28 gennaio 2011

Confederazione Unitaria di Base

Federazione del Piemonte

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CONTRO L'ACCORDO DI MIRAFIORI

PER LA DIFESA DEL SALARIO E DELLA LIBERTA'

SCIOPERO GENERALE IL 28 GENNAIO

 

L'accordo imposto dalla FIAT e firmato da Fim, Uilm, UGL e Fismic per Mirafiori alla vigilia di Natale è un ulteriore attacco al reddito e alle condizioni di vita dei lavoratori e delle lavoratrici, non solo della fabbrica di Torino ma di tutta Italia.

Quello che passa in Fiat, passa in Italia.

L'accordo in estrema sintesi prevede

-         la possibilità per l'azienda di imporre turnazioni a sua scelta: i turni verranno decisi dalla Fiat senza dover contrattare con nessuno

-         l'imposizione di 120 ore di straordinario obbligatorio: in sostanza i sabati straordinari diventano parte integrante dell'orario lavorativo; è ovvio che il prossimo passaggio sarà il loro pagamento in ordinario. In due parole: PIU' ORARIO MENO SALARIO;

-         il taglio della paga in caso di malattia: la malattia è una colpa che devi pagare rinunciando al reddito;

-         il taglio delle pause durante il lavoro e la loro gestione da parte dell'impresa. A Marchionne non importa che con le pause si limitino gli effetti della ripetitività e della fatica, né gli importa dei molti operai che, a Mirafiori, soffrono di malattie professionali;

-         la mobilità interna a discrezione dell'azienda con la cancellazione di ogni diritto del lavoratore al mantenimento del posto di lavoro;

-         l'accettazione dell'accordo da parte di ogni singolo lavoratore con la conseguenza che la contestazione anche di un solo punto dell'accordo può condurre sino al licenziamento del dipendente.

E' il dispotismo aziendale, il controllo totale sulla produzione cioè sulle vite dei lavoratori.

Si torna così ad una concezione ottocentesca per la quale il lavoratore non ha diritti e il padrone è il suo “benefattore”. Anche lo stipendio non è più certo ma diventa una variabile dipendente dalla alterne fortune e dai mutevoli umori del management del Lingotto. Marchionne e i suoi complici sindacali ci ricordano la verità ultima dei padroni: i lavoratori sono solo merce da sfruttare e pagare il meno possibile.

Non a caso l'accordo prevede clausole che aboliscono le libertà sindacali per i sindacati che non lo accetteranno e per i lavoratori: questi non eleggeranno più i propri delegati e solo i sindacati firmatari avranno rappresentanti, trattenute in busta paga e diritto di assemblea.

La Fiat vuole applicare un principio semplice e brutale: gli accordi li scrive l’azienda, li firmano i sindacati complici, chi non ci sta lo si butta fuori dalla fabbrica; per garantirsi questo risultato calpesta i principi elementari di democrazia, libertà, rappresentatività. Oggi colpisce  anche la Fiom ma per noi non è una novità: analoghe regole del gioco truccate, sono state ampiamente usate per impedire l'attività dei sindacati di base, con il consenso della stessa CGIL. Questo però non c'impedisce di vedere il pericolo principale: l'accordo di Mirafiori apre la strada al peggioramento delle condizioni di vita e di reddito di tutti i lavoratori, non riguarda solo i metalmeccanici Fiat ma tutti noi. Per questo abbiamo proclamato lo sciopero generale per il 28 gennaio e chiamiamo tutti alla mobilitazione unitaria, in difesa del nostro reddito, delle nostre condizioni di lavoro e della nostra libertà.

FERMIAMOLI!


 

DOPO POMIGLIANO, MIRAFIORI. DOPO MIRAFIORI, TUTTA LA FIAT.

PASSO DOPO PASSO, NON RESTERA’ NESSUNA GARANZIA CONTRATTUALE PER MILIONI DI LAVORATORI.

 

Quello firmato a Mirafiori da Fiat, Fim, Uilm, Fismic, Ugl e l’Associazione quadri è un accordo vergognoso. La Fiat impone in fabbrica e nel sistema delle relazioni industriali italiane un modello aziendalista e neocorporativo, in quanto:

1.      Si costituisce un contratto unico nazionale per le aziende del settore auto della Fiat alternativo ai contratti nazionali di lavoro, che peggiora le condizioni di lavoro, a partire dall’introduzione del modello Pomigliano anche a Mirafiori.

2.      Con questi accordi Marchionne vuole imporre un modello amerikano di relazioni industriali. Si sancisce la fine della contrattazione nazionale e creano le condizioni per la loro sostituzione, al ribasso, dei contratti aziendali, abbandonando di fatto milioni di lavoratori di piccole e medie aziende.

3.      Con questo accordo, non c’è spazio per sindacati dissenzienti, estendendo a tutti i sindacati che non condividono questi accordi, e quindi anche alla Fiom-Cgil, le discriminazioni riservate ai sindacati di base. Praticando uno strappo costituzionale gravissimo perché si limita la libera scelta di associazione sindacale, viene infatti introdotto il criterio secondo il quale chi non firma gli accordi non può usufruire dei diritti sindacali indipendentemente dalla sua rappresentatività e consenso tra i lavoratori.

4.      Si cancellano le Rsu e quindi la possibilità per i lavoratori di scegliere i propri delegati.

5.      L’intesa prevede il pieno utilizzo degli impianti su sei giorni lavorativi, il lavoro a turni avvicendati che mantiene l’orario individuale a 40 ore settimanali, il mantenimento della pausa per la mensa nel turno fino a che la joint venture non andrà a regime (quindi solo fino al 2012), la compensazione di 32 euro mensili per l’abolizione della pausa di 10 minuti.

6.      L’accordo prevede inoltre 120 ore di straordinario all’anno obbligatorie, cancella le pause previste sulle linee di montaggio, porta a fine turno la pausa mensa, per utilizzare così la mezz’ora di mensa anche con straordinari per recuperi produttivi ogni qualvolta l’azienda ne avrà bisogno.

7.      Con questi accordi si punta inoltre a portare le assenze dal lavoro dall'8% attuale al 3%, non garantendo la copertura economica dei primi giorni di malattia a carico aziendale e dando maggiore possibilità a Fiat di sanzionare i lavoratori malati. Mentre si aumenta lo sfruttamento dei lavoratori abolendo pause di lavoro e aumentando i carichi di lavoro con il taglio dei tempi, senza nessuna misura contro gli infortuni sul lavoro, i lavoratori non avranno più riconosciuta la copertura economica dei primi giorni di malattia a carico dalla Fiat.

L’ A.L.Cobas-Cub nel respingere duramente questo accordo, ritiene che si debba mettere al centro dell’iniziativa sindacale nazionale la lotta alla “dottrina Marchionne”, sia dentro che fuori gli stabilimenti della Fiat, proponendo a tutti i sindacati una comune mobilitazione nazionale.

MARCHIONNE COME MUSSOLINI!

ABOLISCE I DIRITTI SINDACALI IN FIAT!

OCCORRE QUINDI RESISTERE CONTRO IL FASCISMO AZIENDALE E I SUOI SERVITORI!

Associazione lavoratori COBAS - Confederazione CUB