Documento della Direzione - 1998

 

La coltivazione del talco inizia in Val Chisone e Germanasca nel 1883. Le prime produzioni tra il 1890 e 1896 oscillavano tra le 4,500 e le 6.000 tonnellate anno. Nel 1897 si forma la prima società avente per obiettivo l’estrazione e la commercializzazione del talco ‘Anglo Italian Talc and Plumbago Miner Company Limited’. Sempre nel 1897 si registra l’interessamento e successiva presenza della società francese Talc de Luzenac in Valle, più precisamente nei giacimenti denominati Malzas. Quello di oggi è pertanto un ritorno. Nel 1907 nasce la Talco e Grafite Val Chisone con sede in Pinerolo e con capitale Italiano (47%), Inglese (28%) ed Austriaco (25%). Contemporaneamente si segnala la presenza in valle di altre due società concorrenti, a testimoniare che il business del talco era già allora molto interessante. Nel 1940 la proprietà della Talco e Grafite Val Chisone diviene tutta italiana attraverso le famiglie Prever, Tron e Villa. Successivamente, anche attraverso matrimoni tra le famiglie, la Villa prese il controllo totale della Società.Nel 1942 nasce l’interesse per i giacimenti in Sardegna che si concretizza nel 1985 con la costituzione della Talco Sardegna, venduta poi alla Regione Sarda (Salsarda) nel 1989.Tra il 1985 e il 1989 avviene l’acquisizione del pacchetto di maggioranza della SET (Societad Espanola de Talcos) oggi di proprietà del Gruppo Luzenac.

OGGI

Nel 1990 avviene l’acquisizione della Talco e Grafite Val Chisone da parte del Gruppo Luzenac. La Società prende poi la denominazione di Talco Val Chisone e quindi la definitiva di Luzenac Val Chisone. Dal 1990 ad oggi grandi passi sono stati fatti alla ricerca della competitività perduta, questo purtroppo anche a scapito del numero di organici, passato da 270 ai 127 attuali.Nel frattempo, grazie al contributo del Gruppo la Società LVC ha acquisito nel 1992 la Certificazione Qualità ISO 9002 e nel 1995 la Certificazione Ambientale, due tappe che ci pongono all’avanguardia.

L’evoluzione tecnologica è stata altrettanto determinante in questo contesto, consentendo di mantenere o addirittura aumentare le produzioni.

In questo caso va sottolineato il grosso apporto che il gruppo Luzenac ha saputo fornire a testimonianza della sua leadership mondiale così riassumibile:

- 15 miniere (8 in Nord America e 11 in Europa)

- 22 stabilimenti (11 in Nord America e 11 in Europa )

- 1.200.000 t/ anno prodotte (530.000 in Nord America e 670.000 in Europa).

Due strutture tecniche parallele. Europa ed America,con sedi a Tolosa e Denver (Colorado) e la Direzione Mondiale a Parigi (circa 1200 dipendenti in totale).

Una presenza sui mercati mondiali pari al 21%, con il 56% in Europa ed il 60% in Nord America, ma soprattutto con tutte le possibili applicazioni:

carta, vernici e polimeri le principali, cosmesi, ceramica, gomma, alimentazione animale, asfalti e fertilizzanti le secondarie.Tutto ciò significa avere una grossa struttura di staff per la ricerca e lo sviluppo cui viene dedicato il 5% del fatturato, il marketing, i servizi tecnici, i sistemi informativi e le risorse umane.

Queste ultime sono particolarmente curate, essendo il maggior patrimonio di cui dispone il Gruppo che, grazie alla sua continua espansione, è sempre alla ricerca di nuovi investimenti.A questo proposito vengono utilizzate le metodologie più innovative e diffuse presso i grossi gruppi multinazionali, per la definizione delle politiche salariali e soprattutto degli obiettivi dei propri managers.

Attualmente la Società vive una fase di importante trasformazione al fine di permetterle di rimanere competitiva sui mercati internazionali. La sua competitività è stata messa in discussione soprattutto dalla presenza del talco cinese, qualitativamente paragonabile al nostro, se non migliore, e disponibile a prezzi inferiori. Pertanto le carte che noi possiamo giocare nei confronti della concorrenza sono la costanza di qualità, la tecnologia di trasformazione del prodotto (processo), l’assistenza tecnica pre e post vendita e soprattutto la copertura mondiale che il Gruppo può offrire con la sua struttura. In particolare la LVC, per poter continuare la sua attività, si sta rivolgendo a mercati sempre più di nicchia, in grado di pagare i suoi relativamente alti costi di produzione. Questi mercati sono in particolare la Cosmesi e la Farmaceutica, le Materie Plastiche ( polimeri-polipropilene) e in misura minore le Vernici e la Ceramica.Il tutto significa circa 50.000 tonnellate anno vendibili, con un fatturato di 30 miliardi di lire.

Accanto a questa azione esterna si sta concretizzando quella interna per l’apertura del nuovo giacimento di Rodoretto, previsto a regime nel 2001. L’investimento, pari a circa 20 miliardi di lire, è il più importante del Gruppo in Europa e dovrebbe garantire, in termini competitivi, attività per altri dieci-quindici anni. Questa competitività è anche da ricercarsi nell’accordo appena sottoscritto e che dovrebbe vedere Azienda e Maestranze unite in un unico sforzo per la continuità.

Ci auguriamo pertanto che i focolai di avversione al Gruppo, ancora presenti in Azienda, pian piano si spengano e si prenda sempre più coscienza del grosso sforzo che la Luzenac sta facendo per quella che è la sua vocazione primaria: mantenere e se possibile ampliare l’attività industriale senza alcun fine speculativo, ma semplicemente creando profitto per gli azionisti; il tutto nella salvaguardia della salute e della sicurezza dei Lavoratori e nel rispetto dell’ambiente in cui è chiamata ad operare.

per altre notizie:

link http://www.assomineraria.org/aziende/minerario10.htm