In busta paga un bonus
tra 50 e 80 mila lire



di LUCIO CILLIS –la repubblica


ROMA Dopo il bonus di fine anno arrivano gli aumenti in busta paga previsti per il 2001. Da domani ma per molti la giornata più attesa del mese è già scattata entreranno nei portafogli di 30 milioni di italiani i frutti degli sgravi fiscali da 21 mila miliardi decisi dal governo con la legge Finanziaria. I titolari di pensioni sociali dovranno invece aspettare il primo febbraio per vedere gli aumenti. In pratica si tratta di incrementi compresi tra le 50 e le 80 mila lire al mese a seconda del reddito (addizionale regionale dello 0,9% inclusa). Ecco qualche esempio: nel caso di introiti pari a circa 3035 milioni lordi l'anno, le entrate del 2001 cresceranno di quasi 600mila lire l'anno ovvero 4550mila lire al mese, tredicesima compresa.

Altri due casi. Il primo è quello di un dipendente con circa 50 milioni l'anno: in busta paga troverà o ha già trovato circa 65mila lire in più, per un totale di 800mila lire nel 2001. E ancora, ci saranno centomila lire in più al mese per un lavoratore con introiti di circa 100 milioni lordi; a fine anno la cifra globale sarà vicina al milione di lire. Ma la performance migliore, in proporzione, la vedranno i lavoratori con reddito di 20 milioni: fino allo scorso anno la loro aliquota di riferimento era infatti del 25,5%; da quest'anno è invece scesa al 18,5% (includendo anche l'incremento dell'addizionale regionale di 0,4 punti percentuali, passata così dallo 0,5 allo 0,9); il taglio è quindi di 7 punti percentuali.

Da ricordare anche l'esenzione Irpef, ora a 12 milioni per i redditi da lavoro dipendente e a 6 per quelli autonomi. "Ma ulteriori riduzioni arriveranno a maggio spiega il sottosegretario alle Finanze Alfiero Grandi al momento della consegna di Unico e del modello 730, visto che le prime case sono state esentate dal pagamento dell'Irpef". Dal sottosegretario ieri sono partite anche due proposte. La prima è un "contributo" al programma fiscale dell'Ulivo: per Grandi il nodo centrale non è tanto quello di tagliare le tasse (la pressione fiscale nel nostro paese è nella media Ue), quanto rendere più equo il sistema fiscale realizzando un prelievo ancora basato sulla progressività ma che riesca a raggiungere tutti i redditi, compresi quelli finanziaria (insomma una specie di Tobin tax).