I padroni non trovano operai da sfruttare? (da operai contro)

O che sia stato sbattuto fuori dalla fabbrica, o che stia cercando la sua prima occupazione, qualsiasi operaio sa quanto sia difficile trovare un lavoro. Questo vale anche nell’attuale situazione di cosiddetta, crescita economica. Viene da incavolarsi quando, ad intervalli regolari, i vari padroni si lagnano per le difficoltà di trovare lavoratori, da impiegare nelle loro aziende. L’ultimo caso quello dell’industria Franco Tosi di Legnano. Non riuscirebbe a trovare addirittura 1500 lavoratori. Ma a cosa mirano i padroni con queste denunce? Al nord secondo loro ci sarebbe quasi piena occupazione. I giovani avrebbero poca voglia di farsi sfruttare come operai. Pretenderebbero un lavoro più leggero, sicuro, con qualche prospettiva di carriera. Il mercato tira, bisogna sfruttare il momento, se non si trovano operai del luogo, che aumentino gli immigrati stranieri. Che si sa si adattano a tutto, a salari di fame, a lavori provvisori, malsani, con orari di lavoro impossibili per una vita normale. Ma come dicono altri, c’è tanta disoccupazione al sud, perché ricorrere agli stranieri? Che i giovani del sud si trasferiscano a lavorare al nord. Il governo prenda provvedimenti per facilitare questo nuovo esodo. Il ministro dei lavori pubblici Nesi, si rende subito disponibile a trovare case a buon mercato, per i nuovi immigrati del sud. Si ribella il solito segretario della CGIL, Cofferati, spalleggiato dal ministro del lavoro Salvi. Secondo costoro, sono le fabbriche che devono spostarsi al Sud e non i lavoratori ad emigrare a nord. Ma poi sono disponibili a discutere. Il padrone Cipolletta (presidente, del gruppo Marzotto di Valdagno, provincia di Vicenza, ex vicepresidente di Confindustria) in un’intervista a "La Stampa" del 13 gennaio, dichiara che: "L’emergenza è finita". "Se i giovani non si spostano è perché non ne hanno bisogno…Se la situazione fosse così drammatica la gente partirebbe…Fino a quando le famiglie si faranno carico del mantenimento dei loro figli questi si guarderanno bene dal fare sacrifici…Mi sembra naturale che un giovane per ottenere un lavoro debba anche affrontare dei costi". L’intervistatore domanda se per caso non sia un problema di salario: "2 milioni al mese sono pochi" (Evidentemente il giornalista non ha mai visto una busta paga di un operaio generico appena assunto). Cipolletta risponde che questo è quello che da il mercato, dopotutto: "Gli investimenti come tutti sanno ci mettono del tempo per rendere. Ma dopo rendono" (eccome se rendono, dopo aver conciato gli operai nelle loro fabbriche-galera). Cosa si può fare? Il governo: "Deve far funzionare il mercato della casa e deve liberalizzare il mercato del lavoro per consentire a lavoratori e imprese di adottare le soluzioni più consone alle varie situazioni". I padroni come sempre sanno fare il loro mestiere. Gli conviene in questa fase di crescita sfruttare gli operai esteri, sono più a buon mercato e se la situazione economica cambiasse, sarebbe più facile rispedirli al loro paese. Le aziende attualmente assumono quasi esclusivamente operai (soprattutto nei bassi livelli), con contratti a termine, stagionali o interinali. Un giovane del sud si sposterebbe solo se gli venisse garantito un posto di lavoro sicuro e fisso.

F.F. 18 gennaio 2001