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Comunicato sindacale.:

No alla chiusura di Schio, No ai licenziamenti, Daniele deve essere riassunto.

 

Vogliamo raccontare una storia che probabilmente non ha nulla di straordinario nello scontro di classe, anzi purtroppo trattasi di storia molto ordinaria.

La Marzotto spa azienda leader del settore tessile  titolare tra l’altro di marchi come Valentino, Marlboro, Hugo Boss che nel passato ha “assorbito la Lanerossi”, (oltre a migliaia di miliardi per le varie ristrutturazioni,  è stata  quasi regalata dallo stato) in questi ultimi anni ha delocalizzato   in Cekia, in Lituania chiudendo nel contempo stabilimenti a Manerbio (Brescia)  e Mortara (Pavia), ridimensionato gli stabilimenti di Valdagno, Piovene e Schio in provincia di Vicenza, ceduto a terzi il CED e spostato a Milano la sede legale: sono spariti più di 2000 lavoratori alcuni accompagnati alla pensione, altri in mobilità: oggi in Italia  a fronte di circa 13 mila dipendenti a livello globale del gruppo restano circa 1400  dipendenti.  20 anni fa erano 13 mila in Italia tra il gruppo Marzotto e il gruppo Lanerossi. Una vera Caporetto operaia.

Tanti licenziamenti tanti guadagni.

In tutti questi anni la Marzotto ha sempre chiuso in attivo i bilanci e nel 2005 le azioni del gruppo sono aumentate del 260%, questo grazie alla societarizzazione (dall’inizio dell’anno esiste la società Valentino; la Marzotto tessile, il Gruppo Verzoletto tutte  governate dall’attuale manager Favrin e dal suo gruppo di riferimento che ha in pratica estromesso la grossa parte della “famiglia” Marzotto) e alle guerre tra gruppi di azionisti. Dunque una scelta che per il momento va per la maggiore in Italia, si abbandona la produzione  si sceglie la finanziarizzazione  e la speculazione in borsa. Quanto agli operai licenziati: affari loro.

Cosa sta succedendo in questo ultimo periodo.

Dal ritorno dalle ferie estive alcune sorprese: alcuni macchinari e il magazzino Marlboro spariscono dagli stabilimenti di Schio con il risultato che 125 operai si trovano senza lavoro (una cinquantina addetta ad altri settori rimane) in pratica si va alla chiusura dello stabilimento.

Il tutto senza nessuna informazione alle organizzazioni sindacali.

Qui parliamo di lavoratori che non possono essere accompagnati alla pensione pertanto trattasi di veri e propri licenziamenti (al massimo un anno di cassa integrazione speciale).

Da un mese circa si susseguono iniziative sindacali e gli unici due incontri con i tagliatori di teste della direzione  (Favrin ,Sassi, Lolli) non gli hanno fatto arretrare dalle loro decisioni.

Ad aggravare la situazione  arriva un “licenziamento  disciplinare” di un delegato RSU , F. Daniele eletto nelle liste CUB tessili.  Questo sabato 1 ottobre.

Il motivo tecnico illustrato nel licenziamento disciplinare parla che Daniele, urante un turno notturno, ha fumato in un’area dove, dopo l’ingresso della legge Sirchia, non è più possibile farlo; di avere dormito per un breve lasso di tempo durante un turno notturno.

Le cause degli  atteggiamenti di Daniele.

F. Daniele era di turno notturno tutta la settimana; durante quella settimana aveva avuto una intensa attività sindacale, compresa una trattativa dalle 8,30 del mattino alle ore 18.30 della sera, scioperi, manifestazioni e inoltre aveva avuto problemi dentari con la conseguente cura famacologica: il tutto lo ha fatto crollare fisicamente. La Marzotto ha approfittato di queste defaillances per cacciarlo.   

Daniele F. dipendente Marzotto da 27 anni, non ha mai avuto procedimenti disciplinari è padre di 4 figli, è un delegato in prima linea nel contrastare il processi di delocalizzazione ed è chiaro che è stato colpito per questo e non per i fatti contestati. A livello disciplinare si sono previste multe o al massimo sospensione per non più di 3 giorni).

Trattasi, dunque, di “rappresaglia antisindacale”, di un licenziamento ingiustificato che mira a chiudere la bocca a intimorire a chi non accetta supinamente  i disegni aziendali.

L’ Azienda si sente forte anche di fronte ad una atteggiamento sindacale che nel passato ha molte volte assecondato le linee aziendali.

Se l’azienda si sente forte la reazione dei lavoratori a questo licenziamento “politico” è stata molto combattiva: al primo sciopero immediatamente successivo il licenziamento hanno partecipato il 95%  dei lavoratori; i giorni successivi si sono tenute assemblee, scioperi di un’ora; giovedì scorso  allo sciopero di quattro ore contro i licenziamenti nelle rivendicazioni è emersa anche la volontà dei lavoratori alla riassunzione di Daniele.

Altre iniziative di lotta si sono tenute nel fine settimana e proseguiranno fino alla riassunzione di questo delegato e il ritiro dei licenziamenti di Schio.

Anche se tra gli operai che lavorano alla Marzotto  non c’è più nessuno che ha partecipato alle famose lotte del 68/69 in questi giorni in fabbrica si respira un clima simile.

Sta in noi tutti non disperdere la volontà di lotta contro la delocalizzazione, contro i licenziamenti, per il lavoro e il reddito.

(Solidarietà può essere dimostrata boicottando i negozi e le merci che vendono prodotti Marzotto, intasando la loro email )

In un manifesto affisso abbiamo scritto che il licenziamento di Daniele ci rende tutti deboli e che la sua riassunzione ci renderà tutti più forti. E’ per questo che è interesse di tutti che Daniele sia riassunto.

 

Raniero Germano e Ceola Giuseppe

Cub Vicenza

 

Chi volesse solidarizzare può scrivere la sua contrarietà alla politica aziendale Marzotto e chiedere la riassunzione di Daniele all’ email: marzotto@marzotto.it

Ecco un elenco di prodotti Marzotto:

Valentino, Hugo Boss, Marlboro, Uomolebole, Borgofiori, Tessuti Marlane, Lanerossi, Gualbello tessuti, Folco Lane, Tessuti Sondrio

Profumi, orologi e varia oggettistica:  Boss, Marlboro, Valentino