Tecno-bagattelle per un massacro -il manifesto 14/02/01
Edwin Black: "La Ibm americana gestiva quella tedesca che lavorava per Hitler"

Manager americani di alto livello, e non solo impiegati della Ibm tedesca, sono stati profondamente implicati nelle forniture tecnologiche che Hitler ha usato per gestire la propria macchina della morte. Autore di "La Ibm e l'Olocausto", cinque volte nominato per il Pulitzer, lo scrittore Edwin Black ha dichiarato che il suo lavoro e quello del suo team di ricercatori ha fatto emergere numerose prove di questa complicità dagli archivi del quartier generale della Ibm.
"Con o senza l'Ibm ci sarebbe stato comunque un Olocausto", ha detto Black. "Ma l'Olocausto come lo conosciamo, l'Olocausto dalle proporzioni fantastiche e superveloci, questo è l'Olocausyto della Hollerit, l'Olocausto della tecnologia Ibm". Le macchine Hollerit, il prodotto principale dell'Ibm, erano le macchine a schede perforate che hanno preceduto l'era dei computer.
Ma nelle 500 pagine del libro, in cui interi capitoli elencano i compiti omicidi che i calcolatori Ibm hanno svolto, le prove di ciò che i dirigenti Ibm sapevano sull'uso finale delle loro macchine rimangono solo abbozzate. "Penso sia perfettamente chiaro che l'Ibm ha svolto il monitoraggio e il management spiccolo della sua sussidiaria tedesca, la Dehomag, minuto per minuto - dice Black - ma i documenti non sono ancora completi". Dehomag era il nome della sussidiaria dell'Ibm in Germania.
Figlio di sopravvissuti polacchi dell'Olocausto, Black ha detto che il suo lavoro ha fatto riemergere più di 20.000 documenti seppelliti in archivi di tutto il mondo. "Le prove - ha detto - sono come una miriade di schegge di vetro. La maggior parte dei fatti analizzati sembrerebbero assolutamente innocui, se presi in modo isolato". Il suo libro offre un'elaborata descrizione di come l'Ibm abbia deviato alcuni dei suoi apparecchi più avanzati dalla Polonia occupata alla Romania per identificare gli ebrei durante un censimento, un preludio al loro trasporto nei campi di sterminio.
Black ha individuato scambi di corrispondenza tra vari livelli del management Ibm in Europa e negli Usa, trovando documenti che mostrano come i servizi tedeschi lavorassero con quelli locali e gli uffici statistici per colpire gli ebrei. Il materiale scoperto è in un miscuglio di linguaggi, cosa che ha complicato il lavoro dei ricercatori. Ma anche Black riconosce che non c'è una prova lampante che mostri che i dirigenti della Ibm sapessero dell'esistenza di 24 macchine Hollerit-Ibm a Dachau, o che dimostri che i principali campi di sterminio usassero macchine Hollerit per tenere sotto controllo statistico la crescente quantità di vittime.
Il libro di Black è stato criticato da alcuni studiosi dell'Olocausto, che hanno mosso obiezioni alla segretezza che ha circondato il suo progetto di ricerca, e agli improvvisi titoloni con cui il libro è stato lanciato.
Reuters