AI  simpatizzanti ed agli iscritti del sindacalismo di base  di    Torino e Provincia                                                                                                              

                                                                                                                                                                                   

Oggetto : Riflessioni sulle Elezioni delle R.S.U. del comparto scuola del 9-10-11 Dicembre 2003

 

Non essendomi più ricandidato come RSU nella mia scuola ( media inferiore ) , ma essendo ancora iscritto alla Cub scuola di Pinerolo, provo, senza nessuna presunzione, a sottoporre all’attenzione degli iscritti e dei simpatizzanti del sindacalismo di base alcune riflessioni circa le ragioni che, a mio giudizio,hanno portato al “ non  successo “ tutte le varie espressioni del sindacalismo alternativo ; all’interno di quest’area, la Cub scuola esce pesantemente sconfitta.Ciò detto, vengo al tema in oggetto. Voglio subito precisare che la tornata elettorale del Dicembre scorso ha detto “ stop “ a Unicobas scuola,Cobas scuola e Cub scuola in quanto essi sono apparsi alla categoria  : A) NON CREDIBILI ( perchè hanno operato in modo frammentato e diviso ); B) NON AFFIDABILI  ( assenza e/o scarsa consulenza sul territorio); C) SETTARI ( inesistente ricerca di momenti unitari di lotta ); D) SENZA ALCUN POTERE CONTRATTUALE (è indicativa,ad esempio, la seguente risposta data da diverse colleghe del 2° circolo di Pinerolo ad una collega subito dopo l’assemblea sindacale d’istituto tenutasi il 21 Gennaio scorso: “ Non siamo venute all’assemblea sindacale perchè la Cub è un sindacato che non conta nulla” ).Anche la comunicazione scritta, va inoltre detto, ha fatto la sua parte in quanto il linguaggio è apparso ai lavoratori della scuola sovente  poco comprensibile ( soprattutto quelli della Cub ).  Se i punti suddetti hanno rappresentato i limiti e la fragilità di tutto il  sindacalismo di base della scuola, è giunto il momento,urgente ed improcastinabile, di interrogarsi seriamente sul futuro del sindacalismo alternativo nazionale. Come uscire da questa “ Caporetto “? In generale, la crisi del sindacalismo di base della  scuola non è risolvibile ipotizzando una semplice “ caccia alla tessera “, ma cercando di individuare e di capire soprattutto le cause “ di fondo “che hanno indotto i lavoratori della scuola a non votare ( o a votare di meno ) per i candidati della Cub, dei Cobas e dell’Unicobas. Sintetizzando ( perchè non voglio tediare nessuno ), la sconfitta  del sindacalismo di base della scuola trae anche origine,a mio parere, dalle ragioni seguenti : 1) dalla  RISCOPERTA di un certo MOVIMENTISMO, più politico che sindacale, della CGIL ( tale pratica ha sottratto “ spazio sindacale “ a tutto il  sindacalismo di base della scuola, favorendo così, anche per motivi di tipo psicologico, il “rientro”alla corte di Panini  di molti lavoratori della scuola, assai critici sino a  qualche tempo addietro nei confronti della  stessa CGIL e  degli altri confederali); 2) DALLA SOTTOVALUTAZIONE E/O DALLA SCARSA ATTENZIONE di molti iscritti e militanti del sindacalismo alternativo della scuola nei confronti delle realtà di base e di movimento sui problemi relativi al “ Tempo Pieno “ ed al “ Tempo Prolungato “ ( si pensi, ad esempio, allo “ scarso interesse “ mostrato dai pochi presenti  nel corso di un’ assemblea provinciale della Cub scuola tenutasi qualche giorno prima della manifestazione nazionale di Bologna del  29 Novembre scorso; si pensi, inoltre, alla mediocre partecipazione di iscritti e simpatizzanti della Cub scuola e di iscritti e simpatizzanti di espressione Cobas ( vedasi Pinerolese ) alla vita dei Comitati e dei Coordinamenti nati negli ultimi 20 mesi nel nostro territorio ed a livello nazionale per il ritiro della Riforma Moratti e per la difesa del “Tempo Pieno” e del “Tempo Prolungato”); 3) DALL’ASSENZA DI INIZIATIVE delle varie espressioni del sindacalismo di base della scuola di momenti culturali incisivi e di discussione pubblica sul territorio (dibattiti sul rapporto lavoro/guerra/occupazione, seminari di analisi e di confronto, convegni, dibattiti pubblici, eccetera); 4) DALL’IMPOSSIBILITA’ di convocare assemblee sindacali d’istituto come singoli membri R.S.U. ( è qui, per ricordarlo a tutti, dove si”crea”un reale rapporto con i lavoratori della scuola; è questo il luogo dove si possono particolarmente sviluppare le” condizioni “ per avere nuovi iscritti al sindacalismo alternativo; è soprattutto quì, e non con semplici volantini-propaganda, cari iscritti e simpatizzanti, dove si forgiano, con il tempo, strumenti di analisi e, successivamente, comportamenti sindacali alternativi a quelli concertativi-confederali ); 5) da un CRITERIO DISCRIMINATORIO ED ANTI – DEMOCRATICO che penalizza pesantemente le R.S.U. in materia di permessi e distacchi sindacali ; 6) Dalla PRESENTAZIONE DI  PIU’  LISTE nella stessa scuola o istituto); 7) Da OPERAZIONI”VERTICISTICHE”  in materia di dichiarazioni di sciopero (  le dichiarazioni di sciopero, sovente, non sono state stabilite e preparate da un percorso assembleare e”di base”ma imposte da un ristretto gruppo dirigente).  Quest’ultimo punto, piaccia o no,  pone seriamente all’ordine del giorno la questione democratica relativa alla “ intercambiabilità periodica “ dei  gruppi dirigenti e dei “ portavoce “).

 

                                                          P  R  O S P  E T  T  I  V  E

 

Di fronte ad un percorso decennale caratterizzato da un tasso di crescita sostanzialmente insignificante, come rispondere alla crisi di risultati del sindacalismo di base in generale? Per quanto concerne la Cub scuola, innanzi tutto va immediatamente attivato un percorso assembleare nel quale avviare un serrato e chiaro confronto a livello nazionale imperniato sulla ricerca delle “ ragioni forti “ che hanno portato l’organizzazione suddetta alla sconfitta elettorale nello scorso mese di Dicembre.Stesso percorso, ovviamente,  dovranno fare sia l’Unicobas che i Cobas. Da  tale confronto, poi ( che dovrà interessare non solo le R.S.U., ma anche gli iscritti ed i simpatizzanti ), dovranno emergere utili indicazioni capaci di identificare , sul piano tattico-strategico, una linea sindacale più incisiva e vincente per tutto il sindacalismo di base della scuola. Quale potrebbe essere la strada migliore per le varie espressioni del sindacalismo di base  per raggiungere quel “ quorum “ tale da consentire ai lavoratori della scuola di essere presenti ai vari tavoli di trattativa per i rinnovi contrattuali nel nostro paese ed in Europa? Se andiamo ad analizzare i dati percentuali della Cub scuola,  dell’Unicobas e dei Cobas riscontrati nel Dicembre scorso, ci accorgiamo che, sommando i dati delle tre organizzazioni sindacali, si arriva ad un deprimente 5% ( Cub scuola 0,5%, Unicobas 0,5%, Cobas 4% ). Considerazione: può la Cub scuola , che ha poco più di 900 iscritti a livello nazionale e poco più di 300 nella nostra regione rappresentare realmente i lavoratori ? La risposta è scontata: certamente no! Possono i Cobas e l’Unicobas singolarmente prese rappresentare realmente i lavoratori della scuola pubblica? Assolutamente no! E’ tollerabile  e  comprensibile per i lavoratori e per i  simpatizzanti accettare scadenze di lotta in giorni e periodi diversi indette da varie sigle del sindacalismo di base della scuola ( 11 Ottobre Unicobas, 24 Ottobre Cobas, Cub 7 Novembre 2003 ) ? Assolutamente no ! Questo  è un altro dato “ forte” che , oltre a renderci  non credibili, esprime sconfitta ed idiozia sindacale. Nessun lavoratore “ di base “ condivide questa linea. In virtù di quanto detto, ritengo quindi che si debba lavorare seriamente per iniziare un percorso che, in prospettiva, vada verso una RICOMPOSIZIONE di tutte le espressioni del sindacalismo alternativo. Ciò che va immediatamente riattivato è, quindi,  quel canale che porti , celermente, ad una consultazione periodica tra la Cub scuola, i Cobas scuola , l’ Unicobas ed altre sigle del sindacalismo di base,   finalizzata a due obiettivi intermedi: a) alla presentazione di  liste  unitarie territoriali / nazionali da presentare alle prossime elezioni per il rinnovo delle R.S.U. ( sempre se non verranno abolite )  negli istituti scolastici; b) alla costruzione strutturata di un “ Patto Federativo “ fra i soggetti sindacali sopra menzionati. In  questo quadro “ propedeutico “ di riferimento,una piena ed efficace futura ricomposizione del sindacalismo di base nella scuola sarebbe indubbiamente vista in modo estremamente positivo da settori non trascurabili della categoria. Infatti, la realizzazione delle  condizioni suddette dovrebbero  consentire alle varie espressioni del sindacalismo alternativo ed ai lavoratori della scuola di arrivare a quel “dato percentuale” tanto agognato , indispensabile per essere presenti alle trattative per i rinnovi contrattuali. Fuori da questa procedura, perchè non si ha alcun potere contrattuale, nè la Cub scuola, nè i Cobas, nè l’Unicobas ed altri appaiono credibili alla stragrande maggioranza dei lavoratori della categoria. Se a ciò aggiungiamo le altre due “ ragioni forti “  che impediscono  alle varie  espressioni del sindacalismo di base di avere un reale rapporto dialettico-culturale-sindacale con la categoria  indicate ai punti 4 e 5, il panorama ed il futuro del sindacalismo alternativo si presenterà, purtroppo,  NON INTERCETTABILE dai lavoratori della scuola. La lotta contro la trasformazione della scuola in azienda , che ha visto il proliferarsi di comitati e coordinamenti di insegnanti e genitori prima, durante e dopo  l’approvazione del 1° Decreto applicativo della controriforma Moratti licenziato da questo Governo lo scorso 23 Gennaio, rappresenta, in un quadro nazionale e internazionale di Liberismo selvaggio, un terreno politico-sindacale di forte resistenza senza precedenti con il quale tutto il sindacalismo di base della scuola dovrà “ parlare “ ed esserne parte integrante. Sulla base di quanto affermato, sono fermamente convinto che le ragioni ed i punti sopra elencati e descritti che hanno portato Cub, Cobas e Unicobas del comparto scuola ad essere significativamente sconfitti alle elezioni nello scorso Dicembre 2003 , vadano discussi ed analizzati,dopo i vari percorsi assembleari minori,  in sede di assemblea nazionale ( A Pinerolo, in provincia di Torino, tale discussione è già iniziata all’interno del collettivo Alp/Cub scuola). Pur ritenendo scarsamente efficace il ruolo della R.S.U.nelle scuole ( perchè non può singolarmente convocare assemblee in orario di lavoro ),  esprimo il mio personale disappunto per la non presentazione di liste comuni Cub / Cobas / Unicobas per l’elezioni delle R.S.U. del comparto scuola  avvenute nello scorso Dicembre 2003. Considerando fondamentale lavorare con altri militanti, iscritti ed R.S.U. di tutto il  sindacalismo di base sul piano territoriale e nazionale, INVITO  gli iscritti, le R.S.U. ed i simpatizzanti del sindacalismo alternativo del comparto scuola ad avviare un  ragionamento  sulle questioni sopra illustrate nelle sedi più indicate ( assemblee territoriali, provinciali, regionali ), finalizzato alla ricerca ed alla individuazione di una nuova strategia sindacale che porti, con il tempo, ad una legittima ed intelligente RICOMPOSIZIONE di tutte le espressioni del sindacalismo di base della scuola e non. Fuori da questo percorso, c’è solo la sconfitta!

                                                                                Vito Prudente – ALP/CUB scuola – Pinerolo