Gli anni della Luzenac

1990

A fine '89 si dimette il conte Calleri, presidente della Talco e Grafite Val Chisone e in gennaio cede la sua quota di azioni (20%) alla francese Luzenac che a sua volta fa parte della Rio Tinto Zinc inglese. L'amministratore delegato Persico annuncia le sue dimissioni. La famiglia Villa dichiara che non vuole cedere la sua quota di maggioranza. Ma a fine aprile si convince e abbandona. Subentra così la gestione francese. Passano mesi di attesa mentre si controllano i bilanci. Vari sindaci della valle si recano in Francia a visitare le cave di talco della Luzenac su invito dell'azienda.

A marzo sono ancora aperti 15 cantieri di produzione, ma il direttore tecnico Arzani comunica che saranno ridotti di molto e infatti a novembre saranno solo più 5. Questa scomparsa dei piccoli cantieri permette una forte riduzione di personale.

L'ing.Ducasse, francese, amministratore delegato, nella trattativa per il piano di ristrutturazione all'Unione Industriale il 18-9-90 dichiara che la Luzenac, nuova titolare della miniera, intende meccanizzare i cantieri e lavorare sulla sicurezza. Comincia l'avventura della nuova gestione: 12 miliardi di investimenti e 81 posti di lavoro in meno in due anni. Il talco continua ad essere l'illusione di lavoro per la valle Germanasca ma non si sa quanto durerà.

Gli "esuberi" : su 81 da ridurre, ci saranno 45 prepensionamenti in due anni-

Questi i dati:

miniera :addetti 163, esuberi 35, invest. 6,5 miliardi

stabilimenti: addetti 78 ,esuberi 33 (12 con la chiusura di S.Sebastiano), investimenti 4,9 miliardi

centrali: 3 esuberi su 11 addetti , 500 milioni per automatizzazione

sede: 5 esuberi su 30 addetti, 930 milioni per l'informatica;

> i conti aziendali forniti da Ducasse sulla precedente gestione Villa erano i seguenti:

vendite 1989 = 20,095 miliardi

Personale 292 addetti

Costo personale 13,414 miliardi (67% su ricavi vendite)

Totale costi 21,299 miliardi

Risultato netto =1,102 miliardi di perdite

Si vuole riportare in attivo la società attraverso: riduzione personale, concentrazione in grandi cantieri, meccanizzazione ulteriore, rifacimento impianto cernita, chiusura S.Sebastiano e razionalizzazione mulino, automazione centrali, cambiamento orari, specializzazione per squadre, ripristino di un alto livello della qualità del talco, piano riduzione infortuni, formazione personale.

Il cdf e gli operai danno la loro valutazione: necessità della ristrutturazione, "incapacità di gestione" dei dirigenti della miniera, garanzie di rientro dalla CIG e rotazione, contrattazione della ristrutturazione, valutazione dei carichi di lavoro, orari e delle condizioni della mensa, si esprimono dubbi sui criteri di coltivazione che produrranno effetti ulteriori sull'occupazione. Le assemblee danno il mandato di procedere.

1991

Tre turni interi di sciopero in miniera per : mancata applicazione di un accordo sulle tariffe per il turno di notte e generale disdetta degli accordi legati al getto della ripiena , alle sonde e al minaggio. (Queste sono tre fasi della lavorazione: la ripiena serve a riempire il vuoto lasciato dall'estrazione di talco, con materiale misto - ghiaia e cemento, le sonde permettono di avere campioni, "le carote", per conoscere la natura della roccia e l'eventuale presenza di filoni di talco a distanza di decine di metri nella montagna ; il minaggio è il lavoro vero e proprio di scavo in roccia delle gallerie di accesso o di ricerca ).

Con la trattativa la direzione modifica l'atteggiamento e istituisce un rimborso adeguato auto per il turno di notte (ripiena cementata). Gli operai vengono poi divisi con livelli, qualifiche , superminimi. In discussione le pale diesel introdotte nei cantieri in sostituzione di quelle elettriche.

Viene finanziato dalla CEE attraverso la regione Piemonte un corso di formazione legato al piano di ristrutturazione. Verrà continuato per tre anni.

Marzo- circola in miniera un adesivo "no al diesel", oltre la nocività si fa notare che la piena mobilità fornita dai mezzi diesel rispetto a quelli elettrici favorirà la riduzione dell'occupazione. Il sindacato propone di far venire un professore di Siena a fare controlli ambientali.

A metà aprile tre turni di sciopero contro il diesel. L'azienda sospende l'uso nei cantieri ma non intende rinunciare per il minaggio.

Un gruppo di operai si è recato a Lassing (Austria) a vedere altre miniere della Luzenac: si usa il diesel. (Fumi a volontà...).

Accordo sull'orario che prevede l'eliminazione del sabato, sette ore e mezza di lavoro con mensa a fine turno che inizia a fine febbraio, alla Gianna.

La cernita è stata ristrutturata e centralizzata alla Carla ( è l'operazione finale della miniera per separare,in parte manualmente, il talco dalle impurità e dividerlo per granulometria); con annesso laboratorio chimico per i grezzi fini (analisi ottica e chimica per la successiva macinazione a Malanaggio).

Gli operai cominciano a parlare di aumenti salariali.

Nonostante il voto contrario dei minatori si fanno le prove sull'inquinamento dei mezzi diesel. La direzione fa sapere che senza il diesel si chiude. Intende richiamare i cassintegrati e dichiarare una settantina di esuberi. Infine coltivare l'esistente in vista di un abbandono della Val Germanasca.

A luglio cominciano i corsi di formazione: 40 i partecipanti. Circola il bollettino "Flash Luzenac", con notizie dalla Francia: alla cava di talco il lavoro si svolge solo nella bella stagione, ci sono 66 francesi, 68 marocchini, 28 spagnoli e 26 portoghesi. La presenza di stranieri è un'abitudine per la Francia e forse una prospettiva anche per l'Italia. Ma in miniera ci saranno ancora posti di lavoro quando saranno "convenienti" gli stranieri?

All'inizio di settembre la miniera entra in lotta contro i diesel in produzione. Trattative in sede. All'Unione industriale la direzione consegna un documento in cui dice di essere disposta ad ogni controllo sui diesel , a miglioramenti della ventilazione, e depurazione sui mezzi.. Dopo una decina di giorni di sciopero i minatori votano: 35 per sospendere la lotta e una quindicina per continuare lo sciopero ( ha partecipato a questa assemblea metà dei minatori e ha votato anche chi non lavora sui diesel). Si spera di riuscire a contrastare l'uso del diesel dall'interno, con controlli e fermate, evitando lo scontro diretto muro contro muro con l'azienda. All'inizio di ottobre si discute di che tipo di accordo fare: rotazione sui mezzi diesel, ventilazione, uso dei mezzi elettrici quando non funzionano i diesel.

IL 16 ottobre c'è l'accordo: registrazione continua dei valori degli inquinanti, rotazione ampia del personale, intervento dell'università di Siena. I lavoratori parlano di perequazione salariale adesso che ci sarà la rotazione.

Novembre: lettere e provvedimenti disciplinari, alcune per la campagna antinfortunistica, che ha portato a una riduzione degli infortuni. La ditta poi è sotto accusa dall’INAIL per decine di lesioni all'udito. Quest'anno sono stati fatti per la prima volta gli esami. Nei corsi di formazione si parla di qualità, proprio come alla Fiat. L'azienda vuole ottenere certificati internazionali di qualità.

Esce "Filo diretto" ,giornalino aziendale che viene accluso alla busta paga. Si iniziano a usare i computer negli uffici della miniera per la contabilità e i dati geologici.

Infortunio a Dino Bertalmio meccanico che lavorava all'esterno ad una tubatura dell'aria compressa, il 17 dicembre. Sta a lungo in coma alle Molinette.

1992

Gennaio.Si parla di valutazione semestrale dei dipendenti a cura dei capi che giudicheranno vari aspetti del comportamento sul lavoro. Non se ne farà poi niente.

Febbraio. Dino Bertalmio è al Civile, non pare l'ospedale adatto per la riabilitazione.

Marzo. In miniera si parla di chiedere le 8 ore al giorno per avere più Ferie (recuperando la mezzora che supera l'orario contrattuale di 7,30).

E' iniziato intanto il turno di notte alla galleria di ricerca.

Aprile. Iniziano i lavori di sondaggio a Rodoretto. La ditta Coreis francese farà una ventina di perforazioni per un costo di oltre un miliardo. Sono sonde dalla superficie verso una zona del sottosuolo dove negli anni '60 è stato già trovato un probabile grande giacimento di talco.

Maggio. La medicina del lavoro di Siena, venuta a dicembre in miniera, ha presentato i risultati: tutto OK , i diesel sono a posto e aggiunge: " non mangiate carne alla griglia, per evitare il cancro". Almeno, così si è capito.

La sede di Pinerolo trasloca da Piazza Garibaldi in corso Torino. Sette impiegate sono passate a part-time.

A Malanaggio montano nuovi silos per il prodotto raffinato.

Giugno. Concessi prepensionamenti: sono 20 per la Talco. Non bastano.

Luglio. Le centrali elettriche saranno cedute ai privati: qualche operaio passa alla nuova ditta, altri sono assorbiti in miniera. E’ davvero conveniente acquistare energia dall’ENEL?

Contratto nazionale in alto mare.

Ottobre. Sciopero generale.

Comincia la ripiena cementata con "lancio a nastro" (,, durerà due anni, poi la macchina si guasta - è una macchina che lancia la polvere secca di cemento e la ghiaia che vengono poi nebulizzate con acqua all'ultimo momento. Si riprenderà con mezzi tradizionali. Nel 95 arriverà una nuova macchina, la Phaus).

Novembre. Si parla di un riuso turistico della parte di miniera che presto non sarà più attiva.

Intanto in miniera si è 125, poche decine in produzione in pochi grandi cantieri.

L'ing.Ducasse se ne va a fine anno.

Incontri in sede per un accordo-ponte sul contratto nazionale.

Dicembre. Si parla di 50.000 al mese di aumento da gennaio '93 e una tantum di 500.000.

Quest'anno è nato il movimento degli autoconvocati, ha breve vita nel Pinerolese, gli operai dell'industria rientrano nei ranghi, escono dal sindacato confederale gli insegnanti (CuB).

1993

Il nuovo amministratore delegato è l'ing. Di Piazza. La produzione del'92 è stata di 44.000 ton in miniera: il premio aumenta perciò di 100.000 lire. Intanto però le vendite sono in calo del 20% e non si sa come utilizzare la produzione in aumento.

Dal 1°gennaio le centraline elettriche sono passate alla CIO: tre addetti vanno nella nuova azienda, quattro alla cernita, uno in miniera.

Maggio. Quattro minatori vanno in Sardegna a incontrare i minatori del Sulcis in lotta, portano una piccola somma raccolta in miniera.

Lo stabilimento di Malanaggio viaggia a metà produzione, niente cassa integrazione (CIG) però.

A fine febbraio viene ceduta dalla Talc du Luzenac la miniera UNITALC al gruppo IMI. Produceva talco di qualità medio-bassa che non interferiva col mercato dei talchi Val Chisone. La direzione si stupisce che non ci siano state reazioni sindacali da noi - idem per la vendita delle cave sarde.

La direzione dice che la sicurezza è al primo posto: intanto non si ha notizie della salute di Dino Bertalmio.

Accordo a Roma sul contratto nazionale, spostata la scadenza al 30/9/94 : l'ultimo è stato rinnovato il 30/9/88 ! Aumenti. uno di 50.000 subito e un altro dal 1/10/93 (quinto livello). Una tantum di 850.000 lire (500.000 già anticipate dalla Talco Val Chisone).

Giugno. Inizia la causa INAIL sul rumore, "scoperto" dalla ditta lo scorso anno

A fine mese incontro sulla crisi di vendite, ci sarà da luglio la CIG in miniera. una settimana al mese fino alla fine dell'anno.

Si dichiara una ventina di esuberi "non pressanti". A luglio CGIL CISL e UIL firmano un accordo sul costo del lavoro: al referendum che segue in zona vota il 36% dei lavoratori, a favore il 67%. In miniera l'accordo è bocciato.

Settembre. A fine mese è previsto l'inizio lavori alla nuova galleria del Crosetto.

Ottobre. Dino Bertalmio è a casa e fa la riabilitazione, ma è rimasto invalido. Convegno sul riuso turistico delle miniere chiuse della valle: i minatori non ci vanno.

La direzione comunica il netto calo degli infortuni in miniera. l'indice (numero degli incidenti per 200.000 ore di lavoro) è passato da 45 nel 1990 a 7,8 a ottobre '93.

Novembre: la ditta vuole licenziare due operai in miniera sospettati di furto. Uno intanto dà le dimissioni, l'altro farà causa ( rientrerà dopo vari mesi). A licenziamento ufficiale sciopero in miniera di due ore.

La Luzenac comunica che ha 75 dipendenti di troppo sui 186 attuali ( erano 230 a maggio '92): espellerà tre scaglioni annuali di 25 persone. Assemblee e incontri, la direzione consegna una lista con 25 nomi di persone che possono accedere alla mobilità corta o lunga da fine 93: dopo la trattativa alza il livello dell'integrazione da versare a chi esce.

La produttività media di cantiere è passata intanto da 3,36Ton di talco per giornata lavorativa individuale nel '90 a 5,57 nel 91, 6,46 nel '92 e 7,13 nel '93.

1994

La Talco Val Chisone diventa Luzenac Val Chisone: adesso siamo 163 ( di cui 98 in miniera). La produzione riprende in miniera e negli stabilimenti ( dove si sono fatti due giorni alla settimana di CIG).

Marzo. Incontro del cdf con la direzione sugli spostamenti fra i turni, e sul raddoppio del turno di notte alla ripiena- con accordi individuali.

Sciopero di una giornata per una punizione a un operaio accusato di rendimento inferiore alla norma. Lo sciopero convince la direzione a dare solo una multa di due ore invece che una sospensione.

La direzione comunica che dà incentivo di 40 milioni a chi dà le dimissioni.

Intanto si usa dare permessi retribuito a chi subisce infortuni lievi per risparmiare sui contributi INAIL.

90° anniversario il 19 aprile della valanga del Beth che uccise 81 minatori. S.Messa a Laval.

Maggio/settembre

Viene introdotto un Jumbo ( una pala gommata con fioretto per perforare e preparare i fori dove viene introdotto l'esplosivo) e la pala Wagner ST2. Il sindacato presenta la piattaforma aziendale e l'azienda risponde con una contropiattaforma con aumenti individuali basati sulla produttività qualità, sicurezza. Dice di voler dare più soldi dei 200.000 richiesti dal sindacato, ma nel suo modo.

Intanto la mostra sulla miniera, nel villino vicino alla galleria "Paola", ha avuto 800 visitatori.

La direzione fa sapere che a fine anno ci sarà un altro esodo morbido di dipendenti.

In agosto viene trivellato un pozzo (diam.40 cm) per portare la ghiaia per la ripiena dalla rampa del 1440 alla zona 2 sottostante.

Venerdì 30 settembre è iniziato uno sciopero di 8 ore sulla vertenza aziendale, con assemblee di tutti i turni.

Ottobre. Inizia il mese con due scioperi di 8 ore , per la vertenza e sulla questione delle pensioni. Il venerdì infatti si partecipa alla manifestazione a Pinerolo.

Seguono altre due giornate di lotta, una coincidente con lo sciopero generale del 14 ottobre.

La direzione adesso è disposta a discutere.

Il 26 ottobre muore all'imbocco della Paola Marco Brugiafreddo, tecnico della miniera, di 23 anni. Usciva su un locomotore e urtando contro le tramogge della ghiaia muore sul colpo. La miniera si ferma.

Sul "filo diretto" -giornale aziendale- una notizia in quattro righe... I compagni di lavoro partecipano in massa ai funerali a Pinerolo

Novembre. Riprende e si interrompe la trattativa, l'azienda vuole tenere fermi gli accordi di luglio col governo.

Non esce il rapporto sulla morte di Marco.

La RTZ, casa madre dà il via alla prima fase dei lavori di Rodoretto, 6,5 miliardi per il 95-96. In tutto entro il 2002 investirà 35 miliardi. (E' previsto lo scavo di una galleria da Pomeifrè della lunghezza di un paio di km).

Dicembre. Siglato a metà mese l'accordo aziendale: prevede un aumento fisso del premio mensile di 56.000 lire ed altre variabili a seconda della collocazione produttiva e dell'aumento di produzione mensile. 500.000 di unatantum. Inoltre anticipo sul contratto nazionale: 60.000 subito altre 60.000 a ottobre '95.

Quasi ultimati i lavori della ditta Negroni che ha appaltato lo scavo della rampa di accesso al 1440 (era subentrata ai minatori Luzenac per motivi di sicurezza e di attrezzatura- rivestimento con cemento delle pareti instabili della galleria-).

La direzione dichiara che con le dimissioni volontarie il numero delle persone da mettere in mobilità corta o lunga ( 9 in miniera, 1 mulino, 4 in sede) è sufficiente per le necessità di riduzione del personale. Dirà in seguito che per i prossimi due anni non è prevista altra riduzione.

Viene consegnato a metà mese il rapporto su Brugiafreddo. Viene scritto che l'infortunio mortale è stato provocato da "mancata visione dell'ostacolo o errata valutazione delle dimensioni, consistenza e posizione dell'ostacolo (scivolo aperto. punto di impatto sulla vittima)". Non verrà fatta nessuna contestazione né dal sindacato né dalla famiglia.

1995

Arriva un responsabile francese per la produzione: l' ing. Louisnard.

L'azienda fa sapere che per lei ci sarebbe stato un conguaglio di fine anno sul premio: le assemblee bocciano questa interpretazione dell'accordo.

Marzo. Assemblee in miniera sulle modifiche che l'azienda vuole fare all'orario di lavoro ( straordinari al sabato e Ferie a rotazione). Intanto il turno di notte chiede il cambio: l'azienda propone la rotazione.

Primi segnali di difficoltà in arrivo per la produzione della miniera, le vendite invece tirano (25% in più del '94).Erano previste all'inizio 42.000 ton di talco, poi l'ufficio vendite porta a 47.000 la previsione del talco necessario e la miniera va in tilt. Alla fine è tanto se si arriverà a 40.000 ton. I minatori dicono che manca il legname adatto per i quadri ( in particolari condizioni si mette ancora il "quadro" di legname- per sostenere il peso della ripiena sovrastante del piano precedente o quando si esce dalla zona ripienata), che la ripiena non va e si lavora sotto pericolo continuo di frane.

Aprile : assemblee in miniera sulla rotazione del turno di notte. L'azienda offre 12.000 di integrazione per la notte e la stessa cifra per il sabato. Inizia lo scavo della galleria di Pomeifrè verso Rodoretto, appaltati alla ditta Negroni di Bergamo. I lavori esterni li ha fatti Barus di Prali che appalta anche il trasporto alla discarica a livello 1440 dello sterile prodotto dallo scavo.

Maggio. L'8 maggio c'è l'accordo sulle pensioni tra Dini e il sindacato: gli operai sono incazzati . Il 12 maggio circa 500 persone in manifestazione a Pinerolo durante uno sciopero di 4 ore autoproclamato dalle RSU. Fischi sotto le sedi sindacali. Si vota in miniera per le RSU, il sindacato rinuncia alle sue quote del 33%. Sono eletti comunque due RSU della CGIL, una della CISL. Iniziano gli straordinari volontari al sabato : è stato portato a 30.000 l'incentivo, scarsi risultati.

Il trasporto talco dalla miniera a Malanaggio passa dalla ditta Speed a quella Paschetto.

Un mezzo gommato resta sotto una frana : il minatore si toglie all'ultimo momento... Capita altre volte. Voto nel Pinerolese sull'accordo delle pensioni : viene bocciato. In Miniera 63 no, 4 sì. L'età media è tra i 30 e i 40 anni in miniera e quindi la controriforma delle pensioni non piace... L'azienda arriva a offrire un milione in più di premio se si raggiungono le 47.000 ton (legate alla presenza)... Settembre. Inizia l'attività ALP (Associazione Lavoratori Pinerolesi). In miniera si iscrivono 17 minatori, nel Pinerolese gli iscritti sono più di 500.

Dopo lo stillicidio di comunicati sul pericolo di perdere il mercato e la richiesta di prolungare l'orario di lavoro, la direzione comunica che vuole 8 sabati obbligatori su tre turni.

Sciopero in miniera da venerdì 22 a martedì 26. Si scende a Pinerolo davanti alla sede coi caschi.

Ottobre. Fusione fra la RTZ (cui appartiene la Luzenac) e la CRA (australiana) : nasce la più grande impresa mineraria mondiale.

L'azienda rinuncia ai sabati obbligatori e torna a quelli volontari, senza recupero e pagati 50.000 in più. A fine mese se ne va il direttore della miniera Ing.Cian. In parte aveva intenzione di lasciare, in parte l'azienda cercava un responsabile cui addebitare le difficoltà della miniera. Per una parte degli operai Cian "era uno con cui si poteva parlare". Direttore resta l'ing. Degasperis che già si occupa del traforo di Pomeifrè..

Novembre. E' prevista l'elezione del delegato alla sicurezza (legge 626): secondo padroni e sindacato si deve nominare una RSU, la legge 626 però parla solo di "un lavoratore". Viene rinviata.

Viene assunto un diplomato IPSIA, in contratto formazione lavoro, per l'officina meccanica. Con varie dimissioni siamo rimasti in 66 operai in miniera. Il 22 incontro sulle categorie ( si individuano alcuni criteri); la direzione propone poi di fare 8 ore fino alla fine dell'anno invece che le 7,5 normali per recuperare produzione. Anche se ci sono vari prolungamenti d'orario per emergenze produttive questa proposta non viene accettata dai minatori. Sulle categorie si conclude con una decina di passaggi di livello e altrettanti aumenti di incentivi individuali. Viene anche fatto un accordo transitorio per raddoppiare il fattore di correzione dell'incentivo di produzione su alcuni cantieri dove si lavora in tradizionale (quadri di legno). Viene annunciato che il nuovo direttore della miniera sarà l'ing. Daniele Trogolo Got (fratello del caposervizio). Viene consegnato con la busta paga un quiz antinfortunistico e un commento che riporta i dati sui morti sul lavoro del 1994 in Italia, 1028 : non viene ricordato Marco Brugiafredo...

1996.

Si fanno, periodicamente, controlli interni sulla polverosità, il rumore e l'inquinamento dei mezzi diesel ( macchinette portatili personali).

A metà gennaio una frana prima di Pomeifrè blocca la strada per una settimana. Il lavoro è sospeso in miniera per tre turni, poi viene attivato un trasporto sul percorso alternativo Salza-Fontane. Sulla pericolosità di questa soluzione ci sono proteste e trattative con la direzione miniera. Intanto è venuto in visita il grande capo francese Talmon che non ha risparmiato critiche ai mina tori definiti pelandroni. A parte il blocco lavori per la frana che ha causato l'assenza di numerosi operai , ha certo sottomano i dati sulla produzione dello scorso anno che è calata a 38.038 ton ; anche la produttività di cantiere è scesa dalle 11 ton/giornata lavorativa del 94 a 8.38 nel 95.

Febbraio. Assunto in contratto formazione lavoro un altro meccanico proveniente dalle scuole tecniche di Pinerolo. Resta solo quindici giorni. E' rientrato per fine mobilità un minatore che non ha ancora i requisiti per andare in pensione, lavora alla cernita. In seguito torna in miniera un altro minatore anche lui senza i requisiti per la pensione. Arriva il nuovo mezzo cingolato Shaeff per la miniera, per abbattere e caricare in modo continuato il talco. Se funzionerà ci sarà presto un nuovo esubero di personale? Comincia il corso per tutti i dipendenti sulla sicurezza ambientale, in parziale applicazione della legge 626. Si continua ad avere infortuni ad una media di uno al mese. A fine marzo dà le dimissioni una RSU della CGIL. Poi ci ripensa e le ritira.

Arriva un meccanico esperto che lavorerà in officina. Inizio aprile grave infortunio al capo dell'esterno che ha lesioni di varia gravità a tre dita della mano destra. In aprile viene firmato il contratto nazionale dei minatori dopo 8 anni. Risultato salariale 178.000 lire di aumento medio mensile in tre rate e 1500 lire al giorno in più sul sottosuolo. La Luzenac ha anticipato buona parte di questi soldi e quindi il primo denaro fresco si vedrà nel 1997. Intanto, in attesa di assemblee si parla di chiedere altro salario a livello aziendale. La direzione però dichiara di avere problemi di vendite e mette in CIG due giorni la settimana lo stabilimento di Malanaggio. In effetti si sta vendendo del fine greggio alla Luzenac austriaca e si tiene una scorta di bianco pezzi per un imbarco per gli USA. Un cliente importante è stato perso per via dell'uso del talco cinese. Si parla di tre giorni di CIG la settimana in maggio, rubando però anche qualche giorno di Ferie. In maggio in effetti il mulino sta tre giorni la settimana in CIG ma poi per un arrivo di ordini la CIG viene ridotta.

A inizio maggio in un incontro con le RSU la direzione propone di passare al cambio sul posto in miniera, in modo da avere quattro turni effettivi di lavoro di 6 ore su cinque giorni.

Il 10 maggio comunicato nelle bacheche in cui la direzione dice che l'ing. Di Piazza, amministratore delegato, lascerà la ditta a luglio. Un altro comunicato di Di Piazza saluta i dipendenti e augura un buon avvenire...

In miniera intanto la Forestale ha imposto di bonificare numerose zone in cui si è modificato l'ambiente. Ha comminato delle multe.

Si dice che verrà l'ing.Ducasse al Posto dell'ing. Di Piazza per dirigere l'azienda per qualche mese. Sono stati nominati i dipendenti addetti alla gestione dell'emergenza (legge 626): pronto soccorso, evacuazione, antincendio. Al ritmo attuale il cantiere Crosetto 1 finirà entro due anni.

In Luzenac adesso siamo 141 in tutto

Ultimo atto del caso di Marco Brugiafreddo, morto nel 1994. Non se n'era saputo più niente, ma la Procura della repubblica ha proceduto d'ufficio e ora il 24 maggio a Pinerolo c'è il processo contro l'ing. Cian Pierantonio, a quel tempo direttore della miniera e oggi fuori dell'azienda.

Il processo viene rinviato a ottobre. La parte civile, la famiglia di Marco, ha chiesto tempo per prepararsi e cita in giudizio la Luzenac in vista di un risarcimento. Si ha notizia della vendita della cava di talco di Orani e dello stabilimento sardo a una ditta tedesca, la Hoechts, che subito ha rivenduto il tutto. Anche la Luzenac aveva, dopo uno studio sul posto, fatto un'offerta ritenuta ragionevole ( questo tipo di talco non era indispensabile per il mercato da lei controllato). Si ha notizia che : alla fine il conflitto della Luzenac con la Cooperativa Isofibre che occupava parte del vecchio stabilimento dell'Isolantite sembra risolversi: a giugno ci sarà la convenzione con la quale lascia libera l'area. In miniera sciopero di un turno contro lettere per abbandono del posto di lavoro. Alla fine c'è una multa di mezzora.

Luglio E' finita la CIG ai mulini.. Si tratta in sede con le RSU e il 10 luglio si rinvia a settembre la revisione degli incentivi di produzione e del premio annuo. Nel frattempo con la paga di luglio ci sarà un anticipo di 300.000 lire. Dal 1° agosto arriva il nuovo amministratore delegato che sostituirà l'ing.Di Piazza.

A settembre incontri col nuovo amministratore ing. Salina sui premi. A ottobre la proposta dell'azienda, di fronte alla richiesta di 1.500.000 annue di aumento, arriva, dopo una giornata e varie ore di sciopero, a una nuova base per il premio annuo(1.200.000), alla modifica dell'incentivo di produzione, all'aumento della indennità notturna al 50%, e infine un premio-infortuni ( monte di 300.000 lire annue riducibili secondo gli infortuni, ma che confluisce se non pagato in una cassa di mutuo soccorso gestita dai lavoratori). Le assemblee giudicano buono il risultato ( in miniera il sì ha una strettissima maggioranza) e si sospende la lotta. Intanto la direzione chiede un ponte di fine anno di quattro-cinque giorni per lavori alla mensa in miniera. Non se ne farà niente.

Si è svolta la seconda udienza in Pretura del processo per la morte di Marco Brugiafreddo. Sono stati sentiti vari testimoni. Rinvio al 13 dicembre ( in tale data vengono sentiti dei testi e poi nuovo rinvio al 21 gennaio).

Continuano gli infortuni, ormai sopra la media di uno al mese. Eletto il rappresentante della sicurezza fra le RSU.

Avvicendamento nel ruolo di capo servizio : il geom. Trogolo va a Malanaggio e Gianni Long assume il suo ruolo in miniera.

Terminata la galleria principale della nuova miniera di Rodoretto. Iniziano le sonde interne, date in appalto alla ditta francese che aveva già fatto le sonde esterne.

Si dà per imminente l'inizio dei lavori alla Paola per il museo della miniera.

Assunti due giovani operai all'officina meccanica. Il 3 dicembre sciopero al primo turno dalle 11 perché la direzione non concede l'accesso a RAI3 per riprese in miniera. Si parla della pensione che il governo ha confermato non sarà più con l'abbuono di cinque anni per chi ha quindici anni di sottosuolo. Gli altri turni fanno anche sciopero 3 ore. Sabato 7 incontro tra sindacati, operai e il deputato Giorgio Gardiol su questo tema, organizzato da ALP ( insieme alla Cascami Seta in crisi occupazionale) . Ci sono a Roma varie interpellanze di RC. Pds ecc sulle pensioni.

Il 13 dicembre sciopero generale dell'industria e i minatori aderiscono portando le proprie rivendicazioni sulla pensione e scendono a Torino in quaranta col casco e striscione. Alla sera nuova assemblea con ALP a Pomaretto.

Esce in bacheca un comunicato dell'Unione Industriale che parla di sacrifici ancora da fare e della nuova manovra finanziaria in arrivo.

La direzione a fine anno distribuisce vari passaggi di categoria, superminimi e premi unatantum.

1997

E' dimissionario il magazziniere della miniera, vicino alla pensione, e anche la moglie che faceva le pulizie. La direzione ne approfitta per proporre alla seconda donna delle pulizie di passare ad una ditta esterna con orario di lavoro raddoppiato e modesto aumento salariale. La direzione tenta anche di far lavorare alla ripiena del Crosetto operai della ditta bergamasca che sta scavando a Pomeifrè. Entrambe le iniziative vengono fermate ma poi si deve scioperare contro lo spostamento della donna delle pulizie a Pinerolo e l'appalto delle pulizie.

Il 21 gennaio si conclude la causa per la morte di Marco Brugiafreddo. La parte civile, la famiglia, ha concordato con la direzione un risarcimento, che unito a quello dell'assicurazione verrà impiegato per un fondo ancora da definire per una specie di Mutuo soccorso nel Pinerolese sui diritti e la sicurezza sul lavoro.Il pretore da parte sua riconosce il concorso di colpa e condanna a quattro mesi con la non menzione l'ing. Cian a quei tempi direttore della miniera.

Per una decina di giorni si è continuato a scioperare un'ora contro il trasferimento dell' operaia delle pulizie. Ma la questione era più grave, da tempo l'azienda si muove in modo unilaterale e tenta di forzare l'uso degli appalti.

Infine il 5 febbraio in sede viene comunicato che si vuole raggiungere una forte riduzione di costi, visto che i sondaggi della nuova miniera di Rodoretto non sono incoraggianti e il '96, dice l’azienda, si è chiuso in perdita per 3 miliardi. I costi di produzione della Luzenac Val Chisone sarebbero più alti di altre miniere europee del gruppo ( ma sono tutte uguali come geologia?)Viene anche denunciato un alto assenteismo. Si dice che dal ‘90 la Luzenac ha fatto investimenti per 30 miliardi e altri 16 sono previsti per completare il progetto 'Rodoretto'. Si intende cambiare l'orario di lavoro, (su quattro turni che si accavallano in modo da garantire il cambio sul posto e sei ore per turno di piena produzione nei cantieri), regolamentare le Ferie, espellere con incentivi ecc una decina di malati, ridurre il personale dei servizi in modo da avere in futuro in miniera solo più manodopera efficiente e in produzione. Si incomincerà dando in appalto da marzo il trasporto del talco dalla miniera alla cernita, e il trasporto del legname.

Dalle assemblee le richieste dell'azienda sono viste come un tentativo di portare allo scontro frontale e si dà mandato alle RSU e al sindacato di aprire una trattativa limitata. Il 19 l'azienda ha ribadito le sue posizioni e precisato che se si rifiuta la riorganizzazione proposta procederà unilateralmente a licenziare. Altrimenti si limita ad alcuni trasferimenti( in parte già avvenuti) assumerà due operai per l'interno miniera e "incoraggerà" altri a uscire (mobilità, invalidità, nuovi posti di lavoro del museo della miniera ecc.) E 'previsto un nuovo incontro il 10/3/97 , le assemblee il 25/2 e il 6/3.

L'assemblea del 25/2 a turni unificati in miniera dura tre ore e si discute animatamente. Il sindacato è possibilista ma gli operai no: la votazione vede 35 voti contro l'ipotesi aziendale di ristrutturazione, anche per la mancanza di garanzie sull'apertura di Rodoretto (i cantieri attuali hanno una vita di due anni) e 21 favorevoli a trattare. Si decide di scendere in sciopero appena la direzione prova a prendere iniziative unilaterali. Infatti il 3 marzo comincia lo sciopero, con l'avvio dell'appalto del trasporto del talco.

Intanto in valle si è concluso la lotta alla Cascami Seta contro 18 licenziamenti, settantacinque giorni di sciopero che non hanno smosso il padrone. L'accordo prevede 14 in mobilità incentivata -volontari- e 8 in contratto di solidarietà per un anno. Si fa comunque una bella festa con trecento persone il 1 marzo per raccogliere soldi in solidarietà.

Sul fronte delle pensioni dei minatori, la CGIL dice che è fissato a Torino un incontro per il 14 marzo col Sottosegretario al Lavoro Pizzinato. Ci andrà una delegazione.

Nelle ultime settimane si sono licenziati due minatori dell'interno e uno della cernita.

A metà febbraio la direzione propone ai dipendenti un questionario sull''immagine' che essi hanno della ditta e del gruppo. Pochissimi minatori lo compilano.

Lo sciopero totale in miniera iniziato il 3 marzo nelle intenzioni deve durare almeno fino al 10, giorno della trattativa prevista. C'è una certa difficoltà sul turno di notte per cui per due sere c'è stato presidio con una trentina di minatori. La direzione anticipa a giovedì 6 l'incontro con Rsu, sindacato e una delegazione e minaccia di andare sì a Rodoretto ( la nuova miniera si dovrebbe aprire -ammette), ma con una nuova ragione sociale e nuovi minatori ! Se lo sciopero continua - dice inoltre - Malanaggio va in cassa integrazione. E' presente anche un funzionario della Regione. Nel verbale vengono riportate le richieste delle parti e si rinvia al 14 aprile. L'assemblea dei minatori di giovedì decide di non fermare lo sciopero e a questo punto la direzione venerdì chiede nuove trattative per lunedì 10 offrendo la disponibilità a trattare su tutto - compreso l'appalto del trasporto talco su cui aveva fatto blocco all'inizio - e che adesso revoca. A Malanaggio intanto l'assemblea del mattino aveva appena dichiararato lo sciopero fino a fine turno, in attesa del comunicato di cassa integrazione, quando arriva il fax della direzione : si decide così la soppressione dello sciopero. Anche le miniere attendono i risultati della trattativa riprendendo il lavoro. Il 10 marzo la direzione cambia faccia e si riprende la trattativa sull'orario in modo più pacato. I minatori hanno una loro proposta di passare a turni di 8 ore. La direzione fa capire che la mensa costa molto e vorrebbe monetizzarla. Il cambio di atteggiamento della Luzenac può darsi sia dovuto, oltre alla lotta compatta, alla vicinanza dell'imbarco di 1500 ton di talco per gli Stati Uniti. Giovedì 13 nuova assemblea in miniera.

Venerdì 14 un pulman di minatori si è recato a Torino (si è concordato con la direzione che ricupereranno il lavoro un sabato) dove si è svolto un incontro di 45 minuti con Pizzinato, sottosegretario al Lavoro. Argomento era la pensione dei minatori bloccata da una legge del '95. Ha risposto ai sindacati che si deve presentare una legge che ripristini i diritti acquisiti, in attesa che le norme sui lavori usuranti riordinino tutto il problema. Chi fa la legge?

Passano alcuni giorni e poi arriva in miniera il 19 un fax della direzione che rimangiandosi le aperture ripropone passo passo le richieste iniziali.

I minatori sono pronti a riprendere lo sciopero ma prima si fa una trattativa il 20 in miniera.

Nella trattativa la direzione spiega che ha messo per iscritto le sue posizioni e chiede di fare altrettanto al sindacato. Si riparla dell'orario e del calendario Ferie annuo. L'impressione è che si stia cercando di prendere tempo... ma poi si giunge a un accordo con la direzione che prevede la sperimentazione dell'orario proposto dai minatori di 8 ore per turno a partire da maggio, fino a settembre. Le giornate di Ferie risultanti saranno utilizzate per ponti. Viene confermato che entro metà giugno si avrà la decisione della Rio Tinto circa l'apertura della miniera di Rodoretto. L’accordo prevede anche il mantenimento del trasporto talco.

Il primo maggio si svolgono due feste sindacali nel Pinerolese: quella confederale a S.Pietro Val Lemina, quella di ALP a Villar Perosa. Alcuni minatori partecipano a quella confederale e uno di essi parla fra gli oratori. In quest'ultimo anno fra TV e manifestazioni varie i minatori si sono fatti vedere sovente in giro. Lunedì 24 aprile incontro di sindaci della valle in Comunità Montana sul problema delle miniere. Un operaio della cernita dà le dimissioni perché riconosciuto invalido per la vista. Si fanno intanto in cernita prove di macinazione con il mulino OMT per eliminare la cernita sotto gli 80 mm.(Risultato viene eliminata la cernita, resta solo la precernita( totale sui due turni 7 addetti). Nel riordino degli orari la direzione cerca di uniformare gli orari del turno centrale in tutta l'azienda. Alla fine sarà concessa qualche deroga...

Il ministro Treu invia una circolare all'INPS e ai funzionari della Gestione Speciale Minatori scrivendo che deve essere ripristinato il diritto allo sconto di 5 anni per la pensione a chi ha 15 anni di sottosuolo. I minatori accolgono con riserve la notizia e aspettano di vederla confermata da notizie di pensionamenti di minatori realmente avvenuti.

Dopo cinque mesi di pausa un nuovo infortunio in miniera: un minatore viene ferito dalla caduta di rocce.

E' stata costituita la commissione per la gestione del fondo infortuni, ricavato dalle quote non pagate individualmente del premio sugli infortuni. Entro luglio sarà comunicato il regolamento del fondo stesso.

La direzione non ha fatto sapere le sue intenzioni per Rodoretto, invece sono iniziati lavori che continueranno per un mese, di sondaggi ulteriori sul nuovo giacimento. Due posti di lavoro in meno , sono donne delle pulizie che da fine giugno lasceranno l'azienda, entrambe per dimissioni incentivate.

Si infortuna un operaio francese che lavora alle sonde. In seguito un minatore è colpito da una lastra di ferro a una gamba e un altro da un pezzo di roccia.

Alla ripresa dei lavori dopo le Ferie c'è una assemblea in miniera perché la direzione vuole sospendere il trasporto talco col camion della ditta per non affrontare le spese di riparazione per il collaudo. segue incontro con la direzione senza risultato : il trasporto è in appalto.

A metà settembre si svolge in Regione un incontro con la direzione, i sindacati e il cdf allargato. La Luzenac dà informazioni sulla situazione degli stabilimenti del gruppo in Europa ( fra l'altro risulta che abbia acquisito impianti di ditte concorrenti).

La direzione comunica le sue condizioni, oltre il parere favorevole della RTZ, per aprire Rodoretto. Sono lo spostamento della cernita a Malanaggio, una nuova organizzazione del lavoro, l'appalto dello scavo di tutto il primo livello di Rodoretto a una ditta esterna, la riduzione ( in gran parte con pensionamento) da 130 a 100 del personale Luzenac. In sostanza chiede per proseguire le attività in valle una disponibilità sindacale ai cambiamenti - e fa notare che gli scioperi in miniera sono troppo frequenti.

Si rinvia al 3 ottobre in sede a Pinerolo.

La vigilia si svolgono delle assemblee nei reparti, precedute da un direttivo sindacale.

A fine settembre salta una riunione convocata dalla direzione sul problema della sicurezza per assenza del rappresentante dei lavoratori; la direzione segnala il fatto con due comunicati riconvocando la riunione per l'8 ottobre.

La trattativa del 3 ottobre in sede segue il copione delle precedenti, è presente Campanella, dell'Unione Industriale. Per tutta la mattina si discute della violazione dell'accordo di aprile sull'orario e sul mantenimento del trasporto interno talco ( che ora è passato alla ditta Paschetto). Dopo una sospensiva la direzione dichiara che per motivi economici e di ragionevolezza proprio non si poteva continuare come prima e mantiene la sua posizione. Il sindacato propone di accantonare questo problema su cui resta in contrasto e parlare del resto. Viene spiegata la proposta organizzativa aziendale con l'intenzione di arrivare a un accordo, altrimenti si minaccia di ricorrere al famoso art.19 del progetto di Rodoretto - cioè alla chiusura !

In sostanza è intenzione della Luzenac decentrare i lavori del primo livello di Rodoretto , li svolgerebbero i bergamaschi - magari assumendo nella loro ditta lavoratori locali. Ci vuole un anno per questa fase.

Nel frattempo va a esaurimento Crosetto 1 e in seguito toccherà a Crosetto 2. Man mano i minatori della Luzenac si sposteranno alla galleria di Rodoretto. Gli uffici restano alla Gianna. La cernita ad agosto '98 va a Malanaggio, restando sotto la direzione della miniera.

Entro il 2001 resteranno in ditta 105 dipendenti così suddivisi (dati incompleti) :

Miniera: 1 responsabile, 6 tecnici, 8 in manutenzione, 36 operai in sottosuolo con tre capiturno. Tot. 54.

Stabilimento: 1 responsabile, 1 segretario, 6 in manutenzione con 2 capi, 10 operai, 2 capiturno. Tot.23.

Sede: 1 direzione, 7 al commerciale, 4 amministrativi, 3 ufficio acquisti, 1 responsabile personale, 2 centro di calcolo, 2 reception, 2 laboratorio . tot 23.

La sede sarà trasferita a Malanaggio nel '98.

Il personale dello stabilimento perderà 5 operai, forse verso la miniera, che andrà in deficit di personale per i pensionamenti previsti.

La direzione propone poi di allungare l'orario settimanale in miniera, col sabato a scorrimento. Se questo viene accettato prevede di assumere alcuni minatori per coprire i vuoti.

L'ing. Salina ha poi detto che i politici locali hanno chiesto un incontro. E' risultato che era stato richiesto invece dalla direzione Luzenac.

La proposta pesante di ristrutturazione che pare non lasciare spazio di contrattazione al sindacato è stata spiegata lunedì 6 a Malanaggio e mercoledì 8 in miniera. Nel frattempo è stata convocata d'urgenza dall'ing. Salina una assemblea di tutti gli impiegati - una cinquantina- in sede. E’ stato fatto l'appello e la direzione ha spiegato le sue posizioni chiedendo collaborazione in questo momento.

Sulle bacheche si ripetono le precisazioni aziendali ai comunicati di ALP, che non viene mai citata, anche se è oggetto di battute della direzione nelle trattative.

Comunicati in bacheca della Luzenac Europa che segnalano l’acquisto dalla Hoechst del 70% della Talco Sardegna, ad Orani ,(il resto è della Regione) che sarà diretta da un francese sotto l’ing.Salina, e di una miniera tedesca (con stabilimento) in Bavaria.

L'assemblea di Malanaggio non ha dato indicazioni al sindacato, toccherà alla miniera, come al solito, guidare la risposta dei lavoratori a questo nuovo capitolo della storia aziendale. Per venerdì10 è previsto un altro incontro che sarà solo interlocutorio perché l'assemblea dei minatori decide di sentire cosa emerge dall'incontro di sabato 11 coi parlamentari e i sindaci in Comunità Montana.

Intanto il governo va in crisi per il voto contrario il 9 ottobre di Rifondazione Comunista sulla finanziaria dopo che Prodi non concede miglioramenti richiesti. Il tutto si ricuce con qualche concessione - vedi impegni per la riduzione a 35 ore entro il 2001.

L’incontro di venerdì 11 invece di rinviare entra nel vivo e l’azienda comunica che intende arrivare a un impegno sindacale per una pace sociale in miniera.

E’ presente il dott. Richter Presidente della Luzenac Val Chisone che dice che i minatori si stanno comportando come colui che ha la casa che brucia e si preoccupa di bagnare i fiori...

L’indomani all’incontro coi parlamentari Fassone e Merlo e con alcuni rappresentanti delle amministrazioni, i sindacati e i minatori spiegano la propria posizione. Viene richiesto che si indaghi a Roma per verificare l’entità dei contributi statali per Rodoretto. Si dice che la partecipazione dei fondi pubblici permette di porre alcune condizioni alle scelte aziendali.

Il 18 ottobre ALP va a Roma alla manifestazione nazionale dei sindacati di base, contro la finanziaria e in difesa dello stato sociale (20.000 manifestanti).

Il 21 incontro tecnico in sede con le RSU, senza i sindacati. L’azienda farà avere un promemoria attraverso l’Unione Industriale, intanto consegna il programma di lavori in miniera dal 98 al 2001. Nel ‘99 è prevista la fine di Crosetto 1, 24 minatori vanno a Rodoretto, nel 2000 la fine di Crosetto 2, 14 minatori si trasferiscono. L’appalto dovrebbe coltivare il primo livello per un anno, dopo aver fatto lavori preparatori. Prevista l’assunzione di sei minatori con contratto a termine di due anni.

Quando arriva il promemoria, riguarda solo alcuni aspetti della ristrutturazione della miniera, la parte dello stabilimento e della sede non è descritta. Come mai? L’azienda ripete le sue richieste precisando che l’orario nuovo prevederà la bollatura a bocca miniera. Si impegna a trasferire sul posto tutti i servizi.

Aggiunge che la ditta appaltatrice potrà assumere operai locali e coltiverà solo il primo livello Sud. Aggiunge, che il sindacato richiederà verifiche semestrali.

Negli incontri ristretti i rappresentanti sindacali decidono di allargare a problemi ambientali - le discariche - gli argomenti da trattare anche perché sono andati a un incontro col Corpo delle miniere di Torino. Si intende chiedere garanzie che la ditta in appalto rispetti le legge 626 e le norme minerarie.

Intanto il 4 novembre si sono svolte nella SKF le elezioni delle RSU, escludendo la lista di ALP con pretesti. ALP invita all’astensione. Allo Stabilimento di Villar Perosa vota solo il 50% più pochi voti, ma sotto pressioni fortissime fatte sui lavoratori dall’apparato aziendale. ALP ricorre ai garanti.

Il 5 assemblee per valutare il promemoria aziendale. Viene richiesto a Malanaggio di presentare il piano per stabilimento e sede.

. L’assemblea a turni unificati in miniera vota solo su un punto: l’appalto per la coltivazione del talco al primo livello Sud di Rodoretto. Il fronte operaio si spacca in due parti uguali, altri si astengono, altri non sono nemmeno presenti. La compattezza della primavera si è ridotta e non è facile sapere come comportarsi con la direzione.

Ma i tempi si sono fatti stretti, il 2000 è alle porte e Rodoretto è lavoro per una decina di anni. Fino a quando si può tirare la corda con la lotta quando il padrone è una multinazionale? L’azienda vuole un accordo di ‘programma’ in tempi brevi ma non ha fornito al sindacato e alle RSU altro che dati parziali e quindi al nuovo incontro richiesto da parte dei rappresentanti dei lavoratori ci saranno un discreto numero di richieste di chiarimento. Fra queste le garanzie sul rispetto della sicurezza nella eventuale ditta in appalto. Se non ci saranno risposte esaurienti l’accordo non si fa, dice la CGIL. Il sindacato intende coinvolgere varie istituzioni e Il Corpo delle miniere nell’accordo.

All’incontro a Torino presso l’Unione Industriale, presente la Regione, il sindacato riceve solo parziali risposte alle sue domande. L’azienda rifiuta di discutere un compromesso su lavoro al sabato e mantenimento della cernita in miniera. Dopo l’osservazione sindacale che la produzione richiesta si può ottenere anche senza sabato inserendo i 6 che si vuole assumere nei turni attuali, l’azienda propone di assumere 3 a termine -per quattro mesi - per verificare se si ottiene un aumento di 1100 ton di talco anche senza il sabato. (se però non funziona, l’introduzione del sabato lavorativo sarebbe automatica). Sull’appalto non apre spazi e ripete che la Luzenac è garante ma chi appalta gestisce il lavoro come gli pare. Su Malanaggio l’azienda dice che si macinerà sempre meno talco - che invece sarà venduto grezzo. Dopo una sospensiva il sindacato valuta che non ci sono spazi di trattativa e abbandona l’incontro.

Seguono vari comunicati interni dell’azienda in cui sostiene che il sindacato è ‘arcaico’ e che l’opposizione dimostrata è ‘scellerata’. Escono vari articoli sull’Eco del Chisone in cui l’azienda e il sindacato dichiarano entrambi che non si sono trovati spazi di trattativa.

Nella prima quindicina di novembre ci sono due infortuni in miniera.

Dai lavoratori viene preparata una lettera aperta con 38 firme in cui si cerca di chiarire i termini del dissidio e si fa notare quali sono le proposte costruttive del sindacato, ma prima che esca sull’Eco del Chisone la situazione precipita.

L’azienda, già sotto tiro per una denuncia in corso da parte di CGIL e CISL per violazione dell’accordo sul trasporto del talco in miniera si è irritata quando il sindacato in trattativa ha accennato ad una possibile richiesta alla magistratura di intervenire in caso di appalto per Rodoretto.

La direzione prende l’iniziativa. Nella penultima settimana di novembre vengono convocati in sede vari impiegati e responsabili della miniera e di Malanaggio per spiegare variazioni nell’organigramma aziendale, alla presenza del nuovo responsabile del personale Massimo Porta. Ad alcuni vengono offerti incentivi per dare le dimissioni. Particolarmente grave e segnale della svolta in corso il caso del responsabile del progetto Rodoretto ing.Degasperis e del geologo-topografo Bertea che vengono avvisati di non essere più necessari.

Il 21 un comunicato della direzione presenta la nuova distribuzione di ruoli e responsabilità a partire dal 1 dicembre. L’ing.Trogolo dirigerà la miniera e lo stabilimento, G.Long torna dalla miniera a coordinare la produzione a Malanaggio, in miniera responsabile della produzione è l’ing.Salvaia.

Intanto la ditta Negroni viene invitata a portare via i macchinari da Rodoretto, a conferma che per il momento o in via definitiva l’azienda sospende la continuazione del progetto. Negroni da giugno attendeva l’inizio lavori pagando l’affitto del macchinario.

Ultima conferma il fax inviato a CISL e parlamentari in cui l’azienda esprime le sue preoccupazioniMori della CISL, senzafar vedere il testo, dice che l’azienda ha rinunciato a Rodoretto.. I parlamentari allora organizzano un incontro con le parti per il 28 in Comune a Pinerolo, chiedendo l’adesione dei sindaci.

La grave decisione aziendale, autonoma o suggerita dalla casa madre francese non è giustificata dall’andamento delle trattative e dalla loro rottura. Anche se ci sono tempi stretti era necessario rimettere in piedi la trattativa, tanto più che la produzione per tutto il periodo è continuata regolarmente, non avendo i lavoratori cercato di forzare le decisioni della direzione con lo sciopero. A questo punto il futuro della Luzenac Val Chisone è più che mai incerto, i cantieri attuali hanno due anni di vita. La multinazionale può proseguire sulla strada delle contromisure più o meno drastiche di questi giorni, già annunciate nei mesi scorsi in caso di non collaborazione sindacale. Oppure è ancora possibile riaprire il dialogo in vista di un compromesso?

Il 28 in Comune a Pinerolo il senatore Fassone svolge un ruolo imparziale di mediatore e il sindacato e l’azienda accettano di riaprire la trattativa. ALP distribuisce un comunicato in cui auspica un compromesso che rispetti le osservazioni dei lavoratori più coinvolti nella ristrutturazione. Si giunge ad alcune mediazioni, che vengono poi discusse dalle RSU e dalla delegazione che non sono state presenti all’incontro in Comune. Stranamente il sindacato decide di non fare assemblee ed andare il 12 dicembre in Regione a proseguire la trattativa che dovrà riguardare anche la sede e Malanaggio.

Breve scheda sui mulini di Malanaggio.

Gli addetti erano 78 nel '90, ora sono la metà. Con la ristrutturazione era stato chiuso il mulino di S.Sebastiano, il personale è stato poi ridotto con vari pensionamenti e trasferimenti. Ci sono stati vari periodi di CIG. Gli investimenti in nuovi impianti e in molte modifiche sono stati ingenti. Ne ricordiamo alcuni. Nel 1991, a novembre è entrato in funzione il nuovo impianto di frantumazione (max- 50 cm. di diametro) con una portata di 60 Ton./ora. Nel 1992 si realizza l'impianto per il trasporto, insilaggio e caricamento del talco essiccato dai forni ai mulini; si ottiene la certficazione ISO 9003; viene installato il nuovo impianto di insaccamento in big-bags da 0,5 - 1 tonnellata. Nel 1993 avviene la trasformazione del mulino COGEIM in modo da produrre fini esenti da particelle granulari (per la plastica e le vernici). Viene ottenuta la certificazione ISO 9002 ( e la direzione paga una una-tantum di 50.000 lire a tutti i dipendenti). Vengono installati i silos esterni per il caricamento del talco sfuso su cisterna.

A varie riprese sono arrivati impiegati dalla sede: l'ufficio tecnico, l'ufficio acquisti, la logistica per ultima nel '97. Si prevede che il resto della sede sarà spostato a Malanaggio, ma a fine novembre ‘97 la direzione pare abbia cambiato idea.

I volumi di talco trattato sono in genere superiori a quelli prodotti dalla miniera , infatti, se una parte del prodotto grezzo della miniera viene venduto alla Luzenac austriaca, viene però macinato da alcuni anni un certo quantitativo di talco cinese per miscele col talco interno e, per prodotti di bassa qualità, è usato il talco sardo.

I mulini per vari anni sono stati additati come esempio per l'assenza di infortuni. Molti lavoratori hanno alte qualifiche e lavorano sui turni, il personale è ridotto all'osso e vengono dati in appalto lavori di manutenzione. E' stato in primavera ‘97 annunciato che verrà ridotto a due turni l'insaccamento con spostamento di due addetti alla miniera. Si profila per il ‘98 lo spostamento della cernita dalla miniera.

A fine ‘97 la direzione nel quadro della ristrutturazione fa nuove cifre dell’organico futuro: una parte consistente degli operai di produzione è eccedente, verra’ forse spostati in miniera per riduzione delle attività di macinazione. E’ infatti intenzione della direzione macinare sempre meno talco ( il talco sardo dovrebbe essere lavorato nell’isola, non verrà in futuro più usato il talco cinese) altro talco potrebbe portato a macinare in Belgio dove è stato realizzato un impianto di micronizzazione più potente dei nostri. Infine altro talco continuerà a essere spedito grezzo in Austria. Lo stabilimento rischia di diventare marginale a vantaggio di stabilimenti esteri del gruppo , anche se si risolve la vertenza per Rodoretto.

ALPminiere.26-11/ 1997CICL.via Bignone 89 Pinerolo

-un comunicato di Alp- del 9/4/1997

Luzenac Val Chisone: cosa dice ALP

ALP non ha delle RSU in miniera, non avendo finora chiesto la rielezione dei delegati (che del resto in altre fabbriche della zona non è andata a buon fine per l'opposizione di parte del sindacato confederale e del padronato.Questo non impedisce agli iscritti di ALP di aderire alla lotta in corso sulla ristrutturazione e di seguire le trattative attraverso la delegazione.

ALP ritiene che la multinazionale RTZ e la sua aderente Talc du Luzenac attuale concessionaria delle miniere di talco, attraverso la nostra Luzenac Val Chisone, si muovano con rigidi criteri economici e senza tener conto dei problemi della occupazione locale. Del resto la riduzione di personale, che ha accompagnato la ristrutturazione dopo il '90, ha solo accelerato il processo già in corso con la precedente gestione della famiglia Villa, Pinerolese, segno che stanno riducendosi i margini di manovra e le aziende sempre meno si sentono collegate ai problemi nazionali. La lotta dei minatori della Ruhr in Germania, contro la riduzione delle sovvenzioni statali alle miniere di carbone, ha posto il problema in modo drammatico. Si è conclusa con un compromesso e il mantenimento dell'occupazione fino al 2005.

I governi e le imprese minerarie hanno sempre meno interessi nazionali o locali - molte settori minerari da tempo in Europa sono in declino- a favore di investimenti minerari, finanziati dagli stati, altrove nel mondo, fuori dai controlli ambientali e alla ricerca di bassi salari. Non solo, rispondono a due fattori: essere vicini con l'estrazione e la lavorazione delle materie prime ai nuovi insediamenti industriali dei paesi in via di sviluppo ( dove è cresciuto un mercato interno e una forte occupazione industriale) e abbassare i costi di produzione delle materie prime - per i bassi salari locali - e quindi avere di ritorno una riduzione del valore della forza lavoro dei paesi industrializzati che importano materie prime e manufatti dai paesi in via di sviluppo ed essere più concorrenziali.

La RTZ, maggiore produttore minerario mondiale non ha certo vincoli sentimentali e si muove in mezzo a problemi continui per l'apertura delle proprie miniere ( vedi Papua-Nuova Guinea e Australia -. Il sole 24 ore 28 marzo 1997 pg.36). La Talc du Luzenac, che fa parte dell'RTZ, ha già detto per bocca dell'ing.Salina che può anche chiudere e cambiando ragione sociale riaprire a Rodoretto quando lo ritiene opportuno con diversa manodopera. Ha anche fatto capire che una diversa dislocazione dei mulini, più vicino ai porti e ai propri mercati è anche possibile.

Quindi non dobbiamo illuderci come in passato che si possa ragionare molto di fronte ai conti economici che ci presenta a nome dei propri banchieri azionisti. La direzione locale dopo la lotta ha mutato atteggiamento ma poi ha riproposto le sue richieste iniziali.

ALP ritiene che nella trattativa in corso vadano sostenute le richieste dei minatori, le principali sono:

- assicurazione sull'avvio di Rodoretto con personale attuale

-modifiche dell'orario di lavoro concordate e approvate dai minatori

-controlli sull'ambiente di lavoro e nuovo monitoraggio sui diesel e la miniera

-mantenimento della mensa

-no all'espulsione forzata di personale malato ( alcuni intimoriti si sono già licenziati)

-mantenimento dei servizi e della cernita come valvola di sfogo per il personale non più pienamente efficiente.

(Sulla cernita si sta già sperimentando l'eliminazione di una fase della lavorazione.)

- no a scorpori ulteriori di attività produttive a favore di imprese terze.

ALP ricorda che questa lotta sulla ristrutturazione è solo un pezzo di un più ampio movimento di resistenza che ha delle parole d'ordine impegnative come la riduzione d'orario a parità di salario per ridistribuire il lavoro, e la difesa dei lavoratori nelle vecchie e nuove forme di lavoro non più garantite, esperimento in atto verso quella flessibilità totale che i padroni in questi giorni stanno chiedendo.

Nell'incontro proposto dalle amministrazioni locali, che si svolge il 10 aprile in C.Montana, oltre alla richiesta di appoggiare il movimento sindacale in questa vertenza, pensiamo sia opportuno richiedere anche un ordine del giorno sulla questione della pensione di anzianità dei minatori.

(la storia prosegue col file Luzenac 10 anni che ripercorre in breve dal 90 al 2000)