifica l'Ato, deve pagare perché almeno una volta all'anno le si dovrebbero pulire e chi esegue lo spurgo deve scaricare le acque reflue nel depuratore del Comune.

Succede invece che qualche casa "sparsa" in collina, montagna od anche in pianura ancora attinga acqua per l'uso domestico da proprie fontane e pozzi sfuggendo alle bollette. A costoro viene ora richiesta un'autodenuncia entro il 31 marzo, indicando, su appositi moduli prestampati, ritirabili presso gli uffici dell'Acea, la quantità d'acqua prelevata ed utilizza per uso domestico nel 2007. Su tale quantità verrà commensurata la tariffa che dovrà versare per il servizio fognatura.

Appelli che negli anni precedenti sono andati pressoché a vuoto, anche perché difficili da scovare, ma che l'attuale e più solerte censimento del Catasto in fatto di abitazioni che hanno perso le caratteristiche di ruralità potrebbe in qualche modo far emergere.

r. a.
A Pinerolo, Saluzzo o Nichelino stessa situazione
Volontariato in crisi: un po' ovunque manca il ricambio generazionale
Se il volontariato si fermasse, molti settori dell'assistenza alla persona andrebbero in panico


Anche il volontariato risente della crisi di "vocazioni". Sembra scemato quell'entusiasmo che solo un decennio fa aveva gonfiato le fila di eserciti generosi: associazioni per l'assistenza ad anziani; gruppi per la promozione dello sport nelle realtà giovanili; per l'aiuto ospedaliero; oppure per lo sviluppo di attività culturali. Anche il volontariato è in crisi.

Nel Pinerolese come a Saluzzo o a Nichelino, ovunque si lamenta la difficoltà nel trovare nuove forze, linfa fresca per generare idee stimolanti, affrontare inediti percorsi di solidarietà.

Persino l'Avass, probabilmente l'associazione di volontariato più "solida", in termini numerici, del Pinerolese, ha il fiato corto, come spiega la sua stessa presidente Piera Mossotto: «Abbiamo difficoltà a trovare il ricambio, e noi non ce la facciamo più, gli impegni sono diventati davvero tanti». Nata nell'82 con il gruppo in ospedale, l'accoglienza notturna e poco altro, da anni l'associazione ha aggiunto i servizi di volontariato al domicilio, Casa Betania, servizio di trasporto per disabili e anziani con difficoltà, l'animazione e la presenza amicale nelle case di riposo.

Impegni tutti posti in convenzione con gli enti responsabili, pertanto oggetto di veri e propri contratti da rispettare. 320 i volontari effettivi, un esercito di presenze amiche, di mani sicure che offrono il proprio sostegno.

«La maggior parte dei volontari - prosegue Mossotto - è in quella età in cui si ha la necessità di dare attenzioni e tempo anche ai propri genitori, nel frattempo divenuti anche loro anziani; ai nipotini venuti al mondo». Non è dunque facile conciliare il tutto.

«Tante persone vorrebbero diventare volontari, ma quando capiscono che l'impegno bisogna mantenerlo con regolarità e continuità, si tirano indietro». Per certi servizi è necessario garantire una presenza almeno una volta alla settimana. Molte le donne, la maggior parte, «ma gli uomini non mancano, e sono molto apprezzati, soprattutto nel servizio in ospedale, è una presenza che rassicura e trasmette molta fiducia».

Quelli che mancano davvero nell'Avass sono i giovani: «Qualcuno è venuto per qualche tempo ma poi lo studio, il lavoro che inizia, e li perdiamo. Mi dispiace che non si sia riusciti a penetrare nel cuore dei giovani, ad agganciarli, ci abbiamo provato però». Pensare che, come dice la presidente Mossotto, «mettersi a disposizione degli altri, dare amicizia, è il primo segno di pace».

I giovani vanno in "Croce"

Una delle poche associazizoni che riesce a richiamare i giovani è la Croce verde. A Pinerolo, presenza storica, che conta oltre 120 volontari, i giovani fortunatamente fanno capolino. «Non basterebbero mai con tutti i servizi da coprire, ma anche per il prossimo corso, che inizierà tra breve - spiega il direttore dei servizi, Bartolomeo Chiappero - abbiamo una ventina di iscrizioni». Spesso entrano in gruppo: «Amici, che coprono anche i turni insieme». Al momento in Croce verde ci sono 5 squadre organizzate, «ognuna deve coprire un turno domenicale e due notti nella stessa settimana», formare un bel gruppo di amici è anche un modo per rendere meno pesante l'impegno. Non in tutte le sedi, però, si registra la presenza elevata di volontariato. In Val Chisone, a Perosa, ad esempio, la stessa Croce verde ha una pressante esigenza di ingrossare il gruppo volontario, al momento invece ridotto.

E così in altre sedi del Saluzzese.

E i Volontari Torino 2006?

Sono rimaste le tute e le belle giacche, a testimoniare l'indimenticabile esperienza. Dei circa 500-600 volontari che a Pinerolo e nelle Valli si erano messi a disposizione durante l'evento olimpico Torino 2006, non c'è più traccia. «Si sono persi - racconta Ferruccio Garis, presidente Pro loco che durante i Giochi aveva l'incarico di coordinare le forze -, qualcuno è ancora impegnato nelle manifestazioni sportive di grande importanza a Torino». Quelli che invece hanno fatto gruppo e si incontrano periodicamente nella sede della Pro Pinerolo - l'associazione ha messo loro a disposizione un locale - sono "i volontari civici", quelle persone cioè che durante i Giochi non potevano garantire un servizio continuativo di 8 ore giornaliere per 15 giorni: «Sono una cinquantina di persone, offrono il loro contributo come servizio d'ordine durante le manifestazioni».

Li abbiamo visti durante la Rassegna dell'artigianato, nelle giornate di sfilate per il Carnevale, in occasione di manifestazioni e gare sportive. «Ci incontriamo ogni mercoledì mattina, chi vuole iscriversi è il benvenuto», conclude il presidente Garis.

Sofia D'Agostino

"No-centralina", la proteste dei borghigiani
Scoppia il caso Pourrieres «La Cenerentola di Usseaux»

USSEAUX - Doveva essere solo una verifica sulle modifiche richieste dalla minoranza consiliare. Invece l'incontro di domenica 9, sul progetto della centralina idroelettrica nell'acquedotto, ha fatto esplodere un nuovo affaire Pourrieres. Ad aspettare sindaco, assessori e tecnici comunali, un comitato di oltre trenta abitanti della borgata. Petizione alla mano, hanno ribadito un «no» senza condizioni.

Per loro i risultati ottenuti dal gruppo di Mirella Maifreda insieme a cittadini come Oscar Bonnin (una serie di richieste di fatto accolte dall'Amministrazione) non bastano. Non importa se l'impianto è stato spostato lontano dalle case; se è stata promessa attenzione all'impatto ambientale; se il rumore deve restare inferiore a quello del rio e se tutta l'acqua turbinata sarà riversata nella vasca di approvvigionamento.

Molti degli abitanti ancora non si fidano. Lamentano (come tutti i comitati "nimby", "non nel mio cortile") una carenza nell'informazione. Anche se del progetto se ne parla da anni, non solo in Consiglio comunale.

Sindaco e vice si sono comunque scusati. Sorpresi perché in genere le centraline nell'acquedotto sono considerate l'alternativa ambientalmente sostenibile, mentre i comitati nascono contro le centrali sui torrenti, spremuti per un guadagno in gran parte privato. In questo caso per metà rimpinguerebbe le esangui casse comunali.

«Non vogliamo bere acqua turbinata», insistono i firmatari. Nonostante le rassicurazioni dell'ing. Guido Gilli, consulente del Comune, su tre vantaggi: «Più acqua e migliore, grazie a tubi nuovi e più grandi; e i filtri "uv" che l'Acea potrà mettere, evitando il cloro».

La popolazione resta preoccupata per la possibilità che l'acqua centrifugata perda il magnesio e diventi tiepida (il riscaldamento in realtà sarebbe di pochi decimi di grado). Inoltre, se lo scopo della centralina è incassare denaro, abitanti e villeggianti chiedono «che la maggior parte degli introiti rimanga sul posto, magari per sistemare la scuoletta». Considerano la loro «la più trascurata delle cinque borgate».

C'è già chi promette, come Valentina Bò, giovane architetto originaria di Pourrieres, «una lista alle prossime elezioni». Il sindaco Adriano Sgarbanti risponde che è stata ottenuta l'opzione sul nuovo terreno, come richiesto nello scorso incontro. «Siamo intenzionati a fare la centralina», ha ribadito, aggiungendo che le opere per riqualificare il villaggio alpino sono in corso anche a Pourrieres. «Ben venga la lista - ha commentato - ma sarebbe bello che nascesse sulla base di proposte e non sempre di proteste. La petizione? Ce ne sono state diverse in borgata, una anche per le campane che non suonavano».


Luca Prot

riforma 14.03.08

 

 


 primA SETTIMANA

ECO DEL CHISONE 5.03.08

Approvati in Giunta tagli anche sui rifiuti
SESTRIERE ANTICIPA I TEMPI: NIENTE ICI PRIMA CASA AI RESIDENTI


SESTRIERE - «Abbiamo abolito l'Ici sulla prima casa». In epoca di promesse elettorali su scala nazionale, il sindaco di Sestriere Andrea Colarelli è fra i pochi a poterlo dire con la determina comunale già in mano. La sua Giunta nei giorni scorsi ha approvato lo schema di bilancio che mercoledì 19 sarà sottoposto al Consiglio comunale. E nelle tabelle delle entrate, in fondo ai conteggi dell’Imposta comunale sugli immobili, il risultato delle "prime case" è zero.

Tecnicamente l’imposta non può essere abolita. Però può essere applicata l'aliquota più bassa, il 4 per mille, con una detrazione «fino a copertura dell’importo dovuto». Attualmente l’aliquota è al 4,5 con alcune detrazioni.

Per Colarelli, «un gesto d’attenzione verso i residenti, che avevamo previsto nel programma elettorale». Un taglio alle entrate che probabilmente sarebbe difficile da realizzare in qualsiasi altro Comune sui 900 abitanti con un bilancio che non pareggi a sei milioni di euro. A fare la differenza, le seconde case e le strutture ricettive e commerciali: se l’incasso totale previsto dall’Ici è circa due milioni e mezzo di euro, la minore entrata, dopo l’azzeramento sulle prime case, non arriverà a centomila. Le pertinenze saranno escluse dall'abolizione.

«A Sestriere è un sacrificio possibile - spiega il sindaco -. Grazie anche al mercato immobiliare che non molla, a giudicare da prezzi e richieste. Mi chiedo però come farebbero i Comuni residenziali a sostenere un'abolizione generalizzata».

La proposta di bilancio prevede anche il taglio della tassa sui rifiuti di sette punti, per il sindaco frutto della nuova raccolta differenziata attuata dalla società Acsel con le 26 eco-isole di quattro cilindri per le utenze domestiche, cui si aggiunge il porta a porta per quelle commerciali.

«Con questo sistema, che abbiamo fortemente voluto, la differenziata ha raggiunto quota 45,7 per cento», spiega Colarelli. Un risultato che consente di abbassare il conferimento in discarica e di conseguenza i costi del servizio. La Polizia municipale, però, deve ancora eseguire controlli e multe: «C’è chi lancia il sacchetto dal finestrino senza fermarsi, e chi lascia l'immondizia fuori dai contenitori, o non usa il "cip" per il cilindro dell'indifferenziato. Forse qualcuno pensa di pagare di meno, ma il sistema che pesa i rifiuti non è ancora in funzione». Sono comunque allo studio i minimali per non penalizzare i villeggianti.



Luca Prot
Azienda di Nichelino del settore della meccanica di precisione
Altro fallimento a Nichelino: i 26 senza più lavoro
Tensione davanti ai cancelli per impedire la fuga dei macchinari


Un'altra impresa del settore metalmeccanico segna il passo. La Clz, azienda che produceva particolari meccanici di precisione è fallita ed il 21 scorso ha portato i libri in tribunale. I suoi 26 dipendenti devono ora trovare un nuovo lavoro. Della situazione di crisi dell’azienda se ne è avuta notizia nel gennaio scorso quando i lavoratori hanno indetto uno sciopero spontaneo con assemblea permanente nell’azienda. Prima di allora c’erano state avvisaglie di crisi, gli stipendi erano stati erogati con ritardo ma poi comunque pagati. A febbraio invece la situazione è precipitata fino al fallimento. Ora per quei lavoratori e quelle famiglie la vita cambia inevitabilmente.

Così si è assistito a un'altra settimana di tensione davanti ai cancelli dell'azienda in via Nino Bixio. Mercoledì scorso i 21 dipendenti hanno cercato di impedire l'ingresso ai fornitori ed al personale dell'Omr, un'azienda cliente che forte di un'ordinanza del tribunale, era giunta per riprendersi tutti i materiali di sua proprietà. C'è stato addirittura bisogno dell'intervento dei carabinieri per evitare che la contrapposizione degenerasse.

«Siamo di fronte a una situazione assurda che purtroppo continua a ripetersi- ha commentato Giovanni Giacobino, rappresentante della Fim -. Come sempre alle aziende si consente in 48 ore di riappropriarsi dei propri beni, mentre gli operai devono aspettare 6 mesi senza stipendio per ottenere gli ammortizzatori sociali». I dipendenti hanno ottenuto solo un acconto sugli stipendi arretrati e si parla di un buco nel bilancio di circa un milione di euro. Mercoledì le delegazioni sindacali hanno cercato invano di raggiungere un accordo. Inizialmente hanno chiesto ai rappresentanti dell'Omr di aspettare la nomina del curatore fallimentare e poi hanno lanciato una proposta: saldare gli stipendi arretrati in cambio dell'apertura pacifica dei cancelli. Nonostante le tre pattuglie della Tenenza di Nichelino non c'è stato niente da fare e alla fine l'ufficiale giudiziario ha ordinato di entrare.

Le domande entro il 7 aprile
Come si può accedere agli assegni di studio

Entro il 7 aprile le famiglie che hanno un reddito Isee inferiore ai 29mila euro possono inoltrare la domanda per ottenere gli assegni di studio previsti dalla Regione Piemonte per finanziare trasporti, acquisti di libri di testo e attività integrative previste dai Piani dell'offerta formativa predisposti dai vari istituti.

Il rimborso raggiungerà il 100% per i redditi fino a 24mila euro; il 75% per quelli fino a 26mila euro e il 50% per quelli che raggiungono i 29mila euro.

Il tetto massimo previsto è di 200 euro per la scuola primaria, 300 euro per la secondaria di primo grado e 500 euro per la secondaria di secondo grado e per i corsi di formazione professionale.

«Si tratta di un forte investimento che la Regione fa per sostenere il diritto allo studio e le famiglie che hanno redditi medio-bassi» spiega Gian Piero Clement, capogruppo regionale del Prc.

Tutte le spese, documentabili, devono essere relative all'anno scolastico 2007-2008.

Non rientrano tra le spese rimborsabili quelle relative alla mensa, ai viaggi di istruzione, al pre e post scuola, ai sussidi e ai materiali didattici. Naturalmente le domande inoltrate, considerate a tutti gli effetti delle autocertificazioni, sono soggette a controlli a campione (Dpr 445/2000). Ulteriori informazioni sul sito: www.regione.piemonte.it/istruz/dirstu/index.htm


t. r.

 

Perosa, al via il tesseramento
Un Centro aperto a tutto il territorio

PEROSA - Il Centro aperto per anziani è una struttura consolidata negli anni ed ha una intensa attività assistenziale che contribuisce alla vita attiva del territorio e dà grande senso di impegno della attività parrocchiale perosina.

L’Associazione che gestisce questa residenza ha molti soci sostenitori che, con il pagamento della quota annuale (11 euro), danno un sostegno economico. Il tesseramento per l’anno 2008 è aperto.

Come ricorda il direttore del Centro aperto, Danilo Galliano, «la struttura ha la possibilità di ospitare 63 persone parzialmente o totalmente autosufficienti. Grazie ad un notevole investimento di denaro, alle quote sociali degli associati e alla convenzione con l'Asl, il Centro può ospitare anche 10-15 persone in condizioni di non autosufficienza».

Una seconda attività dell'associazione del Centro aperto anziani è la fornitura di pasti a domicilio in collaborazione con la Comunità montana. Nel 2007 la media è stata di 10-15 pasti giornalieri a domicilio; esiste pure la possibilità di usufruire dei pasti nella struttura.

Il Centro aperto occupa attualmente 27 dipendenti, 6 operatori di cooperativa esterna, diverse collaborazioni con liberi professionisti, oltre una distribuzione locale di risorse attraverso acquisti di parte degli alimenti necessari e di materiale vario. Senza dimenticare il prezioso lavoro dei volontari: tutto il Consiglio di amministrazione, due addetti alla segreteria quattro in aiuto lavanderia e stireria, due addetti alla manutenzione e sei in aiuto all’assistenza e animazione. Chiunque abbia disponibilà di tempo e voglia, le porte del Centro sono aperte.


Ricardo Lussana
Perosa
Luca Mercalli apre il ciclo "Noi nelle Alpi"

PEROSA - Sarà Luca Mercalli, venerdì 7, ad aprire il ciclo di incontri "Noi nelle Alpi-Esperienze di futuro per le valli", promosso dalle associazioni Le Ciaspole, Mountain Wilderness, Cai Pinerolo e Legambiente.
Appuntamento alle 21 a Perosa presso il salone del cinema Piemont. Il noto climatologo affronterà la conversazione "Le mucche non mangiano cemento". Presenta Federico Magrì. Gli incontri, accomunati da un'idea di sviluppo sostenibile, proseguiranno dal 14 marzo al 18 aprile.
Il ciclo d’incontri è un percorso di discussione collettiva per raccogliere pensieri e speranze delle persone e sottoporle a chi deve prendere le decisioni politiche ed economiche. Saranno affrontate, tra le altre, questioni come il "turismo responsabile", la viabilità alpina e la partecipazione attiva dei montanari.


RIFORMA 7.03.08