24 febbraio 2003

Ciclostilato ALP/CUB

Associazione lavoratrici e lavoratori Pinerolesi, aderente alla Confederazione unitaria di base

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LIBERO MERCATO

 

 

317. SENZA ART,18 IL 62%

Il dato odierno (settembre 2002) è di fonte ufficiale e viene direttamente dalla Piccola Industria di Confindustria. Sul totale di circa 4 milioni e 800 mila imprese (dati ottobre 2002) che operano in Italia, oltre 4 milioni sono da considerarsi piccole e medie. Vuol dire che su 56 milioni di abitanti, abbiamo in pratica un'azienda o aziendina ogni 14 anime, neonati compresi. Il trionfo, l'apoteosi del capannone. Dice il medesimo Rapporto, redatto per Confindustria dal gruppo Bancario Capitalia: c'è un denso affollamento di piccoli, una relativa scarsità di grandi stabilimenti. Cresciute come funghi un po' dovunque, nel Nordest ma anche nel Centro e al Sud, le piccole e le microimprese sono soprattutto diffuse nell'industria manifatturiera, nelle costruzioni e ancor più nei servizi. Là dove l'art.18 non c'è. Ci vengono buoni sempre i dati di Confindustria, la sua tabella "parlante". Su un universo di 24 milioni di lavoratori dipendenti, la zona grigia non coperta dall'art.18 risulta infatti così formata: "Oltre 3 milioni e mezzo di lavoratori irregolari; 6 milioni e mezzo di lavoratori autonomi regolari; 2 milioni e 900 mila di dipendenti da imprese al di sotto delle 16 unità; 1 milione e mezzo di lavoratori a termine; 45 mila sotto la voce "altri"". Il totale, dice Confindustria, fa 14 milioni 483 mila. Pari, al 62 per cento dell'intera occupazione. Pari al 37 per cento della intera popolazione in età di lavoro.

NOTIZIE DALLA FABBRICHE

>>> Ufficio vertenze: mercoledì dalle 18 alle 19.

>>>lo sciopero del 21 non è andato bene; come mai? Ci siamo interrogati, non è solo la mancanza di soldi ma un malessere diffuso ancora da capire. Stiamo cercando di attivare un raccordo tra le varie situazioni e RSU. dobbiamo ancora insistere.

>>>SACHS-BOGE incontro con il 26 febbraio

>>>VERTENZE: processo per Amer Eco mercoledì mattina, Tribunale di Pinerolo.

>>>POSTE: il conflitto aperto con la Filiale di Pinerolo, non si ferma al livello Regionale? riusciamo una volta a fare una sciopero?

>>> VOCI DALL’OFFICINA. E ‘ uscito il primo numero del bollettino del Comitato di lotta per la Fiat.

Si dice fra l’altro a proposito delle lotte:.

Il livello di scontro richiedeva, per "fare male al padrone", una strategia completamente diversa. Non il blocco degli stabilimenti Fiat, ma quello delle aziende del gruppo che producono utili e consenso (Rinascente, Auchan, Alpitour, Fiat Avio, La Stampa, Il Corriere della Sera). Non scioperi nelle fabbriche da chiudere, ma scioperi nei punti strategici del ciclo produttivo (a Melfi, a Termoli, a Pomigliano, a Pratola Serra, alla Powertrain di Mirafiori), l’organizzazione delle casse di resistenza in favore dei lavoratori dei punti nevralgici, il sostegno attivo di altre categorie con ogni mezzo utile per tentare una estensione della lotta. E’ evidente che è facile dirlo, e tutta un’altra cosa provarci davvero..

 

 

CHE COSA DICE ALPCUB

Nell’assemblea dei soci eravamo in 53, la relazione del presidente ha toccato questi punti: la guerra, le lotte del 2002, i militanti, la Fiat e i contratti, art.18.il territorio.le RSU e i collettivi, servizi e tesseramento; dopo si è discusso molto.

Nelle conclusioni: Capire perché le lotte stentano e recuperare le iniziative nel territorio.

Sull’art.18 si è deciso di impegnarsi a fondo sul referendum (ALP aderisce al Comitato e invita tutti a firmare). Continuare la lotta e le iniziative contro la guerra. Si è concluso con una cena comunitaria, festa e canti per ritemprarci per le prossime avventure.