Da lunedì 12 riguarderà per cinque settimane i 130 dipendenti della ditta

CASSA INTEGRAZIONE ALLA VERPAN IN CRISI

VINOVO - Inizierà lunedì prossimo, 12 marzo, e proseguirà per cinque settimane la cassa integrazione ordinaria per i 130 dipendenti della Verpan. Dopo lo sciopero di 24 ore proclamato ieri, martedì 6, i lavoratori della Verpan di Vinovo sono oggi in assemblea permanente per fare il punto della situazione di profonda crisi che riguarda la ditta, anche alla luce dell'incontro avvenuto ieri mattina a Milano.
"La soluzione di attuare la cassa integrazione fa seguito ad una prima ipotesi di richiesta di mobilità. Il liquidatore necessita di tempi tecnici per analizzare i conti", spiega Roberto Chiodelli, amministratore delegato della società milanese incaricata di gestire l'impresa.
La messa in liquidazione dell'azienda di regione Vernea produttrice di pannelli in legno ha inferto un colpo durissimo per l'economia locale, con 140 dipendenti di fronte alla reale prospettiva di restare senza lavoro. La vertenza tra sindacati ed azienda svoltasi nel capoluogo lombardo ha riguardato l'intero gruppo Verpan, che comprende nove marchi in tutto ed unità produttive sparse tra Lombardia (Castellanza e Abbiategrasso) e Toscana (due a Villafranca Lunigiana). Per Vinovo non si profilano acquirenti.
Ripercorriamo le tappe fino all'attuale declino. Stabilitasi in regione Vernea negli Anni '70 l'azienda ha una presenza storica: per iniziativa del fondatore commendator Pietro Garis nasce negli Anni '30 con la segheria Garis, diventando quindi Società Imballaggi Vinovo, con sede in via S. Desiderio, distrutta a causa di un grande incendio scoppiato nell'81. La sede di piazza Rey verrà chiusa nel '90, mentre l'edificio di zona Torrette causa problemi che ne decretano un utilizzo solo come magazzino e uffici.

Servizio completo in pag. Pianura Eco del Chisone 8/3/2001

 

Nichelino, una lettera shock ai sindacati

OTTANTA LICENZIAMENTI ALLA TRW

NICHELINO - Ottanta dipendenti della Trw Italia Spa (ex-Sipea) dello stabilimento di via Miraflores 20 resteranno a casa. L’azienda non ce la fa più a sopportare i costi di produzione; le vendite anziché aumentare o raggiungere buoni livelli come in passato, sono drammaticamente scese. La notizia di procedere a licenziamenti collettivi arriva improvvisamente, quando tutti ormai credevano che la Trw si trovasse in buone condizioni e potesse assumere nuovo personale.
Così si legge dalla lettera inviata dall’azienda ai sindacati lo scorso 16 febbraio: "[…] Il risultato operativo dell’azienda è andato progressivamente peggiorando, in special modo nell’anno 2000; in assenza di interventi tecnici ed organizzativi appropriati, la situazione di squilibrio nella struttura dei costi provocherebbe un’ulteriore perdita di competitività ed un disavanzo costi/ricavi tali da rendere, nell’immediato futuro, irrimediabilmente tardivo ogni successivo intervento di natura correttiva".
"L’azienda, pur avendo esaminato ogni altra possibilità, si vede costretta ad accedere alla procedura di mobilità. Altri provvedimenti, diversi da quello prospettato, sarebbero infatti incompatibili con l’obiettivo di salvaguardare la competitività dell’impresa e la sua possibilità di permanenza sul mercato.
Non sono inoltre percorribili, allo stato, allocazioni in altra unità produttiva, tenuto conto della specifica professionalità dei profili esuberanti e della lontananza geografica delle unità di lavoro.
L’esubero del personale è quantificato in n. 80 lavoratori […]".
L’organico della Trw è composto da 235 operai, 122 impiegati e 12 dirigenti.

Servizio in pag. Economia