pagina sulla Rio Tinto Minerals val Chisone - eco del chisone 26-9-07

 

1º luglio 1907: nasceva la società Talco & Grafite, adesso Rio Tinto Minerals - Luzenac Val Chisone
Un secolo di lavoro nelle miniere della Val Germanasca
Il lavoro del minatore è snobbato dai giovani italiani, e oggi nel sottosuolo si parla rumeno e polacco

Non è più un lavoro che si tramanda di padre in figlio, quello del minatore. È un lavoro dove si devono cercare i rinforzi all'estero.

Non serve lo stipendio allettante: 1.300 euro di base fissa mensile, che con incentivi e indennità salgono anche a 1.600-1.700. Questo per il minatore alle prime armi. «Ci vogliono quattro o cinque anni di affiancamento per poter essere autonomi in miniera. Come minimo 15, per diventare capoturno». Sono 30 anni che Ezio Sanmartino lavora tra i cunicoli di Rodoretto. Lui oggi è assistente di produzione e supervisore. «Non c'erano caschi o tute quando sono arrivato - prosegue -. Ci si portava i vestiti vecchi da casa». Oggi le cose sono ben diverse: la sicurezza è il baluardo di un mestiere che un tempo era considerato arte.

Gianluca Greggio, ingegnere e responsabile dello stabilimento, ogni giorno arriva da Settimo per amore di quel lavoro che in passato l'avrebbe fatto definire "artista della terra". Ancora quando ha frequentato lui Ingegneria, sulla porta del corso c'era la scritta ottocentesca "Scuola di arte mineraria". Lì si impara ancora oggi «una gestione accurata del sottosuolo, per questo si parla di "coltivazione" del talco: come un contadino che fa rendere al meglio i campi».

Passa il tempo, ma il rispetto per il cuore della terra è sempre uguale, anche dopo un secolo. A traghettare il talco, le miniere e gli uomini nel nuovo millennio è la "Rio Tinto Minerals - Luzenac Val Chisone": potremmo dire, la nipote della "Talco & Grafite Val Chisone".

Oggi i dipendenti sono 90, in valle: 45 in miniera a Rodoretto, 31 nello stabilimento di Malanaggio e 14 negli uffici. Un'équipe che lavora per il miglior talco della "Rio Tinto": 1.400.000 le tonnellate prodotte dal gruppo a livello mondiale, ogni anno, solo 30mila arrivano dalle gallerie di Rodoretto, ma il "Bianco delle Alpi" «è di altissima qualità», dice l'amministratore delegato, Stefano D'Orazio.

La miniera di Rodoretto è attiva dal 1999, anche se i primi sondaggi iniziarono negli Anni '60. Per il futuro? «Dovrebbe durare ancora 7 anni - dice Greggio -. Stiamo verificando la possibilità di espansione a Sud di 300 metri e limitatamente a Nord. Entro il 2008 termineremo le esplorazioni».
Martina Bonati

vedi secondo articolo di A.Maranetto "Millecinquanta scalini verso la salvezza"

(Vale anche per l'Eco del Chisone quanto detto per 'La stampa': la storia della miniera è raccontata nell'occasione del centenario della T&G sentendo solo la voce della direzione che ovviamente non ha interesse a parlare dei 60 anni di  lotta dei minatori per migliori condizioni di lavoro, salari, sicurezza).