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Dal 1986 con la chiusura del giornale del PCI 'Cronache' è finita la variegata 'esperienza nel Pinerolese di gruppi e intellettuali della sinistra e nuova sinistra nel campo dell'informazione locale (particolarmente vivace negli anni Settanta).Ci sono ancora le forze a sinistra per ripensare a forme snelle di informazione che si affianchino, con una voce propria sia pur limitata, all’ECO DEL CHISONE per esprimere valutazioni diverse e notizie non troppo filtrate? Quanti sentono il bisogno di un’informazione che serva a tenere unita nelle sue diversità una area diffusa di persone che ancora si interrogano, si stupiscono , sono curiose? Oggi in Internet è possibile fare molto e con poca spesa.

Nell'attesa di novità, utilizziamo gli strumenti locali esistenti...

link consigliato Una città - mensile di interviste

rassegna stampa della Camera dei Deputati

Rassegna stampa - Valli e Pinerolese     da l'eco del chisone e riforma   - e vari

 

dicembre 2007

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Eco del Chisone -27.12.07

Nuova classe politica?
Fatevi avanti, voi under 50

Non siamo contenti dell'attuale classe politica ad ogni livello? Se la risposta è positiva una parziale soluzione sarebbe quella di impegnarsi più attivamente, favorendo un ricambio generazionale.

Impegnarci e non gettare la pietra e nascondere la mano. Altrimenti fa solo fumo attorno al "ricambio", precisando comunque che non è detto che una classe giovane poi sia migliore degli ultrasessantenni, settantenni ed oltre che ci governano giù a Roma come nelle nostre piccole e grandi realtà locali.

Un nostro lettore - a proposito degli articoli sui "Sindaci a vita (finché morte non ce ne separi?)" - ha scritto auspicando un sindaco di trenta o quarant'anni in meno dell'età del sindaco del suo paese. Ha scritto della maggiore sensibilità ambientale auspicabile in un "giovane". Per giovane includerei tutti gli under 50 e sarebbe già un ricambio, anche se basta consultare chi sono i sindaci che ci governano nel Pinerolese e, ad onor del vero, gli "anziani" sono meno numerosi dei giovani.

Vogliamo dunque auspicare più giovani nell'attività politica? Bene. Ma occorre che si facciano avanti, imparino cos'è l'attività amministrativa ché, da sola, la buona volontà non basta. Né si invochi un generico "lasciar spazio alle nuove leve" se le nuove leve non hanno voglia di rischiare in prima persona. Perché - e qui spezzo una lancia a favore degli amministratori locali di cui spesso, comunque, critichiamo l'operato - fare il sindaco o l'assessore non è certo facile. Soprattutto quando il sindaco o l'assessore sono chiamati a scelte anche difficili e che non sempre riscuotono il consenso popolare. Se poi riscuotessero sempre il consenso verrebbe il dubbio che si cerchi soltanto il consenso fine a se stesso.

Quindi? Giovani e meno giovani, se facile è la critica provate a rispondere con l'impegno. Anche perché tra un anno e mezzo si tornerà alle urne nella stragrande maggioranza dei Comuni del Pinerolese. E c'è giusto il tempo di guardarsi attorno, muoversi se si hanno idee e progetti da portare avanti nelle nostre realtà locali. Cercando e creando consenso attorno alle cose da fare, diversamente da come le hanno finora realizzate, demolendo i "potentati da non disturbare".

Altrimenti non lamentiamoci troppo se abbiamo dato solo deleghe in bianco.


Pier Giovanni Trossero

 

Il caso dei dipendenti Lactalis di Moretta
Com'è difficile riciclarsi
Tremila euro per iscriversi a un'agenzia di ricollocamento

MORETTA - Quanto costa riciclarsi nel mondo del lavoro? In termini sociali, psicologici e anche economici? La chiamano flessibilità, ma spesso ha tutta l'aria di essere qualcos'altro. A Moretta questo è stato il primo Natale senza la Locatelli. La produzione è cessata a fine ottobre e la scritta "Locatelli" davanti allo stabilimento è stata cancellata.

Sabato 22 molti lavoratori dell'ex-caseificio si sono riuniti per scambiarsi gli auguri di Natale e parlare del futuro. Il Piano sociale garantisce loro un anno di cassa integrazione e poi da uno a tre anni di mobilità. Una cinquantina di loro è già riuscita a trovare un nuovo lavoro presso caseifici della zona.

La Lactalis, proprietaria della Locatelli, aveva dato la possibilità di trasferirsi negli stabilimenti in Lombardia, ma nessuno ha fatto le valigie. Per far domanda c'è ancora tempo.

Nel Piano sociale era prevista la costituzione di un'agenzia per il ricollocamento. A quanto sembra, questa iniziativa è stata un fiasco: per iscriversi è necessario versare 3.000 euro per vedersi poi affidati ad altre agenzie di lavoro, come l'Adecco o Manpower. Oltre il danno anche la beffa.

 

Moretta: c'è chi ha trovato lavoro, molti attendono ancora
Il primo, amaro Natale senza Locatelli
L'agenzia per il ricollocamento? Chiedeva 3mila euro d'iscrizione!

MORETTA - Per Moretta questo è stato il primo Natale senza la Locatelli. La produzione è cessata a fine ottobre e sembra ormai certo che non ripartirà: la scritta "Locatelli" davanti allo stabilimento è stata cancellata.

Sabato 22 molti lavoratori dell'ex-caseificio si sono riuniti per scambiarsi gli auguri di Natale e per parlare del futuro. Il Piano sociale garantisce loro un anno di cassa integrazione e poi, a seconda dell'età, da uno a tre anni di mobilità.

Alcuni sono già riusciti a trovare un nuovo lavoro, circa una cinquantina. Sono stati assunti soprattutto da caseifici della zona, come Biraghi, Caseificio Reale, Fiandino. Per i manutentori è stato più semplice trovare un nuovo impiego perché c'è molta richiesta della loro figura professionale.

La Lactalis, proprietaria della Locatelli, aveva dato la possibilità di trasferirsi negli stabilimenti in Lombardia. Ad oggi, però, nessuno ha fatto le valigie. La domanda di trasferimento può essere presentata durante il periodo della cassa integrazione; quindi gli operai conservano questa strada come l'ultima da spendere, se non si presentassero altre scelte sul territorio.

Nel Piano sociale c'era anche la costituzione di un'agenzia per il ricollocamento dei lavoratori della Locatelli. A quanto sembra, questa iniziativa è stata un fiasco: per iscriversi è necessario versare 3.000 euro, per vedersi poi affidati ad altre agenzie di lavoro, come l'Adecco o Manpower.

Nelle ultime settimane si è concretizzato il progetto del latte in polvere alla Invernizzi. Questo nuovo stabilimento, che dovrebbe essere in funzione già nei primi mesi del 2009, potrebbe occupare 40-45 persone. Il sindaco di Moretta Enrico Prat ha assicurato che per le assunzioni la priorità sarà data ai lavoratori della ex-Locatelli. È ovviamente una buona notizia per chi non è ancora riuscito a trovare un nuovo lavoro, anche se non sono ancora chiare le modalità di assunzione.

L'amarezza per i lavoratori è comunque tanta. «L'altro giorno - confida un ex-dipendente -, ho visto al supermercato le mozzarelle Locatelli… Continuano ad essere prodotte, ma non più a Moretta, non più da noi!».


Ubertino Battisti

 

Sciare di notte a Sestriere costa anche diecimila euro

Piste da favola, per gli appassionati dello sci che trascorrono queste vacanze di fine anno in montagna. Il freddo, infatti, sta conservando un fondo naturale che, in quasi tutte le stazioni, non si vedeva da un po' di anni a dicembre. E, mentre gli alberghi confermano il tutto esaurito (o quasi), gli impianti di risalita girano a pieno regime sulla Vialattea, da Sestriere a Sauze d'Oulx, da Clavière a Monginevro, da Sansicario ai Monti della Luna, da Pragelato (dove si raddoppiano le presenze sugli "anelli" del fondo) a Prali, da Montoso-Rukas (finalmente imbiancato) alla Valle Po, sulle piste di Crissolo e Pian Munè.

Eppure non mancano le critiche alla nuova gestione dell'immenso resort sciistico della Vialattea: una raccolta di oltre 300 firme (molti villeggianti) segnala soprattutto il ridotto numero degli impianti aperti rispetto a prima delle Olimpiadi.

Però i turisti presenti a Sestriere potranno godere per almeno tre serate dello spettacolo della pista olimpica dello Slalom illuminata a giorno, dopo il "buio" dell'anno scorso. Ogni accensione serale di luci e impianto può arrivare a costare fino a 7-10mila euro.

 

Venne costituita il 29 dicembre del 1977 a Torino
30 anni fa nasceva la cooperativa editrice de "L'Eco del Chisone"

Trent'anni fa, proprio in questi giorni - era il 29 dicembre del 1977 - presso lo studio torinese del notaio Ingaramo venne costituita la Cooperativa cultura e comunicazioni sociali, editrice de "L'Eco del Chisone" (e dal 1988 anche de "L'Eco Mese").

Dei dieci soci fondatori della Cooperativa - favorita anche dalla lungimiranza dell'allora vescovo mons. Giachetti - sono presenti ancora tre: don Paolo Bianciotto (attuale presidente), Pier Giovanni Trossero (vice-presidente, amministratore delegato e direttore de "L'Eco del Chisone" e "L'Eco Mese") e don Giovanni Giraudo.

Oggi i ranghi della Cooperativa si sono notevolmente rinforzati con la presenza di molti redattori e collaboratori attivi ne "L'Eco": tra gli altri Mirko Maggia (che fa parte anche del Cda), Alberto Maranetto, Daniele Arghittu, Paola Molino, Bartolomeo Falco, Giancarlo Percivati, Aldo Peinetti, Sofia D'Agostino, Luca Nota.

Trent'anni che hanno visto un profondo mutamento del giornale. Da 8-12 pagine per numero si è passati ad una media di 44-46, mentre costante è stato l'aumento di copie stampate e diffuse (la tiratura nel '77 era di 19.000 copie, oggi è di circa 30.000). A metà degli Anni '70 "L'Eco del Chisone" era il quarto settimanale in Piemonte. Da dieci anni invece è il primo come diffusione, con circa 8.000 copie rispetto al secondo settimanale piemontese. Una diffusione che è diventata via via più capillare, con una ventina di Comuni dove praticamente tutte le famiglie leggono "L'Eco del Chisone".

Un risultato, questo, che è stato possibile raggiungere grazie allo spirito di collaborazione ed alla professionalità di tutto il personale dipendente, redattori, collaboratori, corrispondenti e di tutti gli altri addetti (personale amministrativo, compositori, correttori di bozze, ecc.). Con una menzione particolare al grosso e proficuo lavoro svolto dalla Publieco ed agli ottimi rapporti collaborativi con la tipolitografia Giuseppini e la Csc di Brescia, che da alcuni anni stampa "L'Eco del Chisone".

Ovviamente anche i bilanci hanno subito un'impennata. Il primo bilancio della Cooperativa ebbe ricavi per 255 milioni (131.600 euro); l'ultimo bilancio - quello del 2006 - ha visto ricavi (da vendite, pubblicità, abbonamenti e rimborsi spese stampa) per 2.723.000 euro.

Da molti anni la Cooperativa - proprietaria della testata "L'Eco Mese" - gestisce in proprio "L'Eco del Chisone", concesso in locazione dalla Diocesi dietro corresponsione di un canone annuo, caso forse unico in Italia, dal 1937 e ha chiuso sempre i bilanci in attivo.


Nuovo bando regionale
Finanziamenti a sostegno del turismo in Piemonte

La Giunta regionale ha approvato il bando di presentazione di domande di contributo relative a iniziative a sostegno dello sviluppo del turismo religioso per incentivare la conoscenza e la diffusione dei santi sociali e dei missionari del Piemonte, nonché sviluppare il movimento turistico religioso che rappresenta uno dei possibili strumenti di allungamento e diversificazione della stagione turistica. I soggetti beneficiari sono gli enti pubblici, gli enti religiosi e gli enti senza scopo di lucro. Gli interventi ammissibili: la costruzione e il completamento di impianti e strutture destinati a gestire l'accoglienza dei turisti; l'acquisizione di attrezzature per migliorare la funzionalità delle strutture esistenti; l'installazione di impianti innovativi. Il termine delle domande è il 14 febbraio, ma sarà necessario presentare oltre al dossier di candidatura presente all'indirizzo http://www.regione.piemonte.it/turismo/osservatorio/religioso.htm il progetto definitivo dell'intervento. Il costo complessivo dell'opera non deve essere inferiore a 50mila euro. Il contributo concedibile sarà pari al 60 per cento delle spese ritenute ammissibili, con un contributo massimo pari a 200mila euro. Per le Comunità montane l'importo massimo concedibile è pari al 70 per cento per investimenti minimi di almeno 30mila euro.

Inverso Pinasca, programma 2008
Il libro dei sogni (reali) del sindaco Coucourde

INVERSO PINASCA - Il sindaco Andrea Coucourde mette nero su bianco il bilancio annuale del suo piccolo Comune, senza scrivere cifre, ma per tracciare una mappa a grandi linee di cosa si è realizzato, che cosa manca o va potenziato per soddisfare le richieste dei cittadini. «Un impegno notevole c’è stato – inizia il sindaco – ,pur con le poche risorse finanziarie a diposizione. Interventi oculati sui servizi che interessano la comunità nella sua globalità». Una rapida sintesi sulla viabilità e l’illuminazione pubblica per garantire una maggiore sicurezza. Sul tema va inserita la pulizia e manutenzione del vasto territorio, lo sgombero della neve e la relativa sabbiatura fino alle frazioni più lontane, lavoro peraltro facilitato dal nuovo trattore in dotazione. La novità riguarda la gestione sperimentale dello scuolabus esternalizzato con il nuovo anno scolastico. «Un ringraziamento al messo-guardia Giovanni Badariotti per il servizio svolto in 20 anni alla guida del mezzo comunale», aggiunge il sindaco.

Ma quali sono i sogni da tradurre in realtà nel 2008?

Il primo cittadino non ha dubbi e, sempre mettendo le mani avanti, conclude: «Da programma, le priorità riguardano ancora maggiori controlli nel settore dell’edilizia, segnaletica e in alcuni settori chiave, come le indicazioni per raggiungere le borgate. Le piste forestali, che da sempre occupano un’importanza strategica, i vari divieti minimali per ordinare meglio e più puntualmente la vita sociale. Importante è dotare di attrezzature per la viabilità della Strada provinciale 166 e aumentare la segnaletica, in accordo con la Provincia, che serve da deterrente per la velocità eccessiva».

Infine un marcato impegno per la raccolta differenziata dei rifiuti con il sistema degli ecopunti. Tutti argomenti in cui verranno coinvolti direttamente i cittadini tramite riunioni pubbliche a partire da gennaio.


Giovanni Berger

 

 

 

 terza settimana

Eco del Chisone 19.12.07

Impegno di Peveraro dopo l'incontro in Comunità montana
Omvp-Skf e Manifattura sull'agenda del vice-presidente della Regione

Luci ed ombre, e forse non poteva essere diversamente, caratterizzano il risultato dell'incontro dello scorso 12 dicembre sulla situazione di alcune industrie della Val Chisone. Alla riunione svoltasi nella sede della Comunità montana Valli Chisone e Germanasca erano presenti amministratori della valle (tra cui il presidente della Comunità montana Andrea Coucourde e l’assessore al Lavoro Viller Manfredini), il vice-presidente della Regione con delega all’Industria Paolo Peveraro, il presidente della Commissione Lavoro del Consiglio regionale Juri Bossuto, il capogruppo regionale del Prc Gian Piero Clement, i vertici di Skf-Omvp, Luzenac, Sachs, le organizzazioni sindacali metalmeccaniche (Fim, Fiom, Uilm), Fismic, Alp e altri sindacati di categoria in rappresentanza di Cigl, Cisl e Uil.

Sotto la lente d'ingrandimento c'erano le criticità di alcune aziende a cui da tempo si guarda con preoccupazione per i motivi che ormai tutti sappiamo. Ci riferiamo alla Manifattura e alla Martin di Perosa, Omvp (Skf) e Sachs di Villar Perosa, Luzenac e l'impresa di servizi Karmac.

I motivi di preoccupazione sono stati confermati senza che dai responsabili delle aziende siano state comunicate sostanziali novità. Non era presente, tra l'altro, alcun rappresentante della proprietà della Manifattura di Perosa. Nessun chiarimento, dunque, è arrivato sullo stato delle trattative per la vendita della Manifattura di Legnano (e quindi di Perosa). Da fonti sindacali è stata confermata l'esistenza di due possibili acquirenti: la Newcocot di Cologno Monzese e la Felli di Bergamo. L'assenza (non giustificata della proprietà) è stata interpretata dai presenti come un segnale negativo. Il timore è che non si vogliano dare garanzie sulla volontà dei futuri proprietari di confermare il Piano industriale concordato di recente. Per questo motivo il vice-presidente della Regione Paolo Peveraro ha messo al primo posto sul suo taccuino degli appuntamenti l'incontro con la proprietà, incontro che nelle intenzioni si dovrebbe tenere prima della fine dell'anno.

Un altro impegno che si sono assunti i rappresentanti della Regione è quello di attivare un tavolo di confronto con la Skf-Omvp per il rilancio dello stabilimento di Villar Perosa, sia nel caso rimanga in capo all'attuale proprietà, sia nel caso avvenga l'annunciata vendita. A questo proposito Giampaolo Desideri delle Relazioni esterne Skf, presente all'incontro, ha confermato che entro il mese di marzo verrà presa una decisione in merito. Se la vendita non si sarà concretizzata (intanto si parla dell'interessamento di un'azienda di Avigliana), la Skf intende porre in atto un Piano industriale con riduzione dei costi. Occorrerà capire su quali leve intendono agire. Su Sach, Martin e Luzenac niente di nuovo. La Rio Tinto ha comunque confermato la messa in vendita del settore Talco, precisando (anche con una lettera inviata al nostro giornale dall'amministratore delegato D'Orazio) che «non è stata presa alcuna decisione definitiva in merito» e assicurando che «indipendentemente dal suo proprietario, la nostra attività del talco ha un brillante futuro».

A conclusione il commento del consigliere regionale Gian Piero Clement: «La situazione generale presenta grandi incertezze che devono essere al più presto chiarite - afferma -. Ritengo in quest'ambito positivi gli impegni presi dalla Regione di incontrare i responsabili di Omvp e Manifattura».


A.M.

 

La posizione al Catasto va regolarizzata entro 90 giorni
Hai un rudere? Mano al portafogli
Extragettito Ici: nei Comuni c'è incertezza - Ma lo Stato ha già fatto cassa

Rustici di campagna, magari inutilizzati da anni e semidistrutti. Sin qui sono stati considerati "rurali": non iscritti al Catasto e neppure soggetti all'Ici. Da quest'anno non sarà più così. I proprietari dovranno pagare l'Imposta comunale sugli immobili. Sin dal 2007.

Si chiamano "tasse locali", ma i Comuni ne farebbero molto volentieri a meno. Perché questo extragettito Ici sta cominciando ad esacerbare l'animo dei cittadini.

L'Agenzia del Territorio ha inviato alle Amministrazioni locali - Pinerolese compreso - i primi elenchi: fabbricati che vanno dichiarati al Catasto edilizio urbano. Se il proprietario non provvederà entro 90 giorni a partire dal 7 dicembre, data della pubblicazione, provvederà in surroga l'Ufficio provinciale dell'Agenzia del territorio. Con oneri e spese a carico del cittadino "inadempiente".

Il guaio è che, di questa nuova gabella, il povero Pantalone potrebbe perfino non essere a conoscenza. Quanti consultano la documentazione appesa in municipio? Quanti non ricordano neppure di possedere un rudere, magari in una zona isolata?

In alcuni Comuni, ad esempio Torre Pellice, stanno pensando di inviare una lettera a tutti gli interessati: «Uno scrupolo del sindaco», spiegano all'Ufficio tributi. Sarebbe sufficiente l'affissione dell'elenco. Nella sola Torre le particelle iscritte al Catasto terreni con fabbricati che non risultano dichiarati al Catasto edilizio urbano sono 161. 161 lettere in partenza?

Altrove, invece, sono molte meno: «Nel nostro elenco sono citati appena 16 casi», dicono all'Ufficio tecnico di Villar Perosa. Evidentemente, gli elenchi sono ancora incompleti.

All'Agenzia del territorio, Ufficio provinciale di Torino, un dirigente s'informa poi dichiara: «Stiamo inviando altre liste riguardanti fabbricati rurali. Dovranno essere pubblicate entro il 28 dicembre: per questi edifici, i 90 giorni di tempo per regolarizzare la situazione scatteranno da allora».

La macchina della burocrazia si sta muovendo, insomma. Ma nei Comuni si respira incertezza. «Una prima verifica ha mostrato come alcune particelle citate in elenco siano addirittura non più esistenti», dicono a Torre Pellice. Si prospettano contestazioni e ricorsi.

Per alcuni cittadini sono già cominciate le rogne. Ci è stato segnalato il caso di un vecchio fabbricato inagibile in una borgata di Pramollo. Il proprietario aveva trovato un acquirente, ma il notaio ha negato l'atto. Occorre prima spendere 800 euro per l'accatastamento e pagarci su l'Ici.

È evidente che questo extragettito Ici, per i Comuni, avrà un retrogusto amaro. Non solo: come già accennato la settimana scorsa, in vista di questo introito del tutto teorico, lo Stato ha già "tagliato" i trasferimenti alle Amministrazioni locali: 35mila euro in meno a Villar Perosa, 40mila a Perosa, 45mila a Torre Pellice, 250mila a Pinerolo… «Tanto quei soldi li incasserete con l'Ici sugli immobili che saranno accatastati», ha detto - di fatto - il Governo ai sindaci.

Ma la cifra potrebbe non avere alcuna attinenza con i (futuri) introiti reali. E la differenza? Chi la rifonderà ai Comuni?

L'Associazione nazionale piccoli Comuni (Anpci) assicura battaglia e un ricorso al Tar: «È il momento di far capire ai Governi di turno che gli amministratori locali non sono più disposti a subire arbitrarie decisioni che hanno il solo scopo di fare cassa senza preoccuparsi delle pesanti ricadute sul territorio».


Daniele Arghittu

 

In un libro di Mauro Perrot le vicende della valle
Quella valle oscura della Val Germanasca
Storia sociale, economica e della cultura materiale


È da alcuni giorni nelle librerie della valle e del Pinerolese la nuova opera di Mauro Maria Perrot, autore di numerose pubblicazioni di carattere storico dedicati alla Val Chisone. Direttore del bollettino della Società storica pinerolese dal 1983 al 1998, collabora con la rivista "La Valaddo". Dal 1986 vive e lavora a Vicenza. È del 2003 la pubblicazione del volume "Storia, leggende e storie del Laux", del 2006 "La storia lungo il Chisone: santi, eretici e streghe".

"La valle oscura - Storia della val Germanasca dalle origini ad oggi" è una ricerca sulla storia politica, religiosa ed economica della Val Germanasca attraverso i secoli, inserita nel contesto delle valli vicine e del Pinerolese, un periodo storico lungo, travagliato e non conosciuto.

«Conoscere la storia, le origini e riscoprire le proprie radici, la propria storia millenaria, è da apprezzare - scrive nella prefazione Raimondo Genre -. Con questa opera si ha una visione della storia e della vita di una valle sinora dimenticata».

La valle Germanasca nel Medioevo era chiamata valle oscura, a causa della sua conformazione, dei versanti ripidi, coperti di boschi e del difficile accesso per la mancanza di una strada che percorresse il fondovalle. Assunse successivamente la denominazione di Val S. Martino mentre solo nei tempi moderni è prevalso Val Germanasca.

Edito da LAReditore di Garavello è realizzato al Centro stampa Valchisone. La storia si sviluppa in otto capitoli: dai tempi antichissimi all’occupazione romana, l’alto e basso Medioevo (valdesi, la famiglia e la casa, l’alimentazione e agricoltura, attività lavorative, le malattie e l’assistenza, l'amministrazione e la giustizia, l'istruzione e cultura, il sistema fiscale, i divertimenti e le stregonerie). Dal Rinascimento alla Rivoluzione francese, l’Ottocento, il Novecento con un occhio di riguardo per i temi legati alla vita quotidiana, alla storia sociale ed economica.

Riccardo Lussana

Mauro Maria Perrot, "La valle oscura", LAReditore, 16 euro.

 

 

Assembla frontalini per lavastoviglie
Emergenza Tecnocable a None: 56 dipendenti in cassa integrazione

NONE - Sarà un Natale difficile per i 56 lavoratori della Tecnocable Srl None, da qualche giorno in cassa integrazione dopo il fallimento dell'azienda. La ditta di via Pinerolo 82 e con la sede operativa a Fabriano, in provincia di Ancona, lavora nel settore della subfornitura occupandosi dell'assemblaggio di elettrodomestici, di frontali per lavastoviglie e cablaggi elettrici. Lo stabilimento è collegato al gruppo Merloni, ditta per la quale lavora da tempo.

Tra le principali commesse, c'era l'assemblaggio dei frontalini per un modello di lavastoviglie che verrà sostituto da un altro più moderno e semplice, che non necessita più delle plance prodotte a None.

Ai primi di novembre la società viene dichiarata fallita dal tribunale di Ancona, con lo sgomento dei lavoratori di None. Già lo scorso luglio i dipendenti avevano incrociato le braccia, preoccupati per il loro futuro a causa di "problemi di gestione" evidenziati dai sindacati. Da mesi il titolare non si era più fatto vedere a None. E durante lo sciopero i lavoratori si erano recati in municipio, ricevuti dagli assessori al Lavoro Cammuso e alle Attività produttive Ferrua, che avevano assicurato il contatto con la Merloni per fissare un incontro.

«L'obiettivo era quello di arrivare a un fallimento pilotato per ripartire con una nuova gestione e cercare nuovi clienti. Ma al curatore fallimentare non è stata presentata alcuna offerta», dice Pino Lo Gioco della Cgil di Pinerolo. L'interruzione di Tecnocable ha anche creato un rallentamento nella produzione di Indesit, il suo maggior cliente.

Pa. Pol.

 

Tutto esaurito sulle Montagne olimpiche. E dopo?

È bastata la neve, quella che era mancata un anno fa, a far decollare (con profitto) le prenotazioni per le vacanze natalizie e delle settimane bianche nelle stazioni sciistiche piemontesi. Un particolare afflusso è atteso sulle Montagne olimpiche (pur non essendo facile il rilancio "post 2006").

Ora, alla vigilia delle feste di fine anno, con il solito monitoraggio nazionale che rileva oltre 2,5 milioni di italiani presto in marcia verso le località alpine, gli albergatori in Valle annunciano già il "tutto esaurito" per le due settimane che andranno dal 23 dicembre al 6 gennaio. Molti gli stranieri (soprattutto russi e spagnoli negli alberghi di Sestriere e inglesi a Sauze d'Oulx), ma anche tantissimi italiani (molte le comitive del Centro-sud al Colle), mentre iniziano a ripopolarsi le seconde case e cominciano i primi affitti a "rotazione" di molti alloggi.

E con le condizioni meteo che lasciano presagire un inverno (finalmente) freddo e nevoso, anche le previsioni sulla seconda parte della stagione "bianca" (da gennaio in avanti), dicono gli operatori del settore intervistati dall'Osservatorio turistico della Regione Piemonte, si prospettano «decisamente buone» (è d'accordo il 70 per cento degli albergatori).

Ma quanto incide, sul bilancio di una famiglia, quella settimana bianca che - fino a qualche anno fa - era riservata soltanto ai più abbienti? Quali offerte vengono proposte (anche nelle nostre Valli) per rendere sempre più accessibili le vacanze sulle neve e dare una nuova spinta all'industria turistica?

SESTRIERE - Da quest'anno, la Sestrieres Spa/Vialattea e la Comunità montana Alta Valle Susa hanno collaborato al fine di realizzare un pacchetto turistico specifico per la promozione delle settimane bianche includendo due servizi essenziali per una vacanza in montagna, cioè la sistemazione alberghiera e lo skipass. Da qui è nato il prodotto "Hotel". Escluse le festività natalizie, a Sestriere, Sauze d'Oulx, Sauze di Cesana, Grangesises è possibile prenotare la settimana bianca partendo da una spesa di 480 euro a persona (in hotel a tre stelle - come il centralissimo Olimpic del Colle o il Biancaneve - con trattamento mezza pensione e ski-pass incluso per 6 giorni). Per la famiglia "tipo" con due figli (ad esempio un bebè di due anni e un bimbo di otto), il costo della settimana bianca sale complessivamente a 1.525 euro (175 euro per il piccolo, 380 euro la settimana del più grande).

Cambia però la "musica" in questi giorni di fine anno. La settimana di Natale costa (ad esempio all'Olimpic) 385 euro a persona (adulti), 270 il bimbo di otto anni, 15 euro per la culla del piccolo (esclusi ski-pass). Nella settimana di Capodanno si sale a 660 euro (per un adulto) e a 462 per il bambino più grande. La settimana di sci (in alta stagione) è di 175 euro a testa.

MONTGENÈVRE - Spostandoci a Monginevro e "viaggiando" però senza offerte promozionali, la scelta potrebbe cadere sull'hotel Napoléon (tre stelle) in Rue d'Italie, a due passi dalle piste e dal golf in estate), al centro della stazione. Per la settimana intera, con ski-pass incluso, la spesa è di 686 euro a persona, ma solo dopo le festività natalizie. Per una famiglia che invece è in viaggio in questi giorni di fine dicembre, il costo della settimana bianca (mezza pensione) è di 560 euro a persona per gli adulti, 385 per il bimbo di otto anni (gratis per il bimbo di due anni). Ai 1.505 euro parziali occorre dunque aggiungere gli ski-pass di area: 149 euro a testa per 6 giorni (119 euro per i bambini).

Prezzi un po' più bassi (ma non di molto) in Val Chisone.

A PRAGELATO per la mezza pensione in un tre stelle (ad esempio all'albergo Passet) dopo Natale (ora è al completo) si spendono 50 euro al giorno a testa. La "nostra" famigliola si troverà a sborsare (con le riduzioni per i bambini, 20 e 35 euro al giorno) circa 1.085 euro, esclusi extra e ski-pass.

Un salto in Val Germanasca. A PRALI i prezzi sono alti per l'unico albergo tre stelle in paese: 65 euro al giorno (mezza pensione) per gli adulti, sconti per i bambini (40 e 50 euro) in base all'età. I sette giorni d'albergo costeranno circa 1.540 euro. Lo ski-pass (da richiedere separatamente alla Nuova 13 Laghi) si aggira tra i 95 euro e i 70 euro (6 giorni in alta e bassa stagione).

In Valle Po, a CRISSOLO, solo alberghi a due stelle. Al "Monviso" la mezza pensione costa 50 euro a persona, 40 euro a testa per i bambini. Il totale dei sette giorni è di 1.260 euro, esclusi gli ski-pass.

SERRE CHEVALIER - Scendendo invece nella valle del Briançonnaise proviamo a "bussare" all'hotel Le Christiania (vicino a Monetier con accesso diretto alle piste, tre stelle). La spesa complessiva è di 1.540 euro per una settimana (con trattamento mezza pensione ma senza ski-pass) così suddivisi: 532 a persona, 329 per un bambino di sette anni e 147 euro per un secondo bimbo di due anni. Vanno aggiunti i prezzi dell'attività sportiva: il giardino d'infanzia sulla neve a Monetier costa 109 euro per sei mezze giornate; il giornaliero ragazzi sale a 140 euro (sempre sei giorni) e per gli adulti a 181.

BORMIO E VAL GARDENA - Tra Natale e Capodanno i prezzi lievitano parecchio un po' ovunque. Vediamo, per esempio, cosa succede in un hotel tre stelle di Bormio. All'Alpi & Golf le settimane che vanno dal 22 dicembre al 6 gennaio costano in media dai 581 euro ai 609 euro a persona, con trattamento mezza pensione. Il bambino di due anni qui paga solo il 50 per cento e il più grandicello ha una riduzione del 25 per cento. A parte lo ski-pass. Con la tessera 6 servizi sci+terme (da 165 euro, gratis per i bimbi fino a 8 anni), il turista potrà però scegliere se andare a sciare o se rilassarsi allo stabilimento termale. Totale (parziale) per la famiglia: 2.308 euro, a cui vanno aggiunti gli extra e il baby parking in pista per il piccolo.

In Val Gardena prezzi coi fiocchi. Gli alberghi (sempre un tre stelle come base) offrono la settimana a partire da 600 euro a persona e gli ski-pass a 42 euro al giorno. Il costo medio giornaliero (hotel a tre stelle in mezza pensione+ski-pass) tra le stazioni di Corvara, Selva di Val Gardena o Cortina d'Ampezzo non scende sotto i 150 euro. A Madonna di Campiglio siamo sui 137 euro. Anche a Courmayeur in questa vacanze natalizie il prezzo resta alto: 135 euro.


m. mié

Ucciso dal tronco che tagliava

S. GERMANO - Drammatico incidente giovedì 13 nel bosco sopra borgata Roncaglia, a S. Germano. Intorno alle 15,30 è morto travolto da un albero Elio Forneron, 68 anni, pensionato, residente in borgata Gaido.

Forneron era impegnato nell'abbattere la pianta quando il tronco lo ha improvvisamente investito all'altezza del torace e gli si è fermato addosso, senza lasciargli scampo. Inutili, purtroppo, i tentativi di soccorrerlo.

Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri di Perosa. Secondo una prima ricostruzione il grande albero cadendo verso valle avrebbe incontrato alcuni rami, rimbalzando all'indietro. In particolare è stata la base del tronco a sollevarsi e ad investire il tagliatore, che si era messo un paio di metri a monte.

Nemmeno la pronta reazione dell'amico, che ha imbracciato la motosega per liberare il corpo dal peso del legno, è bastata a salvare il sangermanese. I funerali si sono svolti lunedì pomeriggio nel tempio valdese di S. Germano. La salma è poi stata trasportata a Torino.
l.p.

Riforma 21.12.07

 Incontri in val Chisone -pdf

Sciopero camionisti

La giostra infinita del just in time
Prezzo e fiscalità del gasolio, concorrenza da est, abolizione della tariffa minima. I «padroncini flessibili» alle prese con un mercato che li annienta
Fr. Pi.- il manifesto

Just in time e delocalizzazione, aggiungete un po' di liberalizzazioni tariffarie ed eccovi servita la crisi della logistica incentrata sull'autotrasporto.
Non è semplice guardar dentro a un universo sfilacciato come questo, dove convivono poche grandi imprese e decine di migliaia di aziendine che contano da uno a tre dipendenti. In totale 140mila, con 700mila addetti e un indotto da un milione e mezzo di posti di lavoro; in pratica, tra il 4 e il 5% del Pil. Il cuore della protesta sono proprio i «piccoli» - dall'80 al 90% delle imprese - che in questi ultimi anni sono stati lentamente strangolati dall'abolizione della tariffa minima (tot a km, a seconda delle merci trasportate), dalla concorrenza dell'est Europa e dall'aumento dei costi fissi (gasolio e pedaggi autostradali).
La tariffa minima è stata abolita nel 2005 da quel Paolo Uggé che faceva il sottosegretario ai trasporti col Berlusca e ora è presidente della Fia (una delle associazioni che protestano anche contro quella scelta). La «minima» veniva spesso e volentieri disattesa, al punto che si preferì abbandonarla al «libero mercato». Il problema è che l'autotrasportatore - come l'operaio singolo - è la «parte debole» di ogni contrattazione. Specie con i grandi committenti. La «minima» era comunque un riferimento utile; in casi estremi serviva a far causa contro il committente, esibendo la fattura. Prima c'erano degli «accordi di settore» (una sorta di contratti collettivi); ora si possono ancora fare, ma non è più ammessa la fissazione di un prezzo minimo. Insomma: non servono più a niente. L'esempio che ci viene fatto è quello del trasporto carburanti. All'Agip o alla Esso non c'è alcun interesse a trattare con una miriade di soggetti sulle condizioni tariffarie; si sono perciò create una serie di «agenzie» gestite da personaggi che possono vantare rapporti privilegiati con i big clients, che hanno l'esclusiva del trasporto per loro conto e che «subappaltano» - alle proprie condizioni - le commesse ai «piccoli». Per i quali il prezzo del carburante rappresenta tra il 40 e il 50% dei costi di esercizio dell'impresa, L'aumento del gasolio del 25%, quest'anno, ha azzerato di fatto i loro margini di profitto. Chiedono perciò un blocco del prezzo per tutto il 2008, agendo sulle accise (le tasse fisse stabilite dal governo e che si sommano al prezzo di produzione, più Iva). Anche perché la maggior quota di traffico è nel Nord, dove entrano in gioco mezzi che magari hanno fatto il pieno in paesi confinari, con una fiscalità minore sui carburanti.
La «competitività» italiana è scarsa sia per le mancate economie di scala (troppe piccole imprese e nessuna politica che ne favorisca l'aggregazione), sia per la bassa velocità commerciale (tra i 20 e i 25 km orari meno della media Ue). Non va nemmeno sottaciuto che la «concorrenza da est» vede spesso protagoniste imprese italiane che hanno spostato la sede sociale e il quadro giuridico-contrattuale, giocando su altre norme e altri costi del lavoro (assumendo autisti in quei paesi).
Chiedono infine più controlli sui mezzi circolanti, in modo da limitare la «concorrenza sleale» (cioè chi abbatte i costi della sicurezza traendone un vantaggio competitivo, magari assumendo al nero). Un solo dato: in Italia vengono fermati circa 100mila mezzi l'anno; in Germania un milione.
L'insieme chiama in causa il modello produttivo, ovvero il just in time (ci sono sempre meno magazzini «fissi» e più automezzi circolanti; per l'impresa multinazionale che assembla centralmente parti prodotte in cento posti differenti è un risparmio) che richiede più trasporti e più comunicazione. Ma a costi bassissimi, altrimenti il vantaggio viene meno. In quest'ottica, le pur giuste indicazioni su un modello «più su rotaia, meno su gomma» devono fare i conti con una realtà produttiva che richiede una «flessibilità» (ad esempio intorno a porti e interporti) garantibile solo con il lavoro di centinaia di migliaia di autisti in continuo movimento e in reciproca «concorrenza» (al ribasso) sul prezzo. E quando i margini diventano troppo stretti, ecco che questa marea umana si blocca. Scoperchiando la strutturale debolezza di un sistema in cui nulla deve star fermo perché l'insieme possa funzionare.


 seconda settimana

Eco del Chisone 12.12.07

Le ammucchiate hanno portato al fallimento il bipolarismo


La gente si chiede “cosa c’è dietro l’angolo”. La promessa fatta da Segni in occasione del referendum del ‘93, di porre fine alla partitocrazia e di garantire la governabilità, si è dimostrata un inganno. Prima l’uninominale-maggioritario e poi le liste bloccate hanno costretto gli elettori a votare sulla base di coalizioni eterogenee, necessarie per vincere le elezioni ma incapaci di dare vita a Governi in grado di fare le riforme necessarie al paese. Ora entrambe le coalizioni si sono dissolte e non si capisce cosa emergerà dalle ceneri della Seconda repubblica. Eppure invece di fare un bilancio della strategia che ha portato il paese in questo labirinto, Segni e Guzzetta vogliono promuovere un nuovo referendum che confermerebbe le liste bloccate che hanno sollevato la protesta di quasi tutti, ed assegnerebbe la maggioranza assoluta dei seggi alla lista (di destra o di sinistra) ad una ammucchiata simile a quelle che hanno portato al fallimento del bipolarismo.

Per sbloccare la situazione, Veltroni ha fatto propria la proposta di tradurre in italiano il mix di due modelli proporzionali, quello tedesco e quello spagnolo; aggiungendo però che la riforma elettorale deve essere accompagnata da una riforma costituzionale che introduca la sfiducia costruttiva e rafforzi il ruolo del presidente del Consiglio. E Berlusconi pur mantenendo una riserva sulla riforma costituzionale gli ha dato ragione sulla proporzionale ed ha abbandonato la strategia della “spallata”, convinto che la riforma elettorale porterà ad elezioni anticipate.

Il voto sulla Finanziaria, che sembrava aver rafforzato il Governo Prodi, in realtà ha segnato la fine di una stagione politica. Dopo quel voto Dini ha lasciato la maggioranza di centrosinistra, poiché la considera troppo condizionata dalla sinistra radicale, e la sinistra radicale ha inasprito la polemica contro il Partito democratico poiché questo partito pensa ad una “alleanza di nuovo conio”. Ed infine, Bettinotti ha dichiarato il fallimento della strategia dell’Unione, ha preso le distanze dal Pd e si è candidato a leader della Sinistra-Arcobaleno. Se non si fosse dissolta anche la Casa delle libertà saremmo al cambio della maggioranza di Governo. Siamo comunque al tramonto di un bipolarismo che si è retto sul binomio Prodi e Berlusconi, entrambi convinti che se cade il Governo si andrà al voto. La divergenza parallela delle strategie di Prodi e Berlusconi si è consumata e comunque non basta a rendere inevitabile lo scioglimento del Parlamento, ed il Presidente della Repubblica ha fatto capire che non scioglierà il Parlamento se prima non sarà riformata la legge elettorale.

I nostalgici del maggioritario sono insorti contro la svolta "proporzionalista", accusata di provocare il ritorno alla politica dei due forni; ma non possono negare che proprio il maggioritario ha dato alle ali estreme della sinistra e della destra, che insieme contano meno del 15 per cento, una rendita di posizione più forte di quella che la proporzionale aveva dato ad una Dc che contava più del 30 per cento dei voti. Ma oggi sono troppo incerte le iniziative di un centro che potrebbe trarre vantaggi dal ritorno alla proporzionale. La storia non si ripete quasi mai; dietro l’angolo – se non si scioglie il nodo della riforma elettorale - c’è l’ombra del passato remoto, dell’italietta pre-fascista, più che l’ombra della rinascita della Dc. D’altra parte non è chiaro a quale modello elettorale pensano i leader dei partiti. Il modello tedesco e quello spagnolo sono entrambi proporzionali, ma mentre il primo assegna i seggi su base nazionale, escludendo i partiti che non superano lo sbarramento del 4/5% dei voti e premiando i partiti maggiori, il secondo assegna i seggi su base circoscrizionale, premia i partiti che hanno una concentrazione territoriale del voto (la Lega) e penalizza i piccoli partiti con uno sbarramento particolarmente alto. Se non ci sarà accordo sulla riforma elettorale, tornerà a crescere la spinta referendaria, alcuni partiti provocheranno la crisi di Governo per allontanare il referendum, si riproporrà il rischio di elezioni anticipate. E la parola, a quel punto, passerebbe al Presidente della Repubblica.
Guido Bodrato

"Privatizzazioni", l'affare lo fanno anche Comuni e Comunità montane
L'acqua disseta le casse comunali
Nel Pinerolese incassano tre milioni da reti, "minerale" e idroelettrico

Si fa in fretta a dire privatizzazione. Nel caso dell'acqua in realtà l'affare lo stanno facendo le Amministrazioni pubbliche locali. L'esempio è presto fatto. Forse non tutti sanno che nel Pinerolese Comuni e Comunità montane dall'acqua incassano una cifra intorno ai tre milioni di euro l'anno. Tutto utile, poiché non si tratta di introiti dovuti all'erogazione del servizio. Vediamo come.

Se con la legge Galli e la creazione delle Autorità d'ambito, l'acqua alla fonte è stata tolta al controllo di privati ed enti locali per passare a una gestione provinciale, dall'altra sono state introdotte delle misure compensative a favore del territorio. Così ai Comuni dell'area Acea spettano ogni anno, complessivamente, 2.310.000 euro che l'Acea-Smat versano per l'uso delle reti di distribuzione comunali. Ciascun Comune incassa in base al numero di abitanti. Pinerolo, ad esempio, introita 372.000 euro.

Alle Comunità montane invece va una percentuale di quanto le aziende incassano dalla tariffa, il 4 per cento che passerà presto al 5. In tutto fanno 462.000 euro. Da considerare che, al contrario del passato, i Comuni non devono più sborsare un soldo (tranne accordi diversi) per la realizzazione e manutenzione di acquedotti e fognature. C'è da aggiungere che attualmente il sistema non ha funzionato alla perfezione per vari problemi, ma l'accordo siglato tra Ato, Smat e Acea dovrebbe garantire i finanziamenti necessari per i prossimi anni.

A questo flusso andrà aggiunto poi il denaro garantito da una recente variazione della legge regionale sui canoni dell'acqua minerale, che ad esempio in Val Pellice assegnerà al Comune di Luserna e alla Comunità montana almeno 140.000 euro l'anno. E ancora il Bacino imbrifero del Pellice, che comprende anche Val Chisone e Val Germanasca, per lo sfruttamento delle acque a fini idroelettrici ha ripartito 506mila tra i suoi 30 Comuni, mentre quello della Valle Po è arrivato a 350.000 euro.

Denaro che spesso permette ai Comuni, soprattutto più piccoli, di salvare il bilancio. Obiezioni (del tipo sono canoni o balzelli? Meglio al territorio che ai privati) e polemiche non mancano. La discussione è appena cominciata.

pagg. 4 e 15
di A. Maranetto

I lavori che non finiscono mai
Enti pubblici jellati

C'è davvero qualcosa che non funziona negli appalti pubblici. In un caso su due è la norma la sospensione dei lavori che in genere riprendono dopo mesi od anni. È il meccanismo stesso degli appalti che presenta non poche lacune. Può bastare una ditta aggiudicatrice, solo perché ha richiesto meno soldi, se poi si scopre che non ha organizzazione e mezzi adeguati?

Prendiamo il caso dei lavori di ampliamento dell'ospedale Agnelli di Pinerolo. Lavori sospesi (quando riprenderanno?) per gravi questioni legate alla ditta che si è aggiudicata i lavori. Oppure i lavori, non ancora conclusi, per la nuova caserma della Polizia stradale di Pinerolo, che da un anno attende di emigrare a Riva. Oppure le vicende legate ai lavori per i vari ampliamenti del cimitero di Pinerolo.

Possibile che questo debba sempre accadere con gli enti pubbici? Sono davvero i più sfigati?

p.g.t.

Alla Invernizzi
Il latte in polvere per la Ferrero

MORETTA - Dopo la chiusura della ex-Locatelli, a fine ottobre, era arrivata la notizia del progetto della Invernizzi Inalpi di realizzare un impianto per produrre latte in polvere, che potrebbe dare lavoro a circa 35 persone. Il sindaco di Moretta Enrico Prat ha assicurato ai lavoratori della Locatelli che sarebbero stati privilegiati. Circolava insistente inoltre la voce che dietro alla Invernizzi ci fosse in realtà la Ferrero di Alba. Ora è arrivata la conferma: la Ferrero sarà il principale finanziatore del progetto. Il nuovo impianto potrebbe essere produttivo già nei primi mesi del 2009.

Pag. XX
di U. Battisti

Sabato 15 e domenica 16 a Sestriere
Agnelli, le generazioni e i luoghi in un convegno e una mostra

Con la riapertura della stagione turistica in montagna i cartelloni culturali abbandonano le sedi cittadine per trasferirsi in quota. Così la scorsa settimana ha riaperto Casa Olimpia, ex-casa cantoniera, oggi spazio per eventi culturali secondo un progetto portato avanti dalla Fondazione per il libro la musica e la cultura promosso dalla Provincia di Torino.

Sabato 15 e domenica 16 nei locali del villaggio, dalle 10, il convegno su "Le generazioni e i luoghi. Gli Agnelli, il Sestriere, Pinerolo e la Val Chisone fra dinastia e territorio", tappa conclusiva del Grand Re-Tour di Torino Capitale del libro, è un viaggio tra documenti e memoria di una delle grandi dinastie che hanno scritto la storia dell'industria italiana.

Dopo i saluti istituzionali (Antonio Saitta, Rolando Picchioni, John Elkann, Andrea Colarelli, Paolo Covato) aprirà i lavori della prima sessione (ore 10-13) lo storico dell'Università di Torino Valerio Castronovo, che affronterà il tema "La montagna e il capitalismo familiare nella storia dell'impreditoria italiana". Interverranno quindi Pier Luigi Bassignana per parlare di fabbriche in Val Chisone, lo storico Stefano Musso (politiche sociali della Fiat), Boris Zobel direttore del Consorzio Pracatinat (i sanatori Pra Catinat dalla fondazione alla riconversione), il sociologo Aldo Bonomi.

Nel pomeriggio (ore 15-18) il discorso - presieduto da Giovanni De Luna - si concentrerà sui rapporti della famiglia Agnelli con la valle. Interverranno lo storico Walter Barberis (Scuola di applicazione di Pinerolo), Sonia Damian e l'architetto paesaggista Paolo Pejrone parleranno di Villa Agnelli e del suo giardino, il giornalista sportivo Maurizio Assalto su "La Juve a Villar Perosa". Il pastore valdese Giorgio Bouchard e don Giorgio Grietti faranno un intervento sulla situazione religiosa nelle valli del Pinerolese nel Novecento. Conclude la prima giornata del convegno l'intervento di Pier Giovanni Trossero, direttore di questo giornale, affrontando il tema "Vita pubblica e stampa locale nei cent'anni de L'Eco del Chisone".

Domenica 16 (10-13,30) Tiziana Nasi presiederà la sessione dedicata all'invenzione del Sestriere, con interventi degli antropologi Marco Aime e Paolo Sibilla, del geologo Egidio Dansero, dell'architetto Antonio De Rossi e del giornalista Enrico Camanni. Giovanni De Luna proporrà quindi un intervento sulla Sestriere in guerra dal diario di una testimone, il giornalista di "Repubblica" Leonardo Bizzaro affronterà l'immagine di Sestriere nel cinema e nella letteratura. Le conclusioni sono affidate ancora a Valerio Castronovo.

Sabato 15 verrà inaugurata, sempre al villaggio olimpico, la mostra fotografica "Le generazioni e i luoghi. Gli Agnelli, il Sestriere, Pinerolo e la Val Chisone fra dinastia e territorio". Un centinaio di immagini e memorabilia per raccontare oltre un secolo di storia pubblica e privata della dinastia Agnelli. Foto rare e oggetti tra cui il foulard disegnato da Emilio Pucci e il bozzetto originale della celebre Donna verde di Gino Boccasile.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni fino a domenica 20 gennaio (a febbraio sarà a Pinerolo per i cinque anni dalla morte dell'Avvocato).

A Casa Olimpia venerdì 14, alle 17,30, "Pagine di montagna: pagine verticali. La montagna horror". Paolo Giangrasso legge "Paura in montagna" dello svizzero Charles-Ferdinand Ramuz. Alle 21,30 concerto dei Stygiens, una tra le più fresche e particolari proposte del panorama folk italiano. Sabato 15 alle 21,30 concerto degli Architorti (ingresso a inviti).


Paola Molino
Sentenza
Comportamento antisindacale: condannata Skf-Avio

La Skf Avio-Precisi di Villar Perosa è stata riconosciuta colpevole di comportamento antisindacale dal Tribunale di Pinerolo con sentenza del giudice Giuseppe Salerno. La causa di lavoro era stata intentata dalla Rsu-Fiom che dununciava come «la Skf violasse il contratto nazionale di lavoro facendo svolgere straordinario al sabato non concordato» e rifiutandosi di informarne le Rsu.

Nella sentenza tra le altre cose il giudice ha ordinato all'azienda di non usufruire dello straordinario al sabato senza preventivo accordo con i sindacati. «Il nostro non è un atteggiamento bellicoso nei riguardi della Skf - spiegano alla Cgil - più volte abbiamo chiesto di trattare la questione, ma senza risultato». Il sindacato ricorda che in passato un accordo, scaduto nel 2006, era stato trovato ed aveva permesso di trasformare assunzioni a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.


A.M.
Dal Pinerolese solidarietà e partecipazione al corteo di protesta, lunedì a Torino
La rabbia per le morti alla ThyssenKrupp
Due dei quattro operai arsi nel rogo abitavano a Nichelino ed Envie - Polemica nel sindacato

È il momento della rabbia. E del dolore. Erano in 30mila, lunedì a Torino, per urlarla ai vertici della Thyssen Krupp, la multinazionale dell'acciaio nel cui stabilimento in corso Regina Margherita sono morti - avvolti dalle fiamme - quattro operai. L'azienda, in una nota, rileva che le cause del rogo in cui hanno perso la vita Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino e Bruno Santino «sono ancora in corso di accertamento e non c'è alcuna conferma che all'origine vi sia la violazione di standard di sicurezza».

Le testimonianze di chi alla Thyssen lavorava sono di segno opposto. E le fredde comunicazioni del colosso di Düsseldorf (190mila dipendenti sparsi per il mondo) hanno alimentato il furore dei trentamila, giunti anche dal Pinerolese, dove è stato osservato un minuto di silenzio e in alcune aziende si è manifestato per solidarietà.

La strage della notte tra mercoledì 5 e giovedì 6 poteva e doveva essere prevenuta. Lo stabilimento torinese era destinato a chiudere a breve: le Rsu avevano denunciato che, dopo aver preso questa decisione, l'azienda aveva ridotto vigilanza e manutenzione.

Le indagini sulle cause della tragedia richiederanno settimane. Una prima ipotesi, suffragata dalle testimonianze dei sopravvissuti (in tre lottano per la vita in ospedale, uno è scampato per miracolo senza gravi conseguenze), parla di un piccolo incendio sviluppatosi nel reparto trattamento termico, dove i laminati di acciaio vengono temperati. Gli operai avrebbero cercato di contenere le fiamme con gli estintori, ma alcuni - raccontano i testimoni - non funzionavano.

La polemica scuote anche il mondo sindacale. Gianni Rinaldini, numero uno della Fiom, ha usato toni duri: «Non sono morti bianche, siamo di fronte a un omicidio. A un'azienda che ha voluto spremere i lavoratori per ricavare profitti».

Enrico Lanza, presidente dell'Alp, critica però la strategia adottata dalla triplice: «La concertazione ha dato molte opportunità alle aziende, togliendo la centralità della persona. Mi aspettavo un minimo di autocritica da parte di chi non ha messo al primo posto la difesa della vita del lavoratore».


Daniele Arghittu
Col nuovo sito interattivo Luserna S. Giovanni a portata di "click"
Servizi on line per snellire la burocrazia
In futuro si potrà pagare Ici e Tarsu e dialogare, via Internet, con uffici e amministratori

LUSERNA S.G. - Dai primi giorni di novembre è on line il nuovo sito Internet del Comune di Luserna S.G., all’indirizzo www.comune.luserna.to.it. Oltre ai visitatori locali, in poco meno di un mese è stata registrata la navigazione di utenti svizzeri, belgi, francesi, greci e americani.

Un buon esordio, motivato soprattutto dalla struttura innovativa e interattiva: «È stata superata la staticità della versione precedente che impediva gli aggiornamenti in tempo reale», spiega Diego Cogno, responsabile del Ced, il Centro elaborazione dati del Comune di Luserna S.G. che ha lavorato al progetto. Gli fa eco il sindaco, Livio Bruera: «La società attuale richiede continuamente innovazione nelle tecnologie, per assicurare servizi on-line e rispondere in modo immediato alle esigenze».

In tempo reale, con un semplice "click", il cittadino potrà leggere tutti gli atti emessi dai funzionari (determine, delibere e ordinanze); segnalare eventuali guasti all’Ufficio tecnico; effettuare autocertificazioni; consultare la modulistica e dialogare con il sindaco e gli amministratori. Spazio anche alle associazioni, che potranno segnalare eventi e manifestazioni, con evidenti vantaggi per il settore turistico.

Il sito, la cui struttura è stata creata dalla Fassi Computer di Cavour, è soltanto agli inizi, ma offre già una serie di servizi gratuiti che snelliscono i tempi burocratici: «Si va dal calcolo del bollo auto e di Ici e Tarsu, alla consultazione dei dati catastali, fino alla ricerca delle aziende nel territorio comunale - conferma Cogno -. Dal 2008, grazie alla partecipazione del Comune a tre progetti a livello nazionale, saranno possibili anche la gestione dell’urbanistica e delle risorse umane, la verifica dei dati catastali, il pagamento di Ici, Tarsu e delle multe, le pratiche edilizie, la prenotazione degli impianti sportivi, delle sale mostre e dei libri della biblioteca».

Altro servizio interessante sarà la gestione delle gare d’appalto, che funzioneranno come una sorta di asta al ribasso: «Il Comune indicherà la necessità e potrà ricevere le offerte dalle 1.800 ditte già accreditate presso la Regione Piemonte - precisa Cogno -. Novità anche per i bandi, per i quali gli interessati potranno scaricare la modulistica e trasmetterla compilata on-line».

Filosofia portante del sito, aggiunge il sindaco di Luserna S.G., «assicurare la massima trasparenza su tutto ciò che succede nell’ente». Sempre attraverso il sito i cittadini potranno valutare i servizi comunali, «esprimendo pareri e segnalando carenze e malfunzionamenti, facilitando il dialogo con gli Uffici e gli amministratori».


Stefania Ferrero
Bocciata dal Consiglio la mozione della minoranza
Acqua: Perrero verso l'autogestione
Contrario De Giorgio: «Così il Comune s'indebita»

PERRERO - Consiglio comunale dai toni accesi, giovedì 6. La seduta straordinaria è stata convocata per discutere le due mozioni presentate dal gruppo di minoranza di Vittorio De Giorgio, su gestione del servizio idrico integrato e nuove strisce pedonali nel capoluogo, entrambe bocciate dalla maggioranza.

L’opposizione lamenta che dalla metà di giugno Perrero non ha preso alcuna decisione su chi dovesse occuparsi del servizio idrico, dopo che l’Ato aveva stabilito di identificare la Smat come gestore unico. Ai Comuni con meno di mille abitanti è riconosciuta la possibilità di non aderire, a condizione che la gestione sia operata dall'Amministrazione.

«Questa situazione va risolta - sottolinea la mozione - anche per chiudere una serie di contestazioni di utenti nei confronti dell'attuale gestore, Acea».

Problemi, ha sostenuto De Giorgio, anche sul capitolo costi. Per stipulare il contratto l’utente deve versare all’Acea 150 euro e 75 per recederne: «La Smat fa pagare 30 euro per la voltura, e non ci sono spese per cessare il servizio».

Secondo il capogruppo, poi, gestire il servizio in economia causerebbe debiti al Comune: «Ci preoccupano i mutui che Perrero dovrà chiedere. Invece, associandosi, la Smat dovrà realizzare le opere che il sindaco ritiene prioritarie».

Secca la replica della maggioranza di Alma Ghigo: l’opposizione fornisce informazioni fuorvianti. «Per legge, è l’Ato a individuare come gestire il servizio» ha obiettato il vice-sindaco, Riccardo Leger.

A marzo il Consiglio aveva assegnato alla Giunta il compito di valutare la possibilità di una gestione in economia. «L’Amministrazione ha sempre cercato di tutelare gli utenti», assicura Leger. Seguendo questa linea, ha aggiunto, «con altri Comuni abbiamo ottenuto la costituzione di un tavolo tecnico per individuare come consentire la gestione diretta del servizio».

Bocciata anche la seconda mozione. La proposta prevedeva di realizzare le strisce pedonali in via Monte Nero, di fronte all’ex-panetteria.

«La Provincia non le ha realizzate perché quel punto si trova in curva e in un incrocio» ha risposto il sindaco. La maggioranza non ha nulla in contrario, ma è necessario l'ok della Provincia, proprietaria della strada.


Adriana Manenti

 

 riforma 14-12-07

La decrescita dovrà coinvolgere tutti

Ines Pontet

Lo scenario è disastroso. Non lo dice il meteorologo Luca Mercalli, lo dicono i dati di cui egli si serve per descriverlo. Lui semmai ha doti comunicative tali da far passare il messaggio in modo semplice, ordinato e puntuale, che non dà possibilità di replica. Un messaggio che molti altri stanno urlando da trent’anni e più, inascoltati. Ora gli anni a disposizione per agire sono molti di meno e lo spazio di azione – e dunque i risultati ottenibili – molto inferiori. Cinque anni è grosso modo quanto rimane all’inizio della curva discendente della risorsa petrolifera mondiale. A un certo punto il petrolio sarà talmente poco e di difficile estrazione da costare energia e denaro in ugual misura alla quantità estratta; dunque il petrolio – che domina le nostre vite di occidentali – non sarà più la fonte energetica alla quale potremo attingere.
Da ciò deriva tutto il resto: basta guardarsi intorno e analizzare i nostri gesti quotidiani di «divoratori» di energia per cominciare a capire che cosa cambierà gioco forza, se non è avvenuto per scelta. No, non illudiamoci che «salti fuori» qualche altra fonte sufficiente a far fronte ai fabbisogni odierni: non esiste. Ormai abbiamo i dati alla mano anche su questo. Semmai dobbiamo puntare alle fonti rinnovabili (sole, vento e acqua), ma attenzione: non per fare esattamente le stesse cose che stiamo facendo adesso!D’altro canto io risento la voce dei nonni che – senza essere né scienziati né ingegneri – parlavano attraverso il buon senso ricevuto dalla loro cultura e dalla loro esperienza: «Non si potrà andare avanti così per sempre: tutto questo – prima o poi – finirà, se non si torna indietro».
Adesso sento delle conferenze e leggo articoli che mi dicono la stessa cosa che sentivo da loro trent’anni fa. La terra – per grande che sia – ha una finitezza. Le risorse – per quanto grandi – sono limitate. I prati e i boschi, fondamentali per la sopravvivenza, prima che per l’estetica, sono limitati. Anche noi uomini e donne, abbiamo nella nostra esistenza di singoli, un limite temporale. Forse dovremmo cominciare a pensare seriamente di avercela anche in quanto umanità. Mercalli, e quanti si prodigano per sensibilizzare ai temi della salvaguardia dell’ambiente, e agiscono concretamente affinché qualcosa sia ancora possibile fare, hanno in comune una grande fiducia nell’intelligenza umana e nella capacità di far tesoro dell’esperienza. Desiderano accogliere la sfida e «stare a guardare» se ce la faremo o se la stupidità di quest’essere intelligente avrà la meglio, scommettendo sulla prima ipotesi.
Se siamo con lui, o meglio, se accettiamo anche noi questa sfida, o semplicemente non sappiamo che altro fare, e quindi pensiamo che tanto vale provarci, allora facciamo in fretta, perché il tempo sta veramente per scadere. Informiamoci a tutti i livelli su quali siano «davvero» le azioni possibili, e mettiamoci al lavoro laddove ne abbiamo la possibilità. Ma dobbiamo sapere anche che non saranno possibili azioni che non condizionino le nostre scelte e le nostre azioni di ogni giorno; non saranno azioni «extra» che mantengano le cose, la nostra vita, così com’è: con i nostri consumi, i nostri agi, i nostri privilegi. Non amiamo parlare di rinunce, né di «decrescita», ma se non «torneremo indietro» non andremo neppure avanti; se non cerchiamo «ora» di decidere in che modo decrescere, saremo molto presto costretti a farlo in modi e in tempi che hanno a che fare con l’arco dell’esistenza della maggior parte di noi. Forse sarà la menzionata «didattica delle catastrofi» a fare da livella fra gli umani. Si accettano scommesse. Intanto, se non a noi – dico io – pensiamo ai bambini e alle bambine, e al mondo che prepariamo loro, e facciamo il possibile.

Dieci anni di servizi sociali

Notevole l’aumento delle persone che si trovano a dover chiedere un intervento. Sono interessatì cittadini anziani, disabili, minori, e bisogna far fronte ai minori trasferimenti da parte statale

Davide Rosso

I Servizi sociali delle valli Chisone e Germanasca compiono 10 anni. Un decennio non sembra molto eppure se si guardano alle variazioni dei dati sull’utenza ci si rende conto di come la società sia cambiata e della quantità di lavoro svolto ai Servizi in questi anni.
Ma vediamoli un po’ meglio questi dati. In totale gli utenti in carico ai Servizi in val Chisone e Germanasca sono passati da 415 nel 1998 a 1.921 nel 2007, con gli anziani che da 337 sono arrivati a essere 1.668 (di questi 684 sono quelli che utilizzano oggi il servizio «Vengo a prenderti», che nel 1998 non esisteva così come il servizio dei pasti a domicilio oggi usufruito da 45 persone, mentre l’assistenza domiciliare è passata 14 a 60 persone seguite). Cifre diverse ma significative, anche perché raddoppiate, sono poi quelle sui minori seguiti che da 20 sono arrivati a 39 e dei disabili passati da 29 a 63. E dati su cui riflettere sono anche quelli legati agli adulti che ricevono un aiuto dai Servizi delle valli Chisone e Germanasca, che dal 1998 al 2007 sono aumentati di ben 122 unità.
«Sono cifre che danno il segno di come stia cambiando e come sia formata la nostra società – dice Clara Bounous, assessore ai Servizi sociali delle valli Chisone e Germanasca –. Se da un lato gli anziani che hanno bisogno di un aiuto sono sempre più, dall’altro preoccupano i dati relativi ai minori e agli adulti in carico ai Servizi. Sono il segno del disagio in aumento nelle fasce medio basse delle famiglie in valle. Lo si percepisce per esempio nell’aumento della necessità di borse lavoro».
Quindi, provando a trarre un bilancio da questi 10 anni, potremmo parlare, a vedere i numeri, di un peggioramento della situazione sociale. Ma, fermo restando che occorrerebbe curare il «male» a monte, ci sono i fondi per far fronte all’aumento di bisogni?
«Il vero problema – continua Bounous – è proprio questo che se da un lato aumentano le richieste, dall’altro la “torta” rischia di essere sempre la stessa. I Servizi stanno lavorando bene, sono molti i progetti, ma alla fine si finisce sempre per parlare di finanze. Facciamo alcuni esempi: per le borse lavoro si spendevano nel 1999 circa 3.000 euro all’anno; nel 2006 la cifra è salita a 103.000 euro. Un altro esempio è dato dall’assistenza fisica che è arrivata, dal punto di vista della spesa, sempre nel 2006, a 190.000 euro partendo da circa 108 milioni di lire nel 2000. Occorre mettere insieme costi con qualità del servizio facendo i conti con il fatto che sono in calo anche i trasferimenti dalla Regione».
Insomma la situazione non è rosea?
«La questione è che le nostre previsioni per il 2008 ci parlano, benché abbiamo già pensato a un “preventivo all’osso”, di una necessità maggiore di risorse. Abbiamo chiesto ai Comuni di intervenire. L’assemblea dei sindaci ci sta lavorando e pare orientata a deliberare un piccolo aumento ma probabilmente non basterà e dovremo provvedere a dei piccoli tagli. C’è poi un secondo versante su cui stiamo lavorando: quello dell’informazione e dei controlli. Anche qui abbiamo intenzione di coinvolgere i sindaci, prevedendo incontri periodici per avere maggiormente il polso del territorio e più controllo per distinguere sempre meglio chi ha bisogno da chi non ce l’ha».
Insomma, dopo 10 anni il lavoro ai Servizi della val Chisone è molto per i 10 dipendenti e la quarantina di collaboratori che garantiscono i servizi sul territorio. Ora in questi mesi di incontri (il programma completo delle iniziative è pubblicato qui di seguito) i Servizi rifletteranno su quanto fatto ma soprattutto sul futuro. La presentazione della ricerca sugli over 75 del 21 dicembre ne è un esempio, così come l’inaugurazione della Casa amica a Villar Perosa che avverrà ad aprile e che vuole essere «un riparo solidale» per chi vive in modo più drammatico il disagio

 vedi L'immigrazione secondo Paolo Ferrero - pdf


 

 prima settimana

Eco del Chisone 5.12.07

Quando gli ex soffiano sul collo
Il sindaco non è un prestanome

Almeno una terza parte dei Comuni del Pinerolese ha un sindaco ed un ex-sindaco (in Consiglio comunale). La passione amministrativa degli ex-sindaci non è venuta meno se non per le limitazioni imposte dalla legge (massimo due mandati) e molti di questi ex, se in maggioranza, sono gli stessi che soffiano sul collo dei sindaci. Qualche volta rasentando la crisi o, addirittura, sfiduciando il sindaco in carica (è il caso di Bibiana), anche se gli ex fanno (o hanno fatto) parte della stessa maggioranza del sindaco in carica.

Cos'è accaduto? Che molti ex-sindaci, invece di continuare un rapporto collaborativo, si sono messi a sbarrare il passo ai loro sucessori. Perché? In alcuni casi chi non ha più potuto candidarsi ha appoggiato un suo delfino (o millantato tale) sperando poi di dominarlo. Nessuno l'ha detto esplicitamente ma alcuni hanno pensato che il sindaco non fosse altro che un prestanome: tanto poi comanda sempre il sindaco - ora ex - di prima.

Certo, ci sono Comuni dove sindaco ed ex vanno d'amore e d'accordo, ma ci sono altre Amministrazioni dove basta che il sindaco firmi, taccia e chi decide è il suo ex. Ma sono casi rari.

Così si sta allargando a macchia d'olio l'opposizione interna ai sindaci in carica. E sarà il 2009 l'anno della resa dei conti. Vedremo quanti ex torneranno alla carica per ritentare altri due mandati dopo quattro anni di "digiuno".

Non molti, evidentemente, hanno preso nota delle considerazioni di un ex-sindaco di Pinerolo, Aurelio Bernardi, quando disse: «Dopo otto-dieci anni un sindaco ha esaurito le capacità propositive. Ed è bene che passi la mano».

Altri sindaci, invece, sognano di finire - distesi ed… orizzontali - con la fascia tricolore a vita.


Pier Giovanni Trossero

 

Presentato a sorpresa il ricorso
Buriasco ricorre al Tar
Ma l'Ato-R ha gia vinto sulle competenze

Il Comune di Buriasco ha depositato il ricorso al Tar contro la localizzazione della discarica nel suo territorio decisa dell'Ato-R. Una mossa che ha sorpreso un po' tutti dato che, durante l'ultima seduta del Consorzio Acea, era stata decisa una pausa di riflessione. Il sindaco di Buriasco parla di atto annunciato. Il presidente dell'Ato-R replica che «a questo punto non resta che andare avanti con gli adempimenti per poterci difendere». Foietta intanto incassa la vittoria, sempre davanti al Tar, rispetto ai ricorsi contro la localizzazione dell'inceneritore di Torino. La sentenza del Tribunale amministrativo stabilisce, tra l'altro, che è dell'Ato-R la competenza sulla scelta delle aree per impianti di smaltimento.

 

Entrambe rivendicano il diritto di ospitare la sede legale e amministrativa
Asl To3: braccio di ferro Pinerolo e Collegno
La questione è stata posta all'assessore regionale in visita alle Asl 10 e 5

Pinerolo (Asl 10) e Collegno-Rivoli (As 5) si contendono la sede legale e amministrativa della nuova Asl To3. Non chiamiamola guerra perché non sarebbe politicamente corretto, visto che con quelli dell'Asl 5, volenti o nolenti, da gennaio dovremo condividere le sorti della nostra organizzazione sanitaria, ma braccio di ferro sì. La visita di giovedì 29 dell'assessore alla Sanità Eleonora Artesio alle due Asl promesse spose, al di là dei sorrisi e delle frasi di circostanza, di fatto è servita a far emergere quanto spigoloso sia il problema. Entrambe le parti, infatti, ne fanno una questione di principio.

L'assessore regionale, parlando di fronte ai sindaci del Pinerolese nella sala Giunta del Comune di Pinerolo, ha detto: «Bisogna prendere atto che la questione è posta». Il sindaco di Pinerolo, poco prima, le aveva spiegato che la localizzazione della sede «per il territorio ha un significato importante, non è solo, come lei ci ha detto, un fatto di carta intestata: per noi invece rappresenterebbe il segnale che in questo accorpamento non ci sono figli e figliastri. Il Pinerolese non vuole sentirsi marginalizzato».

Ha replicato l'assessore Artesio: «Continuo a pensare che non si tratti di una decisione così fondamentale, ma sia invece molto più importante la garanzia, che io vi posso dare, che i servizi resteranno sul territorio, che non ci sarà l'unificazione delle strutture e che verrà salvaguardata l'occupazione, ma capico che per voi si tratta di un fatto simbolico e, devo essere sincera, lo stesso vale per Collegno, i cui amministratori questa mattina hanno rivendicato a loro volta la sede ponendo una questione di continuità».

L'Artesio naturalmente non si è sbilanciata nel fare previsioni: «Non lo faccio perché si scatenerebbe un putiferio. Quello che posso dire è che m'impegno ad affiancare il direttore generale nel percorso di scelta e di confronto con gli amministratori».

La legge regionale prevede che entro 180 giorni dalla costituzione della nuova Asl (a gennaio) ne venga individuata la sede legale e amministrativa. La decisione spetta alla Giunta regionale su proposta del direttore generale, sentiti i (103) sindaci.

Il consigliere regionale Clement, che insieme al consigliere Bellion accompagnava l'assessore nella sua ricognizione, ha spiegato senza peli sulla lingua: «Il territorio guarda con preoccupazione al cosiddetto "Torinocentrismo": a poco a poco ci stanno portando via i pezzi e tutti sappiamo che l'entità e la forza di un territorio si qualificano anche dalla collocazione delle sedi decisionali. Il Pinerolese ha lavorato molto per fare sistema, non possiamo accettare di poter solo più decidere dove collocare la discarica». Parole forti a cui si sono associati il consigliere Bellion e gli amministratori del territorio. Questi ultimi hanno invitato la Regione a riconoscere la grande qualità dei servizi offerti dal territorio anche dal punto di vista socio-sanitario. Il presidente della Comunità montana pedemontano, Mario Mauro, ha sottolineato: «Noi non siamo contenti di questo accorpamento, lo abbiamo subito ma adesso non chiedeteci di rinunciare alla sede perché per noi rappresenta l'ultima spiaggia».

La partita è appena cominciata, per vincerla occorrerà grande determinazione. Per Clement fondamentale sarà «la capacità di costruire alleanze con i paesi vicini, da Piossasco alla Val Susa, per giungere positivamente fino in fondo a questo percorso».

Intanto tra le note positive sottolineate dall'assessore Artesio l'ufficializzazione del fatto che non verrano soppressi i distretti sanitari dell'Asl 10.


Alberto Maranetto

 

Luserna S.G., avviato il Piano di mobilità
Caffarel, esuberi riassorbiti
Magazzino unico con la Lindt a Magenta

LUSERNA S.G. - Venerdì 30 novembre ha lasciato la Caffarel la prima tranche di undici dipendenti, in maggioranza donne, che hanno aderito volontariamente al Piano di mobilità proposto dall’azienda. Entro il mese di giugno 2008, secondo le previsioni, saranno concluse tutte le altre uscite preventivate.

Sono le prime fasi del Piano di "riassorbimento" dei dipendenti dello stabilimento lusernese, per via degli esuberi conseguenti la decisione di concentrare i "magazzini prodotto finito" di Lindt Italia e Caffarel a Magenta, per migliorare il servizio e ridurre i costi.

Dei 37 dipendenti precedentemente in carico, 13 rimarranno per far fronte alle attività di allestimento ordini export e personalizzati, che continueranno ad essere espletate dal magazzino di Luserna S.G. Il problema si è posto per tutti gli altri: «Con l’amministratore delegato Vincenzo Montuori abbiamo elaborato un Piano per il loro riassorbimento in azienda, anche perché si trattava quasi esclusivamente di giovani» spiegano il responsabile delle Risorse umane della Caffarel, Santino Carlino, e il direttore tecnico, Roberto Colombo. Sul piatto della bilancia due soluzioni da valutare: «Non assumere per qualche anno stagionali e assorbire i lavoratori in esubero, oppure liberare dei posti all’interno dell’azienda - continua Carlino -. Con la seconda opzione, in caso di aumento dei volumi di produzione, avremmo potuto ancora inserire gli stagionali». Stagionali che, dopo lo stop nel 2005, dallo scorso anno sono stati nuovamente inseriti in azienda, raggiungendo in questo periodo quota quaranta.

Dati i presupposti, la scelta è stata quasi automatica: «Abbiamo optato per la mobilità finalizzata al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento - continua Carlino -, ad una condizione: che l’adesione fosse frutto di una scelta volontaria dei lavoratori. L’azienda, da parte sua, garantisce quanto essi riceverebbero normalmente dalla pensione».

I volontari non sono mancati: «La proposta ha avuto un buon riscontro - conferma il responsabile delle Risorse umane - soprattutto tra le lavoratrici, che rappresentano l’80 per cento del personale della Caffarel. Una prospettiva simile non poteva che risultare vantaggiosa». Tutti soddisfatti, insomma: «Le persone se ne vanno con il sorriso, i dipendenti del magazzino non hanno perso il lavoro e l’azienda, compatibilmente con i volumi produttivi, potrà continuare ad assumere stagionali per fronteggiare le normali incertezze del mercato di riferimento» conclude Carlino. Come primo risultato la Caffarel ha prorogato a trentacinque stagionali il contratto scaduto il 30 novembre.


Stefania Ferrero
Villar Perosa, nata dalla sinergia tra diversi attori
L'Oasi del torrente Chisone è realtà
Venerdì 7 alla "Finestra" partono le serate divulgative

VILLAR PEROSA - A giorni si vedranno le reti arancioni attorno al terreno della famiglia Agnelli che ospitò il campo da motocross. Entro il 20 marzo nascerà l'Oasi naturalistica del torrente Chisone, altrimenti il Gal Escarton e valli valdesi (principale finanziatore del progetto) ritirerà il contributo. È tranquillo però l'assessore Luca Aimetti: «L'opera è in mano a persone molto competenti», la ditta Agù e la Futurgarden, su progetto dell'arch. Luca Bozzetto.

Intanto, sono in programma tre serate (seguite dal Wwf) sugli aspetti principali dell'Oasi: anfibi, ornitologia e farfalle. La prima, "Gli anfibi della Val Chisone", si svolgerà venerdì 7 alle 20,45 presso la "Finestra sulle valli" e vedrà relatore Daniele Seglie, dell'Università di Torino.

Un intervento che coinvolge molti attori del territorio, una sinergia che supera le parti: Bozzetto - ad esempio - è rappresentante della minoranza consigliare del Miv in un progetto partito dalla maggioranza su proposta del WWf del Pinerolese.

Un'opera prima: «Finalmente nascerà nel Pinerolese un'Oasi prettamente alpina. Un piccolo museo a cielo aperto», spiega Eros Accattino, proprio del Wwf.

Intanto il terzo partner principale del progetto Oasi (che ha firmato la convenzione con Comune di Villar Perosa e Wwf), l'Istituto comprensivo "Franco Marro", ha già iniziato a lavorare. «Il Collegio docenti ha accolto molto bene la proposta - spiega la dirigente scolastica Donatella Ruggieri -. L'educazione ambientale è una scelta "politica" della scuola, nel senso di educazione alla cittadinanza. Possono partire tanti lavori trasversali sulla dimensione umana». Ai bambini e ragazzi delle scuole l'Oasi naturalistica darà la possibilità di cimentarsi con un laboratorio ambientale nella natura, di «vedere lontano con gli occhi di chi è vicino», aggiunge la Ruggieri. Spunti per capire il mondo e i problemi del mondo partendo da Villar Perosa. La Commissione scolastica educazione ambientale si è già messa all'opera. I ragazzi delle medie hanno già fatto una prima esplorazione del territorio «per lavorare sulla compatibilità del pensiero»: vedere cosa c'è oggi e ipotizzare cosa diventerà domani. I più piccoli, invece, partiranno con le attività nel prossimo anno scolastico. Intanto studiano dietro i banchi cosa sia un'oasi e quali animali incontreranno.


Gestione del ciclo delle acque
Acquedotti: Fenestrelle punta all'autonomia

FENESTRELLE - «È nostra intenzione andare verso una gestione autonoma dell'acquedotto. Questa decisione non voleva essere in polemica con niente e nessuno. La legge lo consente ai Comuni con meno di mille abitanti». È la comunicazione del sindaco Michele Chiappero ai consiglieri comunali nella seduta di giovedì 29. «Abbiamo già fatto due incontri a Torino nella sede dell'Ato provinciale. L'ultima oggi, con il presidente Ato Ravera, l'assessore della Provincia Piras e i Comuni di Perrero, Roure, Salza e Pramollo. Si è parlato della formazione di un tavolo di lavoro per studiare le modalità per integrare l'Amministrazione comunale e l'Autorità d'ambito».

La situazione (tutta da definire) potrebbe spingere gli esercenti a temporeggiare sull'installazione dei contatori dell'acqua, come ha spiegato il consigliere di minoranza Giorgio Borel, anche lui commerciante: «Nessuno immaginava che i tecnici Acea sarebbero arrivati per il sopralluogo in tempi così brevi, nel mio caso senza nemmeno una lettera di avviso. Spiace che il Comune non abbia preso posizione per rinviare i lavori almeno alla bella stagione». Il risultato (concordi con Borel anche gli assessori Claretta Spadaccini e Roberto Blanc) potrebbe essere la scelta di prendere tempo, in attesa di un incontro pubblico.


l.p.

 

Eco delle valli valdesi- riforma 7.12.07