“Il comitato spontaneo per la difesa della sanità nel pinerolese”

 

Il comitato spontaneo per la difesa della sanità nel pinerolese è nato quando si sono diffuse le prime voci serie di allarme circa l’ipotesi di chiusura o di forte ridimensionamento degli Ospedali valdesi di Torre Pellice e Pomaretto.

Il Comitato accoglieva appartenenze anche eterogenee, se era chiaro un orientamento progressista, accoglieva gente normale del popolo , per lo più valdesi che avevano dato molto per la vita degli ospedali, vedi i comitati di sostegno e degli amici. Inoltre delegati sindacali e personale degli ospedali. C’era anche personale poco sindacalizzato ma molto fidelizzato agli ospedali valdesi per il lavoro di equipe che vi svolgeva.

Immediatamente dopo nel comitato sono entrate ufficialmente le organizzazioni sindacali e le amministrazioni, in particolare le  due Comunità Montane. Il comitato ha organizzato una raccolta di firme e i due famosi cortei molto partecipati di Torre e  Pomaretto, in totale circa mille persone.

Dopo il comitato ha seguito tutta la vicenda degli ospedali potendo incidere in realtà in modo molto modesto sulla vicenda degli ospedali, dovuta al passivo accumulato ma sopratutto alle inadempienze della regione Piemonte, molto simili anche per il Mauriziano.

La spiegazione tecnica era da un lato certamente dovuta alle opere di adeguamento e rinnovamento degli ospedali che i valdesi avevano intrapreso s sulla parola sempre ribadita prima del passaggio all’Asl della regione. Vedi Enzo Ghigo di fronte a 500 persone  in occasione dell’inaugurazione delle nuove opere dell’ospedale valdese e di Torino.

Nonostante tutto questo gli ospedali valdesi della valle sono passati alla gestione dell’ASL. Il comitato ha continuato ad operare sottolineando l’opera di smantellamento che si stava facendo delle principali funzioni ospedaliere. C’è stato successivamente un certo recupero, ma è rimasta una destrutturazione molto forte della parte delle degenze cliniche. Il comitato contemporaneamente ha allargato lo spettro della sua battaglia dagli ospedali  valdesi alla sanità nel pinerolese perchè ha capito che oramai eravamo giunti ad un punto di svolta per cui bisognava guardare alla situazione delle valli nell’ambito più generale della situazione nel pinerolese e comunque non si poteva tornare indietro.

Nel frattempo però il comitato ha anche avuto una sua evoluzione interna. Noi sappiamo quanto è difficile mantenere coagulati per lungo tempo intorno ad un progetto di lotta nei confronti di strutture complesse come quelle sanitarie forze spontanee, e quindi le forze spontanee tolte alcune persone più tenaci e preparate si sono via via evaporate nel corso della lotta. Sono rimaste le categorie sindacali, delegati e istituzioni.  Con questa formula un po’ anomala il comitato ha proseguito il suo lavoro fino a metà del 2004. Proseguiva questo lavoro che ha ottenuto anche risultati  come il ripristino di alcuni laboratori: non molto dal punto di vista delle degenze specialistiche perchè destrutturando gli ospedali dal punto di vista degli strumenti diagnostici si rendeva impossibile la presenza di reparti di medicina, nonostante la congestione dell’ospedale di Pinerolo.

E’ venuta fuori anche  una rivendicazione per problemi di rette, di organizzazione del servizio ed organizzazione territoriale; il comitato aveva l’esigenza sempre più forte di contrattare col nuovo assetto dell’ASL elementi e  parametri diversi da quelli oggetto rivendicazioni sindacali.

Il comitato ha cessato di essere tale nel secondo semestre del 2004, diventando in parte autonoma dalle organizzazioni sindacali e in parte coordinamento istituzionale. Si mantengono in contatto ma si è vista l’esigenza di una differenziazione.

Ciò ha provocato in un primo  tempo una dispersione di energie spontanee e figure professionali, con i quali abbiamo cercato di tenere i contatti.

Ci siamo riattivati in occasione della grande indagine sulla sanità diretta da CGIL CISL UIL, con 14 domande dalle quali sono emerse indicazioni significative: sono state raccolte 1506 risposte che vuol dire avere opinioni molto più vaste.

In occasione di questa indagine di massa queste energie spontanee del territorio hanno interagito col sindacato.

Dopo si è aperta una serie di incontri coll’ASL di  verifica della situazione che potrebbero portare anche ad elementi innovativi.

Può darsi che su questo abbia influito anche il rinnovo politico regionale. La direzione dell’ASL ha verificato che intorno al comitato c'è una base di massa.

L’indagine è stata accolta molto bene, era un’indagine sulla sanità percepita dalla popolazione e dimostra che anche se la sanità funziona bene ma viene percepita male questo favorisce la fuga dall’ASL e il ricorso al privato. Noi siamo per la sanità pubblica.

 

Si può ancora aggiungere che c’è stata una fretta di ristrutturare senza cercare vie alternative. Nessuno si era illuso nel comitato che non ci sarebbero stati cambiamenti. La transizione ad ospedali di distretto presupponeva un rafforzamento dell’ospedale di Pinerolo come ospedale guida, doveva viaggiare in modo sincrono con quello dei distretti. Il ruolo della stampa locale è stato all’inizio di buon sostegno del comitato, in una fase c’è stato un atteggiamento della stampa un po’ a traino dell’azione propagandistica dell’ASL, poi la stampa si è riequilibrata nella sua funzione.

Il 9 giugno abbiamo avuto in incontro positivo sul ripristino del servizio di diabetologia sospeso per tre mesi a Pomaretto e Torre. Vediamo che in questa area c’è una forte mobilità dei medici, che crea problemi continui ai servizi: Bisognerà una volta o l’altra ragionare sul turnover eccessivo di infermieri e medici.

 

intervista a Beppe Cervetto  (CGIL ) raccolta da Piero Baral - 2005