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18ottobre 2004

Ciclostilato ALP/CUB

Associazione lavoratrici e lavoratori Pinerolesi, aderente alla Confederazione unitaria di base

- via Bignone 89, Pinerolo- tel/fax/segreteria 0121-321729

- e.mail alpcub@tiscalinet.it --- sito web: www.alpcub.com

LIBERO MERCATO


396. POVERA ITALIA…

L’ultima indagine ISTAT sulle famiglie, riferita al 2003, dice che l’81% di esse stanno bene, il 7,9% sono “quasi povere”, il 5,7% sono povere ed il 4,9% vivono nel disagio estremo.

Le ultime due fasce rappresentano 2milioni360mila famiglie (10,6% del totale), cioè 6milioni786mila persone (l’11% dell’intera popolazione. In pratica una famiglia su 5 è povera o a rischio povertà.

La geografia della disuguaglianza rimane quasi invariata rispetto al 2002: condizioni di maggior difficoltà al Sud, per le persone anziane e per le famiglie numerose.

Il confine tra chi non arriverà alla fine del mese e chi, sulla carta, ce la farà è dato, per una famiglia di due componenti, da una spesa media mensile per i consumi di 869,50 euro e l’indagine ISTAT dice che 4 milioni di famiglie vivono con non più di mille euro al mese.

La condizione di chi ha più di 65 anni è critica ovunque, specie al Nord mentre migliora leggermente al Centro.

Scarso livello di istruzione, esclusione dal mercato del lavoro o bassa professionalità compaiono spesso nel curriculum di chi è povero: il 4% delle famiglie con persona di riferimento con titolo di studio elevato ha difficoltà economiche. Le famiglie dei lavoratori autonomi sono meno interessate dalla povertà: sono il 6,7% contro l’8,2 delle famiglie di dipendenti.

Il 65% delle famiglie povere risiede al Sud, che tuttavia ospita solo il 32,6% delle famiglie residenti in Italia.

Da un altro punto di vista, è povero il 5,3% delle famiglie del Nord, il 5,7% di quelle del Centro e il 21,3% di quelle del Mezzogiorno.

Un Paese dalle disuguaglianze sempre più marcate, un Paese sempre più ingiusto.

(da “La Repubblica”- M.S. Conte)

NOTIZIE DALLA FABBRICHE 

>>>Ufficio vertenze alpcub Martedì dalle ore 18 alle ore 19 

>>>Integrativo SKF: non ancora sciolti i nodi principali (stabilimenti in crisi e contratti atipici). Tanto fumo e poco arrosto, con attese estenuanti dei delegati inutilmente puntuali agli incontri.

Assemblee nelle fabbriche il 26 e 27 ottobre. Riunione delle delegazioni sindacali il 2/11. Prossimi incontri con l’azienda il 3-4/11.

>>>Fiat:  Iniziative articolate fino al 5 novembre, giorno dello sciopero unitario in tutta Fiat Auto. Martedì a Torino assemblea dei delegati di Mirafiori. >>>Elezioni RSU Pubblico Impiego: si terranno tra il 15 e il 18 novembre. La RdB/Cub denuncia episodi illeciti tesi ad escludere le sue liste. A Pinerolo RdB e ALP si presentano all’ ASL 10 e INPS. Invitiamo tutti a votare e sostenere i candidati e riprendere il lavoro del Collettivo del Pubblico Impiego.

>>>Licenziamenti GM: la General Motors conferma di voler licenziare 12.000 operai in Europa entro il 2006. Deciso dai sindacati un “giorno d’azione” internazionale di tutti gli stabilimenti GM in Europa per fermare i licenziamenti di massa.

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COSA DICE ALP/Cub

POSTE ITALIANE SPA

E’ arrivato l’accordo dei confederali su areole, flessibilità, prolungamento dell’orario, materie sulle quali i portalettere da anni si battono per combattere l’uso selvaggio fatto da Poste Italiane Spa. Si sperava nel cambio di Direzione nella Filiale di Pinerolo ma la minestra è sempre la stessa, appena fatto l’accordo si muove con una interpretazione para aziendale e basta. Le RSU hanno reagito e nei prossimi giorni si decideranno iniziative. Noi pensiamo che le prime due cose da mettere in campo siano:

·         Battersi per la titolarità della zona.

·      Rivalutazione del punteggio (aumenta la posta commerciale ma non viene calcolata !!)

 

 

retro

 

CRISI LEGNANO-ALCUNE DELLE POCHE NOTIZIE SU INTERNET

«Dopo una lunga trattativa siamo arrivati all'accordo e abbiamo ottenuto dodici mesi di cassa che permetteranno di affrontare con più tranquillità la fasi delicate che attraversa l'azienda - spiega Carlo Riboldi, segretario regionale della Femca-Cisl -. La società si è impegnata alla redazione di un piano industriale, che presenterà entro gennaio 2005, e che interesserà le dieci unità del gruppo. Infine abbiamo ottenuto che l'azienda anticipi i trattamenti della cassa integrazione».

 

 

 UN GIUDIZIO SULL’ACCORDO  sulla cassa integrazione straordinaria

Per il segretario regionale lombardo dei tessili della Cisl, c'è soddisfazione per l'accordo raggiunto, anche non si nasconde la preoccupazione per il futuro del settore. «La situazione è critica per il tessile per diversi motivi, dal calo dei consumi alla sovrapproduzione dei filati fino alla concorrenza di alcune società commerciali italiane che esercitano solamente trading, importando senza particolari rischi - aggiunge Riboldi -. Guardiamo con preoccupazione alla situazione attuale del tessile e ci impegneremo su tutti i fronti per tutelare i lavoratori

http://www.ecodibergamo.it/EcoOnLine/ECONOMIA/2004/09/22_manifattura_legnano.shtml

 

LA CRISI DELL’OLCESE

 

Giovedì 23 Settembre 2004, 10:48

 

 

Olcese: Saltato l'Accordo Con Manifattura Di Legnano

(ASCA) - Roma, 23 set - Saltata l'intesa tra Olcese e Manifattura di Legnano siglato a fine giugno. Lo rende noto un comunicato precisando che ''la condizione della deliberazione da parte delle banche della concessione e del mantenimento di linee di credito a medio termine per un importo complessivo minimo di euro 40 milioni in favore di Olcese S.p.A. nell'ambito dell'operazione di aggregazione con Manifattura di Legnano, non risulta verificata''.

http://it.biz.yahoo.com/040923/26/2y6jg.html

 

23/09/2004 10:55 - Olcese: salta accorto per aggregazione con Manifattura Legnano

Olcese ha annunciato che l’aggregazione con Manifattura di Legnano, accordo sancito lo scorso 29 giugno, non si realizzerà a causa della mancata concessione e mantenimento da parte delle banche di linee di credito a medio termine per 40 mln euro. http://www.borse.it/News.php?IDNews=50305

 

Olcese ha reso noto che al 31 agosto 2004 la posizione finanziaria netta consolidata era pari a -92 mln di euro contro i -78 mln del mese precedente. L’indebitamento netto della sola capogruppo si è attestato a -67 mln, contro i -53 mln di fine luglio.

http://www.borse.it/News.php?IDNews=50967

 

Borsa Italiana ha comunicato che le azioni Olcese sono sospese dalle negoziazioni di Piazza Affari a tempo indeterminato fino a un successivo provvedimento. Il cda di ieri ha deliberato di richiedere l'ammissione alla Prodi Bis.   http://www.borse.it/News.php?IDNews=50962

 

06/10/2004 12:22 - Olcese: richiesta ammissione ad amministrazione straordinaria

Il consiglio di amministrazione di Olcese comunicato di aver deliberato la richiesta di ammissione all'amministrazione straordinaria (cosiddetta Prodi bis). La decisione dipende dalla situazione patrimoniale al 30 settembre dopo l'interruzione dell'aggregazione con Manifattura di Legnano ed è finalizzata a salvaguardare la prosecuzione dell'attività industriale di Olcese

Al 30 settembre Olcese registrava una perdita di esercizio di 33,3 milioni, con ricavi pari a 14,3 milioni. http://www.borse.it/News.php?IDNews=50949

Con la privatizzazione parziale del sistema previdenziale, si sono spalancate le porte a quanti puntano a ridurre i salari e spostare ulteriormente la distribuzione del reddito a favore dei profitti.

Le ragioni della previdenza integrativa vanno ricercate in interessi politici ed economici di parte.

Il mondo finanziario banche, assicurazioni, gestori puntano a contributi obbligatori e ad appropriarsi per intanto del TFR dei lavoratori ora gestito dalle imprese.

I lavoratori vengono ripetutamente attaccati, con la politica dei bassi salari, con l’aumento dei prezzi e poi con peggiori pensioni. L’intero impianto della legge delega peggiora le condizioni dei pensionati e dei lavoratori dipendenti, già duramente colpiti dalla stagnazione delle retribuzioni per più di dieci anni.

Con i fondi pensione, si trasferirà sui redditi da pensione l’instabilità dei sistemi finanziari mondiali con il riproporsi del rischio di fallimento in cui sono storicamente incorsi i fondi pensione di natura privata o semiprivata in occasione di crisi inflattive o crolli borsistici o di guerre. Eventi in tal senso si sono realizzati anche recentemente, i fondi nei paesi in cui sono in attività hanno subito dei veri tracolli compromettendo le pensioni di migliaia di lavoratori (PanAm- Enron ecc.)

 

Il rendimento del TFr negli ultimi 4 anni e dei fondi pensione chiusi

 

Anno

Rendimen.Fondi Chiusi

Rivalutazione Tfr

Diff. Tra Fondi e Tfr

2000

+3,55

+3,54

+0,01

2001

-0,50

+3,20

-3,70

2002

-2,80

+3,50

-6,30

2003

+5,00

+3,20,

+1,80

Totale 4 anni

Tot . +5,25

Tot. +13,44

Tot. -8,19

 

Governo e Confindustria mentono sullo stato delle pensioni pubbliche.

La spesa pensionistica (compresa la copertura tfr che vale 1,5% sul Pil) rappresenta il 12,6% del Pil

due punti percentuali di tale spesa non vengono neanche visti dai pensionati in quanto diventano entrate dello stato per effetto del prelievo fiscale. La differente imposizione fiscale spiega da sola una spesa aggiuntiva di 1,6 punti di pil rispetto alla Germania e di 2,6 punti rispetto all’Inghilterra e agli Usa.

sulla spesa pensionistica gravano oneri, ancora oggi, di natura assistenziale e di ammortizzazione sociale non a carico dalla fiscalità generale es. l’integrazione al minino dei trattamenti che vale più del 1,3% del Pil.

l’area esente da tassazione per i pensionati è fissata a 7000 euro/anno e per i lavoratori dipendenti a 7500 euro/anno il che determina una maggior tassazione delle pensioni di 110 euro annui a parità di salario.

la precarizzazione dei rapporti di lavoro consente alle imprese di sostituire i lavoratori a contribuzione piena con lavoratori a contribuzione ridotta.

Le ultime vicende confermano clamorosamente che la linea dei continui cedimenti da parte dei vertici confederali di cgil-cisl-uil alla linea neoliberista del padronato e del governo non fa’ altro che spianare la strada ai continui tentativi di scaricare sui pensionati e sui lavoratori i costi del mal governo e di tangentopoli, dopo aver ripetutamente sostenuto che le cure da cavallo propinate al sistema pensionistico pubblico avrebbero permesso la sopravivenza di quel sistema.

Un vero e proprio saccheggio dei contributi previdenziali versati dai lavoratori dipendenti.

Per decenni quando cgil-cisl-uil e Confindustria amministravano l’Inps, si è operato un vero e proprio saccheggio dei contributi versati dai lavoratori dipendenti, senza questo l’Inps avrebbe oggi un patrimonio attivo di alcune centinaia di migliaia di miliardi di lire (alcune migliaia di miliardi di euro).

I contributi pensionistici versati dei lavoratori dipendenti sono stati utilizzati per interventi (sgravi contributivi alle imprese, pensioni dei lavoratori autonomi, l’integrazione al minimo, le pensioni sociali ecc.) che dovevano essere a carico della fiscalità generale.

Se la funzione principale da assegnare al sistema pensionistico pubblico è quella di assicurare a ciascun lavoratore il mantenimento del medesimo tenore di vita anche dopo il pensionamento, unitamente alla funzione assistenziale che mira ad assicurare a tutti gli anziani un reddito minimo di sussistenza non serve difendere l’esistente.

Cgil, Cisl e Uil hanno difeso la riforma delle pensioni del ’95, appoggiata dal centro sinistra, che ha prodotto la più grave devastazione del sistema previdenziale pubblico soprattutto attraverso la rottura dell’unità dei lavoratori con l’introduzione del contributivo per chi aveva meno di 18 anni di contributi nel ’95 e la stabilizzazione della spesa pensionistica nel rapporto con il prodotto interno lordo con verifiche periodiche sugli effetti dei “risparmi”.

La stabilizzazione della spesa pensionistica nel rapporto con il Pil determina un importo della pensione tanto più basso quanto maggiore è la speranza di vita al momento del pensionamento e in relazione all’ aumento del numero dei pensionati.

Il rapporto tra pensionati e occupati

Un argomento usato a sproposito per sostenere l’inevitabilità dei tagli alle pensioni è quello che è aumentata l’aspettativa di vita, come se fosse una colpa, e che il rapporto numerico tra lavoratori attivi e pensionati peggiora, tutto vero quello che è falsa è la ricetta proposta per affrontare i problemi che oggi si pongono per il sistema pensionistico pubblico. Alcune considerazioni che si possono fare:

Aumenta l’età media di aspettativa di vita, 74 anni oggi per gli uomini che aumenteranno di 5 anni al 2050, ma l’aspettativa media di vita non è uguale per tutti (lavoratori o ricchi) si tratta della solita media del pollo.

Occupati - Non c’è riduzione nel numero di coloro che sono disponibili al lavoro che potrebbero contribuire a migliorare il bilancio degli enti previdenziali, per non parlare del contributo miserevole che spesso sono costretti a dare due milioni di precari, non è solo questione dell’elevato livello della disoccupazione, ma anche delle attività ridicole che sono messe in moto da buona parte dei nuovi occupati, ma anche se cosi non fosse è pacifico che la misura della produttività sociale non dipende dal numero delle braccia.

Produttività del lavoro, la diminuzione del numero degli occupati rispetto al numero dei pensionati è largamente compensata dall’aumento della produttività del lavoro che da anni finisce nelle tasche dei padroni.

Il progetto della CUB per battere Governo, Confindustria e il liberismo alla base delle scelte di cgil-cisl-uil:

L’aumento delle pensioni in essere per garantire il diritto ad una vita dignitosa a tutti (4 milioni di pensionati e invalidi percepiscono 402 euro mensili e 7.254.366 non raggiungono i 516 euro)

L’aggancio delle pensioni all’andamento reale dei prezzi e alla dinamica salariale

Il ripristino del calcolo retributivo per tutti per garantire continuità dei trattamenti salariali in godimento all’atto del pensionamento e ripristinare la solidarietà intergenerazionale.

Mantenimento delle pensioni di anzianità e rafforzamento delle misure a sostegno dei lavoratori precoci, dei lavori usuranti e dei lavoratori esposti all’amianto.

Piena disponibilità per i lavoratori del TFR con riduzione del prelievo fiscale, la costituzione di un Fondo pubblico presso l’INPS che assicuri ai lavoratori gli attuali criteri di utilizzo e di rivalutazione del proprio tfr e all’Ente un impiego più redditizio delle risorse accantonate con evidenti benefici per il sistema previdenziale pubblico

Un nuovo modello di finanziamento del sistema previdenziale pubblico basato anche sulla ricchezza che l’intero sistema crea.

Aumento e graduale parificazione dei contributi previdenziali per i co.co.co. artigiani e autonomi a quelli del lavoro dipendente. Copertura contributiva adeguata per tutti, anche nei periodi di precariato.

Esentare le pensioni dalle trattenute fiscali a partire dalle fasce di reddito meno elevate

Rendere effettiva la separazione tra assistenza e previdenza ponendo fine ad un uso improprio dei contributi previdenziali versati dai lavoratori dipendenti.

Attuare concretamente la lotta all’elusione e all’evasione contributiva (30 mdi annui di euro) rafforzando gli organici dei ruoli ispettivi.

Favorire una sostanziale omogeneità di trattamento per i dipendenti pubblici ai quali è applicato il rapporto di lavoro privato solo quando fa comodo.

In questo decenni si sono affermate idee e proposte assurde sul sistema pensionistico pubblico e si sono attuati tagli che non solo non sarebbero necessari, ma che contrastano con il mantenimento del livello di vita dei pensionati, con queste idee non solo si è determinato un impoverimento dei pensionati, ma un impoverimento nel quale siamo coinvolti tutti. Ogni taglio imposto ai pensionati non fa altro che ridurre il lavoro necessario.

E’ infatti evidente che se il reddito degli stessi lavoratori dipende in parte dalla spesa degli anziani,con la cancellazione di questa spesa si cancella quel reddito, ciò vale ancor di più per i redditi futuri.

Un fenomeno sul quale vale la pena riflettere per le implicazioni riguardanti il modello di società che produce e la sua sostenibilità sul piano delle caratteristiche che imprime allo sviluppo economico oltre che dei valori di civiltà ad esso intrinseco.

E’ quindi indiscutibile che i lavoratori tutelando i pensionati, tutelino al tempo stesso se stessi, nel senso di garantire la conservazione del loro posto di lavoro, oltre che i trattamenti pensionistici attesi e anche le condizioni dell’esistenza dei loro figli e nipoti.

Milano 5-10-04

A cura dell’Ufficio Studi CUB