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5 settembre 2005

 

Ciclostilato ALP/CUB

Associazione lavoratrici e lavoratori Pinerolesi, aderente alla Confederazione unitaria di base

- via Bignone 89, Pinerolo- tel/fax/segreteria 0121-321729

- e.mail alpcub@associazionelavoratoripinerolesi.191.it --- sito web: www.alpcub.com

LIBERO MERCATO

438. Buon autunno a tutte e tutti

 

Sulle prospettive future intervengono sull’Eco del Chisone  Bruno Manghi e Dario Debernardi.

Manghi dispensa buon senso e bacchetta chi dipinge il futuro con preoccupazione, giornalisti, persone con responsabilità e in particolare gli anziani che lancerebbero un messaggio negativo ai giovani. Dice Manghi che cresciamo poco e dobbiamo

aprire la nostra regione ad altri giovani che non siano solo badanti e muratori e questo va bene.

Poi dice “Quindi non sprecare i nostri giovani, che sono pochi, in prospettive pigre e inutili…”

Non so cosa intenda dire con questo ma di certo sappiamo come è oggi la condizione dei giovani che entrano nel mercato del lavoro, sia che facciano i ricercatori, gli operai nell’industria, o in qualche cooperativa a fare servizi alla persona:

Sono tutti precari, con bassi salari, flessibili,

tanto da non poter decidere di mettere su famiglia.

Questa situazione non è nata dal nulla, ma è il frutto di politiche “concertative nate e spinte da persone come Bruno Manghi. Politiche che avevano come obiettivo di privatizzare, moderare le richieste contrattuali, tagliare salario automatico come la scala mobile, scatti di anzianità, inventare il lavoro in affitto, precario, il tutto per alleggerire le nostre imprese e renderle più competitive e di conseguenza creare nuovo lavoro.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti…..

 

Dunque se vogliamo pensare al futuro pensiamo ad un futuro nel quale i nostri figli abbiamo salari dignitosi, certo più flessibili ma non precari.

Imprese che valorizzino la professionalità e non quelli che dicono sempre si.

 

notizie dalle fabbriche

La sede è aperta dal 22 agosto. Il servizio fiscale per ISEE,730,ICI,  partirà dal 31 agosto.

>>>Ufficio vertenze: martedì dalle 18.00 alle 19.00.

>>>La Testarda: Cooperativa Sociale che gestisce il Centro Pegaso di via Bignone si trasferirà a Vigone.

Per contrattare le nuove condizioni ALP/Cub ha chiesto un incontro.

>>>Poste Italiane spa: Dal giornale del padrone i lavoratori vengono informati dell’accordo sul nuovo premio…Se sei malato oltre le due settimane perdi tutto, ma se vieni a lavorare da malato c’è una “Mancia” di 100 Euro. Accordo sindacale molto valido, sia sui contenuti che sul metodo…..viene pure studiato da alcune Università….

>>>Manifattura di Perosa: Accordo per altri 24 mesi di Cassa Integrazione per riorganizzazione e con 400 esuberi oltre a quelli che andranno in mobilità.

Impegno per anticipo e rotazione. Diciamo che vanno bene altri 2 anni di cassa, sul resto occorrerà vigilare con molta attenzione in particolare sugli investimenti per rilanciare lo stabilimento e la gestione degli esuberi. Prepariamoci ad avere dei rappresentanti.

>>>Alitalia e Sindacato di Base:  Lo Sciopero del SULT del 6-7 settembre contro la discriminazione del sindacato di base da parte dell’Alitalia è sostenuto da tutto il sindacato di base. Sono importanti le lotte per la democrazia sindacale sosteniamole aderendo al fondo di solidarietà nel caso di multe.

Cosa dice ALP/Cub

SCIPPO del TFR: meno 17!!!!

Entro la fine del 2005 ci sarà il decreto attuativo del governo sulle pensioni e tfr. da allora ci saranno 6 mesi di tempo per dire che la nostra liquidazione vogliamo tenercela e non vogliamo che vada a finire nei fondi integrativi di pensione.

Nel Direttivo si è deciso:

·         Assemblea per formare il Comitato il 22 settembre ore 21 presso ARCI di Pinerolo

·         Due incontri a Perosa e Torre Pellice per presentare le nostre iniziative a ottobre.

Grande ASSEMBLEA CITTADINA  a Pinerolo con la presenza di Economisti e Docenti e alcuni presidi per informare tutta la popolazione.

-retro

 

Da liberazione.it del 18 agosto 2005

 

Intervista al sindacalista Pier Giorgio Tiboni, leader della Cub.

 di Fabio Sebastiani

·         Come si caratterizza la vostra ripresa delle lotte a settembre?

Abbiamo proposto un incontro a tutto il sindacalismo di base. L'idea è quella di verificare l'ipotesi di arrivare a uno sciopero generale su tre questioni:

contro lo scippo del tfr e il rilancio della previdenza pubblica: nell'audizione al Senato abbiamo chiesto il ritiro del disegno di legge.

La seconda questione riguarda la redistribuzione del reddito, con la proposta di scala mobile per lavoratori e pensionati. Questo è il problema centrale del paese. L'Italia è davvero un paese ricco ma la ricchezza sta tutta da una parte. Il dieci per cento delle famiglie, infatti, ha quasi il trenta per cento della torta.

La terza riguarda la questione del precariato e del sostegno al reddito. E' in piedi una vertenza con le regioni proprio per costituire un fondo regionale che integri il reddito dei disoccupati e dei precari e dia un sostegno ai lavoratori che vanno in mobilità e in cassa integrazione. Si tratta di una formula mista che prevede non solo risorse, ma anche accessi ai servizi e agevolazione sulle tariffe. Queste tre grandi questioni possono anche richiamare l'idea della "finanziaria che vorremmo". Ciò ci consente di non fare il solito sciopero contro la finanziaria ma delineare anche alcuni contenuti alternativi.

·         Finita la concertazione, quale è il vostro orizzonte?

C'è un problema di passaggio che non riguarda tanto le politiche concertative, che ancora peraltro appassionano Cgil, Cisl e Uil visto il rapporto con Montezemolo. In questi anni siamo cresciuti molto come sindacalismo di base. Abbiamo la forza per tentare di riuscire a ottenere risultati a livello generale. Gli anni scorsi sono stati caratterizzati dalla difesa. Nei mesi scorsi abbiamo fatto una verifica e pensiamo ci siano le condizioni per incidere sulle questioni generali. Proporremo ai vari candidati e ai vari schieramenti che si candideranno alle elezioni politiche del 2006 l'esigenza di uscire dalle politiche liberiste.

·         Sembra che il tema della democrazia sindacale sia entrato prepotentemente nel dibattito precongressuale della Cgil. Che ne pensi?

Penso che non succederà niente dentro la Cgil. Tra l'altro questa questione è posta in modo riduttivo in quanto riguarda alla fine più che altro i rapporti tra le organizzazioni sindacali. Parlare di democrazia vuol dire innanzitutto fine delle discriminazioni nei confronti del sindacalismo di base e nessuna possibilità per Confindustria di scegliersi i sindacati. Occorrono poi discussioni palesi nelle assemblee dei lavoratori e che dalle stesse assemblee escano le delegazioni che vanno a trattare. La democrazia sindacale è una cosa complessa che va al di là del referendum. E' giusto introdurre il principio che sui contratti debbano decidere i lavoratori. Ma alla fine non devono trovarsi a decidere sulla base di una schermaglia tra organizzazioni diverse. Se si va al rinnovo stando nei parametri concertativi non è che i lavoratori possono decidere nel vero senso della parola. Bisogna recuperare un rapporto con i lavoratori. E' questa la verità. I lavoratori devono essere protagonisti e poter scegliere su ipotesi diverse anche di organizzazioni non tradizionali. La Fiom, poi, dovrebbe cominciare a rinunciare alla rendita del terzo nelle rappresentanze sindacali unitarie.

·         Cosa ne pensi delle vicende del sindacato americano e della ripresa del movimento sindacale in Asia?

Sono indubbiamente fatti nuovi che vanno seguiti con molto interesse. Per quello che ci riguarda stiamo rafforzando e tentando di rendere più stabile e operativo il coordinamento tra le organizzazioni sindacali alternative presenti in Europa, perché l'Europa è l'altro terreno rilevante. Seguiamo alcune situazioni in Asia attraverso gli immigrati. Nelle Filippine, per esempio, è in corso una battaglia per alzare il livello salariale. In Usa la rottura mi pare che possa avere qualche possibile sviluppo di radicalizzazione. Ovviamente lì ci sono molti problemi da risolvere, dal rapporto con i lavoratori immigrati al protezionismo. Per adesso per noi restano privilegiati i rapporti nell'auto con i brasiliani e i messicani.