17 dicembre 1999, SCIOPERO GENERALE:

Una grande occasione per i lavoratori, i disoccupati, gli studenti, per dire no ai licenziamenti, si al lavoro e ai diritti per tutti e per gridare basta ad un modello di società che mette al primo posto il mercato, la finanza, i profitti e per rilanciare un’iniziativa sindacale e politica che metta al primo posto le persone, donne, uomini, anziani, giovani. Un lavoro e un futuro dignitoso per tutti al centro dei nostri obiettivi e una comunità attenta e solidale in particolare con gli ultimi.

Questi sono i motivi per cui abbiamo sostenuto lo SCIOPERO GENERALE e per questo chiediamo a tutti una grande partecipazione.

Certamente la situazione della Beloit è centrale ma non unica perché molte altre situazioni sono preoccupanti ( Pramec, Luzenac, SKF, Cascami, Microtecnica) e nel nostro territorio sono oltre 11.000 i disoccupati iscritti al collocamento.

Se la Beloit chiude per il pinerolese vuol dire non solo perdere 430 posti, ma con l’indotto e le attività collegate perderemo 1000 posti di lavoro. E’ quindi indispensabile concentrare sulla Beloit tutte le energie affinché la trattativa con gli americani porti ad un accordo positivo, controllare che gli imprenditori interessati a proseguire l’attività produttiva facciano sul serio e non un’operazione mordi e fuggi e dopo qualche mese una bella speculazione immobiliare. L’accordo che dovremmo costruire non dovrà lasciare nessuno per strada, mantenere diritti acquisiti e dignità al lavoro, puntando molto sulla professionalità e su una rinnovata organizzazione produttiva all’altezza della nuova situazione. Per questo il Governo, le istituzioni, la POLITICA, dovranno preparare gli strumenti idonei (almeno 2 anni di cassa integrazione, interventi di politica industriale, formazione) per consentire al più presto la ripresa produttiva.

Noi siamo però convinti che per ottenere questi risultati occorre incidere profondamente sul fare sindacato: la concertazione evidenzia i suoi limiti e i padroni dopo avere incassato i profitti vogliono ancora di più. Siamo in presenza di una precarietà inaccettabile, salari bassi, diritti soppressi, ma come si vede questo non basta ancora: se passano i licenziamenti alla Beloit si crea un precedente molto pericoloso tutti. Se si tagliano i diritti acquisiti il giorno dopo lo faranno in altre realtà. Allora BASTA CON LA CONCERTAZIONE, facciamo sentire con più forza una voce alternativa, rafforziamo il Sindacato di Base, che sappia ancora difendere i lavoratori dallo strapotere padronale e dal loro pensiero unico.

Ma non è sufficiente intervenire sul sindacato, è indispensabile rinnovare la POLITICA. Non possiamo dopo tanti anni sentirci dire che contro le decisioni di una multinazionale non possiamo fare niente, che il mercato è sovrano, la globalizzazione inattaccabile, mentre l’unica cosa che salva il nostro paese è tagliare le pensioni. Anche sulle scelte politiche è ora di cambiare strada: Ridistribuire la ricchezza e ridistribuire il lavoro, è ancora un progetto della sinistra ?

Qualcuno si ricorda ancora delle 35 ore?

Allora prendiamo coraggio, guardiamo cosa è successo negli Usa a SEATTLE; qualcuno ha cominciato a ribellarsi, a gridare che non siamo più d’accordo che pochi potenti decidano come, dove quanto dobbiamo vivere. Il nostro futuro dobbiamo deciderlo tutti insiemi nel rispetto delle persone e dell’ambiente che dovremo lasciare ai nostri figli.

Anche noi nel nostro piccolo, la nostra COMUNITA’, stiamo resistendo ad una decisione presa da potenti da un altro continente di chiudere una fabbrica, decisione che rischia di rendere drammatica la vita a molte famiglie e pregiudicare il futuro della nostra città. A molti può sembrare una cosa impossibile, un’utopia.

Se avremo ancora voglia di lottare e se sapremo mettere in campo tutte le nostre risorse, in particolare i giovani, tutta la nostra comunità, allora riusciremo a modificare queste decisioni e a preparare un futuro più positivo per tutti.

 

 

Le cose si possono cambiare, non lasciamo morire la speranza.

Il Sindacato di Base del pinerolese

ALP/Cub-R.d.B/Cub- Cub Scuola

 

17 dicembre 1999: una grande giornata di lotta e di speranza

 

E’ andata meglio di ogni previsione lo sciopero generale del pinerolese. Lavoratori, studenti, pensionati, disoccupati, tutti i sindacati, negozi con serrande abbassate, istituzioni, chiese, forze politiche, associazioni, molte persone, che non avremmo mai più immaginato, gente in carne ed ossa che si è unita al corteo, al più grande corteo degli ultimi anni, per dire no ai licenziamenti si al lavoro ma ad un lavoro dignitoso per tutti e con diritti per tutti.

Dopo anni di delusioni siamo felici, siamo felici perché questa arrabbiata e insieme gioiosa manifestazione ci ripaga dei sacrifici, delle cattiverie e ci dice che è più forte la voglia di andare avanti; ci dice che chi ha seminato prima o poi raccoglie; ci conferma che l’entusiasmo vince il pessimismo, batte la tiepidezza, il boicottaggio e ci invita a proseguire.

Già proseguire, andare avanti, perché le cose grosse dovremo ancora affrontarle e sostenerle.

 

Vediamo di elencare quelle più importanti:

In questi giorni si deciderà se la Beloit Italia potrà essere acquistata e quindi scorporata dalla vendita all’asta del tribunale americano. Dobbiamo allora ribadire e chiedere a tutti che è indispensabile un accordo con la cessione dei marchi, licenze, mercati, come diceva il documento sindacale confederale che abbiamo valutato positivamente.

 

Sappiamo che ci sono più soggetti interessati all’acquisto della Beloit e questo è importante perché ci permette di valutare quale sia la proposta migliore.

Noi non dobbiamo avere nessuna pregiudiziale ne preferenza precostituita, ma dire che noi sosterremo la proposta che risponde meglio ai nostri obiettivi. Come diceva molto chiaramente Cremaschi nell’assemblea aperta del 16 dicembre, e che noi condividiamo:

 

Per questi obiettivi è indispensabile mettere in moto il TAVOLO DI CRISI non solo a parole ma in concreto e che dia la possibilità VERA a tutti i soggetti di dare il migliore contributo.

 

Anche il COMITATO deve essere da ora in avanti il riferimento contrattuale, in particolare quando la trattativa si sposterà ai Ministeri dell’Industria e del Lavoro.

Dunque il lavoro è tanto ma dopo la manifestazione del 17 dicembre è tanto anche l’entusiasmo:

Andiamo avanti allora dicendo sempre quello che pensiamo e proseguiamo assieme a tutti quelli che in questi mesi ci stanno dando una grande mano, in particolare assieme agli studenti, che sono poi i nostri figli: con loro e con tutti gli altri troveremo una giusta soluzione a questa crisi e anche alle altre del nostro territorio

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PERCHE’ NON MUOIA LA SPERANZA

 

 

BUONE FESTE A TUTTI Collettivo ALP/BELOIT

Direttivo ALP/Cub