QUESTI TESTI SONO CONCESSI PER GENTILE PENSIERO DELL'ASSEMBLEA TEATRO DI TORINO, CHE HA PUBBLICATO UN LIBRO in due parti(al costo totale di 10€- editore Angelo manzoni-Torino)**

Nel grembo del mondo-cinque racconti di miniera

Guida alle miniere della provincia di Torino-

** LI DEDICHIAMO A MARCO BRUGIAFREDDO, COMPAGNO DI LAVORO IN MINIERA,

MORTO SUL LAVORO IL 26 OTTOBRE 1994.

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Quando Marco è arrivato alla miniera, era da poco cominciata la nuova ristrutturazione richiesta dalla proprietà, la Talc de Luzenac, società della Rio Tinto Zinc Corporation. In base al piano di risanamento, necessario per riportare in attivo la gestione della miniera, dovevano essere espulsi con prepensionamenti ed incentivi altri dipendenti ed erano in atto modifiche profonde nell'organizzazione del lavoro in tutti gli impianti. Fu introdotta l'informatica negli uffici e nell'elaborazione dei dati geologici, vennero introdotte le pale diesel, sempre di maggiori dimensioni, si chiusero molti piccoli cantieri concentrando la coltivazione in pochi grandi aree. La produzione rimaneva costante nonostante il calo di personale con un conseguente aumento della produttività; allo sforzo manuale dei vecchi sistemi di coltivazione si sostituì la fatica della guida dei nuovi mezzi e vennero nuovi rischi. Perciò fu attivata una campagna sulla sicurezza in quanto la miniera la Fontane era quella con più infortuni di tutto il gruppo.

Marco nel suo lavoro di topografo doveva visitare la miniera più volte al giorno, spostandosi sovente da solo con tutto il materiale occorrente. Amava fermarsi appena possibile a chiaccherare o a bere un po' con i minatori, soprattutto i più giovani, che poi incontrava la sera nei bar della valle. A differenza del resto del personale tecnico non aveva nessuna voglia di allinearsi allo status di impiegato e ben presto partecipò agli scioperi e alle manifestazioni.

Nei giorni prima della morte era preso dalla tensione per l'attesa della manifestazione di Roma sulle pensioni e infatti la parola d'ordine di chi poi ci andò fu" Marco ci teneva".

La sua morte assurda e terribile ha messo in luce nuovi aspetti della pericolosità del lavoro, i cosiddetti rischi passivi, portando alla rimozione di eventuali ostacoli e norme più rigide. Comunque la sezione Paola è stata poi chiusa per motivi produttivi e dovrà forse far parte di un percorso legato al museo della miniera. All'entrata della galleria invece di inutili depliant celebrativi dell'etica del lavoro dovrebbero mettere la sua foto. Oggi la miniera è in una fase particolare dovuta all'incremento delle vendite che però incontra un momento di calo produttivo e quindi la direzione richiede straordinario al sabato e lavoro durante le ferie, in cambio di più soldi. Ai minatori tutto ciò piace poco ma in parte si adattano. Più in basso, alla nuova galleria che porta a Rodoretto, imbocco di Pomeifrè, sono dati in appalto i lavori di scavo ( come pure altri lavori in roccia al Crosetto.

I minatori bergamaschi lavorano con turni intensivi e con minori precauzioni, ma costano in definitiva di meno e quindi alla Luzenac fanno comodo. Serviranno nel prossimo futuro per ricattare anche noi? Speriamo di non vedere realizzata questa prospettiva che invece per la logica del mercato e della direzione è sempre possibile...

Marco nel breve periodo passato in miniera ha offerto possibilità di contatto con i giovani di Pinerolo ai minatori della sua età e questo spiraglio forse non si è chiuso. Lo ricordiamo con affetto.

Piero

1995 - scritto per la mostra dell'Oratorio s.Domenico-Pinerolo