COME NASCE IL FENOMENO NORD-EST

(fonte: Il Sole 24 Ore 20/04/2004)

Anche Diamanti parla del nuovo Nordest, il Governatore Galan puntualizza....
15/4/2004 - Il Nord-Est ''non esiste piu', siamo gia' al post Nord-Est''. Lo ha dichiarato il sociologo Ivo Diamanti presentando l'annuale indagine dell' associazione industriali della provincia di Vicenza dalla quale risulta, tra l'altro, che il 58% degli imprenditori ''non vuole piu' capannoni'' e che il 42% della popolazione ''non vuole piu' case''. Parecchia anche la contrarieta' alla delocalizzazione, ''perche' e' una bestemmia - ha spiegato il presidente degli industriali della provincia, Massimo Calearo - oggi non ci puo' essere che l'internazionalizzazione''. Spiegando la fine del Nord-Est, Calearo ha aggiunto che ''e' tutta colpa nostra: non abbiamo saputo fare sistema''. ''Il Nordest si e' stancato di lavorare. Chiede di riposarsi un po' e di godersi il frutto di tanto lavoro. Anche se preoccupato del futuro economico, il Nordest - afferma Diamanti - considera prioritario, irrinunciabile migliorare la propria vita''. L'ottavo rapporto sulla societa' vicentina a cura dell'Assindustria di Vicenza, di Demos e della Banca popolare certifica che, su un campione di mille intervistati, il 40% dei vicentini occorre fare maggiore attenzione alla qualita' dello sviluppo, ''altrimenti la provincia rischierebbe un futuro infelice''. Ma la stessa percentuale, avverte Diamanti, vale per l'intero Nordest. Il 36% si spinge oltre, affermando che ''il benessere costruito potrebbe addirittura bastare; che l'importante e', semmai, mantenerlo e difenderlo''. Questo significa, secondo Diamanti, che per il 75% dei vicentini i costi dello sviluppo sono divenuti inaccettabili, anche in presenza di un rallentamento, o peggio, din un declino dello sviluppo''. E' alta - addirittura del 58% - la percentuale degli imprenditori per i quali bisognsa fare maggiore attenzione alla qualita' dello sviluppo, ''a costo di ridurre il ritmo della crescita economica. La delocalizzazione continua ad essere percepita come un problema; solo l'11% della popolazione la giudica vantaggiosa. Ma, come ha spiegato Diamanti, la societa' nordestina e' anche ''schizofrenica''. ''Ad esempio, sette persone su dieci ritengono necessario costruire nuovi impianti di smaltimento rifiuti (il 71% della popolazione, l'80% degli imprenditori), ma solo il 31% e' disposto a venderli collocati nella zona in cui abita. Inoltre 6 persone su 10 (ed il 74% fra gli imprenditori) auspicano la costruzione di nuove centrali elettriche, dal momento che l' attuale produzione di energia non e' in grado di soddisfare la domanda''. Altra contraddizione: crescente e' la richiesta di manodopera straniera, ma il 37% dei cittadini del Triveneto considera gli immigrati come una minaccia per l'ordine pubblico e la sicurezza.. Se la societa' - ha detto Diamanti - non si riconosce piu' nello sviluppo economico, anzi lo vede come una fonte di tensione, e non funzionano piu' come fattori propulsivi la diffusione delle aziende sul territorio, il policentrismo urbano, la connessione di periferia e citta', ''questo vuol dire che alcuni fra i fondamenti dello sviluppo territoriale, dell'idea stessa di Nordest, quindi, sembrano essersi incrinati. Il che suggerisce l'ipotesi che siamo ''dopo'' il Nordest, che stiamo vivendo nel postnordest''. Per Diamanti succede, insomma, quanto e' avvenuto tra il fordismo ed il postfordismo. La causa principale di questo fallimento sta, secondo il presidente dell'Assindustria di Vicenza, Massimo Calearo, nel fatto che ''noi non abbiamo saputo far sistema; tante, troppe imprese sono cresciute solo per merito del solista''. Per Calearo e' indispensabile insiste con l'innovazione, dare un colpo d'ali alla ''qualita' della vita''. ''Anche noi imprenditori - ha sottolineato il capo di 2700 industriali - dobbiamo tornare a credere al bello e al buono dello sviluppo'' .

16/4/2004 - "I modelli sono una 'invenzione' dei sociologi. Definizioni che vengono assegnate a qualcosa che gia' esiste e che viene circoscritto dagli analisti. Il 'modello nordest', come tutte le cose, attraversa periodi ciclici, e non credo servano psicoanalisti dell'economia per capirlo. Nel Veneto siamo gia' stati brevi a smentire la sociologia d'accatto che ci dava per morti nove anni fa. Quando vedo certe firme sotto agli studi non li leggo nemmeno". E' un attacco frontale, quello che il presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, ha portato allo studio che il ricercatore Ilvo Diamanti ha preparato per Assindustria, in cui si afferma che in Veneto e' venuto meno il rapporto tra societa' e territorio. "L'impressione -ha continuato ancora il president del Veneto con una metafora- e' che siamo nella stanza della pallacorda, e l'Europa sia un po' come la nobilta', a trastullarsi con il welfare, le pensioni, i privilegi e i diritti conquistati nel tempo. Anche l'America fa fatica. Il terzo stato sono l'India, la Cina, domani forse anche la Russia. Ci fregano non tanto perche' copiano i nostri prodotti o non ci siano i dazi doganali. Il fatto e' che non hanno regole -ha concluso Galan- relative al Welfare- alle pensioni, alle politiche ambientali. E' li' la concorrenza".

 http://www.anordest.it/nuovonordest.htm

Nordest tra “noir” e realtà
Il Giornale di Vicenza 27/09/2005
di Fabio Giaretta

Che la cosiddetta locomotiva del Nordest abbia il fiato corto appare di giorno in giorno più evidente. Eppure, immersi quotidianamente in questa realtà, fatichiamo ancora a scorgere i limiti e le ombre di questo sistema economico a lungo additato come un modello da seguire. Per questo Nordest, il nuovo romanzo di Massimo Carlotto, scritto insieme allo sceneggiatore napoletano Marco Videtta e presentato da Librarsi dai due autori, appare un’opera importante, che aiuta a mettere a fuoco, in modo lucido e impietoso, questo scenario così sfuggente.


D’altronde, i noir di Massimo Carlotto non sono mai stati soltanto delle storie scritte per tenere inchiodato il lettore dalla prima all’ultima pagina. Lo scrittore padovano, infatti, pur costruendo sempre meccanismi narrativi tesi ed avvincenti, ha usato questo genere come potente mezzo di indagine e di risentita denuncia delle realtà più ; scomode e occultate del nostro recente passato e del presente.


La genesi del libro è molto interessante. Videtta ha raccontato infatti di essere da lungo tempo un ammiratore di Carlotto e di averlo contattato qualche anno fa per proporgli il progetto di un noir televisivo, una sorta di Twin Peaks ambientato nel Nordest. «Era da tempo che riflettevo sul Nordest - ha detto Videtta - in quanto mi sembrava uno scenario profondamente mobile e in trasformazione. Massimo ha accolto la proposta e abbiamo cominciato a fare grandi ricerche. Pian piano ci siamo resi conto che c’era molto materiale per un romanzo».


Carlotto ha sottolineato come l’incontro con Videtta sia arrivato in un momento molto importante per lui. «Da tempo - ha specificato lo scrittore padovano - mi stavo chiedendo che cosa fosse importante raccontare oggi di questa Italia. Nel nostro paese c’è una grandissima produzione di noir però manca una rispos ta a questa domanda. Con Marco mi sono subito trovato in sintonia su un dato di fatto: secondo noi è importante usare il noir per costruire storie di ampio respiro che documentino le trasformazioni di questa Italia oggi in profondo sommovimento. Inoltre, a forza di scrivere romanzi ambientati in quest’area, i lettori provenienti da altre parti del paese spesso mi chiedevano che cosa fosse questo Nordest. Così mi sono detto: cerchiamo di dare una risposta».


L’ultimo libro di Carlotto infatti allarga il respiro narrativo per concentrarsi sulle ricche e potenti famiglie di industriali del Nordest, sui loro legami e sui loro torbidi retroscena, sui conflittuali rapporti tra genitori e figli, sull’asservita aggressività e sulla sconcertante pochezza del sistema informativo delle Tv locali e su molto altro. L’assassinio della giovane promessa sposa del protagonista, rampollo di una delle famiglie più ricche del paese, diventa lo squarcio narrativo che consente di lacerare l’aspetto apparentemente dorato di questa realtà, mostrando come essa manifesti tutti i segni di una proliferante metastasi.


Questo allargamento rende forse Nordest un romanzo meno compatto e stringente delle precedenti opere di Carlotto, ma dall’altro lato consente una lucidissima e ferma radiografia di una realtà molto comp lessa e stratificata. Che il vero intento del romanzo sia quello di fornire un affresco del Nordest è stato testimoniato dalle parole di Carlotto stesso: «Noi abbiamo fatto una scelta precisa. Chi vuole può scoprire l’assassino abbastanza presto, in quanto abbiamo messo un elemento chiave. Questo per dire al lettore: quello che ci interessa non è la costruzione del romanzo enigma ma quello che succede intorno a questa storia di delitto. Noi volevamo forzare il genere, per questo abbiamo scelto di raccontare l’ambiente che ha il potere impiegando una struttura nuova per il noir, mescolando cioè l’uso dell’io narrante e quello della terza persona».


Altra forzatura rispetto al genere è la scelta del protagonista, che come ha evidenziato Videtta, è un emblema del percorso dall’euforia alla consapevolezza che stiamo facendo tutti. Egli infatti non è il solito detective che indaga per scoprire chi ha commesso un crimine, ma è una vittima che fino al momento del delitto della donna che doveva sposare vive in un presente dorato e apparentemente incrollabile.


Parole molto dure, che trovano un’incisiva rappresentazione nel romanzo, sono state rivolte da Carlotto contro la cosiddetta locomotiva del Nordest. «Nel libro - ha spiegato lo scrittore - viene descritto un ceto politico e imprenditoriale che ha cominciato a distruggere il Nordest dagli anni Cinquanta in poi e soprattutto negli ultimi vent’anni. Questo modello ha funzionato grazie ad uno strettissimo intreccio tra economia legale e illegale e grazie alla complicità di una serie di figure a livello istituzionale. Hanno riempito di capannoni il Veneto e lasciato dietro sé un pesante inquinamento. Eppure il loro sistema era fragile in quanto non ha mai puntato sulla ricerca».


«Ora stanno procedendo a un processo di delocalizzazione - prosegue l’analisi - che riproduce lo stesso modello in Romania, in Cina e in altri paesi. Solo in questo modo possono ancora fare i quattrini con le loro tecnologie obsolete, risparmiando sullo smaltimento delle scorie perché lì possono inquinare senza nessun problema in quanto non c’è nessuna legge a tutela del territorio. Per noi era importante dare un giudizio storico proprio rispetto a questa fase».
Questa lacerazione, secondo Carlotto, apre alla speranza di rifondare il Veneto. Per la prima volta, infatti, entra di nuovo in campo il potere politico, mai presente nel libro in quanto raccontato in assenza. Un’altra inquieta speranza che emerge dalle cupe pagine di Nordest è incarnata dalla generazione dei figli di queste potenti famiglie, per i quali si apre la possibilità di un futuro diverso. Nonostante queste timide fiammelle, come ha detto Carlotto, «non abbiamo ancora toccato il fondo: la vera crisi del nordest sta cominciando ora». E il futuro, aggiungiamo noi, è ancora tutto da immaginare.

Fabio Giaretta

 

 

 

Qualche riflessione di scenario sul “nuovo modello Nordest”.   apri in una nuova finestra
3-Il Nordest alla ricerca di un nuovo modello. Il modello del Nordest ed il
modello veneto in particolare hanno. vissuto da protagonisti questa compresenza ...
http://www.dse.unive.it/workpapers/0306.pdf

 

Pmi, il Nordest è ancora il modello vincente   apri in una nuova finestra
Pmi, il Nordest è ancora il modello vincente. Nel Veneto il 50% delle medie imprese.
Sono riuscite a tenere bene i mercati ...
http://www.nordesteuropa.it/ktn/nee/site.nsf/0/5137D3DDBAE32751C1257106006914CC...

 

Dossier di JobTel   apri in una nuova finestra
Il Nord-Est è in affanno? Il modello che negli anni '90 è stato studiato e imitato,
... Di competitività, partendo dal modello Nord-Est, ha parlato anche ...
http://www.jobtel.it/rubriche/dossier/ArchivioDossier/Nord_Est.aspx

 

la rivista del manifesto   apri in una nuova finestra
... impresa e sul decentramento produttivo, il tanto esaltato `modello NordEst'.
Quel modello non è in grado di reggere lo sviluppo complessivo del paese; ...
http://www.larivistadelmanifesto.it/archivio/33/33A20021111.html

 

BULGARIA News - Il modello dei distretti industriali del Nord Est ...   apri in una nuova finestra
Il modello dei distretti industriali del Nord Est esportato in Bulgaria. 05/12/2002.
Commercio Estero News-Ansa Treviso. Giocano a Risiko gli imprenditori ...
http://www.informest.it/news/dettaglioNews.aspx?id=2040

 

Il Giornale
20/02/2006
Industria, la marcia costante del Nord Est (pdf - 50KB)
di Paolo Stefanato

 

PNE - PROGETTO NORDEST   apri in una nuova finestra
Progetto Nord Est, vuole che la locomotiva e il modello di sviluppo di queste
terre tornino a brillare. L’unica soluzione possibile perché questo territorio ...
http://www.progettonordest.org

 

L'altra faccia del Nord Est   apri in una nuova finestra
Non si ripete continuamente che il Nord-Est annuncia il modello economico del
domani? Bene, e allora andiamo a vedere cosa offre ai proletari! ...
http://www.tightrope.it/user/chefare/archivcf/cf45/nordest.htm