Biella in piazza: "Basta morti bianche"
In 5000 in corteo nella capitale laniera per la sicurezza sul lavoro che non c'è: 4 morti in un mese. Il Polo contro lo sciopero di 4 ore, guai a fermare la produzione
ALFIO GATTO - BIELLA 31/01/01 il manifesto

Biella ha voglia di sicurezza. Cinque mila persone, in larga maggioranza operai tessili, ieri mattina hanno sfilato per le vie del capoluogo laniero. Decine di Rsu, con le bandiere e gli striscioni, per ricordare le tre vittime del rogo alla Pettinatura italiana di Vigliano e invitare sindacati, imprenditori ed enti locali a non abbassare la guardia sulla sicurezza.
Tanta gente in piazza nel Biellese non si vedeva dal '94, dai tempi dei tagli alle pensioni del governo Berlusconi. Anche ieri il Polo delle libertà ha dimostrato tutto la sua sensibilità per le sorti dei lavoratori: il presidente della Provincia, il forzista Orazio Scanzio ha fatto sapere che "la mancata partecipazione della giunta di centrodestra alla manifestazione sindacale è dovuta al fatto che l'astensione dal lavoro è una scelta inopportuna e controproducente, in quanto aggrava la situazione dell'intero sistema industriale biellese, già in crisi per le conseguenze dei due incidenti". Per Scanzio, "non ci sono problemi di sicurezza". Non importa se a Biella dall'inizio dell'anno sono già morti quattro lavoratori (martedì un operaio è stato schiacciato da una ruspa in un cantiere di Magliano) e ci sia stata una seconda esplosione a Occhieppo, ancora in un'azienda tessile. Non importa se nella provincia gli incidenti sul lavoro nel 2000 sono aumentati del 30%. Non importa se, dopo la tragedia di Vigliano, la reazione dei lavoratori sia stata compatta, con tanto di invito alle associazioni sindacali a porre maggiore attenzione nelle trattative sulla sicurezza in fabbrica e nei cantieri.
La manifestazione di ieri ha dato un segnale forte soprattutto per la vasta partecipazione della base. A fianco delle grandi Rsu - Cerruti e Zegna - c'erano anche quelle delle piccole aziende con 50 dipendenti. Scuole, ospedali e impiegati pubblici hanno risposto in massa allo sciopero di quattro ore indetto da Cgil, Cisl e Uil dalle 8 alle 12, con un'adesione superiore al 70%. Hanno partecipato una quindicina di sindaci del comprensorio e il primo cittadino di Biella, Gianluca Susta, con il gonfalone. In cima al corteo, anche il vicesegretario nazionale della Cgil Guglielmo Epifani, il coordinatore della segreteria Ds, Pietro Folena e dirigenti del Prc. Le prime parole, di fronte alla sede della Provincia, sono state di Giorgio Medda, delegato della Pettinatura Italiana di Vigliano: "Abbiamo il cuore spezzato per i tre colleghi morti e per gli altri ricoverati in ospedale in condizioni disperate. La vita è un bene troppo prezioso per essere sacrificato alle esigenze di produzione e monetizzato durante i contratti integrativi". Purtroppo non possiamo ridare la vita ai compagni morti - ha chiuso Medda - ma possiamo fare qualcosa per evitare che tragedie come queste si ripetano".
Epifani ha poi ricordato il triste primato europeo dell'Italia per incidenti sul lavoro: "Le cause sono tante: come si lavora, il numero enorme di piccole imprese dove i controlli sono allentati, il lavoro illegale e irregolare che non si accompagna con la certezza di garanzie e di sicurezza sul posto di lavoro, il problema del controllo sugli impianti; come si progettano e dove si fanno, ritmi di lavoro che aumentano, capacità di attenzione e di controllo che diminuiscono, fattori di nocività negli ambienti di lavoro". Epifani ha poi invitato gli imprenditori e le loro associazioni ad aprire un tavolo permanente di lavoro sulla prevenzione e sui fattori di rischio, per affrontare come prioritario il tema dell'integrità e della sicurezza, perché "l'onore di chi è morto lavorando è la speranza di chi continuerà a lavorare".