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STOLA. Questa volta è stato mortale.

6 Marzo, ore 06.20, caporeparto investito da un carrello perde la vita.

Stola, Logint, M.Marelli, ecc., un groviglio di aziende terziarizzate. Fabbricano gli stessi prodotti per lo stesso padrone, la FIAT, ma con un preciso scopo: Ridurre il costo del lavoro. Il che significa produrre di più in meno tempo, sempre più in fretta !!.

Ed è questa l’unica spiegazione dell’incidente mortale avvenuto ieri, perché in fabbrica nulla accade per motivi imprevedibili. La fabbrica non è il luogo dove l’uomo può incorrere in perturbazioni ignote che possono arrecargli la morte.

La fabbrica moderna è un rotismo meccanico con l’ausilio dell’informatica. E, quando l’operaio vi si reca per lavorare non può prevedere di fronteggiare elementi a lui ostili, poiché vi porrebbe rimedio, come quando liberamente decide di scalare una montagna.

In fabbrica non vi è niente di ignoto. La quantità di profitto da succhiare agli operai, cronometrata al millesimo, è direttamente legata a tutte le conseguenze che può generare; come anche la morte.

Non è forse per questi stessi motivi che il carrello porta pezzi era caricato con due ceste anziché di una?, che procedeva in "avanti" anziché con la retromarcia che avrebbe dato la visuale ma rallentato i movimenti?

Se il direttore, più sensibile ai profitti di Agnelli e ai dividendi personali, che alla morte, può permettersi di ordinare agli operai di riprendere il lavoro, in quelle circostanze, con in terra ancora l’uomo morto pieno di sangue, il sindacato cosa fa?

Alla stupida cupidigia del direttore, che ha solo aumentato la rabbia nell’animo degli operai, hanno supplito le solite parole di circostanze, e il silenzio omertoso e grave di quanti sono mani e piedi legati all’azienda. Ma, poi tutti al lavoro!, la giostra riprende!, che ciò avvenga senza un piano con cui gli operai possano difendersi nel futuro, per la Fiat è la cosa più importante.

Operai,

Quest'infortunio mortale non deve passare nel dimenticatoio delle statistiche. Non dovete accettare, in qualsiasi modo, che ciò sia considerato ineluttabile, come il destino.

Dovete pretendere, nel modo più energico che conoscete, soluzioni concrete.

C’è di mezzo, non solo l’uomo, ma la vostra esistenza in questo meccanismo infernale fatto di ritmi massacranti e di favole parolaie del sindacalismo.

Dovete pretendere che il C. d. F. si riunisca e decida cosa fare per abolire o quantomeno alleviare il vostro stritolamento continuo.

Dovete pretendere che i delegati per la sicurezza siano verificati, che siano all’altezza del compito di difendere la vita dell’operaio in fabbrica. Altri a voi non servono. Sono solo buoni a cazzeggiare nelle stanzette, a non lavorare e avere altri mille privilegi.

Fuori dal sindacato i venduti ai padroni!

Scioperi veri, non pantomime da saltimbanchi.

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