Diario di un padre che chiede ancora giustizia

di Gian Paolo Ormezzano

www.Ilnuovo.it

- 19/070/2

  • Un anno dal pestaggio feroce di mio figlio al G8
  • Io sono un legalitario, sto con le forze dell'ordine
  • Ma è tragico che si accetti quel che fecero là
  • Chi difende la legalità, a Genova le andò contro
  •  

A un anno dal G8 di Carlo Giuliani ucciso, con mio figlio Timothy ancora indagato e più che mai denunciante, aspetto con fiducia le decisioni della magistratura: non è una frase di comodo. Non posso e non voglio dire altro, e comunque da Genova arrivano continue notizie su svolte anche clamorose delle lunghe e attente indagini, intanto che se ne è andato squallidamente via il ministro degli Interni al quale era toccata la principale responsabilità di quegli eventi, diciamo di quella organizzazione.

Aspetto sempre che mi spieghino come mai nessun black bloc è stato arrestato, mi pare questo l'unico argomento che colpisca la legione dei perbenisti. E nell'anniversario scrivo soltanto qui, per Il Nuovo che ha offerto subito vasta ospitalità al dramma mio, di mia moglie e, si capisce, del ragazzo.

Sì, perché il mio problema più balordo riguarda quella legione, dei perbenisti, e di essa, dopo un anno, mi pare giusto parlare. Per cercar di capire. La cicatrice sulla fronte di mio figlio è vistosa ma ormai "sopportabile", gli altri mali fisici suoi sono lasciati indietro dalla gioventù, dalla gran voglia di fare, di lavorare, e quanto ai danni morali dico con orgoglio di genitore che la gestione di essi e soprattutto della loro conseguenze è condotta da lui con bella dignità e forte onestà: mi pare questo un suo grande risultato, al quale non è estranea, forse, l'opera di suo padre e di sua madre, delle sue sorelle, di qualche amico importante.

E' stata dura, continua a essere dura, ogni tanto da Genova arriva una notizia che significa dolenzia a ogni genere di piaghe (anche se spesso significa ripristino ufficiale di una verità che io, che noi già conoscevamo), però dovrebbe farcela, dovremmo farcela.

Ma devo rispettare e il divenire legale degli eventi e il residuo riserbo di un giovane tenero e intanto forte, ragionatore attento e intelligente specialmente quando intorno a lui sembrano franare le vecchie logiche. Ora parlo di me, dei miei due problemi. Con una premessa: che sono un legalitario, che stimo quasi tutto l'operato delle forze dell'ordine, che allo stadio calcistico, il posto di lavoro mio e adesso anche di mio figlio, sto con loro e contro i teppisti e i vigliacchi e i volgari. Proprio per questo mio senso democratico - coltivato per tutta una vita, ormai, vado per i sessantasette - della legalità i fatti di Genova, con un figlio coperto di ferite restituitomi dopo un arresto violento, le botte in una caserma e tre giorni di carcere in isolamento, mi hanno sconvolto, e la loro "coda" continua a sconvolgermi.

Primo problema: tanti, troppi conoscenti mi hanno detto, intanto che tentavano di offrirmi la loro solidarietà pelosa, "ma cosa andava a fare tuo figlio a Genova, ma perché tuo figlio è andato a Genova?". Sempre con una intonazione, come dire?, processuale o quanto meno moralistica. Si tratta sovente di persone, si badi bene, che conoscono anche profondamente me e lui, che sannno che Timothy è buono, dolce, rispettoso, che ammettono a priori che lui era lì per vedere e filmare (ragioni scolastiche), neanche per manifestare.

Ora io mi chiedo a che punto siamo arrivati, ci hanno fatti arrivare, se si colloca dalla parte della colpa, comunque, uno che si permette di andare a vedere una manifestazione. Mi fanno capire, anche esplicitamente, che bisognava stare tranquilli a casa, a casetta. Non si rendono conto che questa è già una resa, che accettare e difendere questa tesi è la fine di ogni istanza democratica, è l'accettazione di uno stato di cose tremendo e subdolo. Qualcuno, che non conosce Timothy, mi ha fatto sapere che chi lavorava ("come mio figlio") in quei giorni mica poteva andare a Genova. Verissimo e orribile ragionamento. La cosa tremenda è che questa gente non si rende conto di essere, così ragionando, già schiava, già legata, già finita. Mi sento talora più stravolto per questo loro "benessere" mentale che per le ferite, materiali e morali, di mio figlio.

Secondo problema: le violenze subite da un cittadino per strada e in caserma. Molti, grazie specialmente agli echi che ha avuto il mio intervento su Il Nuovo e poi su Famiglia Cristiana, pubblicazione anch'essa a me bene vicina, mi hanno fatto sapere che le forze dell'ordine sono legittimate a picchiare, quando non ne possono più.

Io capisco la reazione alla provocazione, sono pronto ad accettare spiegazioni e giustificazioni d'emergenza, ma mi chiedo, di nuovo, a che punto siamo arrivati, a che punto ci siamo fatti portare, se si accetta che in una caserma un cittadino venga picchiato. Perché ammettiamo per ipotesi folle che Timothy sia uno stupratore ed un assassino di bambine e vecchiette, un criminale orribile, reo confesso: si deve accettare che in uno stato di diritto uno così venga preso a botte per ore, venga coperto di ferite da chi deve garantire contro la violenza ogni cittadino?

Questa è la tragedia morale, non appariscente, ma senz'altro gravissima, questo accettare che chi deve garantire la legalità (e spesso lo fa, bene, con anche la mia ammirazione) possa poi andare contro questa stessa legalità. Non lo accettano, pare, persino rappresentanti del governo, di questo governo, persino responsabili alti delle forze dell'ordine, mi sembra che non solo lo accettino tanti cittadini, ma che essi diventino addirittura propagandisti di una violenza che imbarazza sicuramente poliziotti e carabinieri, senz'altro democraticamente più sani dei loro plauditori.

Questo tipo di Italia mi colpisce, mi ferisce. Io sono corazzato, se non altro dall'anagrafe. Spero che mio figlio possa passare indenne attraverso di essa.

(19 LUGLIO 2002, ORE 10:30)

Diario di un padre che chiede ancora giustizia

commenti dei lettori de" il ilnuovo.it "

PEnsate di fare un favore...

...alla polizia, consigliando alla gente di starsene a casina? Beh, andate a vedere come vivono i poliziotti, nelle citta' dove la gente si fa gli affari suoi e sta a casina. Poi chiedete ai poliziotti se preferiscono prestare servizio dove la gente se ne sta a casina e loro vengono ammazzati e nessuno vede niente perche' tutti erano a casina, o se preferiscono prestare servizio dove la gente non si fa i fatti suoi, esce da casina, e magari vede chi spara. Nelle citta' 'non vedo, non sento, non vedo', la vita del pulotto e' dura, molto dura, e le ore nei turni di notte sono lunghe, molto lunghe. Ma si, domani sto a casina, chissa' che non ammazzino qualcuno, meglio non sapere. Tanto, i delinquenti sparano sempre sui poliziotti, mica su di me. Io me ne sto a casina....

Venerdi 19 Luglio 2002 - 21:22 E.F.

prigionieri della fazione

Ho conservato gli articoli di Giampaolo Ormezzano di un anno fa. Una testimonianza che non dimentico.Giudico inaccettabile lo scempio di Genova. Sono ostile all'ideologia del movimento no global. Ma quello che è successo ai manifestanti dopo il loro arresto è di una gravità che ferisce. Sono sinceramente contento di leggere che suo figlio sta superando i segni dell violenza subita. Mi rammarica molto leggere commenti che dalla propria posizione politica rispetto ai no global fanno discendere automaticamente il loro atteggiamento rispetto ai successivi comportamenti di parte della polizia. Lo spirito di fazione non può essere il metro per misurare tutto.

Venerdi 19 Luglio 2002 - 17:12 Roberto Campo

Note sui fatti

A Genova c'erano 300.000 persone normali benestanti che manifestavano liberamente in favore di persone povere e deboli. Non mi sembra un crimine. E c'era qualche centinaio di teppisti. Credo la stessa percentuale dello stadio: qui però non ho mai visto colpire col manganello chi sta in tribuna e neppure uccidere i tifosi, anche quelli più violenti. Un amico poliziotto che ha lavorato al DelleAlpi mi ha detto che se tutti i poliziotti/carabinieri si comportassero come Placanica ogni domenica ci sarebbero almeno 4/5 morti. La difesa deve essere proporzionale all'offesa. Ricordo anche che a Seattle i poliziotti non erano certo di leva e usavano proiettili di gomma, non usavano i manganelli pieni di sabbia o pile come da noi, e non reagivano alle provocazioni. Se poi un ragazzo che va a riprendere con la telecamera un fatto di cronaca, viene arrestato e pestato solo perché è lì... secondo voi viviamo in un paese civile?

Venerdi 19 Luglio 2002 - 16:57 Andrea

La verita' sta nel mezzo

Come al solito la verita' sta nel mezzo. E' vero che qualcuno le bastonate prese se l'e' meritate, per aver messo a ferro e a fuoco Genova. Probabilmente e' anche vero che qualcuno si e' preso delle bastonate non meritate ed evitabili e che qualche tutore dell'ordine non si e' attenuto ai propri doveri (e per questo dovra' rispondere alla giustizia). Non farei pero' dei facili parallellismi tra queste ultime situazioni e la faccenda di Carlo Giuliani, che si e' beccato un proiettile mentre stava vigliaccamente cercando di tirare un'estintore in testa ad un carabiniere gia' ferito.

Venerdi 19 Luglio 2002 - 15:44 Simone Meggiato

Ormezzano

Credo che sull'intervento di G.P.O. non vi sia ben poco da dire, tanto è chiaro, netto, ragionevole e condivisibile. Ancora meno vi è da dire, invece, a proposito di alcuni commenti, i cui autori, evidentemente, non comprendono l'italiano, ovvero non comprendono o praticano, nè mai lo faranno, l'onestà.

Venerdi 19 Luglio 2002 - 15:34 Francesco L.

Con affetto.

Caro Ormezzano, la conosco da una vita (Mattino e Sport sud) ed ho imparato ad apprezzare la sua arguzia ed umanità. Sono rimasto sconvolto dalla vicenda di suo figlio Timoty. Ho provato e provo tuttora vergogna per quello che è successo e per la protervia di molti nell'ostinazione di non vedere e non ragionare su quello che 'ci' hanno fatto. Non sono purtroppo sicuro che Timoty riceverà giustizia, non a breve per lo meno. Sappia, lei e lui, che in molti le siamo stati e le siamo vicini e che lotteremo perchè questo non capiti più.

Venerdi 19 Luglio 2002 - 15:10 Andrea Troncone

AL SIG. ORMEZZANO

TUTTA LA MIA SOLIDARIETA SE SUO FIGLIO HA AVUTO DEI TORTI. QUESTO NON DOVREBBE SUCCEDERE. PERO' HA PRESENTE LA STORIELLA DEL MOSCONE D'ORO? ERA DORATO, BELLO E ALL'APPARENZA MIGLIORE DEGLI ALTRI MOSCONI, MA AL FINE SI TROVO' COMUNQUE SOPRA UNA M....QUESTO PER DIRLE CHE SUO FIGLIO SPECIALMENTE SE SENZA AUTORIZZAZIONE NON DOVEVA MESCOLARSI CON GENTE CHE AVEVA DICHIARATO PUBBLICAMENTE DI VOLER SFONDARE LA ZONA ROSSA. SONO CERTO CHE INSUO FIGLIO NON C'ERA QUELLA INTENZIONE MA LUI , PARTECIPANDO, HA RAFFORZATO QUELLA IDEA E LEI COME GENITORE AVREBBE DOVUTO FARGLIELO PRESENTE E SE LO AVESSE FATTO E LUI NON HA ASCOLTATO ALLORA E' DEL TUTTO INUTILE DIFENDERLO. IO NON SO SE LEI HA UN'ALTRO FIGLIO, MA SE LO HA LE AUGURO CHE VADA A FARE IL SRVIZIO IN POLIZIA E TROVARSI IN SITUAZIONI SIMILI A QUELLE IN CUI SI SONO TROVATI I POLIZIOTTI DI GENOVA E DOPO, SOLO DOPO, VORREI CONIOSCERE LA SUA OPINIONE. PIERO

Venerdi 19 Luglio 2002 - 14:58 PIERO

gentile sig, Ormezzano

grazie di aver scritto. Bisogna farsi sentire. Bisogna dire la verità. Bisogna evitare di lasciare ai nostri figli un' Italia devastata nella legalità, oppressa dalla corruzione, come l'Argentina, come la Colombia. I fatti di Genova e di Napoli aprono lo scenario su uno Stato italiano già oggi militarizzato. Solo se interveniamo subito, e tutti , noi persone ancora lucide, responsabili, coraggiose e non omertose, potremo salvare i nostri figli dal regime strisciante che oggi si va delineando con chiarezza. Denunciamo sempre le oppressioni.

Venerdi 19 Luglio 2002 - 14:46 Isabella ferrari

solidarietà a G.P Ormezzano

Egregio Dottor Ormezzano, mi permetta di esprimere a Lei a Suo figlio e a tutti coloro coinvoltinei fattacci di Genova e, soprattutto, dopo. Ho letto altri commenti: gli inviti a restare a casa. Chi scrive o pronuncia frasi di questo genere meriterebbe di provare sulla proria pelle cosa significa questa frase. Sono quelli che sparerebbero su innocenti solo perchè gli è stato ordinato? Temo di sì. Purtroppo questi punti di vista (non posso pensare che siano ragionamenti), sono molto diffusi. Ci sono molte anime morte in giro. Mi vengono in mente i servi della gleba. Eppure bisogna sforzarsi di parlare con costoro, spiegare le proprie ragioni anche se appaiono evidenti, ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. E c'è troppa gente che teme di intrpellare la propria coscienza, che dovrebbe essere umana! Con viva solidarietà Ettore Giannella

Venerdi 19 Luglio 2002 - 14:41

e ancora per i teorici della ''casina''

Voi che tanto sproloquiate su ciò che succede a chi esce di casa, e va a vivere una vita pacifica, democratica, intelligente, vera, libera, liberale e viva; Voi che amate la vostra vita, la vostra vitucola, ben rinchiusi nelle vostre casine, ben al riparo, al calduccio della qualità della vosto vivere di cacchina, statevene al calduccio, bravi!

Venerdi 19 Luglio 2002 - 14:38 samuele v.

Mi spiace per suo figlio... ma...

Dott. Ormezzano, la sua mi sembra una presa di posizione un po' miope, anche se capibile: il padre di famiglia che vede nel figlio un'autentico angelo senza peccato! Ma pensiamo a quanti hanno manifestato a Genova... e a quanti sono tornati a casa senza un livido! Erano molti, molti di più! Forse un po' di autocritica non basterebbe. Lei dice di lavorare allo stadio e di vedere tantissimi teppisti la domenica... secondo lei i loro genitori sono a conoscenza di quello che fanno i rispettivi figli dopo il pranzo domenicale? Per concludere, vorrei invitare tutti a non strumentalizzare politicamente la questione, ci sono stati degli errori sicuramente, ma se i manifestanti non avessero avuto caschi, mazze, pietre ecc. magari le cose sarebbero andate diversamente!!! Quante manifestazioni PACIFICHE ci sono in Italia ogni anno che iniziano e finiscono senza morti e feriti?!?

Venerdi 19 Luglio 2002 - 14:38 Gua

Starsene a casa???

Certo, il ragazzo poteva starsene a casa, invece di documentare quello che succedeva a Genova. Sì, e se ne stiano a casa tutti quei giornalisti che rischiano la vita per portare all'attenzione pubblica i soprusi che i regimi (di sinistra come di destra) perpetrano sulla povera gente. Certo, se ne stiano a casa, staranno al sicuro, e noi a cena, durante il TG delle 8, vedremo solo immagini allegre di bambini che corrono nei prati... occhio non vede, cuore non duole, no? Mi fate venire il voltastomaco.

Venerdi 19 Luglio 2002 - 14:24 Cesare

povero ralph

il problema e' diverso: a prescindere dal crimine commesso, una persona arrestata e condotta in questura, NON DEVE essere picchiata. Che razza di giustizia e' mai questa?

Venerdi 19 Luglio 2002 - 14:17 Luca De Bortolis

UN MAZZO DI FIORI...........

Alla prossima manifestazione dei no-global mandiamo la polizia armata con i mazzi di fiori, possibilmente con divise colorate e con una pallina rossa sul naso(tanto per non spaventare i bravi ragazzi con le sbranghe).

Venerdi 19 Luglio 2002 - 14:07 PARADISI V.

Che bel ragionamento

Veramente ganzo il ragionamento di Michele B. che afferma 'suo figlio aveva solo da starsene a casa'!! COMPLIMENTI!!! Come nelle aule giudiziarie degli anni '70, quando durante i processi x stupro si diceva che se le donne fossero state a casa non le sarebbe successo nulla! O come dire che se i partigiani non avessero rotto e si fossero arruolati nelle file fasciste, nessuno li avrebbe mai fucilati!!

Venerdi 19 Luglio 2002 - 14:04 Mario

Caro Ormezzano, non è un problema suo...

Intervento pacato, equilibrato, ragionevole. Ormezzano, lei dice cose giuste, che ogni uomo di buon senso e con un po' di dignità capirebbe e condividerebbe. Come vede ha ricevuto anche critiche, ma le assicuro che non è un problema suo. Non la criticano per avere scritto scemenze, non credo nemmeno possano avere equivocato il contenuto di questo suo articolo. Il problema è loro, purtroppo esistono persone prive di buon senso e dignità, convinte che lo stare comodamente in poltrona in pantofole, e col telecomando in mano, sia un bene così grande da poter essere barattato con la limitazione della propria libertà di esprimere il proprio pensiero, e con l'accettazione di ogni sopruso e di ogni violenza. Tanto più grave in quanto viene da chi dovrebbe proteggerci. Concludo dicendo a chi sostiene che se si è in mezzo alla mischia può capitare di prenderle: non condivido questa opinione, ma anche ammettendo che sia giusto ciò che dite, come la mettiamo con le torture in carcere?

Venerdi 19 Luglio 2002 - 13:48 Gabriele Porri

Sui commenti 'deveva stare a casa'

Leggo ancora dei commenti del tenore 'doveva stare a casa', ma non è questo dibattito che solleva l'autore. Mi sembra che il punto fondamentale, a cui i 'perbenisti' rifiutano di rispondere, è : la violenza su una persona arrestata è una cosa orribile, spaventosa, indegna di uno stato civile. Complimenti e solidarietà all'autore.

Venerdi 19 Luglio 2002 - 13:19 Fabio

Opinioni...giuste!

Premettendo che i sopprusi subiti da suo figlio sono assolutamente da punire e che non devono esistere in uno stato civile, mi associo al commento di Sara (18 anni ...meditate) che, al di fuori da ideologie di parte, evidenzia la più banale delle realtà ovvero che voler stare in mezzo ad un combattimento è rischioso e non sempre è possibile distinguere chi è un semplice spettatore. Forse, se tutte le persone che desideravano manifestare civilmente avessero fin dall'inizio preso le distanze (vero agnolotto?) da quei pochi veri violenti tutte queste cose non sarebbero successe...dobbiamo però mettere in chiaro una volta per tutte che urlare in piazza le proprie idee è un diritto ma rompere vetrine,sfasciare auto o tirare sassi alla polizia sono dei reati.

Venerdi 19 Luglio 2002 - 13:10 dario

nessun arresto

Nessun black-block e'stato arrestato perchè nell'attimo stesso in cui scattano le manette essi si trasformano in cittadini innocenti, andati li' solo per manifestare civilmente.

Venerdi 19 Luglio 2002 - 12:50 davide

una domanda per Timothy

Caro Ormezzano, vorrei rivolgere una domanda a suo figlio, a distanza di un anno si è fatto un'idea di chi era a Genova per essere violento e chi no ? Io avevo letto il suo primo articolo in cui parlava di dittature ecc. ecc. , a distanza di un anno mi sono fatto un'idea di chi era presente con l'unico scopo della rivolta violenta e chi, sicuramente, ha sbagliato (vedi alcuni poliziotti esaltati) nel difendersi. Sicuramente ha letto l'intervista ai black block uscita sul corriere di lunedì, a fronte di queste situazioni Timothy con chi sta ? Mi permetto un consiglio, scegli Timothy, scegli dove stare, non fare gli errori delle generazioni passate che hanno confuso e protesta con violenza scusandola ancora e non prendendone le giuste distanze, forse tuo padre potrebbe indicarti gli errori da non commettere. saluti

Venerdi 19 Luglio 2002 - 12:50 nicola

Con il passamontagna a metà luglio

Sono al quando amareggiato nel sentire ancora voci e teorie a difesa di chi sia presentato a Genova a metà luglio con un passamontagna nero di lana! Sicuramente le sue intenzioni erano tuttaltro che pacifiche! Nessuno parla invece dei problemi che ha creato, tentando per altro di colpire con un estintore, ad un ragazzo che faceva soltanto il suo dovere, obbligato a prestar servizio su una Jeep accerchiata da persone arrivate a Genova con idee bellicose. Penso che i vero colpevole sia il 'Branco' che ha spinto Carlo Giuliani, descritto da tutti come un ragazzo pacifico, ad azioni di guerriglia urbana non solo contro lo Stato, ma anche verso persone comuni obbligate a rappresentarlo per uno stipendio normale.

Venerdi 19 Luglio 2002 - 12:48 Alessandro G.

Ormezzano del 24 luglio 2001

Ricordo ancora il racconto da lei pubblicato su questo giornale un anno fa. L'ho stampato e letto attentamente allora e l'ho rifatto anche stamattina. Ringrazi da parte mia suo figlio ha rifornito di ideali anche me e spero sinceramente che una giustizia esista anche per lui e per tutti gli altri che come lui hanno vissuto quelle ore di angoscia e puro terrore

Venerdi 19 Luglio 2002 - 12:39 Serena

a proposito di Michele B. ed Emanuele

Spero che mio figlio (4anni) non debba mai subire violenza alcuna, ma di pù spero che cresca con IDEALI e il coraggio di ESPORLI. Che tristezza il vostro commento.

Venerdi 19 Luglio 2002 - 12:39

Rebecca, ti spiego una cosa...

...e la spiego anche ad Ormezzano: con riferimento a quanto scritto sulla gente che 'stava a casetta'. Dovete considerare che nel mondo non ci sono soltanto quelli che hanno idee come le vostre e quelli che non hanno affatto idee. Ci sono anche quelli che hanno idee diverse dalle vostre: per esempio io. E se io sono stato a casetta o a lavorare non e' per codardia o perche' ho il cervello imbalsamato, come dite voi, ma perche' a me la globalizzazione piace. E mi piace anche che ci sia il G8. Una delle vostre parole preferite e' rispetto. Allora rispettiate noialtri, non crediate di essere i salvatori dell'umanita' e che quelli che sono stati a casa siano il vostro fardello di ignoranti e inconsapevoli da difendere o compatire.

Venerdi 19 Luglio 2002 - 12:37 Fausto Labruto

500.000 figli

Caro Omezzano, a Genova in quei giorni c'erano non uno ma 500mila figli. Figli della democrazia, della libertà e della giustizia. Ma c'erano anche i figli dell'odio e della sofferenza. Insomma in quei giorni a Genova c'erano tutti ma proprio tutti. I carnefici e le vittime. Mi astengo dall'identificarli in una o nell'altra parte le dico solo che domani anch'io tornerò a Genova per chiedere giustizia e verità, ma soprattutto per dimostrare innanzi tutto a me stesso che non hanno vinto le torture e i pestaggi. Le saluterò Carlo

Venerdi 19 Luglio 2002 - 12:29 uno dei tanti

Caro padre

anche i sassi sapevano che a Genova sarebbe successo un disastro. Mandarci il figlio a filmare la battaglia annunciata non mi pare l'atteggiamento di un padre pacifico e posato come lei si descrive

Venerdi 19 Luglio 2002 - 11:51 silvestro bombelli

Per Matteo

ma fammi capire una cosa: tu credi ancora che la civilta' e l'onesta' stiano solo da una parte (la sinistra) mentre dall'altra (la destra) stanno il malaffare e l'ignoranza? Commovente ingenuita' o soliti luoghi comuni di bassissimo livello? Forse entrambi.

Venerdi 19 Luglio 2002 - 11:47 Paolo

Era tutto prevedibile e previsto

Caro Ormezzano, pur comprendendo a fondo il suo dolore e la sua rabbia, Le pongo una domanda. Come padre, e non come giornalista, come ha potuto permettere che suo figlio si recasse in quell'inferno annunciato che era Genova nel luglio scorso? I gruppi di contestazione avevano iniziato ad annunciare la guerriglia già da mese di maggio....

Venerdi 19 Luglio 2002 - 11:43 Alex

Legalità

L'Italia che ha prodotto i fatti di Genova è il frutto di chi, per miopia politica o interessi di bottega, ha contribuito a diffondere la convizione che l'attacco violento ai simboli dell'avversario sono giustificati. Chi sostiene che attaccare una jeep dei carabinieri con bastoni, sassi ed estintori sia una 'giusta manifestazione del proprio dissenso' e non un'aggressione violenta che può produrre una reazione altrettanto violenta, contribuisce ad alimentare un clima che sfocia in fatti come quelli avvenuti a Genova. Suo figlio è vittima della reazione spropositata e illegale della polizia, ma i veri responsabili delle sue ferite sono coloro che hanno teorizzato pubblicamente l'assalto alla zona rossa e coloro che queste teorie hanno avallato sia politicamente che mediaticamente

Venerdi 19 Luglio 2002 - 11:30 Giovanni Boni

Legalità

Caro Ormezzano, ti faccio notare che Genova è stata devastata dai dimostranti e non dalla polizia. Se tuo figlio è stato picchiato , è perchè era li in mezzo ai delinquenti. Spero solo che gli sia servita da lezione prima di finire come il terrorista che quelli come te vogliono far passare per martire.

Venerdi 19 Luglio 2002 - 11:29 roberto Pn

'Ragionevolezza prima di tutto'

Cortese Sig. Ormezzano, mi permetta una piccola osservazione: io credo che il problema sia la ragionevolezza ovvero capire ed osservare la realtà secondo la totalità dei suoi fattori..indubbiamente suo figlio ha avuto un torto ma se l'evidenza dimostra che ha fatto una scelta di parte ovvero ha preso una posizione opinabile che come dimostrano i fatti discende da una visione distorta della realtà e da una mancata attenzione della famiglia (la vostra) al suo livello educativo. Si è arrivati a questo per una compartecipazione di cause in cui centra nel suo piccolo anche suo figlio..le auguro di avere giustizia come la auguro a quei poliziotti che facendo il loro dovere hanno subito 'assalti' e successivamenteingiurie dagli intellettuali di turno

Venerdi 19 Luglio 2002 - 11:27 Massimiliano Panizza

PER I TEORICI DELLO STARSENE A CASA...

Com'è comodo infilare la testa sotto terra come struzzi... Chiudere la porta, scappare via, rinunciare a difendere le proprie idee, i propri sogni (ammesso che si sia capaci di averne)... Invece no. Per capire bisogna esserci. Per giudicare anche. Se no statevene zitti. Gli orrori della storia proliferano sui silenzi, sulla codardia, su menti chiuse sclerotizzate e nevrotiche. Come quelle di chi pensa che un ragazzo di vent'anni abbia meritato un proiettile in faccia, una jeep che gli passava sopra due volte, i calci dei poliziotti mentre agonizzava a terra. (Faccio presente che lo Stato italiano non prevede, per chi ritenuto colpevole di qualunque delitto a seguito di tre gradi di processo, nè la pena di morte, nè la tortura.) O che pensano sia giusto picchiare a sangue e insultare indiscriminatamente chiunque sia in piazza e non chiuso in casa a sputacchiare sentenza becere, reazionarie e ottuse.

Venerdi 19 Luglio 2002 - 11:25 Rebecca Alessi

e quindi le forze dell'ordine....

.... nelle azioni di contenimento degli assalitori, dovevano 'captare' nel mucchio gli individui estranei alle aggressioni, schivarli e anche proteggerli dalle azioni dei teppisti, mentre questi ultimi lanciavano sassi, bastoni, vetri rotti... ecc ecc. Ma dove vivete sulla luna? svegliatevi?

Venerdi 19 Luglio 2002 - 11:25 ralph

COMPLIMENTI

MA VEDRA', VEDRA' I COMMENTI DEGLI ASINI DI DESTRA. QUEI PAGLIACCI SONO FORTI COI DEBOLI E DEBOLI COI FORTI. LORO SI INDIGNANO PER I NO GLOBAL E CHIUDONO GLI OCCHI SU MAFIOSI , CORROTTI TANGENTISTI E AFFARISTI. 'Se stan cosi' le cose dei buffoni sia il futuro' dice Guccini, e questa Italietta di gente cresciuta con gossip e bim bum bam la vediamo davanti a noi. Da una parte la civilta' e l'onesta', dall'altra il malaffare e l'ignoranza

Venerdi 19 Luglio 2002 - 11:23 Matteo

lo stato di diritto

esistono limiti alle libertà fondamentali? la tortura e è un reato solo entro certi limiti o forse l'integrità fisica di ogni cittadino non può essere mai violata? esistono confini oltre i quali certi diritti sacrosanti, di tradizione liberale, possono venire meno? può un padre insegnare al figlio che varcati certi confini i suoi diritti fondamentali sono in secondo piano rispetto ad interessi superiori che giustificano ogni forma di abuso? esistono forse aree oltre le quali lo stato di diritto viene meno? ...alcuni diritti fondamentali vanno riconosciuti semprein una democrazia che voglia dirsi tale, davanti a chiunque, sia costui il più efferato criminale o un sempice osservatore.

Venerdi 19 Luglio 2002 - 11:22 marco baffoni

Opinione di una diciottenne

Solidarietà ad Ormezzano per le ingiuste violenze al figlio. Però purtroppo sono cose che succedono mischiandosi a gente violenta:la polizia colpisce e rischia di aggredire anche chi aveva intenzioni pacifiche.Non dovrebbe succedere ma è impossibile evitarlo.Io penso che,purtroppo,quando ci sono manifestazioni che si sanno destinate a diventare violente(vedi no global a Genova),non bisogna parteciparvi.Non è una limitazione alla libertà:mio padre mi ha detto molte volte che se si va a manifestazioni di violenti implicitamente è come dare un approvazione morale.Io non la penso come lui,però penso che nella vita, andando in certi posti ovvio finire male.Che piaccia o no è così. Comunque questo non esclude che i poliziotti violenti che hanno picchiato innocenti debbano essere puniti,e spero che Timothy ottenga giustizia.

Venerdi 19 Luglio 2002 - 11:05 Sara

Legionari del perbenismo

In occasione degli eventi dell'11 settembre, stuoli di casalinghe e 'perbenisti d'accatto' esigevano una crociata contro i 'Turchi' invasori dell'Occidente. Poche decine di giorni prima invece erano tutti a condannare i partecipanti alle manifestazioni del G8 Genovese. L'Italia oramai è condannata alla clausura televisiva che coordina i moti di piazza sindacali o le manifestazioni pro America. Caro Ormezzano siamo ancora in pochi a ragionare con la testa di carne e non con la testa di scatola televisiva. La mia solidarietà per ciò che è accaduto a suo figlio protovittima del regime Berlusconiano.

Venerdi 19 Luglio 2002 - 11:04 Stefano DeFilippis

Suo figlio

Suo figlio poteva starsene a casa e lei avrebbe potuto anche consigliarlo in tal senso, se ci teneva alla sua salute. Lei dice che suo figlio era lì per 'vedere' e 'filmare', per ragioni 'scolastiche'... se così fosse dovrebbe allora prendersela con quella scuola che ha mandato suo figlio in mezzo a quell'inferno !

Venerdi 19 Luglio 2002 - 10:52 Michele B.

Finalmente..

Un plauso a questo commento , carico di spessore civile ed umano. Non si lascia nessun appiglio ai perbenisti da salotto , quelli cioè che parlano di civiltà e spirito civico col telecomando in mano senza sfogliare mai un giornale o , ancor peggio, senza sforzarsi di capire perchè quel giorno a Genova c'erano 500.000 persone civili e 'solo'qualche centinaio di volgari teppisti facinorosi.

Venerdi 19 Luglio 2002 - 10:51 massimiliano grossi

sono con lei

La capisco, Dott. Ormezzano: capisco il suo orrore nei confronti dei 'benpensanti' che pensano che chi va ad una manifestazione è un potenziale criminale, e quindi è giusto che le prenda di 'santa ragione'..... Rimasi orripilata, lo scorso anno, di fronte ai commenti ingiusti e malevoli che accompagnavano la sua lettera su Il Nuovo. Anch'io non pensavo che questo paese potesse arrivare a tanto. Adesso è passato un po' di tempo, e alcune verità vengono, faticosamente, alla luce. Si faccia coraggio, proprio a causa della nostra età non possiamo cedere al pessimismo. Facciamolo per i nostri figli, che sono bravi, maturi, consapevoli più di quanto a volte ci aspettiamo. Auguri a tutta la sua famiglia

Venerdi 19 Luglio 2002 - 10:51

Il più sentito sostegno

Al caro Ormezzano vorrei esprimere tutto il mio personale sostegno. Ho partecipato con commozione e rabbia alle vicende di Timothy e di tanti altri che, massacrati senza motivo, sono stati addirittura accusati di trovarsi a Genova ! Ciò che fa rabbrividire non sono le percosse, le torture, ma quei milioni di cittadini, per i quali, per dirla come Adriano Sofri, la soglia di ipocrisia, di accetazione passiva e silente del massacro della democrazia si è drammaticamente innalzata. 'Il ritorno della primavera è inesorabile...'

Venerdi 19 Luglio 2002 - 10:47 massimiliano martiradonna

Complimenti..

..dott. Ormezzano, ma si dai..continuiamo a difenderli questi figli sempre più intimiditi dalla vita, buoni, educati, rispettosi di tutto e tutti....peccato non abbiano l'intelligenza di capire che in un contesto come quello di Genova forse era cosa più saggia allontanarsi anzichè buttarsi nella mischia ( senza autorizzazione) per filmare...Forse sarebbe più opportuno che come Padre lo esortasse ad un atteggiamento più prudente anzichè difenderlo a spada tratta. Ma è proprio sicuro di conoscere bene suo figlio..???

Venerdi 19 Luglio 2002 - 10:43 emanuele