Da Genova a Kananaskis. Al via oggi un G8 blindato tra le Montagne Rocciose
Otto Grandi tra le montagne
Anche i missili a protezione del summit. Manifestazioni no global ostacolate a Calgary. Disobbedienza e cortei a Ottawa
VITTORIO LONGHI- il manifesto 26/06


E'tutto pronto per l'inizio del blindatissimo G8 di quest'anno che oggi aprirà i lavori a Kananaskis, sulle Montagne Rocciose canadesi. Il primo ministro Jean Chrétien non ha badato a spese per assicurare tranquillità ai suoi ospiti: circa 70 milioni di dollari per il più vasto piano di sicurezza che il Canada abbia mai avuto. L'operazione prevede lo schieramento di oltre 8 mila uomini, tra Giubbe rosse, polizia locale e militari. Sulla no-fly zone, già protetta da sistemi di difesa antiaerea con lanciamissili e radar mimetizzati nei boschi, veglieranno anche i caccia F-18. Contro l'ossessione degli attacchi batteriologici, invece, l'ente locale della sanità si è rifornito di antibiotici per circa due milioni di dollari. Il premier canadese ha detto di volere richiamare lo "spirito informale e raccolto di Rambouillet" per questo vertice. Come nel `75 l'allora presidente francese Giscard d'Estaing invitò i capi dei paesi più industrializzati nel castello parigino, Chretien ospiterà il G8 nella cornice intima e lussuosa del Delta Lodge di Kananaskis. Le 350 camere dell'albergo sono appena sufficienti ad accogliere le delegazioni, ridotte quest'anno a sole 25 persone per paese. Tutti gli altri a 100 km di distanza, a Calgary, dove è stata allestita la sala stampa per i 2 mila cronisti venuti da tutto il mondo ad assistere all'incontro su maxischermi. Sempre a Calgary, sono già iniziate le manifestazioni di protesta e i forum. Domenica tremila persone hanno sfilato pacificamente. Ieri si è conclusa la G6B conference, controvertice di quattro giorni organizzato dall'università di Calgary e da varie associazioni per i diritti umani. Il Gruppo dei sei miliardi, tutti gli abitanti del pianeta, ha presentato al governo canadese le proposte delle organizzazioni coinvolte sui temi del G8: economia globale, terrorismo e sviluppo in Africa, attraverso il Nepad. Proprio a quest'ultimo punto Chrétien ha detto di volere dare la precedenza, ma i portavoce dei paesi africani intervenuti al controvertice hanno spiegato chiaramente che la politica del Nuovo partenariato per lo sviluppo economico dell'Africa è stata elaborata escludendo a priori la società civile e le Ong e favorendo invece le multinazionali.

A confutare il paternalismo umanitario ostentato da Chretien anche la notizia dei 55 delegati di Ong straniere a cui le ambasciate canadesi hanno rifiutato il visto per intervenire al forum di Calgary. I diplomatici non hanno neanche motivato la negazione dei visti in Pakistan, in Bangladesh, in Nigeria e in Sierra Leone e solo dopo l'intervento dell'Acnur alcuni delegati sono riusciti a partire. Altra azione di boicottaggio è stata la promessa non mantenuta dal comune di Calgary di concedere uno spazio per il Solidarity village, festival culturale no global. Sempre con la scusa della sicurezza, il governo ha versato 300 mila dollari alla comunità indigena Stoney first nation, che possiede alcuni terreni poco distanti da Kananaskis. "Sappiamo che quei soldi sono serviti solo a prevenire la nostra presenza intorno al vertice", ha detto David Robbins, del Council of canadians. I gruppi locali hanno assicurato che comunque la protesta di Calgary non si fermerà, nonostante manifestazioni più grandi siano previste dall'altra parte del paese, nella capitale Ottawa. Lì, i gruppi di Take the capital sono pronti alle azioni di disobbedienza contro le sedi delle multinazionali, del Wto e del Fmi. Le notizie di carceri e tribunali pronti ad arresti di massa, come i 31 fermi della settimana scorsa ad Halifax durante l'incontro dei ministri economici del G7, fanno parte dell'ordinaria campagna di terrore del governo.