SIAMO STATI A GENOVA

ABBIAMO VISTO CON I NOSTRI OCCHI, SENTITO SULLA NOSTRA PELLE E SULLA NOSTRA TESTA COSA E’ VERAMENTE SUCCESSO.

Siamo partiti sabato mattina presto con i le nostre figlie i figli, amiche e amici con i quali in questi mesi abbiamo lavorato per capire cosa vogliono fare questi potenti del mondo e cosa potevamo fare noi per contrastare le scelte ingiuste che fanno i poveri più poveri e i ricchi sempre più ricchi.

Siamo partiti con lo spirito e la voglia che ci hanno accompagnati in tutti questi anni quando abbiamo manifestato per difendere il lavoro alla Indesit, alla Manifattura, alla Fiat di Villar, alla SKF, alla Cascami, alla Beloit, oppure per difendere le Pensioni, per il Contratto dei Metalmeccanici.

Siamo partiti con i nostri zaini e le borse piene di panini, salame, formaggio, borracce, come è nostra tradizione perché la giornata di lotta diventi anche una festa, uno stare insieme, un urlare la nostra rabbia contro le ingiustizie ma anche ritrovare molte altre persone.

Abbiamo marciato per circa 4 ore con questo spirito e con questo atteggiamento con i nostri striscioni, le nostre maglie gialle del pinerolese, i nostri sandali e le braghe corte, preoccupati per i fatti del venerdì ma contenti della grandissima partecipazione, una partecipazione pacifica.

Poi, quasi all’improvviso, il fumo, i gas, gli elicotteri, le autoblindate, e migliaia di persone inermi caricate con una violenza che non abbiamo mai visto. Chi si è fermato per soccorrere donne,giovani che cadevano e venivano calpestati é stato picchiato con violenza bestiale, così come tutti quelli con le mani alzate e nude. Non c’è stata una strage per puro caso.

Al rientro in fabbrica e nei luoghi di lavoro sentiamo il bisogno di spiegare queste cose.

Il sindacato di Base aveva dichiarato per venerdì lo sciopero contro il G8, cioè contro le conseguenze che la politica del G8 fa ricadere non solo sui poveri del mondo ma anche su di noi, lavoratrici, lavoratori, pensionati, giovani.

Allo sciopero hanno aderito soltanto alcune decine di lavoratrici e lavoratori in tutto il pinerolese, ma lo sapevamo e lo abbiamo scritto: era uno sciopero difficile.

Ora, alla luce delle cose successe pensiamo sia stato giusto dichiararlo, anzi, da oggi dobbiamo prepararci perché a Genova il segnale dei potenti è stato chiaro:

I violenti ed i provocatori circolavano indisturbati mentre le cariche sono state fatte su chi manifestava pacificamente.

Il monito è chiaro: se si deciderà di mettere mano alle pensioni, attenti a protestare perché succederà la stessa cosa…..e questo vale per la Sanità, la Scuola.

Per il Contratto dei Meccanici: prendete quello che vi diamo e zitti…

Per le Poste: si preannunciano migliaia di tagli mentre sappiamo che gli organici sono già oggi scarsi, ma la Globalizzazione impone regole precise e allora…zitti, siete fortunati che già avete un lavoro.

Il mondo sarà meno ingiusto, il lavoro meno precario, gli anziani più assistiti, il mondo e il cibo meno inquinati, non se lo decidono 8 potenti del mondo che abbiamo visto molto prepotenti, ma solo se noi, tutti insieme, donne e uomini continuiamo a lottare a praticare la solidarietà verso chi è più indietro di noi, e se combattiamo le ingiustizie sempre, nella fabbrica nella società se non ci lasciamo convincere che tanto non cambia nulla, che l’impegno non serve perché intanto hanno sempre comandato loro. Su la testa. Non regaliamo il cervello e il cuore ai potenti.

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