Alp/Cub - bollettino febbraio 2000

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sommario: bilancio di Enrico, Beloit cronache, brevi dalle fabbriche, Referendum,volantino del 17/12/99, lettera di Matteo, Cecenia

Arriviamo alla fine del Millennio con due buone notizie:

1)Seattle: qualcuno si oppone al pensiero unico e alla globalizzazione.

2) Pinerolo: tamponiamo la liquidazione della Beloit. Un grande sciopero generale.

Tre mesi di lotte, iniziative politiche, di assemblee, hanno rimesso al centro dei problemi del nostro territorio la crisi della Beloit: ha vinto la voglia di non arrendersi anche a decisioni molto complicate prese altrove, come succede appunto nell’economia globale. Si è vinta per questa fase una battaglia che molti non volevano nemmeno cominciare perché la davano perdente in partenza. Ma con ostinazione, con molto impegno e cercando l’unità con gli altri sindacati (Fiom in particolare), studenti, Gruppi, Chiese, istituzioni, Forze politiche, la lotta di resistenza per impedire la chiusura della Beloit ha preso forza a partire dagli stessi lavoratori con manifestazioni a Torino e Pinerolo. Si decide in assemblea il PRESIDIO PERMANENTE il 23 novembre e si arriva finalmente al grandioso Sciopero generale del 17 dicembre a Pinerolo che ha coinvolto oltre 3000 tra lavoratori, studenti, pensionati, sindaci, vescovo e con la presenza di tanti cittadini, tutti insieme a lottare contro i licenziamenti alla Beloit, ma anche in difesa dei diritti conquistati. Il lungo corteo era fatto di tre pezzi, in testa i confederali, le istituzioni, silenziosi, poi il sindacato di base e dintorni, dietro lo striscione unitario (Alp, Cub. RdB), numerosi, incazzati e felici allo stesso tempo, con lo slogan che mandava a quel paese precarietà, concertazione e globalizzazione. infine gli studenti, tanti, colorati, giovani, con musica e bellissimi striscioni tra i quali spiccava quello dell’Alberghiero: "E’ ora di cambiare menù!!".

Alla fine parlano tutti tranne Alp, che improvvisa un comizio volante prima di ritornare con gli studenti davanti alla Beloit. Grandiosa giornata con la neve, cielo azzurro, tanto freddo, ma che ha ripagato della fatica e delle delusioni di questi anni. Non poteva finire meglio l’anno.

Questi mesi di intense iniziative e lotte ci confermano che si può battere la rassegnazione che le lotte sono la più grande lezione di militanza. Molte persone nuove hanno partecipato con entusiasmo e scoperto il valore della solidarietà e dell’impegno collettivo. Questo è avvenuto tra i lavoratori della Beloit, tra gli altri lavoratori e in particolare tra gli studenti che abbiamo incontrato in tante assemblee, e che dopo tanti anni hanno ricominciato a parlare di problemi, di lavoro, del loro futuro. L’accordo del 25 gennaio sulla cassa alla Beloit ci dà un po’ di ossigeno per continuare. La capacità di tenere insieme il sindacato, di coinvolgere a vari livelli politici e parlamentari ha permesso di mantenere aperte delle prospettive per la Beloit Italia, anche dopo il colpo del fallimento negli USA. Ora per Alp le cose da fare dovrebbero essere queste:

Sollecitare tutti i politici che si sono resi disponibili, per l’approvazione della Cigs. Contattare tutti i possibili compratori e rendere trasparenti le varie offerte e proposte. Far intervenire il Governo specie se non si fa l’accordo con gli americani. Proporre dei piani di riqualificazione seri e tendenti a recuperare le molte figure professionali che in questi mesi si sono licenziate. Proporre soluzioni contrattate per limitare le perdite salariali dei lavoratori che sono stati molti mesi fuori, e cercando di applicare al meglio la rotazione e con un controllo più attento del lavoro dato all’esterno.

** In questi mesi sta crescendo l’attenzione alla SKF: prosegue il processo di smembramento e la terziarizzazione. Dopo lo stabilimento di Pinerolo e il Magazzino Prodotti, ora si attende la cessione degli Acciai di Villar Perosa. I lavoratori sanno che questo fa parte di un processo complesso di riduzione costi e si chiede fra l’altro se verranno salvaguardati salario, diritti e le condizioni di miglior favore. E’ un momento di incertezza in cui si sentono i limiti di rappresentanza delle RSU e dei sindacati, di fronte a una direzione che non scopre le sue carte. La riorganizzazione produttiva inciderà a tutti i livelli anche sulla rielezione delle RSU in autunno. Alp deve riorganizzare il suo collettivo in SKF per prepararsi a queste scadenze.

Arrivederci alla Assemblea degli iscritti ALP

4 marzo, ore 14,30 Salone Cavalieri, Pinerolo.

 

Beloit : alcuni momenti degli ultimi mesi

 

24 novembre. Il nuovo presidente Conti nominato dall’assemblea degli azionisti prende possesso dell’azienda. Primo incontro con i sindacati dove viene ribadito che non ci sono deroghe ai contratti e leggi ( si tratta solo con i sindacati ufficiali) e viene accettata una delegazione di 6 persone (senza sigle) da affiancare ai sindacati. Era presente per la prima volta dopo tanti mesi l’AMMA. Il comitato di lotta e ALP preparano la delegazione e i contenuti sui quali trattare.

16 dicembre Assemblea Pubblica alla Beloit con sindacati, istituzioni, vescovo, forze politiche. Alcuni interventi di circostanza, poi Cremaschi ribadisce la linea e propone al Sindaco di promuovere il tavolo di crisi che ancora non si è fatto (se ne parla da 2 anni).

17 dicembre Sciopero Generale di tutto il pinerolese. Oltre 3000 persone partecipano alla manifestazione.

11 gennaio Incontro in Regione dal quale esce un verbale che proroga la mobilità al 18 gennaio.

12 gennaio Arriva da Internet la notizia dalla Valmet dell’acquisto della corporation. Anche la Mitsubishi sembra aver acquistato una parte di tecnologie, ma non si conoscono le, condizioni poste su mercati licenze e brevetti. Imprenditori italiani che trattavano sono stati esclusi, non si capisce se Nugo/Bollani ha ancora margini per l’acquisto.

13 gennaio Incontro unitario dei sindacati e comitato per valutare e decidere le iniziative: Nell’incontro con Salvi si chiederà che venga attivata la Cassa integrazione in ogni caso vista la scadenza del 18 della mobilità . 2) Al tavolo di crisi del 17 si chiede a Nugo/Bollani impegni precisi, a Morgando l’impegno del Governo e se non ci sono queste condizioni nessuna proroga alla mobilità

14 gennaio Arriva il Ministro Salvi a Pinerolo e nell’incontro previsto in Comune un centinaio di lavoratori della Beloit lo attendono davanti al Municipio, e negli interventi si ribadisce la necessità della Cigs perché i licenziamenti sono imminenti e dall’America non ci sono notizie. Il Ministro da le solite assicurazioni senza sbilanciarsi tanto.

17 gennaio Finalmente dopo mesi di attesa è convocato il tavolo di crisi in Prefettura con Morgando,Tibaldi, Barbero, Clement, Fassone, Merlo, Ortolani. Tutti i sindacati, Alp compresa. Bollani a nome di Nugo presenta finalmente il "Piano" (16 miliardi di investimenti e 290 addetti ). Non si discute nel merito ma si conviene di rinviare l’incontro e l’inizio della mobilità al 25 gennaio ultimo giorno utile per richiedere la cigs retroattiva, ma rimarcando tutti la necessità di un impegno forte del Governo per gli strumenti.

L’incontro è stato sostenuto da un nutrito corteo dei lavoratori della Beloit da Porta Nuova a Piazza Castello.

20 gennaio Il Comitato incontra Conti per denunciare e bloccare il tentativo di duplicare disegni e portarli all’esterno. Conti Mette in cassaforte i disegni e annuncia che sarà lui a nome della Beloit a presentare un piano minimo" per avere la cassa e poter eseguire delle commesse che altrimenti si perderebbero.

25 gennaio Nuovo incontro in Prefettura nel quale il "liquidatore" Conti presenta a nome della Beloit un piano "finalizzato" alla Cassa. Per farlo accettare dagli Americani pone due questioni: Poter vendere la fonderia e utilizzare i soldi per le necessità immediate.Stabilire che un numero consistente di lavoratori venga messo subito in mobilità.

La risposta del Sindacato "unitaria" esclude ogni intervento sulla fonderia e limita la mobilità finalizzandola esclusivamente alla pensione e su queste basi si fa l’accordo -non prima di avere escluso ALP dalla trattativa. Ma il Comitato viene accettato e firma .

BREVI DALLE FABBRICHE

Come è andato lo sciopero generale del 17 dicembre 99?

Bene nel pubblico impiego - in particolare nella scuola dove solo Alp/CUB ha dichiarato lo sciopero(48,6% cioè 700 docenti e 18.6% cioè 50 ATA in sciopero);buona anche nella sanità dove lo ha dichiarato solo la Rdb.

Percentuali di adesione nelle fabbriche:

Cascami (90), Martin (90), Manifattura (100) - nel part.time non è stato dichiarato-, Data (0), SKF Villar(60), Luzenac (95 miniera - tutti gli operai ai mulini), Skf Pinerolo (35), Italamec(nessuno),Merloni (100), Corcos(90), Microtecnica (90), SKF Airasca(85

>>>MERLONI

A metà dicembre sciopero di 15 minuti su tre linee del lavastoviglie per chiedere il pagamento del premio ai lavoratori a termine.

>>>SKF Villar Perosa

Per il terzo anno consecutivo non vengono completate le ore di assemblea retribuite. Si è escluso ALP alle elezioni delle RSU ed adesso non si esercitano nemmeno i diritti sindacali.

A fine gennaio GianPiero Clement ha dato le dimissioni dal direttivo di ALP per incompatibilità con la nuova carica di Assessore del Comune di Pinerolo.

>>>POSTE

Dopo le elezioni delle RSU a novembre con la conquista di 2 Rsu per Alp/Cub ancora le 14 RSU della filiale di Pinerolo (cha va dalla val Susa a Rivoli, Orbassano, Carmagnola, Piossasco, Pinerolo e valli) non si sono incontrate. Per questo le RSU dell’ALP hanno deciso di convocarle per venerdì 11 febbraio a Torino presso la sede della filiale di Pinerolo. I problemi aperti sono molti. Il contratto che non parte, il premio che non viene pagato mentre piovono i provvedimenti disciplinari - per una scelta repressiva della direzione PT incapace di intervenire per migliorare l’organizzazione del lavoro. La Cisl decide da sola uno sciopero, in difficoltà coi suoi iscrittti, mentre la CGIL regionale convoca una riunione unitaria alla quale partecipano anche Alp e Cobas/Cub di Novara che alle elezioni ha conquistato ben 4 RSU che già stanno lavorando. Si aprono buone prospettive di lavoro.

>>>SCUOLA soldi per dividere

I Cobas scuola occupano il ministero della Pubblica Istruzione per protestare contro il concorso-lotteria che dovrebbe portare a una differenziazione salariale di 6 milioni l’anno tra i docenti con più di 10 anni di ruolo. Uno su tre ha la possibilità di essere promosso. Per il 17 febbraio indetto sciopero nazionale dell’intera giornata. Di fronte al dilagare della protesta degli insegnanti il ministro fa slittare il concorsone da 6 milioni.

>>>FIAT

Verranno cedute le Presse di Rivalta e i reparti saldatura parti mobili (cofani e porte).Pare che l’acquirente sia il gruppo Stola, fornitore Fiat. Già 17.000 lavoratori sono stati "terziarizzati". Adesso altri 400.

Mentre i titoli Fiat salgono in borsa, la Fiat non vuole assolutamente fare il contratto integrativo. Annunciati 700 "esuberi" (su 2900 addetti) alle Meccaniche di Mirafiori. Prevista la vendita di una parte della Fiat-auto alla Daimler-Chrysler ?

>>>Cascami Seta

Firmato l’accordo per quattro che andranno in mobilità volontaria verso la pensione.Bisogna riprendere contatti con la Calabria per i bozzoli, a questo punto bisogna andare di persona.

>>>1°CONGRESSO NAZIONALE DEL PUBBLICO IMPIEGO-RdB

-Montecatini 14-15 aprile 2000

Il Congresso della Federazione Nazionale RdB aderente alla CUB intende ricostruire l’unità dei lavoratori del pubblico impiego di fronte alla ‘competitività globale’.

 

Luzenac Val Chisone.

Incontro il 15/11. La direzione chiede CIG a zero ore per una settimana a dicembre e per 12 settimane consecutive dal 10 /1/2000 per 15 persone e propone di usare il fondo infortuni per integrare parte dello stipendio mancante.

Il sindacato propone per la miniera turni sul sabato e domenica notte, con assunzioni, per evitare l’appalto. 14/12 Si redige una bozza di accordi sugli orari sul Sabato Domenica che viene poi sottoposta a referendum in miniera ottenendo una stretta maggioranza a favore. Si concorda sulla rotazione per la CIG salvo ‘necessità produttive’.L’appalto alla Negroni finirà entro febbraio 2000. Nuovo incontro il 5 gennaio, sulla CIG la direzione propone per due casi in cui non c’è rotazione una integrazione salariale (ma a fine mese ritira la proposta). Annuncia nuove assunzioni per il nuovo orario. Trovare minatori sembra un compito sovrumano. Da quest’anno la Talco Sardegna (con cava e mulino a Orani) si è fusa con la Luzenac Val Chisone. Ha una trentina di addetti.

A gennaio Un infortunio in miniera -.prognosi un mese). Il 25/1 nuovo incontro con la direzione e il sindacato. La direzione ripete che arriveranno sei nuovi assunti e altri quattro in seguito per portare il numero degli addetti alla coltivazione a 40. La direzione si impegna a consegnare il piano per il nuovo orario e le proposte per i premi.

A gennaio Un infortunio in miniera -.prognosi un mese). Il 25/1 nuovo incontro con la direzione e il sindacato. La direzione ripete che arriveranno sei nuovi assunti e altri quattro in seguito per portare il numero degli addetti alla coltivazione a 40. La direzione si impegna a consegnare il piano per il nuovo orario e le proposte per i premi.

 

Referendum : La Corte Costituzionale boccia 13 quesiti radicali e uno leghista. Ecco i rimanenti 7 ammessi:

1) Rimborso delle spese elettorali: per abolire la nuova legge sui rimborsi elettorali.

2)Elezione della Camera dei Deputati: per abrogare la quota proporzionale del 25% eleggendo il 75% dei deputati col sistema uninominale ed il restante 25% con il recupero dei candidati non eletti che abbiano ottenuto più voti.

3)Elezione del Consiglio Superiore della Magistratura: per abolire il voto di lista dei membri togati del C.S.M.

4)Ordinamento Giudiziario: per la separazione delle carriere dei magistrati giudicanti e inquirenti.

5) Incarichi extragiudiziali dei magistrati: per impedire ai magistrati di assumere altri incarichi incompatibili con le funzioni ordinarie giudiziarie, come arbitrati e incarichi professionali all’interno di ministeri ed enti pubblici.

6) Licenziamenti: per abrogare, fermo restando il risarcimento patrimoniale, l’obbligo di riassunzione del lavoratore licenziato.

7)Trattenute associative e sindacali tramite gli enti previdenziali:per abolire le trattenute alla fonte effettuate dall’INPS e dall’INAIL per riscuotere i contributi e le quote di iscrizione a favore della associazioni sindacali e di categoria.

La decisione dei giudici ha semplificato il dibattito in corso nel paese sui referendum, accompagnato dalla mobilitazione in numerose aziende e dalla nascita di comitati per il NO ma anche di altri per l’astensione in nome di una lotta da costruire contro il liberismo. Il quesito più importante rimasto contro i lavoratori è quello che elimina l’obbligo di riassumere il licenziati, salvo risarcimento patrimoniale.

L’insieme della manovra dei referendum ha permesso in questi mesi accordi (patto del lavoro a Milano ) e decreti che sono sulla linea liberista.

NON TUTTI I FUNERALI SONO TRISTI ***

Questo millennio finisce con i gas lacrimogeni e le botte sui manifestanti di Seattle, dove le nazioni cercavano di mettere ordine nel gran caos della globalizzazione e di mettere regole alle multinazionali, alla finanza alle biotecnologie. Questo millennio finisce anche per noi del Pinerolese con l’ultimo sciopero generale di zona, ben venuto anche se è uno strappo doloroso alla concertazione e all’abbraccio insidioso con padroni e governi.

A quando uno sciopero generale nazionale o europeo? A quando una risposta dura e convinta alle botte che ci danno ogni giorno, dividendoci e mettendoci contro l’uno all’altro - vecchi e giovani, garantiti e precari, pubblico e privato?

Siamo un po’ storditi, ci parliamo coi telefonini, altri via Internet,i più si accontentano di fare il tifo o imprecare col politico di turno in TV e non credono di poter contare più di tanto nemmeno col voto: si astengono... Mah. Non ci manca molto dall’aver copiato il peggio degli USA : ci abbiamo messo cinquantanni.

In questo spazio si sono bruciate le generazioni del macello della prima guerra mondiale e poi quelle della seconda. Ormai la guerra non ci fa più paura, anche se si svolge ai confini dell’Italia. O no?

Siamo pronti a innalzare nuovi muri dopo la caduta di quelli che ci contrapponevano al capitalismo di stato dell’EST: serviranno per dividerci dai tanti sud del mondo che sono scomodi e garantire un altro po’ di sonno.

Ma poi? Le merci che ci attorniano, che riusciamo a portarci a casa se ancora abbiamo un lavoro, sono una parte di quella catena che ci fa stare più o meno tranquilli, forse anche sereni. Ma dove è finito l’orgoglio dei produttori di buona memoria? Quando queste merci ci scoppiano fra le mani - anche sul serio - ci avvelenano, quando ci accorgiamo che siamo schiavi del loro potere, che non riusciamo a distribuire quelle necessarie a chi ne ha bisogno e invece siamo costretti a lavorare a produrre quelle superflue?

Lo stato sociale non è durato che una breve stagione in Europa e già sta crollando a pezzi, pressato ai fianchi dai bilanci statali, dall’economia planetaria, dalla crisi degli stati. Si sta trasformando in una cosa nuova , un nuovo abito per coprire si dice i deboli e i precari. Sarà stretto, servirà per un po’ a calmare e illudere qualcuno. Ma poi?

Attenti, quello che stiamo vivendo in questo secolo è il funerale del capitalismo, una catena molto lunga di piccoli e grandi fatti che spesso ci sfuggono, o che preferiamo non vedere, perché ci rattristano. (Chi ha fretta di vedere la fine della storia faccia la sua strada. )

La classe operaia organizzata è molto più giovane del capitalismo e sta crescendo in tutto il mondo, e da tempo sa che supererà il lavoro salariato e il dominio del capitale. Stiamo allegri, questo è un giorno di lotta, 8 ore di salario perse per dire che non abbiamo rinunciato a dire la nostra. Per dire che vogliamo difendere lavoro, diritti, speranze...

*** volantino distribuito il giorno dello sciopero generale e letto da tre impiegate Beloit sul palco alla fine del corteo. Pinerolo 17/12/99

 

CORTEI PER IL LAVORO COME PROCESSIONI PER LA PIOGGIA

Quando i nostri antenati erano agricoltori sfilavano salmodiando per chiedere la pioggia. Da essa dipendeva se l’anno che veniva sarebbe stato un anno di fame e di miseria o non tanto.

C’è chi sostiene che fossero efficaci, chi ci ride su. Il significato era però chiaro: chiedere al signore della pioggia, che ne aveva tanta, di non farcela mancare, con la speranza di fargli tenerezza.

Ora si sfila per chiedere che i posti di lavoro non vengano prosciugati. A chi? Al governo e ai padroni, se ho ben capito.

Però se dipendesse dal governo dovrebbe bastare una denuncia per "omissione di atti d’ufficio" in quanto il fornire posti di lavoro dovrebbe essere un suo compito istituzionale sancito nella costituzione.

Invece dipende dai padroni, i quali sono proprietari delle fabbriche e dei posti di lavoro, e sarebbero ben lieti di non demolirle, se solo potessero. Ma le leggi del mercato (e del profitto) sono ferree, non ammettono deroghe.

Cosicchè dal 1973 (Singer di Leinì) cioè da quando il mercato è cambiato si continua a sfilare in processione, invece di andare a lavorare, per chiedere che le fabbriche non chiudano. Inutilmente perseverando.

Ma la classe operaia non fu già convinta che i suoi mali provenissero dal sistema e sindacati e partiti operai non erano sorti per contrastarlo ed abbatterlo? Forse ci siamo sbagliati? Certo oggi non possiamo sbagliarci: semmai a sbagliare è la TV che ci indottrina.

Le processioni per il lavoro sono perciò una presa in giro, occorre disertarle? Direi di no, se però riescono a far vedere ai padroni, che ci son molti partecipanti e magari arrabbiati.

Qualcosa costoro finiscono per mollare, sempre di meno, al fine di rabbonire la "mano d’opera" e mantenere la pace sociale, mentre sfruttano sempre di più e a man salva.

Quand’ero ragazzino, molti anni fa, si diceva: "Madama, en ke stat so fiol!" per dire che ti avevano fatto cadere ben in basso!

Allora però circolava anche un detto milanese "La dura minga ; non può durare". E’ la nostra unica speranza di uscire da un presente squallido, senza prospettive, con i giovani abbattuti e disperati.

Purtoppo ancora una volta ci costerà cara, siccome scaricheranno sulla nostra schiena tutte le conseguenze che potranno. Matteo

 

CECENIA

Una serata sulla guerra in Cecenia, organizzata dal "Comitato pinerolese contro la guerra" a metà dicembre, serata importante perché riflettere sulla Cecenia serve a capire in parte quel che sta succedendo e succederà a breve termine in Russia (che la gestione della guerra in Caucaso sia legata al conflitto per il potere a Mosca è ormai evidente), una Russia che ha coinvolto il nostro interesse solo come polo di riferimento speculare all’Occidente: l’altro non è mai assunto in sè, ma solo e sempre per costruire la nostra rappresentazione di noi stessi come europei occidentali.

E’ inquietante il grande silenzio dei mass-media che per mesi hanno ignorato una tragedia non minore del conflitto in Kossovo, ma percepita in Italia come molto lontana. Sul perché di questa percezione è stato ipotizzato che quando ci sono di mezzo gli Stati Uniti gli italiani sono subito pronti a schierarsi e ad attivizzarsi o pro o contro lo schieramento che li vede coinvolti, ma quando gli Usa sono assenti allora la guerra con i suoi morti e i suoi massacri diventa automaticamente lontanissima.

Ed è anche vero che ci interessiamo a un conflitto quando ci è facile identificare l’oppresso ed il nemico, ma quando questa identificazione è più complessa, come nel caso ceceno, scatta la nostra estraneità.

Riflettere sulla Cecenia ci aiuta dunque a capire, questa volta autocriticamente, anche come funzionano le nostre teste e le nostre emozioni.

La riflessione della serata si è intrecciata a letture di classici russi (Lermontov, Tolstoi, Puskin)sul Caucaso, a cura di due bravissime lettrici, una montenegrina e l’altra albanese: un modo come un altro per autoricordarci che la cultura non è monopolio dell’occidente "democratico".

Cesca