Conversazione con Enrico Lanza, presidente della Associazione lavoratori pinerolesi

Spazio e obiettivi di un sindacato antiliberista

Oggi si vorrebbe abolire il sindacato,definito forza conservatrice, ma sul territorio c’è chi vuole ricomporre e allargare la sua base. È il caso di Alp

C’era una volta la concertazione e la politica dei redditi. Cera una volta l’Accordo del 23 luglio 1993. C’era una volta ... perché oggi con la Confindustria di D’Amato e il Governo Berlusconi tutto questo non c’é più ... o almeno sta per essere distrutto e con questo tutta la cultura sociale e sindacale che ha caratterizzato "l’asse strategico" del sindacato maggioritario. All’attivo di quell’accordo - dicono Cgil, Cisl, Uil - vi è il contenimento delle perdite del valore reale delle retribuzione del lavoro dipendente (grazie anche alla contrattazione integrativa) ma non il suo azzeramento visto il forte divario tra l’inflazione programmata e quella reale. Dopo quell’accordo gli incrementi di produttività non sono affatto stati ridistribuiti attraverso i contratti nazionali, il potere d’acquisto e la capacità di spesa di vasti strati sociali sono stati diminuiti, la marginalità e anche l’esclusione sociale si è allargata.

Faccio il punto sulla stato di salute del movimento sindacale con Enrico Lanza, sindacalista "storico" della Fim di Pinerolo, che, dopo l’accordo sulle pensioni del 1995, ha deciso di lasciare la propria organizzazione, per fondare con altri 500 militanti l’Associazione lavoratori pinerolesi (Alp), un vero e proprio sindacato territoriale, una camera del lavoro e del non lavoro. "Uno dei problemi centrali per il sindacato, specie quello di base, è quello della rappresentanza. Siamo penalizzati da un regolamento elettorale che attribuisce comunque il 33% dei seggi ai sindacati confederali, qualunque sia il numero dei voti ottenuti. Per noi è stata dura organizzare la nostra presenza nelle Rsu nonostante il consenso che ottenevamo. In un memento in cui si parla diritti da difendere e rivendicare, la questione della rappresentanza democratica nei luoghi di lavoro è una cosa da non dimenticare".

L’attacco di Confindustria e del Governo al sindacato, ha generato movimenti di lotta generalizzati, la grande manifestazione del 23 marzo, lo sciopero del 16 aprile, il sindacato di base può perdere la propria funzione. "Stiamo vivendo una fase nuova. Fino a quando il sindacato concertativo concertava senza fare iniziative di lotta, per noi, per il sindacato di base, tutto era più semplice nel rivendicare il nostro ruolo. Noi però crediamo di avere un ruolo importante almeno nel nostro territorio. Il primo punto importante è quello della democrazia: più voci ci sono, più discussione c’é sulle finalità dell’azione sindacale, più si allarga lo spazio democratico. Non solo nell’azione sindacale, ma nella società. Il secondo punto è quello della conflitto. Di fronte a una chiusura di aziende, di fronte a licenziamenti collettivi, una cosa è certa: Alp chiama alla lotta, al conflitto. Per la difesa e la conquista di posti di lavoro, per la cultura complessiva del territorio. Ancora quando si parla di flessibilità, che nel nostro paese è troppa, richiedere con la lotta che questa flessibilità non voglia dire precarietà è importante."

I lavoratori oggi sono divisi. Partecipano alla realizzazione di un medesimo prodotto lavoratori con posizioni contrattuali differenti (a tempo indeterminato, a tempo parziale, collaboratori) a settori produttivi diversi, pur lavorando a contatta di gomito. I sindacati sono diversi e fanno accordi diversi. "La nostra azione è quella di unificare il più possibile. Lavoriamo per collettivi. Faccio un esempio nella scuola il collettivo è fatto di tre gruppi: uno che aderisce al Cobas, uno che aderisce alla Cub, e altri che sono di Alp e altri ancora che non hanno organizzazione. La nostra ambizione è il lavoro unitario. A partire da quello del sindacato di base. Non è cosa facile. Pensiamo che sia ormai indispensabile affiancare al sindacato confederale qualcosa di alternativo. L’importanza del sindacato di base lo si è vista il 15 febbraio, con lo sciopero nazionale del sindacato di base. Alla manifestazione di Roma eravamo in 150 mila. L’idea di mantenere dei presidi alternativi è importante."

La ricomposizione della base sindacale parte dal territorio. " Noi siamo un sindacato territoriale, il territorio è fonte di aggregazione. Sul territorio ci sono storie che si incrociano: militanza sindacale, espressioni di impegno politico e ecclesiastico (valdesi e comunità di base), sono la culla della nostra esperienza. In un momento come questo in cui torna in primo piano la lotta politica, non dobbiamo dimenticare che siamo un sindacato. Lottiamo per far cadere Berlusconi, e mateniamo il nostro impegno di tutti i giorni: la tutela dei lavoratori, la difesa dei diritti dei lavoratori, la vertenza per reintegrare il lavoratore licenziato senza giusta causa".

I contenuti dell’azione sindacale. " Non è vero che non c’è flessibilità. Ci sono accordi contradditori. C’è la cassaintegrazione là dove ci sono straordinari e contratti a termine. Sia nel privato che nel pubblico le condizioni di lavoro sono peggiorate. Si lavora sotto organico e così aumenta la produttività. E poi bisogna capire che siamo in guerra. Le finanziarie sono ‘di guerra’, ci sono soldi per le bombe e non per i servizi sociali. Abbiamo fatto il callo alla guerra. Bisogna fare azioni di sciopero contro la guerra. Come le abbiamo fatte noi. E poi il salario, siamo entrati in Europa e vogliamo il salario europeo. Il decentramento e la privatizzazione favoriscono il salario dei dirigenti, e non quello dei lavoratori".

Giorgio Gardiol

giorgio.gardiol@infinito.it

SCHEDA

Associazione lavoratori

pinerolosi (Alp)

L’Associazione lavoratori pinerolesi (Alp) nasce nel 1995 come reazione all’accordo sulle pensioni tra i sindacati confederali e il governo Dini. In quel momento il disaccordo con la decisione sindacale era grande tra i lavoratori del pinerolesi:scioperi, manifestazioni contro l’accordo. Il dissenso verso la linea concertativa del sindacato datava ormai da alcuni anni. Così dopo alcune settimane di discussione alcuni militanti hanno deciso di dar vita a un sindacato vero e proprio: un sindacato territoriale e intercategoriale. Un sindacato che , come dice lo statuto, "trae ispirazione da una visone classiste della società e fonda la sua azione con la contrattazione a tutti i livelli e con l’uso del conflitto come mezzo di regolazione democratico degli interessi diversi presenti nella nostra società". Ma anche un sindacato che "pratica forme di mutuo soccorso tra i soci" .

Fin dall’inizio il problema più grande per Alp è stato il riconoscimento come sindacato. Le imprese private si opponevano alla presentazione di candidati di Alp alle elezioni dei Rappresentanti sindacali unitari (Rsu). Motivo:Alp non aveva aderito all’accordo del 1993 che regola la materia. Così: vertenze legali, interrogazioni parlamentari. Alla fine Alp la spunta. Oggi i delegati eletti sono una quarantina in tutto il pinerolese e in alcuni settori (scuola) Alp è il sindacato più votato. Ma Alp aspetta ancora una legge democratica sulla rappresentanza sindacale.

La caratteristica di essere un sindacato territoriale ha impegnato Alp soprattutto nella difesa dei livelli occupazionali in zona. Alp è stata protagonista nelle lotte per il posto di lavoro nelle fabbriche tessili, minerarie, metalmeccaniche. Ha organizzato insieme ai sindacati confederali uno sciopero generale di zona.

Oggi Alp ha un po’ più di 400 iscritti, un ufficio vertenze, organizza servizi come il Caf, ha in animo di costruire corsi di formazione per militanti sindacali, cura la pubblicazione di un foglio di informazione. Si è collegata a livello nazionale con la Cub (Confederazione unitaria di base) ma dalla quale conserva l’autonomia politica e organizzativa. Ha un sito web: www. alpcub.com. un indirizzo di posta elettronica info@alpcub.it  . La sede di Alp è a Pinerolo (To), in via Bignone 89.Telefono e fax 0121321729

telefono 0121 480503-