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7 febbraio 2005

Ciclostilato ALP/CUB

Associazione lavoratrici e lavoratori Pinerolesi, aderente alla Confederazione unitaria di base

- via Bignone 89, Pinerolo- tel/fax/segreteria 0121-321729

- e.mail alpcub@tiscalinet.it --- sito web: www.alpcub.com

LIBERO MERCATO

411.      FIAT-GM  SI’, FIAT-GM  NO!

Cosa ne pensa la CUB:

 Che la Fiat venga ceduta o che si monetizzi il Put (opzione di vendita a GM) è fuorviante: non cambia nulla per i lavoratori e per il futuro dell’industria dell’auto in Italia.

Serve un nuovo assetto proprietario di Fiat, la famiglia deve pagare i debiti e farsi da parte.

L’attuale proprietà non è credibile qualsiasi piano presenti: non ha mantenuto gli impegni assunti nel passato e oggi punta unicamente a scaricare sui lavoratori e sulla collettività i costi di un’operazione lucidamente programmata, per consentire alla famiglia e alle banche di trarre il massimo profitto dalla cessione Fiat.

Il diritto alla vendita a Gm, concepito dalla proprietà per disfarsi della Fiat, è negativo per la salvaguardia dei posti di lavoro ed il futuro dell’industria dell’auto in Italia.

Per bene che vada, Gm è interessata solo a qualche stabilimento e a qualche marchio, non certo a rilanciare la Fiat nel suo insieme; infatti anche GM è impegnata a chiudere stabilimenti in Europa con conseguente licenziamento di 12.000 lavoratori.

E’ indispensabile l’intervento del Governo, che deve impegnarsi per una soluzione che preveda:

·         un nuovo assetto societario di Fiat con investitori privati che sostituiscano la famiglia

·         la costituzione del polo delle auto sportive e di lusso Alfa, Ferrari, Maserati

·         ricerca e industrializzazione nell’auto a basso impatto ambientale

·         investimenti diretti dello stato e delle regioni sul cui territorio ci sono gli stabilimenti

notizie dalle fabbriche

>>>Ufficio vertenze alpcub: Martedì ore 18 - 19.

>>> ASSEMBLEA GENERALE- ALP/CUB

SABATO 5 MARZO ORE 15

SALONCINO ARCI

>>>Sachs-ZF: Elezioni RSU e RLS. Ci prepariamo a raccogliere le firme. Sul contratto i confederali fanno votare la loro piattaforma: meno della metà ha votato e di questi il 30% la respinge. Le RSU dell’ALP hanno distribuito le proposte della CUB.

>>>C.E.SET. (Ex Indesit motori) La Direzione vuole trasferire una linea di motori nell’Est Europa e non intende chiedere la cassa per gli eventuali eccedenti ma direttamente la mobilità (licenziamenti)

 >>>Fiat:, Sciopero l’11 marzo in Fiat e anche di uno sciopero generale di tutti i metalmeccanici.

>>>Ferrovieri: sciopero di 24 ore dalle 21 del 10 febbraio contro la frantumazione del gruppo e a sostegno della piattaforma unitaria, nonostante l’opposizione della commissione di garanzia.       

>>>Fiat, cassa illegale: la Corte d’Appello di Torino dà ragione al Sin.Cobas, che contestava la cassa integrazione straordinaria decisa nel 2002 da Fiat senza piano industriale. Oltre mille operai saranno risarciti.

>>>Inflazione: scende a gennaio, ma più che ai prezzi più bassi l’effetto sembra dovuto al calo dei consumi perché le famiglie hanno meno soldi. Anche Confindustria si lamenta: “L’inflazione ferma a fronte di un’economia ferma non è un dato positivo”. L’ISTAT parla di calo dei prezzi, ma qualcuno se n’è accorto???

>>>INPS, ricerca sul lavoro: l’INPS ha esaminato un campione di 145.000 aziende. Riscontrato il 75% di aziende irregolari nel 2004, contro il 61% del 2003 e il 55% del 2002. L’evasione è più del doppio di quella del 2003. Diminuite le aziende in nero, ma aumentate di molto quelle “fantasma”.

E all’irregolarità è sempre associata la cancellazione dei diritti dei lavoratori.

retro

 

1.        DOCUMENTI: GIULIANA SGRENA, FLORENCE E GLI ALTRI

 

 [Dal quotidiano "Il manifesto" del 14 gennaio 2005. Giuliana Sgrena, intellettuale e militante femminista e pacifista tra le piu' prestigiose, e' tra le maggiori conoscitrici italiane dei paesi e delle culture arabe e islamiche. E' stata inviata del "Manifesto" a Baghdad, sotto le bombe, durante la fase piu' ferocemente stragista della guerra tuttora in corso. A Baghdad e' stata rapita il 4 febbraio 2005.. Nei primi anni '80 lavora a 'Pace e guerra', la rivista diretta da Michelangelo Notarianni. Al 'Manifesto' dal 1988, ha sempre lavorato nella redazione esteri: appassionata del mondo arabo, conosce bene il Corno d'Africa, il Medioriente e il Maghreb. Ha raccontato la guerra in Afghanistan, e poi le tappe del conflitto in Iraq: era a Baghdad durante i bombardamenti (per questo e' tra le giornaliste nominate 'cavaliere del lavoro'), e ci e' tornata piu' volte dopo, cercando prima di tutto di raccontare la vita quotidiana degli iracheni e documentando con professionalita' le violenze causate dall'occupazione di quel paese.
Continua ad affiancare al giornalismo un impegno anche politico: e' tra le fondatrici del movimento per la pace negli anni '80: c'era anche lei a parlare dal palco della prima manifestazione del movimento pacifista".


Florence Aubenas, giornalista francese, e' stata rapita in Iraq alcune settimane fa.

"Non andate in Iraq", ha detto Chirac ai giornalisti francesi. Gli ha fatto eco Fini da Roma. Le varie ambasciate, sotto pressione Usa, avevano gia' intimato ai giornalisti presenti a Baghdad prima dell'inizio dei bombardamenti, il 20 marzo 2003, di abbandonare il campo. L'intimazione non ha pero' avuto successo e la guerra e' stata rappresentata, bene o male, sia da chi doveva subire il controllo del ministero dell'informazione iracheno che da chi, "embedded", era censurato dal Pentagono.
L'ulteriore deterioramento della situazione irachena ha reso ancora piu' difficile fare informazione. I giornalisti sono ostaggio di tutti gli effetti perversi provocati dall'occupazione militare e dalla privatizzazione della guerra. L'ostilita' degli iracheni verso l'occupazione si e' ampliata fino a coinvolgere tutti gli stranieri: contractor, giornalisti o lavoratori umanitari. Non basta piu' essere francesi - per la posizione della Francia verso la guerra e l'occupazione - per avere un trattamento diverso. Del resto, quando si spaccia un intervento militare per "missione di pace" (come ha fatto il governo italiano), non si puo' pretendere che dall'altra parte si facciano distinzioni sottili. E purtroppo in questa spirale perversa Enzo Baldoni ha pagato di persona.
Ora anche l'esercito italiano ha "aperto" a corsi per i nostri aspiranti "embedded". Peggio: e' arrivata alla camera, ed e' gia' passata al senato, la revisione del codice penale militare che prevede l'applicazione della legge marziale nello "stato di pace" anche ai civili, giornalisti compresi, per "illecita raccolta, pubblicazione e diffusione di notizie militari".
Naturalmente il riferimento immediato e' alla "missione di pace" a Nassiriya.
L'informazione si e' dunque militarizzata: a volte, come e' successo a Falluja, e' impossibile seguire quel che accade senza essere al seguito di un esercito. Ma la prospettiva resta  sclusivamente militare, anche se qualche volta sfuggono immagini scioccanti come quella del marine che spara sul ferito disarmato dentro la moschea di Falluja. Ribellarsi a questi schemi e' rischioso, ma e' un rischio che bisogna correre per fare informazione, per fare conoscere una realta' che altrimenti finirebbe solo nei bollettini di guerra o nei pamphlet di propaganda. Sempre di guerra. Florence Aubenas ha sempre corso il rischio di informare: in Ruanda, Kosovo, Algeria, Afghanistan e Iraq. Anche per questo ci sentiamo al suo fianco.