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Mirafiori 

 

L'accordo firmato da sindacati e Fiat, ma non dalla Fiom, il 23/12/2010 (pdf). da rassegna.it

il Comitato centrale della Fiom ha  deciso lo sciopero generale con 102 voti a favore e i 29 astenuti della minoranza Fiom che fa riferimento alle posizioni della segretaria della Cgil Susanna Camusso. Gli astenuti, guidati da Fausto Durante, sostengono che la Fiom dovrebbe comunque accettare l'esito del referendum imposto dall'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne

  dossier stampa Mirafiori

dichiarazione di sciopero generale alpcub e CUB Piemonte per il 28 gennaio 2011

All'indirizzo
> http://cubvideo.it/index.php?page=./video/visualizza_video&id_video=313 troverete
> un  video sull'ultima manifestazione dei metalmeccanici a Torino e di
> spiegazione del perché la CUB indice lo sciopero generale.
>

vedi articolo eco del chisone 19.01.2011 pdf

Gli operai della FIAT hanno votato NO.  

il manifesto

La FIAT riporta che il referendum è stato approvato dal 54%. Decisivo, per la vittoria del sì a Mirafiori, l'apporto degli impiegati, che hanno votato in massa a favore dell'accordo voluto da Marchionne: su 441 voti espressi, solo 20 tra i colletti bianchi hanno respinto l'intesa, mentre 421 l'hanno approvata. Fra gli impiegati 300 capi.

La prevalenza dei "no" si e' avuta nei primi quattro seggi scrutinati relativi al montaggio con 1.576 voti contrari e 1.386 a favore e nel seggio 2, uno dei due relativi alla lastratura, con 218 no e 202 si'. Prevalgono i si fra gli operai in verniciatura e nel turno di notte. In totale, i "si'" degli operai delle carrozzerie di Mirafiori, senza il seggio relativo al voto degli impiegati, superano i "no" di 9 voti

Per poter dare una valutazione seria di questo risultato occorre ricordare che il fronte dei sindacati pro-accordo (Fim Cisl, Uilm, Ugl, Fismic) aveva prima di ieri il 71% dei voti nelle Rsu, mentre il “fronte del no” (Fiom, in primo luogo, più Cobas e Usb) soltanto il 29. Si è quindi verificato un “quasi” perfetto rovesciamento degli equilibri interni a questa fabbrica, da molti anni dipinta come “rassegnata” e ormai estranea al conflitto sociale.
Se riguardiamo il film dei giorni scorsi, fino al voto, dobbiamo ricordare le centinaia di persone, uomini e donne spesso in lacrime, che spiegavano alle telecamere che avrebbero detto “sì” solo perché messi di fronte a un ricatto in piena regola, un autentico “o la borsa o la vita”. Dobbiamo quindi sapere tutti – Marchionne, i “sindacati complici”, l'inguardabile classe politica di questo paese – che persino in questo microcosmo di 5.400 persone messe con le spalle al muro non trova “consenso” autentico un imbarbarimento delle vite e un annullamento dei diritti che vuol riportare il lavoro nelle condizioni degli inizi dell'800.

audio  il segretario della Fiom Landini a rai3 il 15 gennaio - 26'

senti altre interviste a http://rbe.it/caravan/tag/mirafiori/

 

 

  il manifesto

Accordo Mirafiori /Marchionne in una lunga intervista a Repubblica (allegata in pdf sul sito di alpcub— http://www.alpcub.com/marchionne_repubblica_18gen2011.pdf ): l'intesa di Mirafiori non si tocca e verrà estesa anche a Melfi e Cassino. Risposta di Landini sul ‘manifesto’--  http://www.alpcub.com/landini_manifesto_19gen2011.pdf

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scrive alpcub (dic2010)

La Fabbrica Italia di Sergio Marchionne è servita.

Quello che non hanno fatto i falchi di confindustria e amma negli anni 50-60. Quello che non sono riusciti a fare i governi di destra democristiani-fascisti. Quello che non è riuscito a Valletta negli anni 50,  a Romiti nell'1980, lo fa  Sergio Marchionne.

Allora ci sarebbe stato uno sciopero generale sicuramente dei metalmeccanici. Ora invece abbiamo solo la Fiom e il sindacato di base che cercano di opporsi. (…)

dichiarazione di sciopero generale alpcub e CUB Piemonte per il 28 gennaio 2011

pdf un documento di operaicontro: fabbrica Italia produce schiavi

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Confederazione Unitaria di Base

Federazione del Piemonte

Corso Marconi 34, 10125 Torino

Tel/fax 011.655897  e-mail: info@cubpiemonte.org

www.cubpiemonte.org

CONTRO L'ACCORDO DI MIRAFIORI

PER LA DIFESA DEL SALARIO E DELLA LIBERTA'

SCIOPERO GENERALE IL 28 GENNAIO

 

L'accordo imposto dalla FIAT e firmato da Fim, Uilm, UGL e Fismic per Mirafiori alla vigilia di Natale è un ulteriore attacco al reddito e alle condizioni di vita dei lavoratori e delle lavoratrici, non solo della fabbrica di Torino ma di tutta Italia.

Quello che passa in Fiat, passa in Italia.

L'accordo in estrema sintesi prevede

-         la possibilità per l'azienda di imporre turnazioni a sua scelta: i turni verranno decisi dalla Fiat senza dover contrattare con nessuno

-         l'imposizione di 120 ore di straordinario obbligatorio: in sostanza i sabati straordinari diventano parte integrante dell'orario lavorativo; è ovvio che il prossimo passaggio sarà il loro pagamento in ordinario. In due parole: PIU' ORARIO MENO SALARIO;

-         il taglio della paga in caso di malattia: la malattia è una colpa che devi pagare rinunciando al reddito;

-         il taglio delle pause durante il lavoro e la loro gestione da parte dell'impresa. A Marchionne non importa che con le pause si limitino gli effetti della ripetitività e della fatica, né gli importa dei molti operai che, a Mirafiori, soffrono di malattie professionali;

-         la mobilità interna a discrezione dell'azienda con la cancellazione di ogni diritto del lavoratore al mantenimento del posto di lavoro;

-         l'accettazione dell'accordo da parte di ogni singolo lavoratore con la conseguenza che la contestazione anche di un solo punto dell'accordo può condurre sino al licenziamento del dipendente.

E' il dispotismo aziendale, il controllo totale sulla produzione cioè sulle vite dei lavoratori.

Si torna così ad una concezione ottocentesca per la quale il lavoratore non ha diritti e il padrone è il suo “benefattore”. Anche lo stipendio non è più certo ma diventa una variabile dipendente dalla alterne fortune e dai mutevoli umori del management del Lingotto. Marchionne e i suoi complici sindacali ci ricordano la verità ultima dei padroni: i lavoratori sono solo merce da sfruttare e pagare il meno possibile.

Non a caso l'accordo prevede clausole che aboliscono le libertà sindacali per i sindacati che non lo accetteranno e per i lavoratori: questi non eleggeranno più i propri delegati e solo i sindacati firmatari avranno rappresentanti, trattenute in busta paga e diritto di assemblea.

La Fiat vuole applicare un principio semplice e brutale: gli accordi li scrive l’azienda, li firmano i sindacati complici, chi non ci sta lo si butta fuori dalla fabbrica; per garantirsi questo risultato calpesta i principi elementari di democrazia, libertà, rappresentatività. Oggi colpisce  anche la Fiom ma per noi non è una novità: analoghe regole del gioco truccate, sono state ampiamente usate per impedire l'attività dei sindacati di base, con il consenso della stessa CGIL. Questo però non c'impedisce di vedere il pericolo principale: l'accordo di Mirafiori apre la strada al peggioramento delle condizioni di vita e di reddito di tutti i lavoratori, non riguarda solo i metalmeccanici Fiat ma tutti noi. Per questo abbiamo proclamato lo sciopero generale per il 28 gennaio e chiamiamo tutti alla mobilitazione unitaria, in difesa del nostro reddito, delle nostre condizioni di lavoro e della nostra libertà.

FERMIAMOLI!