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good times, bad times/ diario del 2010/ aprile

indice archivio

 

 

art.18 Luciano Gallino: 

http://tv.repubblica.it/copertina/il-nostro-appello-non-era-uno-slogan/44811?video=&pagefrom=1

 

1 aprile

DISOCCUPAZIONE GIOVANILE - Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a febbraio è schizzato al 28,2% con una crescita di 0,8 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4 punti percentuali rispetto a febbraio 2009. Lo comunica l'Istat nella stima mensile sottolineando che il tasso italiano è superiore di 7,6 punti rispetto a quello relativo alla Ue-27 (20,6%).


2aprile

commenti

Mario Pianta su Grillo a Radio Popolare 1 aprile

 

Lega- Marco Revelli ed altri


3 aprile

Le ragioni del successo della Lega contengono una spiegazione della sconfitta del Pd. La Lega opera sul territorio, sta in mezzo a chi lavora, ne conosce la vita di ogni giorno, le difficoltà, le paure e le speranze. Sta in fabbrica e nei dopolavoro, nei bar e nelle parrocchie. Se la testa è a «Roma ladrona», i piedi sono ben piantati nei quartieri e nei paesi. Radicamento è la parola magica, quella che a sinistra non si è più capaci di comprendere.
Questo è il punto. Il Pd e i partiti da cui è nato sono guidati da rentiers della politica, gente che da trent'anni amministra (e dilapida) un patrimonio, un tempo enorme, di fiducia, di consenso e di potere. Un patrimonio accumulato tra la Resistenza e gli anni Sessanta con le lotte operaie e sociali, e via via disperso con una gestione sempre più lontana dalla realtà. Valentino Parlato ha scritto che il Pd «fa politica senza sapere dove sta». È così ed è la cosa peggiore che si possa dire di una forza politica. È inutile girarci intorno e prendersela con Grillo: il disastro - anche l'astensionismo - viene da qui e dall'incapacità anche solo di immaginare di dover cambiare.

alberto burgio su il manifesto


 art. 18- Le tappe del ‘collegato lavoro’ fino alla bocciatura di Napolitano
Due anni di iter parlamentare, partito con l’insediamento del governo nella primavera del 2008 e conclusosi agli inizi di marzo di quest’anno dopo quattro letture tra Camera e Senato. La sola CGIL da subito a denunciarne limiti e pericoli: già due anni fa parlava di
“cancellazione del processo del lavoro”, di “deregolamentazione che smantella i diritti dei lavoratori”, fino a intravedere quelle incostituzionalità che trapelano dalla nota del Capo dello Stato. E a marzo di quest’anno la svolta con l’ok di Palazzo Madama e pochi giorni dopo, alla vigilia dello sciopero generale della CGIL del 12 marzo, l’avviso comune su arbitrato e controversie firmato al Ministero del Lavoro dalle parti sociali esclusa la CGIL. Tutte le tappe del collegato lavoro su CGIL.it dall’inizio del suo iter parlamentare, all’approvazione in legge, fino allo stop di Napolitano e il rinvio del testo alle Camere.

 

CONTI PUBBLICI

Istat: Deficit/Pil nel 2009 al 5,2%
È il dato peggiore registrato dal 1996

 Cresce il rapporto deficit-pil rispetto al 2,7% del 2008. Solo relativamente al quarto trimestre, l'indebitamento si
è attestato al 4,5% (2,4% nel IV trimestre 2008). Entrate giù del 2%


4 aprile

Cronaca di Torino

Del 4/4/2010 Sezione: Cronaca di Torino Pag. 63) la stampa


Più poveri e precari dopo la mobilità




Perdere il lavoro e finire in lista di mobilità è l’incubo di tutti i lavoratori; una paura più che giustificata visto che solo poco più della metà riesce a trovare una nuova occupazione. A aiutarli a reimpiegarsi sono per lo più amici e conoscenti. E non basta: la maggior parte dei nuovi lavori è instabile e le retribuzioni tendono al ribasso rispetto ai guadagni percepiti dai lavoratori prima di essere collocati nelle liste di mobilità. Un quadro drammatico dipinto da una ancor embrionale ricerca dell’Ires-Cgil Lucia Morosini in collaborazione con l’Agenzia Piemonte Lavoro. Il questionario è stato diffuso nel corso del 2009 e fotografa, quindi, anche i primi effetti della crisi. L’indagine ha selezionato oltre mille lavoratori e finora ha analizzato le risposte di 350: se prima della crisi della azienda tutti avevano contratti a tempo indeterminato successivamente, tra i 177 che sono rientrati nel mercato del lavoro, la percentuale scende a circa il 40% rispetto al 53,1% dei contratti a tempo determinato. E salgono gli interinali che arrivano al 7,3%. Il 5,1% dichiara di essere diventato un autonomo, mentre il 2,3% lavora, ma senza contratto alcuno. Tra chi guadagnava meno di mille euro al mese, la maggioranza (il 77,2%) trovando nuova occupazione è rimasta nella medesima condizione. Ma già tra i poco più fortunati che arrivavano a mettere insieme tra 1000 e i 1300 euro solo la metà ha ritrovato lavoro alle stesse cifre e il 40% riceve di meno. Anche tra i lavoratori con una retribuzione superiore ai 1300 euro al mese quasi la metà ha visto peggiorare la propria situazione. La ricerca poi, come sottolinea la segretaria della Camera del Lavoro Donata Canta, sfata un luogo comune: «Praticamente nessuno sta con le mani in mano: il 75% cerca lavoro durante il periodo di mobilità e l’80 non ha mai rifiutato una offerta di lavoro». E per trovarlo si fa di tutto: pubblicazione di annunci, invio di curricula, agenzie private, Centri per l’Impiego. Ma ci si affida nella maggioranza, amici, conoscenti e parenti. La condizione di iscritto alla lista di mobilità è estremamente frustrante: pochi soldi, poche prospettive, tanta ansia per il futuro, tensioni con i parenti. Una situazione che deprime e che fa sentire molti - il 60% del campione - sottoutilizzato e insicuro, incapace di progettare il domani. Sette su dieci vivono nel timore di non riuscire a far fronte a spese impreviste. Il 65,9% dice di aver dovuto rinunciare alle vacanze o a uscire con la famiglia. La ricerca dell’Ires dimostra anche un dato negativo rispetto alle alternative formative che vengono offerte: solo l’11% ha seguito un corso e di questi lavoratori un quarto lo ritiene inutile; il 48% pensa di aver imparato, ma che quelle cose con gli siano servite nel nuovo lavoro. Solo il 26% ne sa di più e usa le nuove conoscenze per lavorare. Donata Canta su questo tema è netta: «E’ evidente che i lavoratori vogliono formarsi e migliorare le proprie competenze, ma è anche evidente che non sempre i corsi danno una risposta formativa utile. Questo è tanto più vero visto che la scolarità media è bassa e questo è un problema anche quando il lavoro c’è». Conclude: «Servono politiche attive che mantenessero viva la formazione durante tutta la vita lavorativa per mettere al riparo dal rischio disoccupazione. Di fronte a questa analisi Federico Bellono, segretario della Fiom, dice: «E’ tanto più valida la nostra richiesta di bloccare i licenziamenti e usare tutti gli ammortizzatori sociali possibili pur di tenere le persone al lavoro pesche nella crisi è molto difficile ritrovare un posto e si rischia di trovarlo peggiore». E aggiunge: «C’è è un generale problema di politiche industriali che devono rispondere a questa situazione drammatica: quale futuro industriale si vuole per Torino?».

la via crucis del precario- Vauro http://traccetrasparenti.wordpress.com/2009/04/19/solidarieta-a-vauro-3-la-via-crucis-del-precario/


Cina, salvati oltre cento minatori
intrappolati da sette giorni


Cina, salvati oltre cento minatori intrappolati da sette giorni

Soccorritori all'opera
fuori dalla miniera

PECHINO - Oltre cento minatori sono stati trovati vivi dopo essere rimasti intrappolati per una settimana in una miniera di carbone inondata, nel nord della Cina. Lo ha reso noto la televisione cinese, la Cctv, citando fonti dei soccorritori. Le speranze di trovare ancora in vita buona parte delle 153 persone rimaste bloccate dalle acque si erano rafforzate la notte scorsa, quando i primi nove superstiti erano stati tratti in salvo.

Circa tremila persone tra pompieri, poliziotti e volontari hanno lavorato freneticamente per sette per giorni per pompare l'acqua fuori dalla miniera. Nel corso della notte, il livello è sceso in modo sufficiente da consentire di raggiungere i lavoratori rimasti vivi.

La televisione ha diffuso le immagini del miracoloso salvataggio dopo che per una settimana la tragedia dei 153 minatori sepolti nella miniera di Wangjialing, nella provincia dello Shanxi, è stata al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica. Le fonti aggiungono che altri dei minatori sepolti sono probabilmente ancora in vita e che in totale 90 o più delle 153 persone sepolte a causa dell'inondazione potrebbero essere salvate.

Le condizioni degli operai estratti vivi sono buone. I medici hanno affermato che la pressione sanguigna e la frequenza dei battiti del cuore dei superstiti sono nella norma. Le miniere cinesi sono di frequente teatro di incidenti. Nel 2009, secondo dati ufficiali, 2.631 persone hanno perso la vita in episodi analoghi a causa di esplosioni, crolli e inondazioni.

( 05 aprile 2010 ) 


7 aprile

Almeno 25 minatori sono morti a causa di una esplosione in una miniera di carbone in West Virginia, negli Stati Uniti. L'incidente, il piu' grave degli ultimi ventisei anni nel settore, e' accaduto intorno alle 16:30 ora locale (nella notte italiana) in una miniera di proprieta' della Massey Energy situata a Montcoal, a una cinquantina di chilometri a sud dalla capitale dello Stato, Charleston. Sul posto hanno lavorato per ore le squadre di soccorso, tentando di recuperare i corpi, i feriti, ma anche i quattro minatori che al momento risultano ancora dispersi. Secondo la proprieta', all'interno della miniera ci sono due rifugi con cibo, acqua e aria sufficiente per sopravvivere almeno quattro giorni. Ora pero' il portavoce della Massey Energy Performance Coal Co. ha annunciato che la missione di soccorso e' stata interrotta. Quest'anno dodici minatori sono morti a Tallmansville, una piccola citta' mineraria dello stesso Stato della Virginia occidentale. La tragedia di Tallmansville, oltre che per il pesante tributo di vittime, e' rimasta nella memoria per l'incredibile gaffe del governatore dello stato dell'epoca, sempre Joe Manchin. Aveva annunciato che tutti i minatori erano sani e salvi prima di dover fare marcia indietro alcune ore piu' tardi e dire alle famiglie, che parlavano gia' di miracolo, che i loro parenti erano morti. La Massey, il cui quartier generale e' a Richmond, in Virginia e' il piu' importante produttore di carbone negli Appalachi Centrali, con attivita' in West Virginia, Kentucky e Virginia.


9 aprile

ven, 09 apr @ 08:41
FIAT DI POMIGLIANO, FUORI I PRIMI 500 OPERAI
La FIAT ha iniziato il rilancio di Pomigliano.

Nel pomeriggio è stato siglato presso la sede dell’unione degli industriali l’accordo
tra i rappresentati della Fiat e tutti i sindacati, che prevede la mobilità per 500
operai dello stabilimento Gian Battista Vico di Pomigliano d’Arco. 

Da domani fino al 31 dicembre 2011 è il tempo fissato per dare la possibilità di
maturare tutti i requisiti per usufruire della mobilità di quattro anni L’accordo
prevede la possibilità di usufruire della mobilità e degli incentivi all’esodo per
500 unità lavorative. 
 
(Del 9/4/2010 Sezione: Cronaca di Torino Pag. 71) la stampa

PINEROLO
Il giudice fa riassumere il dipendente interinale


PINEROLO

In uno scenario costellato di aziende che mettono in cassa integrazione i propri dipendenti o - peggio ancora - di molte altre che chiudono, è di sollievo la sentenza emessa dal giudice del lavoro del Tribunale di Pinerolo, Giuseppe Salerno.
Il magistrato pinerolese ha stabilito che, nel caso di cessione di un ramo d'azienda che vede impiegato del personale con un contratto interinale, ovvero quei lavoratori che vengono inviati dalle agenzie per un lavoro a tempo determinato, la società che acquista il ramo d'azienda è tenuta ad assumerli in pianta stabile. La vicenda riguarda la Ceva Automotive Logistics Italia e la Fiat, che ha acquistato una parte di questa azienda. La sentenza si riferisce al caso di un solo operaio, ma già oggi, visto che si affronteranno altri quattro procedimenti analoghi riguardanti sempre le stesse due società, la decisione del giudice è scontata. Una sentenza che fa giurisprudenza e alla quale la Fiat avrà la facoltà di fare appello, ma che riguarda circa un centinaio di lavoratori che si trovano nelle stesse condizioni. Per leggere le motivazioni della sentenza si dovrà aspettare un mese, è questo il termine che il giudice si è riservato per depositarla. Quella di Pinerolo è la prima sentenza che prende in esame nella cessione di un ramo d'azienda il futuro dei lavoratori. Commenta Fedele Mandarano, responsabile della Camera del lavoro della Cgil di Pinerolo: «Si tratta di una sentenza esemplare e importante perché in questo modo il giudice ha riconosciuto l'irregolarità dei contratti di lavoro temporaneo».

http://www.youtube.com/watch?v=S0yxEYteUIg  isola dei cassintegrati

olocausto dei Rom - video http://www.facebook.com/profile.php?v=wall&ref=nur&id=1613701997#!/video/video.php?v=1133403988757&subj=754266304


10 aprile

2013, vota il tuo candidato contro Berlusconi

 
Nel centrosinistra è aperta la caccia al leader per la sfida elettorale del 2013.
LEGGI Chi può battere Silvio di Marco Damilano
GUARDA I risultati del sondaggio Swg-L'espresso
Chi può battere Silvio Berlusconi?

Risultati

Luca Cordero di Montezemolo
8329 voti
Pier Luigi Bersani
1034 voti 
Nichi Vendola
9051 voti 
Mario Draghi
1225 voti 
Beppe Grillo
1729 voti 
Rosi Bindi
1718 voti 
Roberto Saviano
1692 voti 
nessuno
858 voti
 

ore 21 del 10 aprile


11 aprile

 

http://collettivolavoratorigetronics.blogspot.com/  video

http://www.scribd.com/doc/19458654/Dossier-Eutelia-Agile-Imprenditoria-allitaliana dossier

AGILE -- ex EUTELIA
COME LICENZIARE 9000 PERSONE SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA
!!! E' iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori
di OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM-EDISONTEL TUTTI
CONFLUITI IN: AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega


 


14 aprile

Accordo alla Zf. "Più felici e produttivi". L'arco d'impiego si adatta alla vita familiare 
via gli straordinari, ogni addetto presenta un piano e un software lo combina con i bisogni aziendali

Padova, la fabbrica senza orari
l'operaio sceglie quanto lavorare

dal nostro inviato CINZIA SASSO


Padova, la fabbrica senza orari  l'operaio sceglie quanto lavorare

La Zf Marine

PADOVA -  La fabbrica dove non esiste l'orario di lavoro è un rettangolo bianco che compare in fondo a una strada bianca. Si chiama Zf, è un'azienda metalmeccanica, con gli operai in pantaloni blu e maglietta bianca con il logo aziendale che armeggiano in mezzo a un frastuono infernale.

Si trova a Caselle di Selvazzano, alle porte di Padova, è il terminale italiano di una multinazionale tedesca e produce soprattutto ingranaggi per motori marini. Solo che gli operai, 200 su 360 dipendenti, non ci vanno tutti dalle 8 alle 17: la produzione è continua, ma l'orario di ognuno è a sua scelta. L'hanno chiamato "orario a menù" ed è un miracolo che perfino il Politecnico di Milano ha studiato, la realizzazione concreta di un sogno che sembrava irrealizzabile: conciliare il tempo del lavoro con il tempo della vita.

Per non continuare ad affrontare i picchi di lavoro con lo straordinario, azienda e sindacati si sono messi a un tavolo e hanno inventato una soluzione che una ricerca europea indica come esempio da seguire: ogni due mesi i lavoratori compilano una richiesta con le loro preferenze sui tempi di lavoro mentre l'impresa presenta il piano sulle necessità produttive. Un software apposito incrocia le diverse esigenze. Quello che ne esce è l'orario di ognuno. Si può avere un "orario di carico", che significa lavorare di più. Ma si può scegliere anche quello di "scarico", per avere più tempo libero. Il bilancio delle ore si fa a fine anno, tenuto conto che in ogni settimana si dovrebbe lavorare 40 ore. Nella sala del consiglio di fabbrica, sotto un manifesto ormai ingiallito di Luciano Lama, Luca Bettio, delle Rsu, racconta: "Ci abbiamo guadagnato tutti. Abbiamo abolito lo straordinario, strumento in mano ai capetti, e l'abbiamo sostituito con un premio per la flessibilità. Così ognuno può bilanciare la sua vita familiare con quella della fabbrica, e in tempi di asili che chiudono e di anziani da accudire non è poco".


Così c'è chi, come Daniele Olivieri, 30 anni, addetto al montaggio, riesce a gestire un'associazione di volontariato, la Zattera Urbana, che si occupa di integrazione. E chi, come Daniele Agostini, al mattino può accudire i figli, mentre la moglie è al lavoro. Renzo Soranzo, occupato alle "isole di montaggio", racconta di un collega che nel tempo liberato si è laureato in ingegneria. E Gianluca Badoer spiega: "La fabbrica era una gabbia rigidissima, come nella Manchester dell'800, noi siamo riusciti a rompere quel meccanismo e a gestire la flessibilità in modo collettivo e con vantaggio reciproco". L'assenteismo è diminuito, aumentata la puntualità nella consegna, così come i margini di redditività. Marina Piazza, sociologa, sottolinea un altro aspetto virtuoso della rivoluzione Zf: per rendere possibile l'orario a menù, tutti hanno dovuto imparare a fare di tutto, aumentando la professionalità di ciascuno. "È la prova - dice - che non bisogna avere paura a cercare orizzonti più ampi, importante in un periodo in cui si deve immaginare una nuova mappa del welfare". Non è solo l'ingresso massiccio delle donne nel mondo del lavoro a suggerire l'urgenza di immaginare un nuovo equilibrio tra vita e lavoro. Eurofound, l'agenzia della Ue per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, conclude nel suo rapporto del 2009 che la flessibilità è uno degli strumenti per rispondere meglio alla crisi. I Paesi più dinamici e competitivi sono quelli che sanno innovare. Iniziando dagli orari di lavoro.

© Riproduzione riservata ( 14 aprile 2010 ) Tutti gli articoli di Economia


Cronaca di Torino
(Del 15/4/2010 Sezione: Cronaca di Torino Pag. 64)


L’evasione supera il miliardo- la stampa




Difficile, anzi impossibile, stabilire se in un anno i furbetti delle tasse siano aumentati. Di sicuro gli 007 dell’Agenzia delle Entrate ne hanno scovati di più. E hanno accertato, in tutto il Piemonte, un’evasione fiscale di 1,14 miliardi di euro, il dieci per cento in più rispetto all’anno precedente, quando la crisi ancora non mordeva. Non solo, oltre a scovare più irregolarità, hanno anche recuperato buona parte dei soldi evasi nei periodi precedenti: se nel 2008 erano riusciti a riportare nelle casse dello Stato poco più di 500 milioni, l’anno scorso si è arrivati a poco meno di 800 milioni, più 47 per cento. «Abbiamo potenziato la nostra attività di contrasto a chi elude le imposte», spiega il direttore regionale dell’Agenzia Vincenzo Palitta. I controlli sono cresciuti del dieci per cento, da 51 a 56 mila e hanno consentito di scovare più irregolarità. «Abbiamo cercato di affinare sempre di più il lavoro dei nostri funzionari: da quest’anno adottiamo tecniche d’indagine calibrate a seconda delle tipologie di contribuenti da controllare», rivela Palitta. «Così siamo arrivati a questi risultati». Un’azione scientifica, in cui quasi sempre si va a colpo sicuro, risparmiando tempo e risorse.
L’attività di contrasto si è intensificata, ma soprattutto si sono affinati gli strumenti. Tra quelli adottati per l’accertamento dell’evasione, il cosiddetto «redditometro» (la stima del reddito minimo presunto sul quale calcolare l’imposta da versare) ha permesso di scovare 2233 «finti poveri»: dichiaravano cifre da fame, mantenendo un tenore di vita incompatibile. Altro capitolo, le indagini finanziarie: seguendo i flussi di denaro e le movimentazioni bancarie i funzionari del fisco hanno controllato 800 situazioni recuperando quasi 40 milioni di euro. L’attività della task-force specializzata nelle frodi fiscali ha permesso di recuperare molti milioni. La stretta sulle compensazioni fiscali - tasse pagate portando in compensazione crediti fittizi, inesistenti e non correlati a nessuna dichiarazione in merito - ha dato parecchi frutti. Infine, sembra aver pagato anche la scelta di aprire un apposito ufficio dedicato ai «grandi contribuenti», cioè le imprese con un volume d’affari superiore ai cento milioni di euro.
Così, l’Agenzia è risalita a 120 milioni di euro non versati dai cosiddetti grandi contribuenti. Oltre 250 milioni è stata la somma accertata sulle imprese di medie dimensioni e 153 sulle persone fisiche, i cittadini comuni. Il grosso, invece, 614 milioni di euro proviene dall’attività di indagine sulle piccole imprese e i lavoratori autonomi. Su questo fronte gli 007 del fisco hanno raggiunto notevoli risultati dagli accertamenti sugli studi di settore: con meno verifiche rispetto al 2008 hanno accertato un’evasione media ben superiore: dai 6400 euro del 2008 agli oltre 9 mila dello scorso anno. Un ultimo fronte su cui l’Agenzia ha messo gli occhi nel 2009 è il cosiddetto «terzo settore»: associazioni, enti non profit, organizzazioni. «Si è fatto un censimento a livello nazionale, da cui è emerso un numero spropositato di queste realtà», commenta Palitta. «L’associazionismo, in Italia, è una realtà viva e fondamentale: purtroppo c’è qualcuno che ne approfitta, apre qualche associazione fittizia e gode dei benefici fiscali».

ANDREA ROSSI
Cronaca di Torino
(Del 15/4/2010 Sezione: Cronaca di Torino Pag. 65)

Donata Canta (Cgil)
“Per i lavoratori e i pensionati è una tassa in più”




I dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate per la segretaria della Camera del Lavoro, Donata Canta, sono una conferma purtroppo non inattesa: «Anche in Piemonte esiste l’evasione fiscale che è uno dei veri grandi problemi di questo Paese». Ricorda che le stime individuano in 110 miliardi l’evasione annua; una cifra enorme. Dice: «Si tratta del doppio di quanto stimato per Francia, Germania, Gran Bretagna. Una cifra che danneggia gravemente tutti i cittadini e in particolare lavoratori dipendenti e pensionati, gli unici che sicuramente non evadono». La Cgil il 12 marzo ha organizzato uno sciopero generale proprio sul tema del fisco e Canta spiega: «Ormai la pressione fiscale sul lavoro dipendente è arrivata al 44,4 per cento, una follia. E lievita in questo modo perché lavoratori e pensionati pagano una tassa in più: quella sull’evasione fiscale». Aggiunge: «E’ inutile girarci introno: c’è chi paga anche per chi non paga o paga meno di quello che dovrebbe». La segretaria ricorda anche un altro problema che pesa sui bilanci: quello della mancata restituzione del fiscal drag. Dice: «Tra il 2002 e il 2008 il fiscal drag non restituito è pari a 1182 euro per chi ha un reddito medio, si tratta di una mensilità di stipendio che è stata persa per questa ragione». E questo accade mentre «i redditi delle famiglie si sono ridotti pesantemente». Canta racconta che «oggi i lavoratori sono più poveri: rispetto al 2002 nel 2010 un impiegato ha perso 2 mila euro di potere di acquisto e un operaio 1842 e questo su redditi già molto bassi, i più bassi in Europa». E allora la rabbia contro chi evade in tutto o in parte è profonda: «Se tutti pagassero si potrebbero ridurre le tasse a chi le paga sempre, si potrebbero fare politiche redistributive, si potrebbero aiutare i consumi a crescere e questo avrebbe anche una funzione contro la crisi».

MARINA CASSI

Apr 16

La nuova Giunta del Piemonte: il presidente Roberto Cota comunica la composizione, otto assessori al Pdl e quattro alla Lega

 


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Dodici assessori, due meno della Giunta Bresso. Otto vanno al Pdl di cui cinque alla componente ex Forza Italia, tre sono gli ex An e quattro sono gli assessori della Lega. Quattro le donne in lista (nella foto da LaStampa.it). E' questa la composizione politica della nuova Giunta regionale guidata da Roberto Cota.

Oggi pomeriggio provvederà a firmare i decreti di nomina degli assessori con l’attribuzione delle relative deleghe. "Sono contento e soddisfatto, perché la Giunta annovera persone di grande competenza e professionalità. Mantengo l’impegno sul ringiovanimento della squadra degli assessori, un dato che va nella direzione di un rinnovamento delle classe politica, come promesso in campagna elettorale. Mantengo infine il secondo impegno, che è quello di una riduzione del numero degli assessori, per un miglioramento dell’efficienza e della funzionalità del governo regionale, oltre che per la riduzione dei costi della politica", ha dichiarato Cota nella nota ufficiale.

"Ringrazio il Pdl – ha concluso il Presidente - per la disponibilità dimostrata nel mantenere questi miei impegni presi con gli elettori". Ecco la lista:

Presidente On. Roberto Cota Coordinamento ed indirizzo delle politiche del Governo regionale. Rapporti con l’Università, Conferenza Stato – Regioni, Rapporti con l’Unione Europea, Federalismo, Semplificazione, A.R.E.S.S., Edilizia Sanitaria, Internazionalizzazione del Piemonte e Grandi Eventi.

Roberto Rosso, Vice Presidente Lavoro e formazione.

Barbara Bonino, Trasporti, infrastrutture, mobilità e logistica.

William Casoni, Commercio e fiere, parchi e aree protette.

Ugo Cavallera, Urbanistica e programmazione territoriale, opere pubbliche, legale.

Alberto Cirio, Istruzione, sport e turismo.

Michele Coppola, Cultura, patrimonio linguistico, politiche giovanili.

Caterina Ferrero, Tutela della salute e Sanità, assistenza.

Massimo Giordano, Sviluppo economico: industria, piccola media impresa, ricerca, innovazione, artigianato, energia, telecomunicazioni e e-government.

Elena Maccanti, Rapporti con il Consiglio regionale, Struttura speciale per il controllo di gestione, Polizia locale, Enti locali, Promozione sicurezza, Partecipate, Affari Generali.

Giovanna Quaglia, Bilancio, Programmazione, Personale, Patrimonio, Pari opportunità.

Roberto Ravello, Ambiente, risorse idriche, economia montana, difesa del suolo, attività estrattive e protezione civile.

Claudio Sacchetto, Agricoltura e foreste, caccia e pesca.

 

 


 

 

 

appuntamenti

PROVE DI DECRESCITA SERENA

PINEROLOGiovedì' 15 aprile 2010 ore 21 a Stranamore via Bignone,89 – Pinerolo, Per la rassegna “Prove di decrescita serena. Incontro su «Per un soggetto politico non elettorale». Interviene Marco Deriu (Università di Parma).

PINEROLOVenerdì 16 aprile 2010 ore 21 a Stranamore Via Bignone,89 Per la rassegna: “Prove di decrescita serena”. Incontro su: «Campagna Abiti Puliti - Guida ai vestiti solidali biologici e recuperati». Interviene Deborah Lucchetti ex operaia, coordinatrice della Campagna Abiti Puliti 


assemblea annuale alpcub - 17 aprile - stranamore/Pinerolo

Il 15 congresso di alpcub si è chiuso con l’impegno per il 1° maggio a Perosa, la fiducia al presidente Franco  Breuza, il rinnovo del direttivo e l’approvazione di una mozione che termina:

-si sollecita il dibattito e l’iniziativa su:

riduzione orario a parità di salario, con la richiesta per il momento dei contratti di solidarietà,

cassa integrazione a 1000 euro

salario ai disoccupati

difesa ad oltranza della fabbriche in crisi contro l’abbandono e la speculazione..

La relazione del presidente che si può trovare sul sito non si può sintetizzare. Come ha detto qualcuno, ha toccato il cuore e dimostrato l’umanità sanguigna di Franco..

C’è stato dibattito sulla solidarietà e l’impegno per gli ultimi, che bussano sovente alla nostra porta. Da portare avanti perché così troviamo le motivazioni per resistere, per resistere ci va solidarietà e cultura.

Una quarantina i presenti. 

 

bloc notes operaio - trasmissione quotidiana su Radio Beckwith ( 10 minuti) alle 16, all'interno di Caravan - dal 29 marzo  - raccolta trasmissioni su  www.rbe.it

 


 

scheda -pdf


INVITO

 

SABATO 17 APRILE

una iniziativa dell’ANPI e della Associazione per la Costituzione

 

Etica e Politica nella storia italiana

Piero Gobetti nel suo e nel nostro tempo

 

«il Fascismo è l’autobiografia di un popolo che rinunzia alla lotta politica, che ha il culto dell’unanimità, che fugge l’eresia, che sogna il trionfo della facilità, della fiducia, dell’entusiasmo»

Piero Gobetti

 

ore 15.45

Salone dei Cavalieri (ATL)

viale Giolitti 7 – Pinerolo

 

incontro pubblico

Le mutazioni del regime politico

dal fascismo al berlusconismo

conversazione con Marco Revelli  

Docente di scienza politica, vicepresidente del Cento Studi Piero Gobetti - Torino

documentario: «Racconto interrotto» (1992) un film di Paolo Gobetti



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Il gruppo 17 luglio si incontra presso l'Arci di Pinerolo. Prende il suo nome della data di costituzione:17 luglio 2007. Si occupa di decrescita, sostenibilità e diritti.
Se non desideri ricevere altre mail dal gruppo, invia una mail di risposta scrivendo CANCELLAMI nell'oggetto.

19 aprile

viaggio nella lega - inchiesta liberazione

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L’A.D. Fiat Marchionne arriva a Torino per presentare

il suo “piano industriale” = migliaia di posti di lavoro in meno, riduzione di stabilimenti e di modelli prodotti in Italia

 PIU’ PROFITTI, MENO POSTI DI LAVORO

Conferma della chiusura di Termini Imerese, progressivo svuotamento di Pomigliano, un “colpo secco” a Torino con la riduzione di migliaia di posti di lavoro a Mirafiori, che dal giorno successivo del summit del 21 aprile al Lingotto viene messa in cassa integrazione per un mese: ecco le anticipazioni della strategia Fiat per i prossimi cinque anni. Un ennesimo “rilancio produttivo” fatto sulla pelle dei lavoratori, che dovranno ancora una volta essere sempre “tagliati”, in numero sempre minore a sostenere l’aumento dei ritmi di produzione, della flessibiltà e precarietà del lavoro. 

Nessun lavoratore Fiat è più al sicuro, perché la politica Fiat della acquisizione di nuovi mercati esteri è chiaramente basata sul trasferimento delle produzioni, e sul mantenimento in Italia della produzione di modelli poco più che residuali. I nuovi modelli li andranno a fare altrove, dove la manodopera costa meno o dove i governi pretendono che alla disponibilità di nuovi mercati corrispondano in contropartita conseguenti investimenti produttivi.

L’Italia sembra essere considerata un sorta di “repubblica delle banane” dove la Fiat  ha preteso finanziamenti e regali per miliardi di euro da tutti i governi senza alcuna contropartita. Anzi, si permette in contemporanea non solo l’usuale uso sfacciato della cig, ma di dismettere stabilimenti e  licenziare lavoratori/trici.

Contro questo inaccettabile futuro c’è un’unica piattaforma degna di questo nome :

o                          Nessuno stabilimento Fiat deve chiudere, ma per tutti gli attuali deve essere garantito il futuro produttivo.

o                          Divieto di licenziamento per tutti i lavoratori.

o                          Se la Fiat vuole continuare a vendere in Italia è in Italia che deve far lavorare i nuovi  modelli.

o                          Le produzioni vanno ridistribuite su tutti gli stabilimenti.

FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE !

Casella di testo: Mercoledì  21 aprile
Presidio dalle ore 10
davanti l’ingresso dell’Otto Gallery, via Nizza 230

 

 

Confederazione COBAS

Via San Bernardino,4 – 10141 Torino  - Tel/fax 011 334345

CUB- Confederazione Unitaria Di Base

Corso Marconi, 34 -10125 Torino  - Tel/fax 011 655897

RdB – Rappresentanze di Base

Corso Marconi, 34 -10125 Torino    - Tel.011655454  fax 0116680433

SdL - Sindacato dei Lavoratori Intercategoriale

Via Nichelino, 14 – 10135 Torino  - Tel/fax 0113160118


(Del 20/4/2010 Sezione: Cronaca di Torino Pag. 59)

NONE
Ultimi giorni per salvare la fabbrica del cioccolato


Udienza pre fallimentare al tribunale di Pinerolo, dove è stata affrontata la situazione di crisi dello stabilimento di cioccolato Streglio di None. Il proprietario del marchio, Antonio Borsci, ha chiesto al giudice di attendere alcune settimane, poiché ci sarebbero degli imprenditori disposti a rilevare lo stabilimento, mantenendo così i 50 posti di lavoro. La prossima udienza è stata fissata per martedì 27 aprile. «Non vogliamo essere additati come coloro che sperano nel fallimento della ditta - precisa Vincenzo Bertalmio, segretario provinciale della Flai Cgil – ma certamente è meglio l’intervento di un giudice che non trovarsi davanti a richieste inconsistenti di eventuali imprenditori che si fanno avanti in un momento di crisi». E dopo il tentativo di Borsci di ricorrere ad un fondo lussemburghese la data del 27 aprile è un ultimatum. «Da pochi giorni è scaduta la cassa integrazione in deroga - continua Bertalmio - e l’azienda non ha presentato un piano industriale. Se la Streglio verrà dichiarata fallita i lavoratori avranno almeno diritto ad un anno di cassa integrazione». Ma i segnali non sono buoni, per due volte l’azienda non si è presentata agli incontri con la Regione. Al momento nello stabilimento lavorano soltanto una decina di dipendenti.
A.GIA.

 

(Del 20/4/2010 Sezione: Cronaca di Torino Pag. 58)

PRESIDIO
La Fiom: «Temiamo per il futuro di Mirafiori»


Tutta la giornata di fronte a Lingotto. La Fiom organizza domani - in contemporanea con la presentazione del piano industriale Fiat alla comunità finanziaria e poi al sindacato da parte di Sergio Marchionne - una non stop a partire dalle 10 a cui partecipa anche il segretario generale Gianni Rinaldini. E ieri i segretari del Piemonte e di Torino, Giorgio Airaudo e Federico Bellono hanno presentato un quadro della cassa integrazione negli stabilimenti torinesi: si va dalle 46 settimane delle Presse di Mirafiori alle 27 delle Carrozzerie alle 36 degli Enti centrali.
Pesante la situazione alla Powertrain ex Iveco Stura con 47 settimane e alla Cnh di San Mauro che ha esaurito la cassa ordinaria e a ottobre finirà la straordinaria. Alla Marelli le fermate determinate dalla crisi oscillano a seconda dei reparti tra le 30 e le 37 settimane. Dice Giorgio Airaudo: «Marchionne presenta i numeri agli analisti, noi presentiamo i conti delle famiglie dei lavoratori colpite dalla crisi che si sono pesantemente impoverite a causa della cassa integrazione». E aggiunge: «Dietro ai dati che Marchionne illustrerà, c’è la vita di migliaia di uomini e donne che rischiano di non avere un futuro». E sul futuro di Mirafiori esprime molte preoccupazioni: «Noi temiamo che i volumi scendano troppo. Se in quello stabilimento arriverà solo il monovolume L0 rimarranno in tutto due modelli e uno dei due, la Mi-To, vecchio. Si tratterebbe di volumi, intorno alle 120-130 mila auto all’anno, più da carrozzeria che da grande fabbrica. Il rischio è che da qui al 2015 si viva ancora di cassa integrazione e finita quella si arrivi agli esuberi». Chiede che il governo - «come è accaduto da mesi in tutti gli altri Paesi» - pretenda dalla Fiat «garanzie su investimenti e occupazione». E rilancia la proposta di fare di Mirafiori lo stabilimento capofila delle auto ibride-elettriche.

M. CAS.


21 aprile

Pdl, Fini lancia la sua corrente
"Non me ne vado, sarà battaglia"

L'ira del premier: "Si faccia il suo partito"

Col presidente della Camera oltre 50 parlamentari

Fiat, è John Elkann il nuovo presidente
Montezemolo dopo l'addio: "Niente politica"

Il presidente lascia dopo 7 anni: "Sono sereno, concluso il traghettamento". Elkann: "Avrei voluto ci fosse mio nonno". Il titolo guadagna il 9%

Immigrazione, oggi è il "clic day"
Via alle domande on line per 84 mila

Anche quest'anno, come nel 2009, non c'è il decreto flussi per i lavoratori subordinati. Le richieste potranno essere presentate solo via web tramite il sito del Viminale

ScuolaFlc-Cgil: un vocabolario nuovo
sui passi di Gianni Rodari
di Maristella Iervasi

Pantaleo: il sindacalese deve scomparire, se si vuole arrivare al cuore di giovani e lavoratori.
Edizione del 21 aprile 2010

 

eco del chisone 21.4.10

L'accusa è concorso in bancarotta fraudolenta
Moretta: Crack Neograf, sette in manette
Fallita a Pragelato la società che gestiva gli chalet del Resort

Produceva involucri per gli alimenti, quelli con cui vengono impacchettati i cioccolatini o le patatine, ad esempio. Dal 12 agosto 2009, la Neograf di Moretta (società del Gruppo Calandri che solo un mese prima era passata alla Ifill, una finanziaria mantovana) è fallita, lasciando a casa 210 dipendenti. Per quel gigantesco crack oggi sette dirigenti sono stati arrestati. Uno solo (Bartoccioni) è finito in carcere, gli altri sono ai domiciliari. Oltre a questi, altri cinque sono stati coinvolti nell'inchiesta, condotta a tempi record dalla Procura di Saluzzo.

Altro fallimento è quello che riguarda la Heuston Hospitality, società di gestione degli chalet del lussuoso Pragelato Village Resort. È uscita di scena lasciandosi alle spalle un buco quantificato per ora sui 7 milioni di euro; l'udienza per la verifica dello stato passivo è il 24 giugno.

 

21 aprile LA FIAT RADDOPPIA

Marchionne svela a Torino il piano Fiat 2010-2014: scorporo delle attività non automobilistiche in un'altra società quotata in borsa entro l'anno, con l'obiettivo di 6 milioni di auto Fiat-Chrysler (quasi il doppio delle attuali) e 34 nuovi modelli, ma soprattutto obbligo di «flessibilità» per i lavoratori. Altrimenti «porteremo la baracca altrove». Presidio delle tute blu a Lingotto, la Fiom: «Vogliono marginalizzare l'Italia».
22 aprile

 

il post

La povertà in Giappone diventa un problema

La stima sui venti milioni di poveri era stata tenuta nascosta dal precedente governo
L'economia del paese è in stallo e un giapponese su sei rientra nella fascia di povertà
 

La povertà in Giappone continua a crescere. L’economia del paese orientale è rimasta sostanzialmente ferma per molti anni, portando a sensibili differenze tra gli stipendi. Secondo le ultime stime, riprese dal New York Times, un giapponese su sei rientra nella fascia di povertà e le ultime rilevazioni indicano 20 milioni di poveri nel 2007.

I dati hanno sorpreso i giapponesi, che non ricevevano notizie ufficiali sul livello di povertà in Giappone da tempo. Il governo ha candidamente ammesso di aver nascosto per anni le statistiche sui nuovi poveri nel paese. Il problema è stato negato per quasi dieci anni dal Partito Liberal Democratico, sconfitto nell’ultima tornata elettorale da Yukio Hatoyama (Partito Democratico) che ha spinto per una maggiore trasparenza della burocrazia.

La soglia di povertà è stata ricalcolata e collocata intorno a un reddito annuo di 22mila euro per una famiglia di quattro persone. Per gli analisti, il tasso di povertà in Giappone è raddoppiato rispetto ai livelli calcolati negli anni Novanta, quando iniziò una grave crisi economica legata al mercato immobiliare e al collasso dei mercati.

Identificare con precisione l’effettivo numero di poveri non è però facile. Autorità e assistenti sociali segnalano che i giapponesi in ristrettezze economiche cercano di nascondere la loro condizione, ritenuta spesso un’onta e vissuta in primo luogo come un fallimento personale. Chi riesce cerca di svolgere più lavori, ma il denaro non sempre è sufficiente per pagare l’affitto, le bollette o i medicinali. Del resto, l’80% delle persone che vivono in povertà sono “impiegati poveri”, donne e uomini con paghe basse e lavori temporanei senza tutele.

Gli stipendi sono sufficienti per sopravvivere, ma le altre attività sociali come uscire con gli amici o andare al cinema restano precluse. «La povertà in una società ricca non significa vestirsi di stracci o vivere su un pavimento sporco. Queste sono persone con cellulari, auto, ma sono isolate dal resto della società» osserva la sociologa Masami Iwata (Japan Women’s University, Tokyo).

Il crescente numero di poveri potrebbe portare a seri problemi nel lungo termine. Secondo gli analisti, un’ampia porzione della famiglie non avrà presto le risorse per offrire ai propri figli un’istruzione di qualità, dando così vita a un «ciclo permanente di lavori poco pagati».


 

Sabato 24 aprile ore 9,30 - 12,30
 
RACCOLTA FIRME  PER I TRE REFERENDUM PER L'ACQUA PUBBLICA
 
Via Duomo - angolo Piazza Vittorio Veneto (piazza Fontana) (in caso di pioggia non si terrà)
Portici di corso Torino - fronte Libreria Volare (in ogni caso)
Autenticatori - Assessore Riccardo Vercelli e  Consigliera Egle Possetti
Tavoli forniti da Sinistra Ecologia Libertà e Comunisti Italiani
Sedie idem
Bacheche mobili: Comunisti italiani
 
La raccolta viene fatta dal Comitato Acqua pubblica di Pinerolo (senza simboli di organizzazioni aderenti)

 
Chi vuole dare una mano si presenti alle 9,15 al banchetto di piazza "Fontana". (avanti all'ingresso del comune)
 
 

  • Welfare: SPI CGIL, lavoro degli anziani vale oltre 18 miliardi di euro l’anno
    Il 'lavoro' degli anziani e dei nonni italiani vale più di 18 miliardi di euro l'anno. A tanto ammonta, secondo uno studio dell'IRES per lo SPI CGIL, il valore delle attività di aiuto informale, di sostegno ai carichi familiari dei nonni e del loro impegno in organizzazioni di volontariato da parte delle persone anziane. Espresso in termini economico-monetari assoluti, il valore del loro impegno (18,3 miliardi di euro) equivale all’1,2% del Pil. Solo per la cura dei nipoti, calcola l’istituto di ricerche della CGIL, l'impegno dei nonni può arrivare ad essere paragonato ad un monte retribuzioni di 13,8 miliardi di euro l'anno. Lo studio sottolinea come a pesare siano in particolare le attività gratuite di aiuto e cura informale degli anziani che rappresentano una dimensione di grande rilievo, sia in assoluto sia in termini relativi ovvero rapportati al contributo sociale di altri gruppi di età.

  • Telecom: nuovi tagli, la SLC CGIL il 29 aprile a Rozzano

Contratti: siglato accordo unitario per lavoratori edili, aumento 118 euro
Firmato il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti delle imprese edili. L'intesa, raggiunta nella scorsa notte, è stata siglata unitariamente da FILLEA CGIL, FILCA CISL e FENEAL UIL con l’ANCE. Il contratto interessa oltre 1,2 milioni di lavoratori dipendenti, di cui 140.000 tecnici e impiegati, e circa 300.000 imprese e prevede un aumento retributivo pari a 118 euro al terzo livello (39 euro dal 1 aprile 2010, 39 euro dal 1 gennaio 2011 e 40 euro dal 1 gennaio 2012) che per la categoria degli edili della CGIL “va oltre i limiti imposti dall’accordo separato” sulla riforma del modello contrattuale. Per la FILLEA, inoltre, la chiusura unitaria e i contenuti sono una risposta seria, responsabile ed efficace alle esigenze di incremento dei salari e dei diritti dei lavoratori. L’intesa sarà ora sottoposta al giudizio e al voto dei lavoratori con una capillare campagna di assemblee che si svolgeranno nelle prossime settimane

 



Pasoliniana

sabato e domenica 25 aprile 2010, CineTeatro Baretti e luoghi adiacenti nel quartiere di San Salvario

ALIENITALIANI 1
Pasoliniana
24 ore di affabulazione tra il palazzo e le lucciole

Video, interviste, film, letture, musiche

Coordinamento di Claudio Canal e Damiano Accattoli

Con la partecipazione di Ninetto Davoli, Eugenio Cappuccio, Steve Della Casa,
i Pappazzum, Liliana Ellena, Vesna Scepanovic, Andrea Ughetto

In collaborazione con: Cineteca di Bologna, Rai Direzione Teche, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Associazione Fondo Pier Paolo Pasolini

EVENTO GRATUITO

Associazione Baretti

Pasolini, interprete dei mutamenti sociali del nostro paese, è stato un protagonista assoluto della cultura del '900, una figura complessa e luminosa, un artista versatile e geniale, un eretico. E il fondamento della sua eretica trasgressività è quanto ha cercato ininterrottamente di comunicare da poeta, regista, scrittore, drammaturgo.
Il 2 Novembre 1975, all'Idroscalo di Ostia, si è consumato un omicidio tuttora irrisolto; che il senatore a vita Giulio Andreotti, con un po' di cinismo romanesco, commentò dichiarando che Pasolini, la morte, "se l'è cercata". A 35 anni da quella notte, la presenza di Pasolini nella cultura italiana resta un problema, perché gli argomenti del rifiuto, che non mancano, sono tuttora quelli che furono. E perché tuttora è urgente l'allarme sul progressivo dissolvimento dello spirito pubblico lanciato da questo intellettuale scomodo ed ineludibile.
Andremo componendo una biografia appassionata fatta di letture, proiezioni di film e audiovisivi di archivio, interventi e programmi radiofonici, per restituire la vitalità dell'uomo Pasolini, per ridare luce alla fortissima e inconsueta passione conoscitiva e alla sua analisi della mutazione antropologica italiana, così potentemente attuale.
ALIENITALIANI vuole essere la cornice in cui racchiudere, ogni anno a partire da quest'anno, un progetto speciale dedicato ad un personaggio, artista o intellettuale italiano ‘eccellente' che ci sta a cuore.

PROGRAMMA COMPLETO:

SABATO 24 APRILE
   
14.30 Apertura
  FILM: Accattone di Pier Paolo Pasolini. Con Franco Citti, Mario Cipriani, Silvana Corsini (b/n, 116'). Italia 1961
   
15.30 Largo Saluzzo: Inizio ‘Pallapiazza', torneo di calcio di strada aperto a tutti
  5contro5 fino ai 13 anni, 3contro3 dai 14 ai 99 anni
   
16.30 FILM: Un mondo d'amore di Aurelio Grimaldi. Con Arturo Paglia, Fernando Pannullo, Gaetano Amato, Renato Cecchetto, Nina Micalizzi, Loredana Cannata, Mario Porfito, Alessandro Di Robilant (b/n, 88'). Italia 2002
   
18.15 EROS, PEDERASTIA E POLITICA confronto con Liliana Ellena, docente di Storia delle donne all'Universita' di Torino, e Andrea Ughetto, traduttore, musicista
   
20.00 Filmati di repertorio
   
21.00 IO MI RICORDO: incontro con Ninetto Davoli ed Eugenio Cappuccio condotto da Steve Della Casa
   
22.30 PASSIONE SECONDO PASOLINI
"E' dunque assolutamente necessario morire"
per Coro parlante e semovente diretto da Claudio Canal
   
23.30 DOCUMENTARIO: Pasolini: Cultura e società (20') Di Carlo di Carlo
   
   
DOMENICA 25 APRILE
   
0.00 ANNI 70: UNA SAXISTORIA
Storia per immagini e avvenimenti, anno per anno. di Claudio Canal
Con Andrea Ayassot, sax soprano, e Claudio Canal
   
1.00 FILM: Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini. Con Anna Magnani, Franco Citti, Ettore Garofalo, Lamberto Maggiorani, Silvana Corsini (b/n, 105'.) Italia 1962
   
3.00 FILM-DOCUMENTARIO: La Rabbia di Pasolini di Giuseppe Bertolucci (b/n 83'). Italia 2008
   
4.25 FILM-DOCUMENTARIO: A futura memoria di Ivo Micheli. Con Luigi Montefiori, Stella Carnacina, Ninetto Davoli, Gastone Pescucci, Don Backy, Claudia Gravi (col. 120'). Italia 1985
   
6.30 FILM: Edipo Re di Pier Paolo Pasolini. Con Silvana Mangano, Franco Citti, Carmelo Bene, Ninetto Davoli. (col. 110'). Italia 1967
   
8.25 FILM: Il fiore delle mille e una notte di Pier Paolo Pasolini. Con Franco Merli, Ninetto Davoli, Franco Citti. (col. 130'). Italia 1974
   
10.30 Largo Saluzzo: Torneo 'Pallapiazza'
   
10.40 FILM: Uccellacci e Uccellini di Pier Paolo Pasolini. Con Totò, Ninetto Davoli (b/n, 85'), Italia 1966
   
11.45 Via Crucis corsara per le vie di San Salvario”, con Vesna Scepanovic e i gruppo musicale Pappazzum
   
13.00 FILM-DOCUMENTARIO: Sopralluoghi in Palestina di Pier Paolo Pasolini (52') 1964
   
13.55 FILM-DOCUMENTARIO: Appunti per un'Orestiade africana di Pier Paolo Pasolini (63') 1969
   
15.00 Beauty is difficult – Pier Paolo Pasolini ed Ezra Pound”, di Claudio Canal.
Con Clelia Calabrò, anglista, Silvia Genta, attrice, e Claudio Canal
   
16.00 Filmati di repertorio – in collaborazione con Teche Rai
   
16.30 Largo Saluzzo: Merenda in piazza (offerta da Liberamensa)
   
17.00 Largo Saluzzo: Lettura integrale del Vangelo secondo Matteo
   
18.30 FILM: Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini. Con Enrique Irazoqui, Margherita Caruso, Susanna Pasolini, Ninetto Davoli (b/n 142') - Italia 1964

• Per il torneo di pallapiazza (calcio a 3 o a 5) in Largo Saluzzo, contatti: Roberto Barbonese 3487277565 o Carlo Femiani 3474272385
Iscrizioni presso oratorio SS Pietro e Paolo entro Ven 23 aprile ore 11.
• Tutti gli appuntamenti sono previsti al Teatro Baretti, tranne laddove altrimenti specificato
• Durante la manifestazione sarà presente uno spazio nel foyer del Baretti dedicato alla la vendita di libri di e su Pasolini, in collaborazione con la libreria Gulliver - http://www.libreriagulliver.it/
• PRP: Punto di Ristoro Permanente a base di sangria (offerta da Liberamensa)
• In caso di pioggia la merenda in piazza verrà servita nelle sale interne


OUTING - AZIONI DI LIBERO PENSIERO è realizzata
 

CON IL SOSTEGNO DI:
Compagnia di San Paolo - edizione 2009 Bando Arti Sceniche in Compagnia

CON IL CONTRIBUTO DI:
Città di Torino, Regione Piemonte, Fondazione CRT, Sistema Teatro Torino

CON IL PATROCINIO DI:
Circoscrizione 8

CON LA COLLABORAZIONE DI:
Cineteca di Bologna, Rai Direzione Teche, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Associazione Fondo Pier Paolo Pasolini

Il Teatro Baretti è parte del Circuito dei Teatri Possibili


28 aprile

Grecia, sì di Berlino agli aiuti 
Tagliato il rating alla Spagna

Borse tornano in affanno, euro ai minimi

Il governo tedesco per uno stanziamento di 8,4 miliardi. Altri interventi nel 2011 e 2012. Merkel: "Accelerare negoziato". Atene: no a tagli salariali. Standard and Poor's abbassa la valutazione a Madrid: ora è AA con outlook negativo. E le Borse tornano a perdere. Casa Bianca preoccupata: "Seguiamo la situazione"


I MAGGIO: E’ ancora possibile celebrare il lavoro? da Paolo Andreoni Forlì
Il fine ultimo di questa lettera vuole rappresentare l’estrema e disperata urgenza di svolta che sembra non appartenere ad un popolo ormai annichilito e dimentico della propria responsabilità civile. Un’importante tradizione filosofica, alla quale mi sento legato indissolubilmente, considerava l’uomo nel suo concepimento dopo l’esistenza: “L’uomo è ciò che fa “ scriveva Jean-Paul Sartre. L’esistenza precede l’essenza, l’individuo è innanzi tutto e ha coscienza di progettarsi verso l’avvenire. Ma questa coscienza che dovrebbe significare: “emancipazione critica “ può ancora pretendere una dignità relativa ad ogni soggetto pensante? Purtroppo, ora più che mai, ritengo che la conseguenza di ogni nostra riflessione consista nel tacito assistere alla disumana oggettivizzazione di ogni volontà dissidente, oggettivizzazione che mostra inevitabilmente l’elaborazione di materiali già filtrati attraverso la matrice sociale sussistente. Ciò a sua volta implica una certa reificazione. Risulta, quindi, evidente che il singolo non solo viene colpito nella propria indipendenza ed autonomia di scelta, ma si ritrova condannato a estreme limitazioni nel momento in cui tenta la denuncia o il rifiuto. Giorno per giorno non fa che accentuarsi il criminale autoritarismo del potere vigente a cui è stato concesso l’implosione economica che ha gettato nella disperazione intere famiglie. E’ ancora possibile celebrare il lavoro quando ci viene negato ogni diritto? Le ultime stime ci ricordano che, se prima disoccupati e cassaintegrati gridavano simbolicamente un disagio generalizzato con vari mezzi, ora chi non ha la possibilità di placare una situazione precaria come unica forma di protesta utilizza il suicidio. Agli operai a poco a poco si sono aggiunti i dirigenti delle stesse fabbriche: una scia di sangue su cui hanno chiuso gli occhi cittadini indifferenti e naturalmente lo Stato. Paura, sfiducia e misere salari hanno indebolito ogni espressione dell’opinione pubblica che non riesce a trovare strategie di lotta efficienti e concrete. Di fronte a studenti in aumento tende a diminuire considerevolmente il personale docente che si sa è dannoso perché permette di prendere coscienza sulla propria miseria quotidiana. Stiamo toccando apici sempre più inquietanti e chi può sopravvivere non fa che alienarsi, sempre di più, nella propria dose di meschinità che gli spetta. Siamo passati da anni in cui l’utopia poteva eventualmente dirsi tale, quando si tentava di ribaltare le logiche interne del lavoro che riducevano gli individui a umili servi del capitalismo, a tempi in cui la possibilità di attuare riflessioni di tal genere si sta affievolendo dal momento che il lavoro è divenuto un lusso per pochi. A chi a negato i diritti naturali facendoli diventare irraggiungibili privilegi e a chi si scalda in pubblico con parole suadenti smaltendo in privato la vergogna del sacrificio della povera gente che non ha saputo proteggere auguro un buon I maggio.

OGGI

 

NEWS DAL WEB

 
Capitalismo: la via verso il crollo
Crisi economica mondiale
Schiavitù e mafia in Italia
Disoccupazione: massimi dal 2004
CIE: Istantanee dal serraglio
Il Sud Europa e la forza lavoro
Sulle "contestazioni" a Wu Ming
Livorno: essere precari stanca!
Cala l'occupazione nelle imprese
La banda del fare quel che ci pare
Economia mondiale: stati rovinati
Spagna: mercato immobiliare 2010
Le banche dentro il tunnel
Oriente: l'altra faccia della crisi
Etanolo: 300 milioni di affamati
Inevitabile crisi economica?
E' colpa del neoliberismo?
Euro: una moneta senza stato
Cari lavoratori dell'Eutelia
Scontri nella notte in Val di Susa
Lambro. Depenalizzati gli scarichi
Torino: riunione lavoratori in lotta
Nasce A.L.A.TO. coordinamento
manifestazione antonio merloni
Eutelia davanti a Palazzo Chigi
Merloni: presidio dei lavoratori
La lotta dei lavoratori Phonemedia
Spagna Portogallo Grecia: bancarotta
Perquisizione a Radio Black Out
Una storia nera di truffe e riciclaggio
Petrolio nel Lambro: speculazione?
Gennaio: 12 suicidi dietro le sbarre
Aerei privati, escort e auto di lusso
Sale ancora la disoccupazione Usa
Sciopero generale: la Grecia si ferma
Greece on strike 2/24/2010
Greece labor unions strike 24 2010
Grecia: pagare il debito pubblico?
Berkeley. Riot Police step in
Italia: quasi tutti.....accattoni!
L'Aquila: protesta delle carriole
Il traffico di rifiuti tossici in Italia
Un "martello" contro la Turchia?
Marjah, sulle macerie della guerra
Donne israeliane rompono il silenzio
Pechino prosegue gli stimoli di aiuto
La bolla cinese sta scoppiando?