PENSIONI RETROFRONT DEL GOVERNO

Blocco del governo sull’opzione in favore del sistema contributivo per il calcolo della pensione. Il ministro del lavoro Cesare Salvi, e il sottosegretario al Tesoro, Piero Giarda, hanno assicurato che sarà rivista la norma inserita all’ultimo momento nella Finanziaria facendola slittare di due anni, dal 1° gennaio 2001 al 1° gennaio 2003.

Vengono così allungati i tempi di adesione di calcolo contributivo al posto del retributivo.

Lo slittamento comporterà comunque il cambiamento delle regole per il calcolo della pensione da retributivo a contributivo.

Il sottosegretario Giarda ha detto che il governo si è impegnato ad individuare il percorso più veloce per sopprimere il comma 6 dell’articolo 69, varato dalla riforma Dini ( legge 335/95) ritardando la possibilità di scegliere tra il sistema contributivo " che calcola i versamenti previdenziali fatti durante tutta la vita lavorativa" e il retributivo " che calcola al contrario solo gli ultimi redditi percepiti alla fine della vita lavorativa".

Questo correttivo si è reso necessario per impedire un effetto collaterale discorsivo della riforma Dini nel 1995; cioè, opporre la possibilità che, optando per il contributivo gli alti funzionari dello stato, o chi percepisce redditi elevati, si assicurino una pensione ben più elevata rispetto a quanto avrebbero ottenuto con il metodo retributivo.

Purtroppo con questo slittamento vengono penalizzati i lavoratori con dei redditi medio bassi che pur di andare in pensione dal 2001 con un anticipo anche di 8 anni " tra le donne" sull’età richiesta dal retributivo, erano disposti ad accettare un assegno più basso di quello che avrebbero avuto aspettando ancora qualche anno.

Il governo per evitare squilibri in favore dei redditi alti annuncia un intervento per modificare i metodi di calcolo della pensione contributiva previsto dal decreto legislativo 180/97. (s.i.)