In estate l'Acea metterà in funzione il moderno impianto di valorizzazione di Pinerolo
Rifiuti, per il Pinerolese inizia la nuova era - eco 24/05/02


La sua realizzazione è costata 20 milioni di euro: si tratta di uno dei più importanti investimenti pubblici del Pinerolese – Tratterà 50.000 tonnellate di rifiuti all'anno – Sostituisce lo smaltimento in discarica e rivoluzionerà le abitutidini di 150.000 abitanti sparsi nei 47 Comuni cosorziati – Come funziona il sistema secco-umido


Sabato prossimo, 25 maggio, i sindaci dei Comuni aderenti al consorzio Acea si ritroveranno a Pinerolo, per la prima visita ufficiale al nuovo impianto per la valorizzazione dei rifiuti solidi urbani. Si tratta di un avvenimento di grande significato per tutto il Pinerolese. Costato circa 20 milioni di euro (in gran parte autofinanziati) rappresenta uno dei più importanti investimenti pubblici realizzati sul nostro territorio negli ultimi anni. Uno sforzo imponente.

Soprattutto se si pensa che si tratta di un'iniziativa tutta Pinerolese: concepita e portata avanti dall'azienda, con il sostegno delle Amministrazioni comunali dei 47 Comuni che aderiscono al consorzio. Di fronte ad un'emergenza di portata quasi vitale, quale la necessità di trovare un sistema alternativo alla discarica (in via di esaurimento), che cosentisse di smaltire gli oltre 60 milioni di chili di rifiuti prodotti dai 143.000 abitanti del bacino Acea, bisogna riconoscere a sindaci e Consigli comunali di aver saputo, una volta tanto, mettere da parte rivalità politiche e interessi campanilistici nell'interesse della collettività.

L'impianto, localizzato all'ingresso della città (a fianco della circonvallazione all'altezza di Riva di Pinerolo) è destinato ad essere un tassello fondamentale dell'economia di tutto il Pinerolese. Se i risultati saranno quelli che tutti auspicano, il territorio si troverà all'avanguardia nel trattattamento dei rifiuti non solo nella Provincia, ma anche livello nazionale. Una condizione che consentirà (leggi permettendo) di contenere le tariffe e in futuro di ottenere (guardando alle prospettive del settore in grande evoluzione) delle rese economiche.

L'adozione del nuovo sistema infine imporrà a tempi brevi anche un cambiamento radicale delle nostre abitudini quotidiane. Il nuovo impianto, che si basa, migliorato in alcuni passagi, su un sistema già adottato in altre nazioni, tra cui la Finlandia e il Giappone, potrà funzionare solamente con il contributo di ciascun cittadino. La base di tutto il sistema infatti è la raccolta differenziata del secco e umido, che andrà ad affiancarsi a quella che già tutti sono chiamati a compiere ovvero quella della carta, vetro, plastica, indumenti, batterie e farmaci.

Un'abitudine, quella di differenziare, che seppure lentamente sta entrando nelle quotidianità dei pinerolesi, se è vero, come confermano i dati ufficiali, che negli ultimi quattro anni la massa di rifiuti conferita in modo differenziato nei contenitori posti nelle strade e nelle apposite aree (ecoisole), è quadruplicata fino a rappresentare il 21% del totale prodotto nell'anno.

Si tratterà in sostanza di dover dividere i rifiuti, prodotti in gran parte in cucina, tra secchi (ovvero la gran parte dei contenitori e involucri dei cibi di vario genere) e umido (ovvero gli scarti del cibo e dell'orto putrescibili che rappresentano il 30% dei rifiuti urbani). L'umido dovrà essere buttato in un apposito sacchetto di colore verde che verrà distribuito attraverso i punti vendita di alimentari e i supermercati.

L'utente per evidenziare il colore verde, dovrà, prima dell'uso, rivoltare il sacchetto: uno sforzo che evidenzierà la volontà di differenziare. Per il secco invece si potranno utilizzare i normali sacchetti. Una volta colmi entrambi potranno essere buttati nei normali cassonetti.

A questo punto il nuovo impianto dovrà fare la sua parte. Niente più discarica. Un lettore ottico posto all'inizio del ciclo sarà in grado di divedere i sacchetti dell'umido da quelli del secco. Il contenuto dei primi, triturato e vagliato, verrà avviato direttamente alla fase di digestione anaerobica nei due grandi silos già ora ben visibli dall'esterno. Al termine del processo biologico si otterrano fanghi per il compost (andranno a sommarsi a quelli già attualmente prodotti in un'area apposita, ottenuti dalla lavorazione del verde e dei fanghi del depuratore).

Dai silos uscirà anche del biogas che a sua volta verrà utlizzato per produrre energia elettrica per il funzionamento dell'impianto. Per quanto riguarda il secco, eliminati i residui metallici, verrà triturato e quindi compattato attraverso vari passaggi al fine di ottenere dei blocchetti di cosiddetto Cdr (di qualità), che vengono utilizzati per alimentare apposite centrali termoelettriche (finiranno probabilmente in Lombardia). Lo smaltimento del Cdr attualmente non rende nulla, anzi è in perdita a causa dei costi di trasporto, ma in futuro potrebbe invece diventare redditizio.

Tutto il processo avverrà al coperto nei grandi capannoni ben visibili dalla circonvallazione. "Siamo orgogliosi di questo impianto -afferma il direttore dell' Acea, Carcioffo - soprattutto perché pone il Pinerolese all'avanguardia nel settore".

Per quanto riguarda la tempistica l'ing. Marco Avondetto, che sarà il diretto responsabile dell'impianto, assicura: "Prevediamo di iniziare la fase di rodaggio dell'impianto già da settembre, se poi tutto procederà secondo programma, pensiamo per la fine dell'anno di funzionare a pieno regìme, che ci permetterà di trattare 50.000 tonnellate di rifiuti all'anno".

Nel frattempo partirà una forte campagna di sensibilizzazione e istruzione degli utenti al nuovo sistema. "Pensiamo di utilizzare vari canali per raggiungere l'utente - afferma il direttore Carcioffo - ci auguriamo di ottenere la massima collaborazione da parte dei cittadini". Del resto come dice un azzeccato slogan dell'Acea: "Abituati a differenziare: le buone abitudini migliorano la vita".



Alberto Maranetto