19 aprile 2004

Ciclostilato ALP/CUB

Associazione lavoratrici e lavoratori Pinerolesi, aderente alla Confederazione unitaria di base

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LIBERO MERCATO

374. Mercenari in Iraq.

NON CREIAMO FINTI MITI

<<Una persona che perde la vita merita tutto il rispetto possibile, ma non parliamo di eroismo e, soprattutto, lasciamo perdere le medaglie. Quelle vanno a chi muore per una bandiera, non per il denaro>> Mario Rigoni Stern, lo scrittore che ha raccontato l’epopea dei caduti nella ritirata di Russia o sulle montagne dell’Albania non cerca eufemismi per dire il suo «no» alla proposta di Mirko Tremaglia. Sa di andare controcorrente, di scompigliare il florilegio che si dipana attorno alla «bella fine» di Fabrizio Quattrocchi, ma confessa di non sopportare l’effluvio della retorica: «Non mi piace che si creino finti eroi».
Qual è, secondo lei, il discrimine tra un finto e un vero eroe? «Un vero eroe è chi dà la vita per gli altri. Ho visto, in guerra, semplici alpini che si sono sacrificati per salvare un compagno. E vero eroe è anche il missionario che muore curando gli ammalati di Aids in Africa. Io ammiro il coraggio che questo giovane ha avuto nell’affrontare l’ultimo passo, ma mi fermo lì».
Se non è eroismo, allora, dica lei cos’è questo gesto estremo?«Spavalderia, forse. E’ la reazione, pur ammirevole, d’uno che, per lavoro, è abituato a convivere con la violenza. Parliamoci chiaro: se non gli avessero dato dei soldi, lui in Iraq non sarebbe mai andato. Capisce? E’ questo che io intendo quando parla di “un’idea”. Per un’idea si può morire: per un’idea sono morti i partigiani in montagna» (…)

Lei è contrario alla missione?
”Lo ero quando fu decisa e lo sono ancora. Aspetto solo che arrivi il 30 giugno e che tutti - si spera - tornino a casa. A proposito: a costo d’essere brutale vorrei porre una domanda: se ai nostri militari avessero detto “in Iraq andate gratis, rinunciando alla busta paga”, quanti avrebbero accettato di partire? Resta, comunque, il fatto che hanno una divisa, una bandiera. Che bandiera aveva quel giovane ucciso?». (…)
la stampa- 18-4-04

( Quattrocchi era pagato 6000 dollari al mese)

NOTIZIE DALLA FABBRICHE 

>>>Ufficio vertenze alpcub Martedì dalle ore 18 alle ore 19

>>>PARTE il 730: Dal 26 aprile al 29 maggio.

Da quest’anno si prenota telefonando in sede 0121.321729 oppure contattando il vostro delegato

>>>SACHS come aveva detto alp,  chi non ha accettato il denaro dalla direzione è rientrato nell’azienda (2 lavoratori). A dimostrazione che non era eliminando una decina di persone che si risolvevano i problemi ecco  la cassa integrazione  per i lavoratori rimasti in fabbrica.

>>>OMVP: picco produttivo in Torneria. Invece di cercare accordi che prevedano assunzioni, passaggio a OMVP di lavoratori interinali e garanzie per il sito produttivo, qualche capetto pensa bene di offrire contropartite salariali in cambio di straordinario la domenica.

>>>SKF AVIO i lavoratori in CIG a zero ore denunciano con un comunicato la gravità della loro situazione economica e chiedono l’impegno e la solidarietà di tutti gli altri lavoratori per farli rientrare in un posto di lavoro in cui possano guadagnare onestamente un salario adeguato.

.>>>AVVISI

25 aprile  IL Pinerolese Social Forum propone di: fare un presidio Sabato 24 Aprile in Piazza Cavour a Pinerolo dalle 17 alle 19 con striscioni, musica e volantinaggi;  partecipare al corteo del 25 Aprile con striscioni e bandiere della pace.

FONDI PENSIONE Per approfondire il tema Cub-SALLCA e ALP-Cub organizzano un incontro il 29.04.2004, ore 21.00, presso la sede ARCI di Pinerolo (nel cortile dell’ALP-Cub).

Che cosa dice ALP-cub:

25 aprile e 1°maggio in fabbrica:

ma non capita solo a Perosa

La Manifattura di Legnano a Perosa Argentina ha ridotto la lavorazione di preparazione del cotone e messo in CIG a rotazione  quaranta operaie per due settimane, visto c’è un calo di ordini.

Eppure le operaie dovranno lavorare domenica 25 aprile (part-time) e sabato 1° maggio (part-time). Non si può farne a meno?

Il fatto che quest’anno molte festività cadano a fine settimana evidenzia il disagio di orari e turni di lavoro disegnati a misura del profitto, che da tempo hanno sconvolto il tempo di vita di molti lavoratori