Per una nuova e compatibile politica energetica.

La richiesta di moratoria della costruzione di nuove centrali idroelettriche, fatta dal comitato per la salvaguardia del Chisone e dei suoi affluenti, deve essere sostenuta. Si tratta di scelte legate ad un uso privato di risorse pubbliche, collegate ad importanti problemi ambientali, che devono essere discusse nella prossima campagna elettorale.

La riduzione delle emissioni d'anidride carbonica (CO2) concordata nella conferenza di KIOTO, è indispensabile per la salvaguardia del clima del pianeta.

Riteniamo però un grave errore procedere per ottenere la riduzione di CO2 prevista, utilizzando principalmente lo sfruttamento totale delle risorse idroelettriche rimanenti. Questa scelta vuol dire accumulare notevoli ritardi nella produzione d'energia dal solare e nelle politiche di risparmio energetico.

Le risorse idroelettriche ancora sfruttabili, sono il 14% dell'intero patrimonio idroelettrico e più della metà di queste risorse si ricaverà dall'uso di piccole derivazioni. La produzione d'energia idroelettrica prevista rappresenta il 3% del totale.

L'uso delle acque diventa sempre di più una questione strategica ed importantissima. La pianificazione della risorsa acqua e da tempo una necessità ed è ben compresa da tutti. Pianificare vuol programmare e quindi misurare i periodi di secca o d'abbondanza dei fiumi e delle falde, cosa certamente non facile in periodi di trasformazioni climatiche, ma comunque indispensabile e per la quale si devono investire nuove risorse. Pianificare vuol dire anche non produrre danni, oggi la definizione vigente di deflusso minimo vitale per un fiume o un torrente non appare rispondente alla salvaguardia dell'ambiente. Questo limite a nostro avviso deve essere riconsiderato è aumentato in modo significativo.

Per deflusso minimo vitale, s'intende una quantità minima d'acqua che deve restare nel fiume o torrente e non può essere derivata. Gli attuali limiti portano la vita del fiume al collasso, troppe sono le variabili non controllate e troppo poche e deboli restano le difese che la natura si dà per riprodursi.

In quanto poi alle concessioni ed ai controlli riteniamo che i progetti delle centrali debbano tenere conto dei problemi alluvionali, debbano tenere conto dei problemi idrogeologici presenti specialmente in tutta la Val Germanasca, debbano tenere conto delle compatibilità ambientali. Si tratta insomma di rivedere completamente i progetti e rilasciare concessioni solo dove si è sicuri di: non arrecare danni all'ambiente e si è sicuri di costruire impianti in zone stabili e non esondabili.

Partiamo dalla moratoria nella costruzione di nuove centrali idroelettriche

Partito della Rifondazione Comunista

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