DarioFo&FrancaRame News 4 Marzo 2001

vedi anche Assassinio di paese in un "paese" assassino

 

SOLO L'IRONIA CI SALVERA' DAL MASSACRO


E' tutto un grande stupirsi e cascare capriolando dalle
nuvole davanti ai fidanzatini di Novi Ligure che si mettono
d'accordo per far fuori la mamma di lei e il fratellino.
Volevano ammazzare anche il papa', ma hanno rinunciato perche'
e' arrivato in ritardo, 'sto disgraziato!
Questi piccoli assassini sembrano completamente
sprovvisti di una purche' minima capacita' di analisi
dialettica della realta': ragionano percorrendo una logica
brutalmente semplificata, senza mediazioni, grossolana,
classica dei gangster dei telefilm di terza categoria.
Eliminano tutto quello che dia loro impaccio o perplessita'.
La soluzione e' fissa come in un videogame.
Ho visto un bambino in treno: giocava con un piccolo
marchingegno elettronico. Per 2 ore non ha fatto altro
che ammazzare mostriciattoli per fare punteggio. Quei mostriciattoli
in verita' non erano nemmeno orrendi, ne' aggressivi... erano
soltanto dei "trollsf " diversi, da eliminare tanto per
passare il tempo! Spero che quel bambino trovi altro nella
vita a dargli la misura dei sentimenti.

C'e' da chiedersi da dove arrivi tutta questa violenza,
questa mancanza di considerazione e rispetto per gli altri.
Un'enorme pesantezza culturale grava sulla nostra societa': funerea,
eroica, drammatica, patita per i Pokemon che fanno
mercato e per le Barbie con guardaroba che sballano il
bilancio familiare. E' la cultura dei dominatori, dei nobili,
dei dittatori. E' la cultura del mito: l'eroe, il santo, il
potente del quale non si puo' ridere mai. Si commetterebbe
sacrilegio, reato di lesa maesta'.
Quello che manca totalmente alla cultura del mito e'
l'intelligenza del ridere. La naturalita' del ridere che
rompe la solitudine e che appassiona alle cose.
Se parlate con questi ragazzi violenti spesso riuniti in
bande scoprite che manca loro proprio il senso di un vitale
e intelligente divertimento collettivo.
Sono stati depredati della naturale e sana facolta' di prendere
in giro le fissazioni mortifere. Sono avviliti dall'inconsistenza
dei "valori facili", ma di grande effetto: solitari, snob, prevenuti,
depressi, emotivamente stitici. Sono vittime della cultura del facile
potere, incoronato dal successo.
Ma la cultura degli "arrivati" va bene solo per potenti veri:
gente che vive temendo di perdere il proprio potere, gente
gretta che non sa condividere nulla e perde tutto del gioco,
dello scherzo, dell'ironia, dello sghignazzo, del gusto
dell'assurdo, del paradosso.
Tutti meccanismi ludici, mentali e quasi fisici - che si
ritrovano solo nel coinvolgimento conviviale della festa di popolo.
Da sempre la cultura dei potenti depreda questo patrimonio di
invenzioni giocose e le congela in formule stereotipe di un rito esangue.
Le filtra buttando via la linfa comica che le ha generate e le
pervade di asfittica banalita'.
E' straordinario come sempre, in qualunque settore
artistico, la creativita' popolare sia legata al sarcasmo e
all'ironia. Si raccontano le gesta degli eroi, ma all'improvviso ecco
che saltano fuori Pulcinella o Arlecchino che buttano tutto a schifio
con sberleffi e lazzi, pernacchi, parodie scurrili, tiritere e danze
blasfeme che smontano il fastoso castello delle menzogne.
E la danza che nasce dalla gestualita' dei vari mestieri
diventa gioco erotico, e le sculture romaniche giocano a inventare diavoli
che fanno l'amore con frati e suore in orge di pietra nascoste nei
portali e nei sottotetti delle cattedrali.
Neanche la sacralita' di Dio e' salva. Lo sfotto' colpisce
tutti e spaventa anche la morte. La circuisce, la inganna, la intrappola
rigirando improvvisamente le leggi ferree e immutabili del mito.
Trova un'altra strada logica, rubata all'assurdo, e sconfigge
persino il demonio servendogli una scarica di bastonate in
sovrappiu'.
Il popolo non smette mai di deridere il re che si presenta
sempre addobbato del nulla e si pavoneggia nudo. Si sa che
i potenti non raccontano la storia com'e' andata veramente
proprio perche' si guardano bene dal narrare di tutte le
volte in cui si sono coperti di ridicolo, loro e i loro generali,
sputtanati da immancabili incidenti e disguidi, bloccati dai
malintesi, triplogiochisti traditi da quadruplogiochisti che
erano passati dall'altra parte. Per non parlare di quando
eserciti d'acciaio e oro sono stati sbaragliati da contadini
senza ne' lance, ne' catapulte, ma armati di
straordinaria fantasia.
I popolani non usano il riso come esercizio fine a se stesso.
Il riso e' una chiave filosofica di lettura del mondo. Una chiave
che apre le risorse dell'invenzione fantastica.
L'ironia e' uno strumento spietato per affinare l'analisi
della realta'. E questo tesoro inestimabile e' proprio cio'
che manca a milioni di giovani oggi, per non parlare dei loro padri...
le madri non contano!
Ridere sulle cose ci permette di essere piu' realistici, le
sdrammatizza e le rende piu' chiare spogliandole dalle suggestioni.
Al contrario, il mito banalizzato coltiva suggestioni di
perfezione e nasconde limiti e difetti affermando la sacralita'
dell'eroe. Quindi ci incoraggia a coltivare un'immagine distorta
della realta'. Cosi' ci propinano super uomini che
attraversano una coltre di ridicolo smaccatamente truccata
di gloria, senza fare una piega. I potenti mal sopportano il sarcasmo,
l'ironia e la satira e per questo sono pericolosi.
Hanno in spregio il ridere. Non ne conoscono
l'intelligenza. La loro visione del mondo e' sprovvista di
senso del ridicolo. Sono incapaci di umanita' e il loro umorismo e'
a dir poco ributtante.
Basti pensare alla barzelletta che racconta Berlusconi
sull'ammalato terminale di AIDS al quale un medico
burlone raccomanda, come cura, le sabbiature.
"Perche' devo coprirmi di sabbia?" chiede l'ammalato
ormai in fin di vita. E il medico: "Cosi' ti abitui a startene
seppellito sotto terra!"

Chi puo' ridere davanti a una simile boutade? Li vedete
tutti in fila: Casini, Buttiglione, Storace, Bossi...
proprio la Casa zozza sghignazzante delle liberta'!
Cosi' poi ci troviamo davanti a una generazione che non
conosce la leggerezza dell'umorismo, che valuta il mondo
senza parametri di umanita' e ogni volta che incontra un
ostacolo sa solo tentare di eliminarlo. E' questa la cultura
che ha originato l'Inquisizione, il nazismo, il fascismo, lo
stalinismo.
Questa cultura e' ancora molto potente nella societa'
attuale. E produce ragazzine che ammazzano la madre, perche' piu' che
fastidio, dava impaccio.
Siate previdenti: insegnate ai vostri figli a ridere con ironia
e leggerezza.