La Convenzione delle Alpi

 

La Convenzione delle Alpi riguarda un’area comprendente 8 stati, 43 regioni e 5.934 comuni, abitata da circa 13 milioni di persone, che viene sfruttata in parte in modo intensivo. L’obiettivo principale della Convenzione è la tutela e lo sviluppo duraturo della zona alpina mediante una politica settoriale complessiva.

L’avvio per l’elaborazione di questo trattato, dopo numerose richieste da parte del CIPRA e di altre organizzazioni, è stato promosso dal Parlamento Europeo con delibera plenaria, presa all’unanimità, del 17 maggio 1988. Su iniziativa del Ministro tedesco per l’Ambiente di allora, Alfred Töpfer, un anno più tardi, nel 1989, nell’ambito della 1ª Conferenza delle Alpi dei Ministri per l’Ambiente, è stata presa la "Risoluzione di Berchtesgaden". Le varie richieste della Protezione delle Alpi ed i validi motivi per una Convenzione delle Alpi sono stati riassunti in 89 punti. Con la presidenza austriaca seguente si è potuta elaborare la Convenzione di base e, in occasione della 2ª Conferenza delle Alpi del 7 novembre 1991, essa è stata sottoscritta dai Ministri per l’Ambiente degli stati delle Alpi e dal Commissario per l’Ambiente dell’Unione Europea. L’Austria ha ratificato la Convenzione delle Alpi nel 1995, come primo stato sottoscrivente. Poiché ancora nello stesso anno si sono aggregati sia il Principato di Liechtenstein che la Germania, la Convenzione delle Alpi è potuta entrare in vigore il 6 marzo 1995. Nel frattempo la Convenzione delle Alpi è legge in vigore anche in Slovenia, Francia, Unione Europea, Principato di Monaco, Svizzera ed Italia.

Obiettivo della Convenzione delle Alpi

Nella Convenzione di base, le parti si impegnano a garantire lo sfruttamento ecologico dell’intera area alpina, in un corretto bilanciamento tra economia, ecologia e sociale.
In osservanza del principio di previdenza, causalità e cooperazione si può raggiungere questo obiettivo ambizioso con l’utilizzo avveduto delle risorse, con la riduzione dei degradi ambientali presenti e con la responsabilità comune per l’eredità naturale e culturale. Per questo le parti si impegnano, con protocolli, a prendere le opportune misure nei seguenti campi d’azione:

Le parti hanno inoltre concordato l’esecuzione di lavori di ricerca ed osservazioni sistematiche, come anche la collaborazione nell’ambito legale, scientifico, nonché tecnico con organizzazioni internazionali statali e non statali. Inoltre si provvederà ad informare regolarmente l’opinione pubblica sulle misura intraprese, nonché sui risultati delle ricerche