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25ottobre 2004

Ciclostilato ALP/CUB

Associazione lavoratrici e lavoratori Pinerolesi, aderente alla Confederazione unitaria di base

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LIBERO MERCATO

397.  

  L'industria dell'auto ad un crocevia.                          

Dopo la vertenza di Melfi, lo sciopero dei lavoratori della Opel di Bochum in Germania mostra come l'industria dell'auto sia ad un passaggio decisivo per gli equilibri sociali ed economici del continente. Mentre in Italia la crisi Fiat può portare ad una devastazione industriale e sociale, nel resto d'Europa le cose non vanno meglio. In Germania e Francia si è sviluppata un'offensiva contro i lavoratori dell'industria dell'auto, che ha come obiettivo la totale flessibilità del lavoro, lo scardinamento dei contratti nazionali, la riduzione dei diritti.

L'attacco a diritti e occupazione nelle fabbriche europee diventa il punto attraverso cui passano tre grandi questioni. La prima è se questo non sia il frutto di una caduta di valore dell’auto in sé. Ma l'industria dell'auto non è al capolinea: si annunciano nuovi combustibili, si prepara un nuovo rapporto tra la mobilità individuale e collettiva, si definiscono nuove tecnologie. Questa riqualificazione del prodotto apre una selezione brutale tra le imprese, che scatena drammatici attacchi ad occupazione e diritti dei lavoratori.

La seconda questione è di come il potere politico interviene in questo processo. I governi europei sono divisi sulla guerra americana in Iraq, ma uniti nell'importazione del modello di capitalismo e ristrutturazione selvaggia degli Usa. Le scelte liberiste in Europa fanno sì che multinazionali come la Opel possano scatenare un attacco all'occupazione non trovando ostacoli da parte del governo socialdemocratico tedesco. Insomma la questione dell'attacco ai diritti dei lavoratori non trova una politica capace di affrontarla con progetti di politica industriale e di programmazione economica.

Infine la lotta dei lavoratori dell'Opel parla a tutto il sindacato in Europa e lo pone di fronte alla necessità di costruire una dimensione continentale della propria iniziativa. La lotta di Melfi come quella della Opel reclamano una solidarietà che superi i confini di stato e d’impresa e, soprattutto, una disponibilità dell'organizzazione sindacale a rinnovarsi profondamente. Si tratta di individuare modello di sviluppo e comportamenti concreti delle organizzazioni, che rappresentino un’alternativa al liberismo e alle politiche economiche e sociali che hanno governato il continente negli ultimi venti anni.

Da “Liberazione”- Giorgio Cremaschi

NOTIZIE DALLA FABBRICHE 

>>>Ufficio vertenze alpcub Martedì dalle ore 18 alle ore 19 

>>>Integrativo SKF: il 26-27 ottobre assemblee nelle fabbriche per fare il punto sulla trattativa.

>>>Metalmeccanici in lotta: grande partecipazione alla giornata di lotta venerdì a Torino per la crisi del settore, vedi Fiat, e per i contratti integrativi aperti (134, per 34mila addetti solo a Torino e provincia). Migliaia di persone sotto la sede dell’Unione Industriale, 180 aziende aderiscono allo sciopero.

>>>Contratto autoferrotranvieri: adesione media allo sciopero di venerdì superiore al 90%.

I sindacati di base dichiarano 24 ore di sciopero per il 1° dicembre, anniversario della protesta “selvaggia” partita l’anno scorso da Milano.

>>>Elezioni RSU Pubblico Impiego: saranno il 15-18 novembre. A Pinerolo RdB e ALP si presentano all’ ASL 10, INPS e INAIL Invitiamo tutti a votare e sostenere i candidati e riprendere il lavoro del Collettivo di Base del Pubblico Impiego.

>>>CORCOS- Luserna: Sciopero interno contro l’atteggiamento prepotente dei capi nei reparti e per gli errori che sovente si trovano in busta paga.

>>>Assemblea Scuola: la CUB Scuola organizza per giovedì 28 ottobre alle 17, presso l’ITIS Avogadro di C.so San Maurizio a Torino, un’assemblea per discutere l’attacco del governo a libertà e diritti nella scuola.

>>>Manifestazione per la pace: il comitato “Fermiamo la Guerra” organizza una manifestazione nazionale a Roma il 30 ottobre.

 

>>>Cub contro il Governo: la CUB dichiara sciopero generale, con due manifestazioni nazionali, per il prossimo 3 dicembre contro la Finanziaria, per la difesa del sistema previdenziale pubblico e contro lo scippo del TFR.

retro

 

Il Governo trasforma la Cassa integrazione Straordinaria in Mobilità??

 

(Gigi Malabarba Senatore del PRC lancia l’allarme e noi non dobbiamo sottovalutare il problema, vista la situazione nel nostro territorio)

 

Tutta l’opposizione politica e sociale del paese dovrebbe lanciare un vero e proprio allarme di fronte alle operazioni già in corso di smantellamento degli ammortizzatori sociali, che aprono la strada ai licenziamenti.
Il decreto 249, nato come semplice proroga di cassa integrazione ‘a perdere’ e di mobilità per alcune imprese, non solo ha integrato tutti gli esuberi Alitalia, ma ha definito un totale stravolgimento della legge 223 del 1991, trasformandosi in decreto nei fatti attuativo della delega 848 bis, prima ancora che essa venga discussa in parlamento.
In particolare, a tutti coloro che saranno collocati in cassa integrazione straordinaria (Cigs) verrà applicata la normativa prevista per la mobilità, ossia quella che impone di accettare qualsiasi proposta di lavoro perché il licenziamento è già avvenuto. Infatti, il sussidio di mobilità viene erogato dopo la risoluzione del rapporto di lavoro e lo si perde, appunto, a fronte di un¹offerta di lavoro.
Ma proprio questa è sempre stata la differenza tra i due strumenti e sono state e sono centinaia di migliaia i lavoratori sospesi in Cigs per periodi più o meno lunghi, che hanno conservato il posto di lavoro. Basti pensare agli operai della Fiat che da anni usufruiscono periodicamente della Cigs anche per periodi di 15 giorni. Personalmente ne ho usufruito, come operaio dell’Alfa Romeo di Arese, dalle prime ristrutturazioni del 1981 diverse decine di volte.
Nella nuova norma è poi contenuto il riferimento all¹art. 13 del decreto attuativo della famigerata legge 30, che rende obbligatoria l¹accettazione di un lavoro precario e a termine se non si vuole essere immediatamente licenziati. Come dire che un operaio Fiat in Cigs può ricevere una proposta di lavoro per sei mesi da un¹agenzia interinale e non può rifiutarsi, anche se lo pagano il 20 per cento in meno: se rifiuta viene licenziato subito, se accetta sarà comunque licenziabile dopo! Idem per i lavoratori collocati in Cigs da Alitalia dal 1° gennaio, dato che il provvedimento diventa operativo dal 5 dicembre. Lo stesso dicasi per qualsiasi rapporto di lavoro pubblico o privato, ivi compresi quelli a cui il sistema di ammortizzatori sarà esteso con l¹848 bis.
La riforma più generale degli ammortizzatori si configura dichiaratamente come l¹applicazione del workfare in sostituzione del welfare, sancito dalle politiche dell¹Unione europea e dal cosiddetto ‘spirito di Lisbona’, condiviso dai governi di centrodestra e di centrosinistra.
Allo Stato resta il finanziamento dell¹indennità di disoccupazione, elevata al 60 per cento dell¹ultimo salario per i primi sei mesi, a scalare al 40 e al 30 per cento per i due trimestri successivi. Mentre gli ammortizzatori (cig, mobilità, contratti di solidarietà) passerebbero alla gestione degli enti bilaterali frutto del Patto per l¹Italia. Anche le regioni e gli enti locali potranno accollarsi interventi per alleviare le nuove povertà, frutto dello smantellamento dei diritti e delle tutele del lavoro.