Miniere, serve chiarezza

Sindacati e proprietà (Rio Tinto) si interrogano sul futuro dell'occupazione. Sondaggi per nuovi filoni.

Davide Rosso - riforma 27-06-07

Mentre ci si prepara alla festa per i 100 anni della Società Talco & Grafite (si veda notizia relativa a pag. 15 di questo stesso giornale) in val Germanasca e Chisone le organizzazioni sindacali e i lavoratori della Rio Tinto Minerals (attuale proprietaria dell’attività estrattiva in valle) si dicono preoccupati per la situazione degli stabilimenti italiani. «Venerdì 15 – si legge in una nota dei sindacati – si è svolto un incontro con l’azienda con il fine di capire come si è concluso il bilancio consuntivo del 2006, la situazione del gruppo Rio Tinto Minerals e le prospettive degli stabilimenti italiani». Dall’incontro è emerso che le ristrutturazioni a livello europeo che hanno coinvolto gli stabilimenti di Austria, Olanda e Inghilterra «hanno segnato ulteriori ridimensionamenti anche a livello occupazionale».
«Per quanto riguarda l’Italia – spiega Enrico Tron, presente all’incontro per la Cisl –, la situazione in Sardegna rimane complicata. L’azienda ha dovuto mettere in atto piani per tentare di trovare soluzioni compatibili con le prescrizioni impartite dalla Regione Sardegna che vorrebbe accelerare il processo di estrazione in sottosuolo, situazione che ha comportato un incremento di costi e che ha determinato la chiusura del bilancio 2006 con un negativo di circa 750.000 euro». La situazione dovrebbe chiarirsi entro fine luglio, quando la Regione Sardegna scioglierà alcune riserve «che consentiranno di capire quali scenari si apriranno per il futuro».
E la situazione in val Germanasca qual è? «Qui si provvederà allo scavo di una galleria nei cantieri sud per effettuare sondaggi – spiega ancora Tron –, lavori che dovrebbero terminare entro l’estate del 2008. A oggi però, su quelle vene, i risultati sono inferiori alle aspettative e questo genera qualche preoccupazione. Per i prossimi mesi l’unico intervento che verrà effettuato sarà un ulteriore spostamento di un’unità lavorativa dalla miniera allo stabilimento di Malanaggio, per ricoprire una mansione impiegatizia».
Rispetto a quest’ultima azione dell’azienda i sindacati hanno fatto presente alla direzione che l’operazione «non solo non risolve i problemi che ormai da mesi denuncia lo stabilimento, circa la necessità di inserire in organico il ruolo di responsabile di produzione, ma aggrava la situazione di sofferenza che già oggi si registra in miniera rispetto all’insufficienza di operai e minatori». In generale le rappresentanze sindacali hanno chiesto all’azienda «che al rientro delle ferie illustri un piano certo rispetto a quello che intenderà fare sull’organizzazione del lavoro, con quali volumi occupazionali e gli investimenti stanziati a budget per conseguire il piano». Il messaggio è esplicito: i lavoratori vogliono chiarezza sul futuro delle miniere della Rio Tinto in Italia e in particolare in val Germanasca.


Comunicato dei sindacati
Compleanno preoccupato alla ex-Talco & Grafite
eco del chisone

Non è proprio un compleanno sereno quello che i dipendenti del gruppo Rio Tinto-Luzenac si apprestano a celebrare in occasione del centenario dall'inizio dell'attività estrattiva, quando la società si chiamava "Talco & Grafite Val Chisone".

Come al solito le preoccupazioni nascono quando dalla proprietà non arrivano risposte precise sui programmi futuri. Ed è quanto è successo, secondo il sindacato, il 15 giugno, quando hanno incontrato i responsabili locali dell'azienda. La prima fonte di preoccupazione, secondo quanto affermano le organizzazioni sindacali in un comunicato emesso all'indomani dell'incontro, è il bilancio chiuso in negativo nel 2006 per 750.000 euro.« Un rosso imputabile soprattutto alle maggiori spese affrontate dalla società per l'estrazione nelle miniere sarde a causa delle nuove disposizioni emesse dalla Regione, che impongono l'estrazione in sottosuolo e non più a cielo aperto» spiega Enrico Tron della Cisl.

Per quanto riguarda la situazione locale, si sottolinea che il personale continua ad essere sottodimensionato rispetto alle necessità, mentre si attendono con ansia i risultati dei sondaggi su nuove vene che, sottolineano i sindacati, «per ora sono stati al di sotto delle aspettative e questo genera qualche preoccupazione».

Conclude il comunicato: «Riteniamo le risposte dateci assolutamente insufficienti riguardo i Piani organizzativi ed occupazionali per i prossimi mesi e per il 2008. Per questo motivo chiediamo un Piano certo rispetto all'organizzazione del lavorto, ai volumi occupazionali e gli investimenti stanziati a budget per conseguire il Piano».