contro la guerra

 

 

Sia Washington che Mosca stanno facendo i conti con il proprio futuro: è in corso un grande wargame, un gioco di guerra che va ben oltre i confini ucraini ed anche europei. Naturalmente, è in atto anche una grande opera di disinformazione: ogni parte accusa l'altra di aver attaccato o provocato per prima, mentre i media cercano i colpevoli tra i leader politici. Ma la guerre scoppiano per cause materiali, inerenti alle contraddizioni del modo di produzione vigente e non certo per il capriccio di qualche battilocchio.

Guerra in Ucraina (quinternalab.org)

Noi, per l'Ucraina: Domenico Quirico e il vero obiettivo della guerra e come trasforma l'uomo - La Stampa


 

(...(Umiliazione e rabbia impotente hanno alimentato per decenni un’epidemia psicotica accompagnata dalla massiccia diffusione degli oppiacei e di altre sostanze psicofarmacologiche che producono dipendenza. Poi è arrivato il Covid, e la crisi psichica dell’Occidente ora oscilla sul bordo di un collasso.

Negli Stati Uniti il numero di decessi per overdose di oppiacei sintetici come il Fentanil e l’Oxicontin ha superato il numero di vittime da armi da fuoco (che pure non sono poche in quel paese), e perfino il numero di morti in incidenti stradali. Quasi centomila morti per overdose da oppiacei nel 2020, 62.000 causati soltanto dal Fentanil, una pillola antidolorifica largamente consigliata dai medici con grande profitto degli azionisti di Big Pharma. In Italia il consumo di antidepressivi è più che raddoppiato tra il 2010 e il 2020.(...)

Franco «Bifo» Berardi: Rassegnatevi / 3 (sinistrainrete.info)


 

“La guerra è un massacro fra uomini che non si conoscono a vantaggio di uomini che si conoscono ma eviteranno di massacrarsi reciprocamente” (P.Valéry)


IL LIBRO (DEL GOLPE) BIANCO

Comitato promotore della campagna #NO GUERRA #NO NATO

Italia

15 feb 2017 — Manlio Dinucci

Mentre i riflettori mediatici erano puntati su Sanremo, dove si è esibita anche la ministra della Difesa Roberta Pinotti cantando le lodi delle missioni militari che «riportano la pace», il Consiglio dei ministri ha approvato il 10 febbraio il disegno di legge che consentirà l’implementazione del «Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa» a firma della ministra Pinotti, delegando al governo «la revisione del modello operativo delle Forze armate».

Revisione, in senso «migliorativo», di quello attuato nelle guerre cui l’Italia ha partecipato dal 1991, violando la propria Costituzione. Dopo essere passato per 25 anni da un governo all’altro, con la complicità di un parlamento quasi del tutto acconsenziente o inerte che non lo mai discusso in quanto tale, ora sta per diventare legge dello Stato. Un golpe bianco, che sta passando sotto silenzio.

Alle Forze armate vengono assegnate quattro missioni, che stravolgono completamente la Costituzione. La difesa della Patria stabilita dall’Art. 52 viene riformulata, nella prima missione, quale difesa degli «interessi vitali del Paese». Da qui la seconda missione: «contributo alla difesa collettiva dell’Alleanza Atlantica e al mantenimento della stabilità nelle aree incidenti sul Mare Mediterraneo, al fine della tutela degli interessi vitali o strategici del Paese».

Il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, stabilito dall’Art. 11, viene sostituito nella terza missione dalla «gestione delle crisi al di fuori delle aree di prioritario intervento, al fine di garantire la pace e la legalità internazionale».

Il Libro Bianco demolisce in tal modo i pilastri costituzionali della Repubblica italiana, che viene riconfigurata quale potenza che si arroga il diritto di intervenire militarmente nelle aree prospicienti il Mediterraneo – Nordafrica, Medioriente, Balcani – a sostegno dei propri interessi economici e strategici, e , al di fuori di tali aree, ovunque nel mondo siano in gioco gli interessi dell’Occidente rappresentati dalla Nato sotto comando degli Stati uniti.

Funzionale a tutto questo è la Legge quadro entrata in vigore nel 2016, che istituzionalizza le missioni militari all’estero, costituendo per il loro finanziamento un fondo specifico presso il Ministero dell’economia e delle finanze.

Infine, come quarta missione, si affida alle Forze armate sul piano interno la «salvaguardia delle libere istituzioni», con «compiti specifici in casi di straordinaria necessità ed urgenza», formula vaga che si presta a misure autoritarie e a strategie eversive.

Il nuovo modello accresce fortemente i poteri del Capo di stato maggiore della difesa anche sotto il profilo tecnico-amministrativo e, allo stesso tempo, apre le porte delle Forze armate a «dirigenti provenienti dal settore privato» che potranno ricoprire gli incarichi di Segretario generale, responsabile dell’area tecnico-amministrativa della Difesa, e di Direttore nazionale degli armamenti. Incarichi chiave che permetteranno ai potenti gruppi dell’industria militare di entrare con funzioni dirigenti nelle Forze armate e di pilotarle secondo i loro interessi legati alla guerra.

L’industria militare viene definita nel Libro Bianco «pilastro del Sistema Paese» poiché «contribuisce, attraverso le esportazioni, al riequilibrio della bilancia commerciale e alla promozione di prodotti dell’industria nazionale in settori ad alta remunerazione», creando «posti di lavoro qualificati».

Non resta che riscrivere l’Art. 1 della Costituzione, precisando che la nostra è una repubblica, un tempo democratica, fondata sul lavoro dell’industria bellica.

(il manifesto, 14 febbraio 2017)

 


  • Guerre napoleoniche: 1792-1815
  • Prima guerra d'Indipendenza italiana: 1848-1849
  • Guerra di Crimea: 1853-1856
  • Seconda guerra d'Indipendenza italiana: 29 aprile 1859 – 11 luglio 1859
  • Rivolta indiana: 1857-1858
  • Guerra civile americana: 1861-1865
  • Terza guerra d'Indipendenza italiana: 20 giugno 1866 – 12 agosto 1866
  • Guerra franco-prussiana: 1870-1871
  • Guerra cino-giapponese: 1894-1895
  • Guerra dei Boeri: 1880-1902
  • Guerra russo-giapponese: 1904-1905
  • Prima guerra mondiale: 1914-1918
  • Guerra civile spagnola: 1936-1939
  • Seconda guerra mondiale: 1939-1945
  • Guerra arabo-israeliana: 1948-1949
  • Guerra di Corea: 1950-1953
  • Guerra del Vietnam: 1964-1973
  • Guerra dei Sei Giorni: 5 giugno 1967 – 10 giugno 1967
  • Guerra del Kippur: 6 ottobre 1973 – 24 ottobre 1973
  • Guerra Iran-Iraq: 1980-1989
  • Guerra delle Falklands: 2 aprile 1982 – 14 giugno 1982
  • Guerra del Golfo: 1990-1991
  • Guerre jugoslave: 1992-1995
  • inoltre le guerre del Colonialismo italiano - Wikipedia
    Lo stesso argomento in dettaglio: Crimini di guerra italianiCampi per l'internamento civile in ItaliaDeportazioni di massa del Gebel e Strage di Addis Abeba.

     
       
    Serata_Kurda-a-Lazzaro.pdf volantino
     

     
    parigi-noallaguerra.htm

     
    ASSEMBLEA PUBBLICA venerdì 11 dicembre 2015 ore 21 - Teatro del Lavoro, Via
    Chiappero 12, Pinerolo
    
    Gli attentati di Parigi sono ancora freschi nella memoria. In molti tentano
    di dare risposta a domande come C'è una guerra in atto? Chi sono i
    terroristi? L'Islam è una minaccia? E se invece provassimo a cambiare la
    domanda? Uscire dalla guerra è possibile? Non siamo ovviamente parlando di
    questa o quella guerra, ma della guerra in generale, cioè di tutte le
    guerre. È possibile e necessario abolire la guerra?
    
    Questo interrogativo sembra scomparso dal linguaggio della politica e della
    cultura, come se la risposta "guerra" fosse già prestampata su tutti i
    problemi che sorgono e si trattasse solo di decidere di volta in volta tempi
    e modi. Eppure c'è una maggioranza di persone convinte come noi del fatto
    che la guerra è ingiusta e crudele, che non colpisce mai i suoi obiettivi
    dichiarati ma sempre e solo popolazioni civili indifese, che risponde sempre
    ad interessi economici "forti" (petrolio, armi, droga, interessi strategici)
    ed è sempre un disastro per le popolazioni che la subiscono. Ma le voci che
    si sentono maggiormente sono quelle che sostengono l'opposto, che siamo in
    guerra e che questa guerra va combattuta e vinta. Sono voci che entrano
    nella testa della gente, diffondono  informazioni parziali e ostilità.
    Progettare un percorso che ci porti fuori dalla guerra vuol dire prima di
    tutto far uscire la guerra dalla testa della gente, informare, ripristinare
    la verità.
    
    Abbiamo costituito a Pinerolo un gruppo di persone di diverse origini
    culturali, religiose e politiche con lo scopo di ragionare e far ragionare
    su questi temi. Pensiamo che sia un cammino lungo ma che non ci resti altra
    scelta. Per iniziare abbiamo deciso di avviare una serie di incontri
    pubblici in cui raccogliere le idee, facendoci raccontare da esperti e
    testimoni come l'abolizione della guerra sia una meta possibile. Abbiamo
    fissato un primo incontro per
    
    --------------------------------------
    VENERDI 11 DICEMBRE alle ore 21 al Teatro del Lavoro, Via Chiappero 12,
    Pinerolo
    
    Ci sarà con noi Angela Dogliotti Marasso, del Centro Studi Sereno Regis di
    Torino. 
    Con lei discuteremo sul tema: ³È possibile uscire dalla guerra o è proprio
    vero che non c'è alternativa?²
    
    A questo link:
    https://drive.google.com/file/d/0B0U5NC4SIJxoOTdqZF90TEp1MUU
    trovate il testo dell'intervento introduttivo e della relazione di Angela Dogliotti
     
    per informazioni, scrivere a uscire_dalla_guerra@googlegroups.com

    Venerdì 26 febbraio 2016
    Il gruppo "Uscire dalla guerra", di cui condividiamo completamente gli obiettivi, ha organizzato per la settimana prossima, venerdì 26 febbraio, un'assemblea pubblica. Alle 21, nella sala “Pacem in Terris” del Museo Diocesano, in via del Pino 49, Pinerolo, c'è un incontro con Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi: “La guerra non è il nostro destino”. 

    Nella locandina, che ti alleghiamo, informazioni sui prossimi appuntamenti organizzati dal gruppo: l'8 aprile con Claudio Canal e Rosita Di Peri per parlare di “Guerra e (dis)informazione”, 

    il 15 aprile con Giorgio Cremaschi per affrontare il nodo dei rapporti tra “Guerra e mondo del lavoro”. In preparazione un incontro sulla situazione (dimenticata) del popolo curdo.

    Ecco la locandina: https://drive.google.com/file/d/0B1JuvT9LfwQoTVJLS21xMDFWVjg

    --------------------------------------------------------------------------------------------------  

     


    *assemblea 26 feb 2016  registrazione- Renato Sacco - dibattito-museo diocesano Pinerolo-70 presenti

    *assemblea 8 aprile     l' indirizzo web dell'audio della serata  a S.Lazzaro sul Medio Oriente /Isis ecc con Claudio Canal e Rosita Di Peri- 60 presenti :
    http://www.alpcub.com/informazione-medio-oriente.mp3

    -----------------------------

    Sabato 27 febbraio
    C'è un parallelo perfetto tra la necessità di uscire dalla guerra e quella di uscire da un'economia dominata dalla criminalità organizzata. Ed è identica la questione che si pone alle coscienze. Per questo ti segnaliamo anche questa iniziativa, che ci vede coinvolti: *sabato 27 febbraio, alle 16.30, nella sala ARCI in stradale Baudenasca 17, incontriamo Rosario Giuè, prete palermitano autore di diversi libri e da anni impegnato nello sviluppo di una pratica pastorale e di una riflessione teologica sulla lotta alla mafia. Il titolo dell'incontro: "Potere mafioso e liberazione: una sfida che ci riguarda". Organizzano CdB Viottoli, Arci, Libera, DireFareEcoSolidale, PensieriInPiazza ed Emergency. Anche di questo alleghiamo la locandina: https://drive.google.com/file/ d/0B1JuvT9LfwQocDZ2RE5OVjlkR0k

     

    -------------------------

    *Domenica 28 febbraio

    Infine, riceviamo e volentieri diffondiamo l'informazione della conferenza-dibattito “Non siamo complici: contro la guerra e le rapine delle risorse in Medioriente e Africa” domenica 28 febbraio, ore 15, presso il "Salone dei Cavalieri", viale Giolitti 7 a Pinerolo organizzato dall'assemblea torinese "Non siamo complici". 
     
     

    24-25 aprile 2016

    Liberazioni

    Per un 25 aprile popolare e ribelle,

    lontano dalla retorica isituzionale,

    vicino a chi lotta oggi.

     

    Anche quest'anno il 25 aprile di ALPI LIBERE estenderà tra  diverse vallate i contenuti e le prospettive che caratterizzano questo percorso in cui si intrecciano varie espressioni di resistenza e critica al modello di società che ci circonda.

    Anno dopo anno, l'iniziativa Liberazioni vuole essere un appuntamento per ribadire che l'eredità della Resistenza non significa volersi rinchiudere in se stessi ma rinnovare nel contesto delle lotte di oggi la sincera essenza di ribellione che ha portato tanti giovani in montagna più di settant'anni fa. 

    **************  

    Domenica 24 aprile a Villar Perosa  Parco del Bacino:

    (in caso di maltempo l' iniziativa si terra' sotto l'ala coperta della Societa' Operaia )

    Dalle 11 alle 19: giornata di solidarietà tra i popoli in lotta (Palestina, Chiapas, Kurdistan, Brasile, Paesi Baschi).

     Sarà presente FABIANA STEFANONI

    di No Austerity e Rete Sindacale Internazionale.

    http://coordinamentonoausterity.org/

    *********  

    DOMENICA PRIMO MAGGIO

    FESTA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI.

    SOCIETA' OPERAIA VILLAR PEROSA

    INTERVENTI DAI LUOGHI DI LAVORO E DAL TERRITORIO

    DI DONNE E UOMINI DELL' ALP/Cub.

    Partenza corteo da S. Aniceto alle ore 10,30. Seguiranno gli interventi alla Società Operaia.

     

     ALP/Cub Associazione Lavoratori Pinerolesi
     

     www.alpcub.com/Bianca-Teatro-Angrogna-23apr2016.MP3 audio 55'
    Pomaretto /organizzatoo da Chiesa Valdese e Comune
     


    pinadri@tiscali.it

     

    Il passaggio costituzionale del 25 aprile,

    liberando l'Italia dal nazifascismo,

    ci ha traghettato nel regime democratico,

    senza intaccare le basi capitalistiche del sistema,

    rimaste intatte.

    La variazione della forma sovrastrutturale corrispondeva allo stesso sfruttamento del lavoro salariato,

    solo piu' adeguato e corrispondente alla nuova spartizione mondiale della forza lavoro,

    ed alle sue espressioni politiche ed ideologiche.

     

    25 APRILE : LA NOSTRA LIBERAZIONE ! 

    Non esiste una liberazione per tutti, sotto nessun regime politico e in nessun angolo del pianeta.

    Le liberazioni sono sempre per qualcuno a scapito e contro qualcun'altro. 

    La liberazione borghese è avvenuta a scapito del feudalesimo, come la liberazione proletaria dell'ottobre 1917 è avvenuta contro la guerra imperialista.

    La liberazione nazionale dalla seconda guerra mondiale ha sostituito l'oppressione nazifascista con la colonizzazione americana, dopo aver utilizzando sforzi, sacrifici e sangue popolare nella lotta armata.

    La liberazione dal nazifascismo è stata liberazione di un popolo nel quale la lotta di classe, come il potere e lo sfruttamento di classe si sono perpetuati, cambiando forma e colore, ma non sostanza. 

    D'altra parte la resistenza partigiana, come tutte le resistenze, possono resistere appunto, a volte vittoriosamente, all'invasore straniero o all'oppressore venduto allo straniero, ma non trasformare la società profondamente.

    Anche la resistenza partigiana, nata cresciuta e costituitasi in c.l.n. non ha mai avuto caratteristiche e forme d'azione di classe ( a parte posizioni tanto minoritarie quanto misconosciute e combattute allo stesso suo interno), ma ha sempre teso al suo scopo intimo e connaturato: liberare il paese dall'invasore per ricostruirlo collaborando con gli stessi padroni di sempre. 

    Appunto, i padroni non erano, non sono mai stati in discussione, perchè non potevano esserlo, in quanto il programma di qualsiasi resistenza non contempla la fine dei padroni, e del loro sistema di produzione e riproduzione della vita sociale.

    La resistenza al nazifascismo ha ricostruito l'Italia su basi capitalistiche, liberandola dal nazionalismo curtense e proiettandola nella concorrenza del mercato trasnazionale, cosi' come la liberazione del popolo italiano non ha coinciso con la liberazione del proletariato, che continua ad essere sfruttato.

     

    La liberazione del proletariato non potrà essere il risultato di nessuna resistenza popolare,

    ma di una dura lotta di classe dentro il popolo,

    tra sfruttati e sfruttatori,

    di cui la rivoluzione sociale sarà arbitro e testimone.

     

    Pino ferroviere


    spettacolo al teatro del lavoro-Pinerolo- 4 novembre 2016: , organizzato da ' uscire dalle guerre'

    due premesse e poi il racconto in dieci quadri  pane-e-pace.mp3 audio (volume basso, usare le cuffie)

     

    ------------------------------------------------

    traccia

    claudio canal

      

    IL PANE E LA PACE

    La insurrezione armata dell’agosto 1917 a Torino

    Un racconto in 10 quadri

    Per Narratore, Coro parlante, Musiche, Immagini

     

    Prologo

    Fuoco e mitragliatrici  canto

    Monte san Michele, la guerra chimica sui fronti.

    Chi l’ha inventata?

    Chi è Clara Immerwahr?

     1]

    Gli scioperi del marzo 1917 a Torino, 9000 donne

    14 agosto: I Soviet a Torino, arrivano i delegati russi

    La folla alla Camera del Lavoro

    La Stampa: gli spettacoli a Torino, il tango.

    Ballo

    2]

    Manca il pane

    Ci sono i biscotti, però, si dice in Consiglio Comunale

    G.Gozzano: Le Golose,  al piano C. Debussy, La plus que lente

     3]

    Video: Esposizione 1911, testimonianza di Giovanni Novaretti, la Fiat di corso Dante

    Sũ cantuma, canto

    Le prime barricate, scontri, incendio Chiesa di san Bernardino

    Commento di Gramsci

    Intervento dell’esercito, della Cavalleria di Pinerolo

    Torino in stato d’assedio

    4]

    Testimonianza di G. Mangini: barricate e mitragliatrici, la donna a seno nudo che ferma i blindati

    Video: piazza Tienammen e Praga

     5]

    Testimonianza di Albina Caviglione: le donne che in corso Regina salgono sui blindati e sui carri armati fermandoli

    Questo è il fronte interno Addio padre canto

    Fronte di guerra: tribunale militare, condanna per Prendi il fucile.

    Canto

     6]

    Francia: les mutineries, carneficine, insubordinazioni di massa, fucilazioni di massa, primavera 1917.  Video.

    La chanson de Craonne, canto

    Quando la riabilitazione dei fucilati in Francia e in Italia?

     7]

    Video: La Stampa censurata

    Requiem per i morti dell’insurrezione di Torino, nomi e cognomi. Declamazione e canto.

     8]

    Video: la rivolta dei soldati neri di Camp Logan, Stati Uniti. Stessi giorni di agosto.

    Blues dei soldati afroamericani caduti in Europa

    Corte marziale americana

     9]

    Maria Giudice, condannata dal Tribunale Militare di Torino, prima segretaria della Camera del Lavoro.

    Raccontata con foto e poesia dalla figlia Goliarda Sapienza, autrice, tra l’altro, del best seller L’arte della Gioia [2008, Einaudi]

     10]

    La storia di Ferrero Pietro [e dell’anarchico spagnolo Francisco Ferrer]:

    partecipa all’insurrezione del 1917, segretario della FIOM, manifesto dei Consigli Operai. Dicembre 1922: vendetta delle squadre fasciste, incendio Camera del Lavoro, esecuzione di 10 lavoratori. P.Ferrero, legato ad un camion, viene trascinato e barbaramente trucidato al monumento in corso Vittorio E.

    Piero Brandimarte il gerarca che guida la strage morirà a Torino nel 1971, al suo funerale un reparto di bersaglieri gli renderà gli onori militari.

     

    Epilogo

    Canto di Gorizia tu sei maledetta


    Guerre e lavoratori - Cremaschi 16 dic 2016 audio

    Cremaschi-&-Co.-e-la-truffa-sovranista.doc