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1 marzo

  • EMIGRANTE

Conosco storie

e odori di terre diverse;

colline verdi,

ieri

fresca acqua di fonte;

vecchia casa ad angolo sul mondo

da te partono

le mie traiettorie

sempre

il giorno dopo il riposo.

 a mia  madre

Logo Internet di www.emigrati.it - La valigia di cartone - link alla Home Page della Associazione Internet degli Emigrati Italiani emigrati.it

  • La  valigia

La valigia vecchia

     legata con lo spago

     ha preso il treno

     per andare a nord.

 

S’è fermata alla stazione

     grigia oltre frontiera,

 

          è  scesa

              e adesso sta

  in un canto ad aspettare

  di tornare

      verso il sole dei paesi del sud.

  • Pane

Parla tutto straniero

    qui,

le case, le strade,

le insegne dei negozi,

     la gente.

Sto qui ma non capisco

e sorrido quando parlano,

     mimo,

raccontando in italiano

quello che chiedo:

     pane, pane.

http://www.emigrati.it/index.asp

http://www.fieri.it/

 

1marzo

volantino CUB-Piemonte

Rosarno- Dino Erba pdf- l'internazionale

  1 marzo video


2 marzo

la cronaca dalle città

 noi stiamo con i barbari (Torino)

http://www.youtube.com/watch?v=1tzKHJwu0Jw video

http://www.youtube.com/watch?v=tc6ir91XQD4 video arabo

“1 marzo senza di noi”: a Brescia vero sciopero. Bloccate 50 fabbriche

Scuole vuote, negozi chiusi. Coloratissimo corteo nella città con il 20% di migranti

Brescia - nostra inviata
Oltre cinquanta fabbriche chiuse per lo sciopero, il 90% dei negozi stranieri con le serrande abbassate, scuole vuote, diecimila migranti a Piazza della Loggia per protestare, pacificamente, contro il razzismo e le politiche vessatorie del governo.
Brescia non delude. Anzi. E’ l’unica città italiana dove il 1 marzo è stato accompagnato massicciamente dallo sciopero dei lavoratori migranti e italiani, e non solo: gli stranieri hanno promosso l’astensione dagli acquisti e, molti, hanno preferito non mandare a scuola i bambini. Non è un caso: la comunità straniera bresciana è una delle più antiche e organizzate d’Italia. In città gli immigrati sono ormai il 20% della popolazione. I primi sono arrivati venticinque anni fa, ora le scuole sono popolate dai loro figli che parlano in bresciano stretto ma per legge non possono ottenere la cittadinanza italiana prima dei diciotto anni. Peggio: rischiano di perdere, oltre al lavoro, anche il permesso di soggiorno e dunque il diritto di risiedere nell’unico Paese che conoscono, l’Italia.
Mettici poi le decine di ordinanze razziste di Brescia e provincia, l’ultima a Villa Carcina dove il sindaco leghista vorrebbe controllare i documenti ai migranti che tornano in autobus verso la Val Trompia. Così, per beccare il clandestino. Perché non esiste soltanto Coccaglio con l’operazione White Christmas. Nei mesi scorsi Trenzano propose di obbligare gli stranieri a parlare italiano. Anche fra di loro. Tutte ordinanze impugnate dalla Cgil e bocciate dal Tar. Come il bonus bebé ideato dalla giunta di centrodestra, a Brescia, e che escludeva i bambini nati dagli stranieri. Cassato anche quello. Senza contare le lungaggini per il rinnovo dei documenti. «Ho fatto la richiesta nel marzo 2009, non ho ancora ricevuto notizie dalla questura e l’anagrafe mi richiede il permesso in originale per concedermi la residenza», commenta una signora indonesiana con la bimba nel passeggino e un palloncino giallo al polso, simbolo dell’iniziativa.
Ma è il clima che è cambiato. «Stiamo peggio di prima», riassume Iqbal Mazhar, leader della comunità pakistana, la più numerosa nel capoluogo: «Troviamo difficoltà ad ottenere spazi per la preghiera, il Comune mette sempre i bastoni tra le ruote. Per loro l’integrazione significa abbandonare l’Islam». Sul palco allestito a Piazza della Loggia, sotto un sole primaverile, un gruppo di ragazzi pakistani vestiti come tutti gli adolescenti di questo mondo partecipa con urla e applausi. «Siamo la squadra di cricket, il sindaco ci vieta un campo dove allenarci», dicono. Tra loro una giovane promessa, gioca nella nazionale: «Se proviamo a giocare ci fanno una multa da 130 euro». Sono tanti i giovani della seconda generazione che hanno deciso di saltare la scuola, spesso incoraggiati da insegnanti solidali, per partecipare al coloratissimo corteo. Raccontano episodi di razzismo, e sono stanchi. «Perché nelle partite di calcio noi neri dobbiamo sempre rimanere in panchina? E perché quando c’è crisi il padrone lascia sempre a casa mio padre, unico straniero in ditta?», si lamenta Abdul, alunno dell’istituto professionale Moretto, oltre il 50% di studenti stranieri con punte del 90% nelle prime classi. Se l’integrazione comincia sui banchi di scuola, il Moretto fa sicuramente la sua parte organizzando tornei di calcio, cortometraggi multietnici e assaggi di pietanze dei diversi Paesi per facilitare la conoscenza delle diverse culture. Il risultato viene dalle parole di Khalid, diciottenne di origine marocchina, anche lui studente dell’istituto: «Da cinque anni ho un compagno di banco leghista. Andiamo d’accordissimo».
La giunta comunale, dopo aver chiuso lo sportello immigrati alla fine del 2008, prese di mira anche il Moretto facendo saltare il corso di arabo che doveva tenersi nei locali della scuola. E i giovani della Lega Nord vennero un giorno davanti ai cancelli per distribuire volantini contro l’esperienza multietnica colpevole, a loro dire, di uccidere la cultura padana. «Ma noi invitiamo anche poeti dialettali bresciani» precisa Antonio Viceconte, professore di religione e responsabile dell’accoglienza degli studenti stranieri
Tutto è peggiorato con l’arrivo della crisi. Numerose famiglie straniere – ma anche italiane – hanno ricevuto lo sfratto per morosità perché andare in cassintegrazione significa guadagnare 7-800 euro ed è impossibile farcela. Poi l’incubo della clandestinità e dell’espulsione. Dal palco si succedono gli interventi dei delegati Fiom stranieri che hanno voluto fortemente lo sciopero, ottenendo una copertura da parte della Cgil (Cisl e Uil si sono dichiarate contrarie). Lanciano parole forti e disperate all’indirizzo del governo. Un leader della comunità senegalese racconta scandalizzato il caso di una connazionale che, a causa di un aborto spontaneo, ha perduto la possibilità di usufruire del permesso di soggiorno di sei mesi accordato alle donne incinta. «Ha bisogno di cure ma non può andare dal medico» urla al microfono: «Non c’è umanità, di questo passo diventeremo tutti clandestini».
La piazza è gremita, decine e decine di nazionalità diverse, donne velate e ragazze musulmane col rossetto lucido, sikh con il turbante tradizionale e la famiglia al completo, africani con gli occhiali da sole, pakistani con bambini al seguito, vanno tutti in visibilio quando una bambina di origine pakistana, lunga treccia nera e voce angelica, prende la parola per leggere una lettera agli italiani razzisti sotto gli occhi del padre che quasi sviene dall’emozione: «Anche gli italiani erano migranti», dice Sarma. Poi tocca a Ibrahim Njane, sindacalista, ricordare che gli stranieri producono l’11% del Pil italiano. «Se gli stranieri incrociassero davvero le braccia, l’Italia affonderebbe», sono le parole pronunciate con orgoglio. «Se lo sciopero delle aziende ha funzionato dobbiamo ringraziare le rsu straniere», commenta Driss Enniya, responsabile dell’ufficio immigrati della Cgil: «Da anni attendevano una iniziativa di questo tipo». Il 73% delle imprese bresciane impiega lavoratori di origine straniera, ma soltanto quelle a forte componente migrante hanno deciso di scioperare spesso dopo un braccio di ferro col sindacato. L’Iveco e la Beretta, per esempio, sono rimaste fuori dell’iniziativa. E non sono pochi i lavoratori italiani che, per solidarietà, hanno scioperato con gli operai stranieri. Soddisfatto il comitato 1 marzo, composto dalle associazioni migranti e antirazziste di Brescia e provincia: al razzismo «c’è un antidoto: la mobilitazione dei migranti dal basso e in prima persona». Senza delegare. Che la mobilitazione bresciana fosse necessaria lo dimostra il commento del vicesindaco leghista Fabio Rolfi: “sciopero etnico” contro “presunti comportamenti razzisti”, organizzato da migranti che evidentemente «vogliono la cittadinanza dopo pochi mesi per potere comandare a casa nostra».

Laura Eduati

in data:02/03/2010


3 marzo

Cronaca di Torino- la stampa
(Del 3/3/2010 Sezione: Cronaca di Torino Pag. 58)

NEW CO COT
Futuro nero nell’azienda tessile nata a inizio ’800


PEROSA ARGENTINA

Arrivano segnali sempre più preoccupanti sul futuro dei 190 dipendenti della manifattura «New Co Cot» di Perosa Argentina. A giugno, infatti, al termine di un lungo periodo di cassa integrazione, l’azienda potrebbe chiudere definitivamente. Un duro colpo per questa impresa specializzata in filati e nata negli anni della rivoluzione industriale inglese. Ovviamente preoccupati operai, sindacati e amministratori locali. Il sindaco del paese, Renzo Furlan, dice: « I vertici della società avevano chiesto alla Regione di acquistare l’immobile: un bene il cui valore è stato stimato dal perito del tribunale in 7 milioni d’euro. Gli uffici regionali competenti, però, sono stati chiarissimi: non c’è la benché minima intenzione di farsi carico di questo stabilimento». All’ingegnere Leopoldo Varati, che ha affittato il ramo d’azienda, i conti proprio non quadrano. «I 60.000 euro d’affitto richiesti dal liquidatore della manifattura di Legnano incidono pesantemente sul bilancio - spiega Giuseppe Graziano della Uilta - Giovedì 11 avremo un incontro all’Unione industriale, per la presentazione del piano aziendale: lì’ si capirà davvero che cosa sta per accadere in quella fabbrica». E ancora: «Noi non chiediamo alla Regione di diventare un’ impresa immobiliare, ma una mano la potrebbe dare per davvero».
L. GIA.

 

Edizione del 3 marzo 2010- eco del chisone

La Fondazione stanzia 260.000 euro
Crisi in Val Chisone interviene il SanPaolo

Una buona nuova in un mare di brutte notizie per il mondo del lavoro in Val Chisone. Mentre peggiora la già grave situazione dell'ex-Manifattura di Perosa (in questi giorni il sindaco del piccolo Comune ha lanciato l'ennesimo allarme su una possibile chiusura del sito produttivo) e si seguono con apprensione le vicende della Sachs di Villar Perosa, lunedì si è avuta notizia della decisione della Fondazione SanPaolo di destinare 260.000 euro per azioni di ricollocazione di lavoratori in Val Chisone. L'iniziativa presa in accordo con Provincia, Regione, Comunità montana e sindacati Cisl e Cgil prevede un intervento diretto in primo luogo ai lavoratori licenziati dalla ex-Stabilus di Villar Perosa, ma è prevista l'estensione ad altri lavoratori in difficoltà della valle.
Maranetto e Lussana

art.18 kaputt

(AGI) - Bologna, 3 mar. - "Il ddl sull'articolo 18 opera una vera e propria controriforma delle basi del diritto di lavoro italiano": lo ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, a margine del congresso bolognese della Cgil. Per Epifani, il ddl porterebbe sostanzialmente ad una "forma di arbitrato obbligatorio che farebbe saltare le forme tradizionali di tutela contrattuale e della liberta' dei lavoratori di potere adire a queste scelte. In questo modo naturalmente - ha detto ancora Epifani - si rende il lavoratore piu' debole, se lo si fa addirittura al momento del suo ingresso nel lavoro, lo si segna per tutta la vita. Per questo - ha concluso il segretario generale della Cgil - siamo contro questo principio, questo criterio e speriamo che non venga approvato. In ogni caso faremo ricorso se ci sono le condizioni di legittimita' costituzionale". (AGI) .   il testo


4 marzo

631/alp : PRECIPITA LA SITUAZIONE DELLA NEW COCOT:

Dopo il fallimento dell'incontro in Regione per la mancanza degli assessori che ci hanno convocati, slitta ulteriormente l'incontro dal 5 all'11 marzo con l'azienda. Intanto la Regione fa sapere che secondo le sue valutazioni il prezzo dello stabilimento dovrebbe essere intorno ai 5 milioni e quindi non ci sono  le condizioni per un suo intervento.

 

E' giunto il tempo di mobilitarci sia nei confronti della New Cocot perche' non si può pretendere di fare gli imprenditori con i soldi degli altri e nei confronti della Regione che deve mantenere quello che ha ufficialmente detto nella riunione di ottobre 2009, che a fronte di un piano industriale ci sono dei fondi a disposizione.

 

Ora la parola passa alle lavoratrici e ai lavoratori: FACCIAMOCI SENTIRE nei confronti della New Cocot, della Regione, delle istituzioni locali, se vogliamo conservare il lavoro. Come abbiamo detto nell'assemblea di Perosa ognuno deve fare la sua parte ma i lavoratori in prima persona, senza scuse o tentennamenti.

 

Giovedì 11 è la prima occasione per farci sentire a Torino dove ci sarà l'incontro con la New Cocot che presenterà il piano industriale che potrebbe anche essere molto pesante dalle voci che circolano.Per queste ragioni dovremo coinvolgere i Sindaci e la Comunità Montana ad essere presenti a Torino..

Per fare il punto sulla situazione e preparare questa iniziativa ci sarà un incontro in Comunità Montana Martedì 9 marzo ore 14,30 partecipiamo.




5 marzo

 

PENSIERI IN PIAZZA e il CENTRO CULTURALE CANTALUPA

In collaborazione con L’Eco del Chisone e L’Eco Mese

Vi invitano

Venerdì 5 Marzo 2010  alle ore 21

Teatro Silvia Coassolo - Via Roma 18, Cantalupa

Proiezione in anteprima del documentario

LA VITA E’ UN LAVORO di Andrea Fenoglio e Diego Mometti

Testimonianze sul lavoro delle donne nell’agricoltura sostenibile del pinerolese

Sono presenti:

Andrea Fenoglio e Diego Mometti

Sabina Baral - Saggista

Angelo Tartaglia - Assessore Cultura Cantalupa

Valeria Demonte - imprenditrice agricola di Cantalupa

Daniela Bruno - Responsabile Donne Impresa - Coldiretti Torino

Lodovico Actis Perinetto - Presidente Provinciale

Confederazione Italiana Agricoltori

Riccardo Chiabrando – Presidente Provinciale Coldiretti

Paolo Pivaro - Assessore Cultura Pinerolo

Pier Giovanni Trossero - Direttore Eco del Chisone

 Alma Rambaud - UGF Assicurazioni - Divisione Unipol Pinerolo

 

Il video “La vita è un lavoro” fa parte di una più ampia ricerca sull’agricoltura, l’ecologia e le prospettive di futuro ad esse connesse nel territorio del Pinerolese e delle valli circostanti, ed esplora il lavoro agricolo femminile in questi luoghi. Nel film 8  donne, partendo dalle proprie esperienze personali, affrontano con concretezza una riflessione sul ruolo della donna in agricoltura, sulla crescente promiscuità tra città e mondo rurale, su pratiche politiche ed economiche che ridefiniscono il territorio. I momenti riflessivi di queste donne e i loro gesti quotidiani, pensiero pratico e pratica di un pensiero, compongono un'unica esperienza, la vita.

INGRESSO LIBERO - Informazioni Ass. Centro Culturale Cantalupa,

Via Chiesa 73 - 10060 Cantalupa (TO)          Tel. 0121354552 - centroculturale2002@libero.it

5 marzo ore 21- teatro Baretti.torino


6 marzo

G8 Genova, tutti condannati in appello
"A Bolzaneto violenze, soprusi, torture"

Puniti in 44: i reati quasi tutti prescritti, ma gli imputati dovranno risarcire le vittime. Lo Stato dovrà tirar fuori circa dieci milioni di euro. Ribaltata la sentenza di primo grado: allora le condanne furono solo 15 di MASSIMO CALANDRI

Liste, dal Cdm via libera a decreto interpretativo


8 marzo

storia internazionale del sindacato e delle donne

donne al lavoro - pdf

donne nella cgil - pdf

sogni di donne immigrate- mp3

la violenza sulle donne - audio

storie di storia

- archivio donne

nell'attesa

Anni di attesa..
In una bianca stanza..
immobile.

La giostra del mondo stritolava
il mio tempo
in coriandoli di un vecchio
carnevale.

Su una stanca poltrona tra vecchie
mura, prigioniera dei miei pensieri
appiccicati al corpo
aspettavo in travaglio.

Faticosa posizione di assoluta
e totale alienazione
Lo sguardo perso.. stanca di
Cercare di capire.

Inutile tortura.. senza ancoraggi
consumando la bellezza
e frantumando le ossa,
fino a cingere le dita in un
groviglio di radici.

Riuscivo a tracciare il solco nell’anima
per dare spazio e acqua sorgiva
al tempo che rimane

Sesso, potere, denaro. L'intervento di Ida Dominijanni on Vimeo

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Femmes - pps

 

La "nonna" dei movimenti antagonisti degli Usa non si decide a morire del tutto, entra addirittura nell’epica. Buon segno. Significa che persino negli Stati Uniti non tutto è perduto.

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Asinara, "Isola dei cassintegrati"
la protesta-reality in diretta web

Da dieci giorni un gruppo di dipendenti della Vylnis di Porto Torres si è auto-esiliato. Migliaia di contatti per la loro iniziativa su Facebook. La bacheca è diventata una piazza di discussione politica

AUDIO

 

LA RESISTENZA OPERAIA NEGLI STATI UNITI A CAVALLO DELLA GRANDE CRISI DEL ‘29


9 marzo

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Il 5 marzo su RepubblicaTv è andata in onda la presentazione del volume I Classici di Limes "Israele senza Palestina". Ha condotto Laura Pertici. In studio: Lucio Caracciolo (direttore di Limes), Umberto De Giovannangeli (L'Unità), Bijan Zarmandili (Gruppo L'Espresso).

israele senza palestina? video

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Sei mesi in più di cig ordinaria. Accordo bipartisan in Parlamento

Sei mesi in più di cassa integrazione ordinaria: è quanto prevede un emendamento approvato in commissione Lavoro con un sì bipartisan.  La norma è a firma del relatore Giuliano Cazzola e modifica il testo base sugli ammortizzatori sociali, che unifica diverse proposte di legge, ed ha ottenuto il consenso del Pdl, della Lega e del Pd. L'Idv e l'Udc erano assenti. Lo riferisce lo stesso Cazzola.

La misura approvata è in via sperimentale e riguarda il biennio 2010-2011 e fa sì che il trattamento di cassa integrazione guadagni possa essere corrisposto per un periodo massimo complessivo di 78 settimane. Attualmente il tetto è di 52 settimane. In pratica si passa da un anno ad un anno e mezzo di Cig ordinaria.

Noi operai che dovremmo fare? Salti di gioia? E perche' ?

Se borghesi di destra e di sinistra di comune accordo prolungano di 6 mesi la cassa
integrazione ci saranno dei motivi.

- I padroni sanno che i licenziamenti aumenteranno
- Con la cassa integrazione vogliono addormentarci e risparmiare (non sono i padroni
che pagano la cassa)
- Se dopo 18 mesi il capitalismo non si e' ripreso licenziamenti

Noi operai cosa ci guadagnamo?
- Dobbiamo vivere con 700 euro al mese
- in 18 mesi perdiamo circa 8000 euro di salario

Noi operai facciamo una proposta
- La cassa integrazione deve essere per tutti di almeno 1000 euro al mese
- I premi di produzione il padrone deve pagarli

Queste sono le nostre condizioni (oc)

 

LA RESISTENZA OPERAIA NEGLI STATI UNITI A CAVALLO DELLA GRANDE CRISI DEL ‘29  pdf

   

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CALCIO

Lavoratori sfruttati, sospesa
produzione mascotte Mondiali

Tredici ore di turno per una paga di 2 euro al giorno: così erano impiegati gli operai della fabbrica cinese che produce 'Zakumi', il pupazzo simbolo di Sudafrica 2010. Bloccata la creazione di oltre 2 milioni di pezzi. Polemiche e reazioni indignate nel paese africano

JOHANNESBURG - Impiegavano lavoratori con turni di 13 ore, a una paga di 2 euro al giorno: per questo in Cina è stata sospesa la produzione della mascotte dei prossimi Mondiali sudafricani. La 'Shanghai Fashion Plastic Products & Gifts' è la fabbrica cinese incaricata di produrre il pupazzo 'Zakumi', mascotte dei Mondiali di calcio in Sudafrica: a decretare lo stop alla creazione di oltre 2 milioni e 300 mila pupazzi è stata la 'Global Brands Group', compagnia con sede a Singapore e detentrice dei diritti per la produzione del merchandising ufficiale della Coppa del Mondo, la quale aveva subapaltato alla ditta cinese la fabbricazione delle mascotte.

In seguito ad un'ispezione eseguita dalla compagnia di Singapore, è emerso che gli operai cinesi venivano pagati 2 euro al giorno e costretti a sostenere turni di lavoro di oltre 13 ore. L'eco della notizia è subito arrivata in Sudafrica, dove i sindacati hanno chiesto perché la produzione della mascotte non sia stata affidata a una ditta del loro stesso paese.
  ( 09 marzo 2010 )

 


10 marzo

«Il lavoro banco di prova della svolta autoritaria»

di Francesco Piccioni

su il manifesto del 09/03/2010

Intervista a Gianni Rinaldini, segretario della Fiom

Venerdì ci sarà uno sciopero generale indetto dalla Cgil. Il più grande sindacato italiano arriva da solo a questa scadenza, visto che Cisl e Uil (per restare al campo storico confederale) hanno scelto l'invito alla «complicità» nelle relazioni industriali rivolto loro dal governo (e dal ministro Maurizio Sacconi in primis). La piattaforma, decisa alcune settimane fa, parlava di «fisco, lavoro, immigrazione». Sul tema abbiamo intervistato, nei giorni scorsi, la segretaria confederale Susanna Camusso, candidata a succedere a Guglielmo Epifani nel ruolo di segretario generale. Inevitabilmente, però, l'accelerazione di eventi degli ultimi giorni porta al centro di questa iniziativa anche l'attacco all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e la difesa della democrazia. Ne parliamo con Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom Cgil, ed esponente di rilievo della mozione «La Cgil che vogliamo», uscita in minoranza dal voto delle varie assemblee (tra luoghi di lavoro e pensionati).

La piattaforma dello sciopero, visto quello che sta succedendo, va estesa?
La scadenza del 12 non può che mettere al centro la questione del lavoro, intesa da un lato come diritti - come l'articolo 18 - e nello stesso tempo come lotta alla precarietà. Perché il disegno di governo e Confindustria mi sembra del tutto esplicito. L'operazione sull'articolo 18 arriva dopo diversi interventi miranti a smantellare tutte le tutele; e dopo aver introdotto altre due tipologie di lavoro precario (il lavoro a chiamata e quello in affitto). Mettendo tutto insieme, mi pare che il governo stia utilizzando la crisi per ridisegnare l'assetto sociale del paese, prefigurando un precariato di massa e l'assenza di tutele. Sostituite da arbitrato, conciliazione, ecc. Dove il lavoratore è solo e indifeso.

Articolo 18 e arbitrato. Perché non c'è stata nessuna iniziativa visibile, prima?
Ci sono stati evidenti limiti da parte nostra. Anche se il sindacato è stato l'unico soggetto ad avere in qualche modo visto il problema. Ma non c'è dubbio che c'è stata una sottovalutazione e che ora va ripresa l'iniziativa. A partire dallo sciopero del 12 - che non può essere una tantum o di testimonianza - va aperta una vertenza vera con governo e Confindustria. Siamo di fronte a un processo che non si può non vedere. Così come è evidente che con Cisl e Uil siamo di fronte a divergenze strategiche; e che parlare di unità in questa fase non è nell'ordine delle cose. Bisogna prendere atto che c'è un pluralismo sindacale e che vanno definite le regole democratiche che ne tengano conto.

Non basta il ricorso alla Corte costituzionale?
Il ricorso alla Consulta va bene. Ma non può essere l'unica iniziativa, né sul piano legislativo né su quello del rapporto con i lavoratori. Non è pensabile che su percorso conciliativo e arbitrato si faccia la solita storia della «riduzione del danno». Perché la legge che hanno approvato è chiarissima: o fate un accordo tra le parti entro un anno, oppure si applicano quelle regole.

Il congresso della Cgil è già formalmente chiuso, dopo il voto?
La discussione congressuale parte da un voto da cui non si può prescindere. C'è la questione aperta della credibilità del voto in ampie zone del paese. E il congresso non potrà non affrontare le questioni che riguardano la vita interna e la democratizzazione della Cgil. Così come su molte altre questioni. Con quello che sta succedendo in questi giorni, anche quale deve essere la risposta del sindacato non potrà non essere oggetto di discussione. Stanno smantellando tutte le tutele, pezzo per pezzo; un attacco che abbiamo respinto nel 2002, ma che ora sta passando. Questo è il fatto.

I rischi per la democrazia: entrano anch'essi nella giornata del 12?
Penso che sia una questione che ci deve entrare con forza. L'attacco all'articolo 18 resta una delle questioni prioritarie da cui partire. Ma c'è un rapporto assolutamente evidente tra quello che succede a livello sindacale e la torsione autoritaria a livello politico generale. E' in azione un'idea di società assolutamente autoritaria. Ai lavoratori impediscono già ora di votare i propri contratti. Sarebbe bene che le diverse questioni e le diverse sensibilità trovassero la capacità di ascolto reciproco, di tessitura di valori comuni. Non si salva la democrazia sacrificando i lavoratori. Penso che ci sia stata una sottovalutazione, da parte della politica, di quel che sta succedendo nel mondo del lavoro. Articolo 18 e diritto di voto sul contratto sono questioni di democrazia. Non è una questione solo sindacale. Anche questo richiama l'involuzione autoritaria del paese. E in qualche modo l'ha preparata.

INVITO
Mercoledì 10 marzo ore 21
Circo Arci Stranamore - via Bignone 89 Pinerolo
 
Proiezione del film/documentario
Flow. Per amore dell'acqua

Film sull’acqua o meglio: sul nostro pianeta, grande corpo filtrante che da milioni di anni ha preservato, utilizzato, riciclato, purificato acqua. Ma noi negli ultimi cinquant’anni, sporcando e rendendo inutilizzabili ogni giorno miliardi di metri cubi d’acqua, siamo riusciti ad avvelenare le falde, uccidere i fiumi, inaridire il mare.
Manca l’acqua, mancherà sempre di più.
Già oggi sono milioni gli esseri umani che non hanno accesso ad alcuna fonte di acqua potabile e saranno sempre di più e si batteranno e faranno guerre per avere l’acqua.
Flow ha raccolto dati, ascoltato testimonianze, cercato storie per comporre un quadro completo di quello che gli esperti chiamano “21st Century’s global water crisis”.
Ci sono i grandi cartelli mondiali dell’acqua, che mirano a una privatizzazione globale delle risorse idriche, ci sono gli scienziati che spiegano perché stiamo raggiungendo il punto di non ritorno, ci sono gli attivisti che lottano contro le multinazionali, c’è la (nostra) quotidiana stupidità di comprare acqua in bottiglia meno pura e meno sana di quella che esce dai nostri rubinetti. E, come ha calcolato uno studio voluto dalle Nazioni Unite, “meno della metà di quanto il mondo spende per comprare acqua in bottiglia, basterebbe per dare acqua pulita a tutta l’umanità”.
Su tutto questo la poesia limpida e stillante dell’elemento da cui tutto trae vita.

Autore
La regista Irena Salina è nata in Francia e ha cominciato a lavorare come giornalista a quindici anni in una radio privata di Parigi. Emigrata in Usa, ha lavorato alla produzione di numerosi film, prima di passare alla regia. Il suo primo film Ghost Bird: The Life and Art of Judith Deim (2000) racconta la straordinaria vita dell’artista Judith Deim


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Il gruppo 17 luglio si incontra presso l'Arci di Pinerolo. Prende il suo nome della data di costituzione:17 luglio 2007. Si occupa di decrescita, sostenibilità e diritti.

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Domani lo sciopero generale della Cgil
si fermano trasporti, sanità, scuola e uffici

L'iniziativa su lavoro, fisco e immigrazione. Per bus e metro, gli orari della protesta variano da città a città; 4 ore il blocco in porti ed aeroporti. Due i cortei a Roma, uno al ministero dell'Istruzione

 

La pedofilia del clero

di Enzo Mazzi

La pedofilia del clero è un fenomeno antico, come del resto la pedofilia intra-familiare. Se oggi emerge e fa scandalo non è necessariamente perché tale fenomeno si sia aggravato ma perché le vittime e i loro genitori hanno il coraggio di denunciare gli abusi. Si conferma ancora una volta il paradigma storico che da sempre anima i movimenti dal basso, le comunità di base e questo stesso giornale: la salvezza del mondo viene dalla forza delle vittime.

E’ grazie a loro, alle vittime coraggiose, che finalmente si è rivelata la fallibilità, reale umana, dell’ “infallibile” supremo pontefice, il quale ha dovuto scusarsi, in qualche modo e mai abbastanza, firmando una lettera che riconosce la necessità di cambiare strada. E’ grazie a loro che molti vescovi, maestri, padri e dottori, hanno dovuto chinare il capo, perfino dimettersi e imparare a tornare uomini fragili scendendo dal piedistallo della sacralità. E’ grazie a loro che la Chiesa cattolica tutta, la quale si autodefinisce “indefettibile”, ha mostrato il suo volto intimo più vero, di realtà defettibile, precaria, umana, ispirata dal messaggio e dalla testimonianza di un uomo che ha detto “se il seme non muore non porta frutto”.

La pedofilia è un crimine e quella dei preti lo è a un livello di gravità e pericolosità particolarmente pesante. Il “sacro”, cose sacre, persone sacre, luoghi e tempi sacri, proprio in quanto realtà separata tende ad annullare la sacralità dell’esistenza normale, esclude la sacralità del tutto e quindi è implicitamente e intrinsecamente fonte di violenza. Ma se il sacro si rende responsabile di esplicite forme di violenza, come nella pedofilia dei preti, allora la violenza esplicita e quella implicita, strutturale, si potenziano reciprocamente.

Gli episodi di pedofilia che stanno emergendo in tutto il mondo evidenziano contraddizioni e deficienze strutturali dell’istituzione Chiesa. E’ fuorviante scaricare tutto e solo sul colpevole di turno. Ognuno è responsabile delle proprie azioni e ne deve rispondere verso le vittime e verso la giustizia; ma la responsabilità individuale non assolve affatto le responsabilità dell’istituzione.

Vari analisti del fenomeno della pedofilia nella Chiesa e lo stesso Benedetto XVI arrivano a parlare di tolleranza zero, utilizzando acriticamente il linguaggio della destra estrema, ma si guadano bene dal cercarne le radici nella struttura istituzionale ecclesiastica. Sarebbe invece proprio lì, nella struttura del sacro che andrebbe applicata la tolleranza zero.
E’ nota ormai la relazione che c’è fra il sesso e il potere. Già per i Greci ed i Romani il fallo era simbolo di potere. Nell’antica Roma, non di rado le dimensioni e la forma del pene agevolavano la carriera politica e militare. Tutto ciò che si erige sembra essere un riferimento fallico. Gli obelischi, i campanili, le torri, il bastone del comando, lo scettro regale, il pastorale, la stessa mitria vescovile che cosa sono se non simboli fallici? Non a caso nella Chiesa il potere è riservato rigidamente a chi possiede il sesso maschile e negato in assoluto alla donna.

La pedofilia è interna a questo rapporto fra sesso e potere. Chi cerca il bambino o la bambina per soddisfare l’appetito sessuale lo fa per esprimere la propria sete di dominio verso una creatura fragile. E’ la sete di dominio la radice più profonda della pedofilia. Per cui combattere la pedofilia senza porre la scure alla radice non dico che è inutile ma certo è insufficiente. Ed è la sete di dominio che andrebbe sradicata dalla struttura del sacro.

Fa ancora parte di una pastorale “normale”, che avrebbe dovuto essere superata nel dopoconcilio ma non lo è affatto, il condizionamento di coscienze infantili attraverso l’imposizione di sensi di colpa che s’insinuano nel profondo e si trascinano inconsapevolmente per tutta la vita. Per non parlare degli indottrinamenti di un certo modo di fare catechesi e di insegnare religione nelle scuole, che è ancora purtroppo largamente maggioritario. Il Compendio del Catechismo pubblicato di recente dal Vaticano, a domande e risposte preconfezionate, da cui non emerge nemmeno un minimo di senso di ricerca, di autonomia, di coscienza critica, non è esso stesso un invito all’indottrinamento? Come una madre possessiva, sembra che Madre Chiesa voglia mantenere in una perenne condizione infantile i suoi figli, tanto li ama. Se non rischiasse di essere male interpretato, verrebbe voglia di chiamare tutto questo “pedofilia strutturale” della Chiesa, nel senso appunto di amore verso gli uomini e donne perennemente bambini. E la sacralizzazione del potere ecclesiastico, la teologia e la pastorale del disprezzo verso il corpo, il sesso e il piacere, la condanna di ogni forma di rapporto fra sessi che non sia consacrato dal matrimonio, non è tutto questo dominio violento?
C’è in questo momento la tendenza a puntare sulla concessione del matrimonio ai preti rendendo il celibato una scelta facoltativa e non definitiva. Ma è il sacerdozio in sé come casta sacrale detentrice di un potere derivante direttamente da Dio da porre in discussione.

E’ tempo che si crei un grande movimento per restituire al cristianesimo il senso della liberazione dal sacro, in quanto realtà separata, liberazione non solo dalle oppressioni economiche e politiche, ma anche psicologiche, etiche-morali, simboliche. Forse non sparirà la pedofilia ma certo verrà colpita a fondo e non solo quella dei preti.

Fonte Il Manifesto

 


12 marzo

 

Immigrati

la difesa delle frontiere e la sicurezza sono diventate più importanti della tutela dei minori. Con una sentenza che smentisce un recentissimo orientamento, la Cassazione infatti ha stabilito l'espulsione dei «clandestini» anche se i figli vanno ancora a scuola. Inoltre non varrà più la salvaguardia dello sviluppo psicofisico sano per mantenere un genitore in famiglia, piuttosto prevarrà solo il principio che si potrà ottenere la permanenza in Italia «per gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore se determinati da una situazione di emergenza»

"In quel posto non va bene una donna"
Per la Cassazione è reato di diffamazione

Dalla Corte  stop alle critiche di "genere". Per i magistrati sono "lesive della dignità della persona e si pagano con la condanna penale ed il risarcimento dei danni". La sentenza riguardava la condanna di un giornalista e un sindacalista per le critiche alla direttrice del carcere di Arienzo (Caserta)

 

Trovato l'accordo con i diecimila lavoratori che avevano fatto causa dopo aver lavorato nel cratere provocato dal crollo delle Torri Gemelle. Maxi-rimborso da 657 milioni di dollari.

 

NEW CO COT

11 incontro unione industriale

Alla Manifattura New Co Cot di Perosa  lavorano il cotone 190 donne e uomini. 90 fanno la rotazione in CIG . L’azienda tribola per comperare la materia prima.La Banca San Paolo pur avendo il 30% delle azioni non fornisce i capitali. L’11 marzo c’è stato un incontro alla Unione Industriale, l’azienda aspetta il rinnovo dell’amministrazione regionale per battere cassa, per ridurre il costo dell’affitto degli immobili. Sostiene di avere bisogno di soli 100 operai, è quindi interessata alla CIG in deroga,  ma  se un mese dopo il rinnovo dell’amministrazione regionale non ci sono novità può chiedere la cessazione delle attività. Oggi assemblee. Prossimo incontro il 16 aprile. 

 

12 assemblee

Le assemblee decidono per il aprile 8 ore di sciopero con manifestazione a Torino- preparata da altre iniziative

12 marzo

 

pensieri in piazza- come&dove

http://rbe.it/caravan/2010/03/pesieri-in-piazza-2010-intervista-a-emilio-gardiol/

 


Cronaca di Torino
(Del 13/3/2010 Sezione: Cronaca di Torino Pag. 67)

NONE IERI L’ENNESIMA PROTESTA DAVANTI ALLA FABBRICA. LUNEDI’ VERTICE IN REGIONE
Pasqua amara alla Streglio a un passo dal fallimento
Ma Borsci chiede tempo per concludere una trattativa



Allo stabilimento della Streglio a None - che oggi conta 50 addetti -, ieri si è concentrata la protesta dei lavoratori del Pinerolese, nell’ambito dello sciopero generale della Cgil. Bandiere e striscioni sulla ex statale 23, per bloccare il traffico e deviarlo, così da costringere le macchine a passare proprio sul piazzale dell’antica fabbrica di cioccolato. Questa la protesta per la strada, davanti ai cancelli, secondo atto di una situazione sull’orlo del baratro. Appena due giorni fa nel tribunale di Pinerolo, su istanza di un creditore ma anche del pubblico ministero, Ciro Santoriello, si sono esaminate due richieste di fallimento. Ma uno spiraglio c’è ancora, l’imprenditore Antonio Borsci, che ha rilevato nel 2005 l’azienda del gruppo Parmalat, ha spiegato al giudice che è in corso una trattativa: forse la Streglio, che ha i conti in rosso, si ipotizza una cifra di tre milioni di euro, potrebbe trovare un acquirente. Il giudice, Melania Cafiero, ha preferito non precludere questa possibilità e così ha concesso fino al 16 aprile, data della prossima udienza, all’imprenditore per concludere le trattative.
In questa fabbrica la crisi si è fatta sentire non a causa di un mercato concorrenziale, la qualità del cioccolato è fuori discussione, ma è stata la malasorte ad accanirsi per ben due volte. All’inizio dello scorso anno, l’11 gennaio, a causa di una copiosa nevicata, il tetto del magazzino dove erano stoccate le materie prime era crollato, la conseguenza era stata non poter far fronte alla campagna per la produzione delle uova di Pasqua. E incredibilmente quest’anno l’incidente si è ripetuto: una lunga trave in cemento per le infiltrazioni dell’acqua e del gelo ha ceduto e un’altra ala del magazzino è rimasta a cielo aperto.
Dura la posizione dei sindacati, dice Vincenzo Bertalmio, segretario provinciale della Cgil Flai: «Al momento non è stata presentata nessuna istanza di fallimento da parte dei lavoratori, ma non possiamo escludere che questo accada». Il motivo? «Ci risulta che sono state trattenute e non versate le quote sindacali e che non sono state pagate quelle “alifond”, il fondo di previdenza complementare e a questo punto il dubbio è legittimo: saranno stati versati i contributi?». Tutte domande che saranno rivolte all’imprenditore lunedì pomeriggio nella sala giunta della Regione in piazza Castello a Torino, durante l’incontro con gli assessori all’industria, Andrea Bairati, e al lavoro, Angela Migliasso.

ANTONIO GIAIMO

 

15 marzo

CINA, 25 MINATORI MORTI
Un incendio divampato in una miniera nella Cina centrale ha causato la morte di 25
operai. 

 L'incendio è divampato il 15 in una miniera di Zhengzhou, capitale della
provincia dello Henan.

Al momento dell'incidente erano 31 i minatori al lavoro, illegalmente (come spesso
succede nelle miniere cinesi), all'interno del sito d'estrazione. 

Gli incidenti nelle miniere cinesi sono frequenti, in particolare in quelle di
carbone: nel solo 2008, secondo dati ufficiali, gli operai morti sono stati
3.215.
 

L'Isola dei cassintegrati. IL DIARIO
15 marzo: "Eravamo amici ora siamo un gruppo"

I cassintegrati della Vinyls continuano ad occupare l'isola dell'Asinara. "Questa lotta - scrivono - ci ha unito". Ancora nessuna risposta dalla Regione
 

 

16 marzo

 

Italtel ha dichiarato un esubero nelle varie sedi (Milano, Roma, Palermo) di 400
lavoratori ed ha avviato la procedura di Cassa integrazione.
Pubblichiamo il video messo in onda da TG3.
Mentre i lavoratori manifestano la loro rabbia contro gli esuberi i sindacati sono
disponibili a riduzioni di salario.
A metà febbraio la multinazionale Clariant ha annunciato la chiusura dello
stabilimento a Muttenz (Svizzera) e il trasferimento della produzione all’estero
(Asia e Spagna). 400 tra operai e impiegati perderanno il lavoro entro il 2012. In
seguito, alcuni operai hanno costituito assieme al sindacato Unia un “comitato di
lotta”. (Tra parentesi bisogna notare che nelle sue comunicazioni il sindacato parla
sempre di “comitato d’azione”, come se soltanto l’idea di una seconda “Officina” come
a Bellinzona facesse talmente orrore ai vertici di Unia che preferiscono evitare
persino il termine “lotta” L’ 11 marzo scorso con circa 300 (tra operai,
sostenitori e sindacalisti) sono stati relativamente in pochi a manifestare in difesa
del posto di lavoro  chiedendo le dimissioni di Kottmann, il CEO della
multinazionale, partendo dalla fabbrica a Muttenz fino a Liestal davanti al governo
regionale, ma sono stati sufficienti per far sì che possa parlare già di una «tempesta di
protesta a Liestal», come ha fatto la televisione regionale “Telebasel” nella sua
trasmissione. Nella Svizzera tedesca è un’immagine piuttosto rara vedere gli
operai che scendono in piazza per protestare gridando dei slogan di lotta, e quindi
bastano anche pochi di loro per allarmare i borghesi.
http://www.youtube.com/v/ude-pII2yeg&hl=it_IT&fs=1

emil

zingari1

zingari2


Sabato 20 marzo ore 14,30 - a Porta Nuova - manifestazione a cui
aderisce il movimento No Tav  indetta dal popolo viola. E' importante
volantinare e garantire una presenza.

Lunedì 22 marzo ore 9,30 - Via Bologna 153 Collocamento - presidio
Cabind organizzato da FLMUniti. Chi può dare una mano sui ponga in
relazione scrivendo a flmu@cubpiemonte.org

Lunedì 22 marzo ore 21 - Centro di incontro Via Millio 20  - dibattito
su Collegato Lavoro organizzato dal Patto di Base Piemonte. Per motivi
tecnici non ho ancora il volantino. Come "esperto" per la CUB interverrà
Simone Bisacca

Mercoledì 24 marzo  ore 21 - Caffè Basaglia riunione del Coordinamento
per la difesa della proprietà pubblica dell'acqua. Qualcuno di noi
dovrebbe andarci, invito a proporsi come volontar*

Venerdì 26 marzo ore 10 - Via Nizza 280 - presidio FLMUniti alla
riunione azionisti FIAT. Arrivano i battaglioni milanesi. Può valere la
pena di sponsorizzare l'iniziativa.

Lunedì 29 marzo ore 21 - Corso Marconi 34  - incontro con RdB per
definire i futuri rapporti.


 


serata c/o Fare nait, di informazione diretta su
quella realtà economica particolare che viene definita come COMES
(Commercio Equo E Solidale).

19 marzo- torre pellice


20 marzo

2° incontro dei seminari su Cultura - economia - innovazione

pensierinpiazza

Sabato 20/03/2010 - h. 14.30 - Aula magna del SUMI - Pinerolo.

Tema dell'incontro: Democrazia partecipativa e buone pratiche di politica locale.

Intervengono: Guido Viale (sociologo),  Marco Boschini (Associazione "Comuni virtuosi"), una rappresentanza della Amministrazione Comunale della Città  di Bra.

 

20 marzo

150 mila i berlusconidi in piazza video

150mila per l'acqua pubblica a Roma

150 mila contro le mafie a Milano


22 marzo

Ecco una sintesi del contenuto della legge sulla riforma della Sanità. Il testo è stato approvato dalla Camera dei Rappresentanti Usa. È identico a quello già votato dal Senato e andrà adesso alla Casa Bianca per la ratifica. Gli emendamenti su cui la Camera si è pronunciata ieri saranno oggetto di un voto successivo del Senato, con la sola necessità della maggioranza semplice grazie al meccanismo della «riconciliazione», di norma utilizzato per la legge finanziaria.

Quante persone saranno assicurate?
La legge rende accessibile una copertura assicurativa al 94% (il 95% con l'emendamento) dei cittadini non anziani, espandendo il servizio Medicaid e offrendo dei benefici fiscali senza i quali molte persone troverebbero difficile permettersi un'assicurazione.

Obbligatorietà dell'assicurazione
È di fatto obbligatorio acquistare una copertura sanitaria individuale, pena una multa di 750 dollari oppure - se la cifra dovesse risultare maggiore - del 2% dei redditi entro il 2016 (695 dollari e il 2,5%, con l'emendamento).

Obbligo per i datori di lavoro
Il testo del Senato non lo include, ma richiede alle aziende con 50 o più impiegati di contribuire alla spesa se questa è a carico dei contribuenti. L'emendamento prevede per le stesse imprese una tassa annuale di 2mila dollari, ma applicabile solo a partire dal 30simo impiegato.

Aborto
Obama ha approvato un executive order che di fatto mantiene lo status quo - niente fondi federali se non in casi estremi - nonostante la legge preveda la possibilità di ricorrere alle assicurazioni per le interruzioni di gravidanza, pagandole tuttavia come un servizio a parte rispetto alla normale copertura.

Finanziamento
La copertura finaziaria alla legge è assicurata dai tagli al programma Medicare (il vecchio programma di assistenza sanitaria agli anziani ndr.) e a nuove tasse, comprese quella sulle coperture assicurative che superano i 23mila dollari per una famiglia di quattro persone, nonché le coppie con un reddito superiore ai 250mila dollari l'anno. L'emendamento ritara l'impatto fiscale ma prevede anche una tassa sugli investimenti del 3,5% sempre per le coppie con un reddito superiore ai 250mila dollari l'anno.

Ampliamento della copertura per gli indigenti
Il servizio per i cittadini indigenti verrebbe ampliato fino a coprire chiunque guadagni meno del 133% della soglia di povertà a livello federale (circa 29mila dollari l'anno per una famiglia di quattro persone). L'emendamento viene incontro alle esigenze dei governi statali aumentando il contributo federale alla copertura dei costi.

22 marzo 2010

23 marzo

 

Ecco il nuovo piano Fiat
Otto modelli, 5mila tagli

Più vetture in Italia ma tagli anche a Mirafiori. Prepensionamenti per attutire il colpo. E intanto sono già iniziate le manovre che porteranno allo spin off del Gruppo. Marchionne guiderà il core-business di P. GRISERI e S. TROPEA

Presidio Flmu CUB a Torino -pdf 

Montezemolo: "In Italia le radici della Fiat"
E Marchionne accusa politici e sindacati

Il presidente agli azionisti dice che non c'è nessun piano di disimpegno. Ed è ottimista sulle prospettive economiche. L'Ad difende la scelta di pagare i dividendi: "Ingiusto tiro al bersaglio"

Approvato il bilancio: 0,17 euro dividendo per azione

 


24marzo

Cosa accade oggi?  rbe.it

L’isola dei Cassintegrati   

Dal lunedì al venerdì alle 16,30 all'interno di Caravan la diretta con gli operai che occupano l'Asinara

Clicca sull'immagine e ascolta le corrispondenze

eco del chisone

francia- lotta sans papier- video http://www.youtube.com/profile?user=CUBvideo#p/u/0/ul-nyWEEqmw


Copia o ritaglia questo numero: 97111310153

 Ora si puo' scegliere Sostieni la causa degli operai Finanzia con il 5 per mille L'Associazione culturale Robotnik (onlus) Il giornale Operai Contro. Firma nel riquadro " sostegno del volontariato " del cud o 730 o L'Unico indica il codice fiscale dell' Associazione 97111310153 non lasciamo che questi soldi vadano allo Stato e ai preti La classe operaia emancipando se stessa emancipa tutta l'umanita' .


25 marzo

la crisi infuria, il lavoro manca,

sulla valle sventola la bandiera bianca?

 

serata con Clement, Passarino,Lanza a Pomaretto- 25 marzo (80 persone)

2h  audio

 

 

http://rbe.it/caravan/2010/03/speciale-elezioni-intervista-a-mercedes-bresso/

 

 


26 marzo

http://tv.repubblica.it/copertina/raiperunanotte-il-confronto-mussolini-berlusconi/44572?video


28 marzo

Si sono aperti alle 8 i seggi per questa prima giornata elettorale. Si vota per le regionali in 13 regioni, per le provinciali in 4 province e per le comunali in 462 comuni. Chiamati al voto oltre 41 milioni di elettori. Quanti saranno quelli che andranno realmente a votare? Cosa cambiera' per gli operai se il PD resistera' al PDL?

Non si muove niente senza una lotta generale per la riduzione orario a parità di salario e per il salario ai disoccupati.

La riduzione di orario non è la risurrezione (della sinistra e del sindacato) ma è già qualcosa. L'IgMetal il maggior sindacato operaio tedesco propone il Kurzarbeit a 28 ore con lo stesso salario. per tutti e per sempre. E la Merkel lo applica già per 18 - 24 mesi. Stessa cosa in Austria. Lì sono tedeschi e immigrati. Qui la sinistra e il sindacato fanno i manager e vogliono spiegare al padrone come si governa l'impresa (multinazionale).

 

 ore 22 Elezioni, affluenza giù di 9 punti
E nel Lazio il calo è del 12%


Nella provincia settentrionale di Shanxi

Cina: 152 persone intrappolate
in miniera per inondazione

Quando è avvenuto l’incidente, nella mattinata di domenica, nel pozzo si trovavano 261 minatori

Nella provincia settentrionale di Shanxi

Cina: 152 persone intrappolate
in miniera per inondazione

Quando è avvenuto l’incidente, nella mattinata di domenica, nel pozzo si trovavano 261 minatori

PECHINO - Almeno 152 persone sono rimaste intrappolate in una miniera di carbone, nella provincia settentrionale di Shanxi, a causa di un’inondazione. Lo riferisce l’agenzia stampa Nuova Cina. Quando è avvenuto l’incidente, nella mattinata di domenica, nel pozzo si trovavano 261 minatori. Un centinaio sono riusciti a fuggire, gli altri sono rimasti prigionieri dell’acqua. Le miniere di carbone cinesi vantano il triste primato del maggior numero di incidenti e di morti nel mondo, anche se secondo le statistiche ufficiali il numero delle vittime è diminuito del 18% nel 2009. (Fonte Agenzia Ansa)

 

La Volvo diventa cinese
Venduta dalla Ford alla Geely

La casa automobilistica svedese, acquistata dalla Ford nel 1999 per 6,45 milioni di dollari è stata ceduta al gruppo che ha il suo quartier generale nel Sudest della Cina nella provincia di Zhejiang

 

 


Le donne italiane, più delle altre donne europee, svolgono giornalmente molte ore di lavoro domestico non pagato per la loro famiglia, sia che siano casalinghe, sia che siano occupate.



29 marzo

bloc notes operaio - trasmissione quotidiana su Radio Beckwith - 10 minuti-  alle 16 all'interno di Caravan - dal 29 marzo

testo Blocnotes operaio  1\   

audio

Bisogna tener conto dei segmenti di classe che si muovono, dei fermenti. Se la vecchia classe politica perde non è un male. Per ora ci sono nuove illusioni, ma nel lungo periodo si dovrebbe chiarire la  situazione.Ogni giorno, in due righe bisogna dire qualcosa che sprigioni rabbia, indignazione e speranza. (e.s.)


30marzo

 blog

In Piemonte ha vinto il centrodestra

 

Vincendo in Piemonte, il centrodestra ha reso ancora più chiaro tutto ciò che sapevamo già prima. La metà o giù di lì dei piemontesi (compresi quelli arrivati negli anni Sessanta) pensa che chi ha guidato il paese finora deve essere ancora più libero di farlo. Non gli basta una maggioranza di cento parlamentari. Più democrazia vorrà dire domani decidere ai gazebo se tutto il potere dovrà essere consegnato a LUI Presidente della Repubblica o a LUI Presidente del Consiglio. Esattamente come ieri è stato un esercizio di democrazia scegliere ai gazebo se il partito del predellino doveva chiamarsi partito della libertà o popolo della libertà.

 

La metà o giù di lì dei piemontesi dice: “meno male che c’è Silvio”. Scambia per lusinga l’offesa di chi apprezza solo la collaborazione sottoforma di applauso dei servi e considera un complotto il pensiero libero delle menti indipendenti.

 

La metà o giù di lì dei piemontesi sta male lo stesso, ma gli sembra di stare meglio se può vedere schiacciato qualcuno che sta ancora peggio e che può essere accusato di portare delinquenza e di togliere lavoro e crocifissi. Il risultato finale sarà comunque l’integrazione: si tratta solo di vedere quanto tempo dovrà passare, quanto sangue dovrà scorrere, quante galere bisognerà aprire, quanti spettacoli di violenza bisognerà vedere prima di capire che l’uguaglianza nella distribuzione della ricchezza e del lavoro è la sola via d’uscita verso una nuova fase di civiltà multietnica e multireligiosa.

 

La sconfitta della sinistra (variamente distribuita in tutte le varianti della galassia cattolica o ex-neo-post comunista) è politica e culturale prima che elettorale. Le sue radici stanno nella convinzione che la vita potrà cambiare solo quando “i nostri” conquisteranno la guida del governo. Prima ci vuole un leader. Ma l’umiliante attesa di un leader alimenta la passività e si trasforma subito in una gara tra gli aspiranti leader in lotta tra di loro per eliminare o assorbire il concorrente e per piazzare sempre meglio la propria immagine sul mercato. In questa gara girano troppi soldi, troppi favori, troppi ricatti, troppi affari, televisioni, eventi, contentini, reclute e clientele. E non si trovano perciò tempo e risorse per rendere piacevole e intensa la vota quotidiana attraverso il mutuo soccorso, i fondi di solidarietà per i lavoratori delle aziende in crisi, l’istruzione e l’integrazione degli stranieri, la formazione politica, gli stages lavorativi per i disabili e i ragazzi dispersi dalla scuola, gli accordi sindacali per combattere la precarietà del lavoro, i pozzi per l’acqua in Eritrea, l’urbanistica che tutela l’ambiente, la musica popolare, il teatro, lo sport, i viaggi. E una montagna di altre cose che dimentichiamo negli eccetera.

 

Quando l’impegno politico si offre o si chiede in cambio di denaro, favori o posti, si colpisce a morte l’energia vitale della partecipazione democratica che è la gratuità, la libertà e la volontarietà dell’adesione. Si introduce sul nascere il principio della corruzione, che lega tutti nella comune rottura del proprio vincolo ideale soppiantato da idee finte o intercambiabili a seconda del tornaconto personale.

 

La sinistra perde perché, fermato lo sviluppo, diminuita la ricchezza prodotta e ingigantito il deficit pubblico non si è opposta con una strategia della solidarietà, ma ha offerto lo spettacolo della sua lotta contro il potere per il proprio potere. Si è separata dalla vita quotidiana della sua gente e la raggiunge ogni tanto per chiederle il voto. Se va bene,  ci saranno posti, visibilità, carriere, incarichi per qualcuno da offrire ad altri con lo stesso metodo la prossima volta.

Ma in questo gioco il centrodestra di Berlusconi e dei suoi successori sarà sempre più abile e dunque favorito.   (mario d.)

commenti

Continuare a fare analisi,darsi addosso, dividersi in continuazione per soddisfare il proprio ego di affermazione ,perdere tempo a criticare la sinistra che qualche merito l'avrà pur avuto storicamente ( o no ? ) serve a poco ed i risultati lo confermano spietatamente . (p.c.)

Fare accordi "politici", sperando nel premio di maggioranza,al solo scopo di garantire a qualcuno, magari comunista, ecologista, ecc., un posto ben remunerato .... francamente io me ne infischio (M.)

Quello che succede nelle fabbriche e nel paese è lo specchio della crisi politica. La destra dice che il nord è nelle sue mani e  si vuole autogovernare. (mauro)

Scusate, ma perché non controllate i voti assoluti?
Rispetto al 2008, né Berlusconi né il PDL, né la Lega hanno ...vinto. Hanno perso una bella fetta di voti.  Mario fa  il moralista sui lavoratori .... complici. In realtà i lavoratori hanno, almeno in una certa misura, girato le spalle a questo congegno elettoralistico, che non è solo dei partiti, ma anche dei sindacati.
Certo bisogna lavorare tra i lavoratori, ma non per demoralizzare, bensì vedendo il bicchiere mezzo pieno.
Non vi pare?  Mario è convinto che le destre "vincono" (!) per la complicità dei lavoratori mentre le sinistre perderebbero perché non hanno scelto la "solidarietà". E a queste sante persone date ancora retta? Cosa dirà  quando la CLASSE OPERAIA abbraccerà il suo destino con i suoi metodi finalmente anti istituzionali? Dirà che non è abbastanza solidale ...con chi?(dante)

 Un disastro, segnala il grande distacco del centro sinistra rispetto alla gente, l'astensione diffusa. Personalmente ho avuto più di 2000 preferenze, sono il secondo della lista, mi preparo al rientro in fabbrica. (Clement )

A questo risultato ha contribuito una buona parte di lavoratrici e lavoratori. Non penso ad un voto di protesta, contro una sinistra frammentata, subalterna, inesistente, ma ahimè, questi lavoratori, pensionati, disoccupati, giovani hanno dato un voto perchè molti si riconoscono nei vari Berlusconi, La Russa, Calderoli. Quando nelle fabbriche le direzioni mettono sul tavolo degli eccedenti, la maggioranza dei lavoratori dice che va bene tagliare, così chi resta è più tranquillo. Perchè ridurre il mio orario con i contratti di solidarietà per tenere dentro il mio compagno di lavoro? (lanza)

La sinistra ha la base sociale frantumata, si va a destra, non so con quali illusioni. Dobbiamo studiare, analizzare. Senza sindacato forte la sinistra non regge (pollo)

Disastro, un terzo di astenuti, sottovalutazione dei grillini, i notav votando Grillo hanno votato Cota; si preferiscono gli slogan urlati, non abbiamo toccato il fondo (elio).

La sinistra ha quel che si merita. Dobbiamo convivere con questa situazione. Mi spiace per i giovani. Mica tutti avranno mandato il cervello all'ammasso. La Lega è vicina alla gente. Mi piace solo la sconfitta di Brunetta. (unA DONNA QUALSIASI CHE NON FA POLITICA).

Questo serva per cambiare questa classe dirigente che ha fatto il suo tempo.Analizzare la Lega e il suo rapporto popolare. (Mauro)

Da dieci anni penso che l'Italia sia un paese di destra, più diventa ricca più diventa di destra.Infatti i comunisti sono scomparsi. Adesso faranno la riforma fiscale e ridistribuiranno i soldi nelle regioni, togliendo le tasse locali. Il sud verrà sganciato.Morte tua vita mia. (Franco)

Credo che gli schemi tradizionali di analisi non siano più validi: conta più cosa una persona crede di essere (e in questo il condizionamento televisivo è determinante) di quello che è, delle sue reali condizioni materiali. Uno si sente comunista perchè magari lo era suo padre e tanto basta, un altro si sente benestante perchè il Milan è in finale di champion's league.
La fabbrica pullula di "compagni convinti bertinottiani" che si ammazzano di straordinario per gli status symbol, denunciano i colleghi "fannulloni", cedono alle lusinghe padronali.
Per contro chi si oppone a tutto questo magari vota lega perchè gli han detto che Cota terrà lontano dalle sue montagne i cercatori di funghi torinesi!!!
La causa secondo me è la mancanza di fiducia di poter cambiare qualcosa con la partecipazione, l'adesione ad una parte a mo' di tifoseria calcistica senza passare per (bellissime parole di Mario) "l'individuale democratizzazione della vita quotidiana".
La soluzione? Continuare a mettere in evidenza le contraddizioni di questa società ottimistica, non tutti alzeranno le spalle. Ma è un lavoro sotterraneo, perchè la superficie è spazzata dal vento lusinghiero e mefitico della propaganda. Non basta sventolare falce e martello per chiamare a raccolta, anzi.
Ah, qualcuno mi spiega perchè l'astensionismo avrebbe dovuto colpire la destra?! Quelli sono intruppati come automi, se gli dicono di andare ci vanno a votare, non s'indignano se non contro Santoro e Travaglio...
(Enzo)

Sulle elezioni ti dico che non credo ad alcun parlamentino e sono un'astensionista storica. Non reputo che le cose per chi lavora o vive di una misera pensione possano essere migliorate con un cambi di persone sedute sulle poltrone del consiglio regionale. Solo la lotta delle masse delle lavoratrici e dei lavoratori  può emancipare le nostre condizioni di vita. QUESTO HA DIMOSTRATO LA STORIA! I parlamentini vari hanno messo in pratica la corruttibilità del sistema elettorale e coloro che facevano vedere che sedevano più a sinistra nei vari parlamentini hanno ingurgitato il sistema senza opporsi per cambiarlo. Lo ha fatto Paolo Ferrero a Roma con i suoi e Diliberto con il suo gruppo. altrettanto Vincenzo Chieppa che ha accettat, insieme a tutti gli altri, i 100.000 euro di buona uscita "per aver ben amministrato" - con delibera regionale che ha regalato a ogni consigliere regionale euro 100.000 che X 40 consiglieri significano 4 milioni di euro, alla faccia della crisi e dei lavoratori in mezzo alla strada. Vincenzo Chieppa dei CI li ha presi in nome  del suo partito che non sa cos'è l'autofinanziamento, unico strumento che ti garantisce di restare indipendente dai vari compromessi a cui ti chiamo questo bel sistema democratico. (Giusy)

i notav e il PD nella Val Susa- su RBE:

le elezioni nelle valli

riforma.it


31 marzo

art.18

Lavoro, Napolitano non firma
Troppi dubbi sull'arbitrato

http://www.repubblica.it/economia/2010/03/31/news/napolitano-articolo-3042552/

 

http://tv.repubblica.it/copertina/il-nostro-appello-non-era-uno-slogan/44811?video=&pagefrom=1

 

 


fisco

L'1% dei contribuenti sopra i 100mila
ROMA
Circa la metà dei contribuenti italiani non va oltre un reddito dichiarato di 15.000 euro l’anno e i due terzi non superano i 20.000 euro. I contribuenti «paperoni», sopra i 100.000 euro sono invece meno l’1% di chi presenta la dichiarazione dei redditi ma pagano il 18% del totale dell’imposta. È quanto risulta dalle anticipazioni statistiche delle dichiarazioni fiscali relative al periodo d’imposta 2008 (e presentate nel 2009) diffuse dal Dipartimento delle Finanze. È di 18.873 euro il reddito medio Irpef: stando alle dichiarazioni relative al 2008, la Lombardia è al top e la Calabria fanalino di coda. Secondo le statistiche del Dipartimento delle Finanze, nel 2008 il numero dei contribuenti è stato pari a 41,8 milioni (+0,3% rispetto all’anno precedente). Di questi circa 506.000 hanno adottato il nuovo regime dei contribuenti minimi, riservato agli esercenti attività di impresa, arti o professioni che hanno conseguito nell’anno solare precedente ricavi in misura non superiore a 30.000 Euro; tali contribuenti sono assoggettati ad un’imposta sostitutiva in luogo dell’Irpef con esonero dagli obblighi IVA ed esenzione dall’Irap.

Il reddito complessivo Irpef sale dell’1,3% (782,6 miliardi di Euro) nonostante la flessione del PIL e l’imposta netta dichiarata aumenta del 2,7% (146,2 miliardi di Euro); quest’ultima è dovuta da poco più di 31 milioni di contribuenti e la sua incidenza sul reddito complessivo (aliquota effettiva) è del 18,7%. Il reddito complessivo medio si attesta ad un valore di 18.873 Euro per un’imposta netta media di 4.700 Euro. Su base regionale, la Lombardia conferma il primato per il reddito complessivo medio (pari a 22.540 Euro); all’estremo opposto troviamo la Calabria con 13.470 Euro. In relazione all’imposta netta, invece, il valore medio maggiore è quello del Lazio (5.740 Euro), il minore della Basilicata (3.370 Euro). Riguardo alla tipologia di reddito, il reddito medio da lavoro dipendente è pari a 19.640 Euro (+1,9% rispetto all’anno precedente), quello da pensione a 13.940 Euro (+3,7%), quello da partecipazione a 17.350 Euro (-2,4%). I redditi d’impresa e da lavoro autonomo si attestano rispettivamente a 18.140 Euro e a 38.890 Euro; il confronto omogeneo con le dichiarazioni relative al periodo d’imposta 2007 evidenzia per i redditi d’impresa una diminuzione dello 0,5%, che riflette l’andamento negativo dell’economia, e per i redditi da lavoro autonomo un incremento del 2,6%. La crisi economica iniziata nella seconda metà del 2008 mostra quindi i suoi effetti nei confronti delle attività d’impresa, mentre non si evidenzia ancora nei confronti dei lavoratori autonomi.

Riguardo alla composizione del reddito dichiarato, la quota complessiva di redditi da lavoro dipendente e pensione, in crescita, ha raggiunto l’80,3% del totale. Seguono, per importanza, i redditi da partecipazione (5,0% del totale), d’impresa (4,2%) e da lavoro autonomo (4%). L’aumento della quota dei redditi da lavoro dipendente e pensione deriva anche dall’introduzione del regime dei contribuenti minimi, i cui redditi vengono così esclusi dal computo dell’IRPEF. I circa 506.000 «contribuenti minimi» hanno dichiarato un reddito medio di 8.840 Euro per un’imposta sostitutiva netta media di 1.770 Euro. Il nuovo regime ha fatto registrare il maggior numero di adesioni nel settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche (circa 180.000 soggetti) seguito da quello del commercio (circa 63.000) e da quello delle costruzioni (circa 56.000). Su base regionale le maggiori adesioni al regime si registrano in Lombardia (circa 68.000 soggetti) seguita dal Lazio (circa 54.000) e dalla Campania (51.000). Il reddito medio su base regionale varia da un massimo di 10.150 Euro in Lombardia ad un minimo di 7.280 Euro in Calabria.

Sono poco più di un milione le società di persone presenti sul territorio nazionale per le quali - con l’esclusione del circa il 16% che risulta in perdita - il reddito medio è pari a 43.930 Euro. IVA L’introduzione del regime dei contribuenti minimi ha comportato un calo del numero delle dichiarazioni IVA in raffronto al 2007 (-7,7%, pari a 5,259 milioni): di queste, il 60,7% proviene da persone fisiche, il resto da società ed enti. Tuttavia, il volume d’affari totale mostra un leggero aumento +0,6% (3.390 miliardi Euro;), mentre l’IVA di competenza cala dell’1,5% (78,675 miliardi Euro). La distribuzione per natura giuridica, conferma che le società di capitali, pur rappresentando solo un quinto dei contribuenti, dichiarano l’83% del volume d’affari ed il 74% dell’imposta. L’analisi settoriale denota il primato del settore del commercio per numero di contribuenti (25%) ed imposta dichiarata (34,8%), mentre il settore manifatturiero primeggia per volume d’affari (30,4%). Nelle regioni settentrionali risiede circa la metà dei contribuenti, che dichiara circa il 62% del volume d’affari e dell’IVA di competenza. Fortissima risulta la concentrazione dell’IVA: poco più dell’1% dei contribuenti dichiara il 70% del volume d’affari ed il 64% dell’imposta.

 


 

 

materiali utili

Tre video interviste al'Avvocato del Lavoro Alberto Medina, per
spiegare le gravi disposizioni contenute nel Disegno di Legge 1167 (DDL
1167), votato in Senato e in attesa di approvazione dal capo dello Stato.
http://www.youtube.com/watch?v=gsHrhbxkOKM (l'attacco ai principi della
legislazione del lavoro e al diritto alla tutela)
http://www.youtube.com/watch?v=QHX2RHQIrus (considerazioni
sull'imposizione dell'arbitrato)
http://www.youtube.com/watch?v=DVKwjGKI-CU (l'art. 50 colpisce i
lavoratori ATESIA)
 

 
Il video della protesta dei lavoratori dell'Alfa di Arese al Salone
del'auto di Ginevra. Considerazioni sui progetti di Marchionne in Italia
e sulla mancanza di investimenti sull'auto ecologica.
http://www.youtube.com/watch?v=6Toh2Tb7gxk
 
Intervista a una lavoratrice della FIAT di Cassino da poco passata
all'FlmUniti CUB, che racconta della situazione dello stabilimento e dei
tagli sul lavoro (nonostate gli investimenti della Regione Lazio!).
http://www.youtube.com/watch?v=FqN53Ewdnek
 
Intervista a un neo iscritto a CUB informazione, che racconta del perchè
il progetto di unificazione del sindacalismo di base avviato da SdL sia
sostanzialmente fallito.
http://www.youtube.com/watch?v=v8xmiLk-P8U
 
Quattro video sulla questione dei salari (che non crescono da 15 anni),
dell'occupazione, della produttività e delle tasse (chi le deve
pagare?). Le rivendicazioni della CUB.
http://www.youtube.com/watch?v=_3Ef-9rccag
http://www.youtube.com/watch?v=qvWk0Dn5o88
http://www.youtube.com/watch?v=0r8sBoFnD4o
http://www.youtube.com/watch?v=qdjzbCv0D0g

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