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9 maggio 2005

Ciclostilato ALP/CUB

Associazione lavoratrici e lavoratori Pinerolesi, aderente alla Confederazione unitaria di base

- via Bignone 89, Pinerolo- tel/fax/segreteria 0121-321729

- e.mail alpcub@associazionelavoratoripinerolesi.191.it --- sito web: www.alpcub.com

LIBERO MERCATO

424. Un May Day alla grande
Il 1° Maggio a Milano la parata del «May Day»,  precari dei centri sociali e sindacati di base (tra cui la CUB) insieme per dire basta ai contratti a termine e alla concertazione.
Una sfilata da record, ignorata dai mass media, scuote la festa del primo maggio. Non ci sono solo gli «atipici» o i centri sociali: tra i centomila in piazza anche tanti lavoratori «classici».
Vedetevi gli altri cortei di maggio, e poi tornate qui di corsa. Centomila persone l'altra domenica hanno giocato a mettere in scena il mondo del lavoro per quello che è oggi. Uno schifo. E ci sono riuscite benissimo. Quello che molti non hanno proprio capito, compreso chi di mestiere si occupa di tutelare i lavoratori, è che i precari sono appunto lavoratori. La MayDay è cresciuta al punto che ormai l'etichetta di «primo maggio dei precari» le va un po' strettina. Lungo i sei chilometri di percorso, il più grande corteo del primo maggio in Europa, non c'erano solo i precari , c'era anche chi un lavoro fisso ce l'ha, disoccupati, e qualche osservatore divertito. Nuovi e vecchi lavori hanno sfilato insieme.

Per la cronaca, si potrebbe raccontare un'altra domenica. Con 100 mila lavoratori in piazza oscurati, andiamo invece ad ascoltare il (post) fascista De Corato: «Denunciamo i vandali» (scritte sui muri). E la replica obbligata del prefetto Ferrante: «Atti arroganti» (due vetrine stupidamente scheggiate). E se qualche Tg volesse tornare sulla notizia, ce la racconteranno così. Già sentita anche questa. L'anno prossimo, 150 mila...

(Da “Il manifesto”- Luca Fazio)

E’ importante – ha sottolineato Tiboni, responsabile della CUB - che qualcuno non rinunci all’idea di difendere i lavoratori mentre si stanno distruggendo pian piano i cardini necessari a una vita dignitosa.

Notizie dalle fabbriche

>>>Ufficio vertenze: il martedì dalle 18 alle 19.

>>>730-ICI Inizia il 27 aprile: Telefonare per prenotarsi (0121/321729) il lunedì-mercoledì-venerdì

dalle ore 15 alle ore 18,30.

>>>Contributi per il pagamento dell’affitto da parte del Comune di Pinerolo destinato alle famiglie con basso reddito residenti nel comune.

La domanda scade il 1° giugno, passare in sede per le informazioni.

>>>Manifattura di Perosa: Il 13 maggio ci sarà uno sciopero con manifestazione a Legnano per farci sentire dalla proprietà. Alp partecipa anche con le rsu delle altre fabbriche.

>>>Unità di crisi: Ulteriore incontro nel quale si è discusso in particolare degli anticipi da parte degli Enti Locali, rapporti con le Banche e ricerca sul Pinerolese. Si stenta a prendere atto che occorrono “Strumenti Eccezionali” anche da qualche illustre sindacalista. Alp invece ne ribadisce la necessità con  una formazione seria, ricollocazione e lotte per farci sentire. Alla Hayes Lemmerz accordo sulla cassa integrazione, mobilità, comando a distacco.

>>> Fondi pensione: La Cgil sta spingendo al massimo. In un convegno e Roma con Epifani parla di “Previdenza Equa e Solidale”!!! (come quelli che chiamano la guerra intervento umanitario…).

A Pinerolo la Cgil Scuola convoca le assemblee per sponsorizzare il Fondo Espero. Alle domande su quali garanzie la risposta è stata: venite in sede e faremo delle simulazioni…

Convegno della Cub il 12 maggio a Milano

“LA QUESTIONE DELLE PENSIONI: TRA RIFORMA E REGRESSO” per la campagna contro lo scippo del TFR, mentre ALP continua la sensibilizzazione e la battaglia per la difesa della Previdenza Pubblica e per smascherare la truffa del silenzio assenso.

>>>Riflessione di un gruppo di donne delle comunità cristiane di base sul referendum sulla “procreazione assistita”.          

VEDI RETRO

 

Dalla RIFLESSIONE dei GRUPPI DONNE DELLE COMUNITA' CRISTIANE DI BASE sul referendum e sulla legge 40/2004 “Procreazione assistita” – (Stralcio dal n° 920 del 5 maggio del Centro per la Pace di Viterbo)

 

Siamo chiamati/e a un referendum che non avremmo voluto in quanto, in una democrazia, la funzione di legiferare - soprattutto su grandi temi che hanno ricaduta sulla vita personale e sulle coscienze individuali - dovrebbe avvenire senza pregiudizi ideologici, cercando soluzioni che possano rappresentare regole condivise da tutte/i perche' tutelano i diritti costituzionali di ogni cittadino/a. Le decisioni prese con la legge 40 sono espressione di una visione etica parziale e di parte e si traducono in limitazioni autoritarie della liberta' individuale e di ricerca scientifica.

 

Vale la pena vietare o e' preferibile educare all'uso responsabile della scienza e dei rimedi che offre alla cura di malattie? E' giusto rifiutare alle persone sterili di avere figli, quando sarebbe possibile dare un aiuto ad una maternita' e paternita' desiderata ma difficile? E' giustificato un atteggiamento repressivo e punitivo nei confronti delle donne che ricorrono alla fecondazione, imponendo l'accettazione di embrioni con gravi malformazioni accertate?

 

La possibilita' di generare ha un ruolo determinante nel processo di costituzione dell'identita' femminile; la maternita' e' in molti casi vissuta come necessita' e destino. Di conseguenza, il corpo privato di tale possibilita' viene sentito come un corpo colpevole e sicuramente infelice. La medicina impegnata a rimuovere gli ostacoli al concepimento non puo' essere liquidata come "medicina del desiderio", quasi che il desiderio di avere figli fosse equivalente ad un qualsiasi altro desiderio. Il desiderio di maternita' e paternita' costituiscono sempre un esercizio di liberta' nei confronti della vita e non possono essere legati ad una concezione di famiglia fondata soltanto sul legame "di sangue" riproposta nella legge.

 

Le donne sanno bene la differenza tra una cellula fecondata e un ovulo e uno spermatozoo separati: solo l'accoglimento nell'utero e la partecipazione della donna fa divenire attraverso la gravidanza l'embrione persona.

Anche numerosi/e filosofi/e, scienziati/e, teologi/e cattolici/e e intellettuali laici, seguendo del resto il comune buon senso, non ritengono che l'embrione possieda fin dai primi istanti le caratteristiche di una piena individualita' umana, ma che questa sia acquisita gradualmente. Legittimare la personalita' dell'embrione ha - sicuramente - una ricaduta sulla legge 194 che tutela l'interruzione della gravidanza. Nella legge 40, al divieto delle analisi sull'embrione prima dell'impianto nell'utero della donna viene opposta, nel caso della possibilita' di trasmissione di malattie genetiche, l'ipocrita possibilita' di abortire, "rimedio" che, pur applicando la legge 194, e' sempre una pratica piu' invasiva e traumatica.

 

Altra conseguenza sara' il ritorno alla messa sotto tutela del corpo della donna: se una donna lavoratrice subisce un "aborto bianco" sara' colpa sua o dell'impresa presso cui e' occupata? E se le piace fare sport e questo viene giudicato come un'imprudenza per il nascituro? E' risaputo, d'altra parte, che anche in natura molti embrioni si sfaldano naturalmente prima di impiantarsi stabilmente nell'utero: quale status avranno? Si dovra' riformare l'articolo del codice civile sulla persona?