il manifesto 19-10-05

SCHIO, LA MARZOTTO CHIUDE E LICENZIA

SI COMINCIA DAI 125 DEL REPARTO MALBORO, NEL MIURINO ANCHE UN DELEGATO DELLA CUB. EĺSCIOPERO

 

 

ORSOLA CASAGRANDE E' stato un rientro dalle ferie amaro per i lavoratori della Marzotto di Schio (Vicenza). Alcuni macchinari e il magazzino Marlboro, denunciano allo sportello degli invisibili, risultano ┤spariti ¬ con il risultato che 125 operai si ritrovano senza lavoro. Si andrebbe, ╦ il timore, verso la chiusura dello stabilimento e da un mese ormai si susseguono le iniziative sindacali. Ma la direzione non demorde: la chiusura sembra ineluttabile. In un clima giÓ molto teso che vede i lavoratori proclamare scioperi spontanei, il primo ottobre arriva l'ultima tegola: il delegato della Cub, Daniele, viene licenziato. Il motivo ┤tecnico¬ ╦ il seguente: Daniele, durante un turno notturno, ha fumato in un'area dove non ╦ pi¨ possibile fumare dopo l'entrata in vigore della legge Sirchia. Inoltre, Daniele Ŕ accusato di essersi addormentato per un breve periodo di tempo sempre durante un turno notturno. Allo sportello degli invisibili spiegano che Daniele nella settimana incriminata, mentre lavorava di notte, di giorno era impegnato in un'intensa attivitÓ sindacale (compresa una trattativa dalle 8.30 alle 18.30). E' chiaro, denunciano, che la Marzotto ha approfittato della situazione e del crollo fisico di Daniele per licNeziarlo. L'uomo Ŕ dipendente Marzotto da 27 anni, non ha mai avuto procedimenti disciplinari, ╦ padre di quattro figli ed Ŕ un delegato da sempre in prima linea nel contrasto al processo di delocalizzazione avviato dall'azienda. La reazione dei lavoratori al licenziamento ╦ stata immediata: il primo sciopero ha visto un'adesione del 95%. Nei giorni successivi ci sono state assemblee, scioperi di un'ora e gioved¤ scorso, durante lo sciopero di 4 ore contro i licenziamenti, ╦ stata chiesta la riassunzione di Daniele. Si annunciano nuove lotte, fino al reintegro di tutti i licenziati, incluso Daniele. La Marzotto spa, azienda leader nel tessile, ╦ titolare tra l'altro di marchi come Valentino, Marlboro, Hugo Boss, Uomolebole. Nel passato ha assorbito la Lanerossi. In questi ultimi anni ha delocalizzato in Repubblica ceca e Lituania, chiudendo a Manerbio (Brescia) e Mortara (Pavia), e ridimensionando a Valdagno, Piovene e Schio. Ha ceduto a terzi il Ced, e spostato aMilano la sede legale: sono ┤spariti¬ pi¨ di duemila lavoratori, alcuni accompagnati alla pensione, altri in mobilitÓ: oggi in Italia restano circa 1400 dipendenti, a fronte di circa 13 mila a livello globale. Venti anni fa erano 13 mila in Italia tra Marzotto e Lanerossi. Ma la Marzotto ha sempre chiuso in attivo i bilanci e nel 2005 le azioni sono aumentate del 260% grazie alla societarizzazione (dall'inizio dell'anno esiste la Valentino; la Marzotto tessile, il Gruppo Verzoletto, tutte governate dall'attuale manager Favrin e dal suo gruppo, che ha estromesso la grossa parte della famiglia Marzotto) e alle guerre tra gruppi di azionisti. Mercoled¤ 19, giornata nazionale contro la precarietÓ e in preparazione dello sciopero generale della Cub e del sindacalismo di base del 21 ottobre, ci saranno in molte cittÓ del Veneto presidi informativi (organizzati da Rdb, Cub, Associazione difesa lavoratori e sportelli degli invisibili) presso i punti vendita dei prodotti Marzotto. Gli acquirenti saranno invitati a boicottare i prodotti dell'azienda vicentina.